Lapi Dario in to The Common Places

Dario stava noiosamente facendo zapping con il telecomando: “Ormai in  tv si vede solo sesso e violenza, esco”.

“Esci di nuovo?” disse sua madre innervosita “Ricordati, questa casa non è un albergo!”

Sua madre, vedova ormai da tempo con lui come unico figlio, arrabbiata gli disse: «Ricordati la mamma è sempre la mamma e di mamma ce n’è una sola!”

Fu così che Dario uscì di casa lasciando la via vecchia per la nuova sapendo ciò che lasciava ma non cosa si trova. Mentre era in strada vide un manifesto mortuario che annunciava la dipartita di Carpi Isa, morta dopo una lunga agonia causata dall’enorme peso delle sue borse sotto gli occhi. “Peccato” pensò fra sé e sé “era tanto una brava persona”. Entrò in un bar lasciando la porta aperta come al solito poiché era nato in una barca, cercò senza successo di approcciare una ragazza con i capelli rossi e con uno strano odore che lo liquidò dicendogli: «Gli uomini preferiscono le bionde ma poi sposano le more.»

Il barista, che aveva osservato tutta la scena, esclamò: «Eh, non ci sono più le donne di una volta, guarda poi cosa sta facendo con l’auto .. certo le donne non sanno guidare anche se maturano prima degli uomini. L’ho sempre detto, se una ragazza è bella allora è oca » e prima che finisse di dire «chi dice donna dice danno» Dario gli chiese se potesse indicargli un posto dove andare a mangiare. Il barista gli disse: «C’è una trattoria proprio qua dietro l’angolo è buona si fidi, là si fermano sempre un sacco di camionisti.» Fu così che il ragazzo si avviò verso la trattoria. Vedendo sfrecciare una bella macchina sportiva nera, che d’estate diventa un forno, si mise a rimuginare sul fatto che fanno le macchine che possono andare così spedite ma poi ci sono i limiti di velocità. Entrò nella trattoria, ma prima di sedersi chiese a l’oste dove fosse il bagno che si trovava in fondo a destra. Si lavò le mani si mise a sedere e immediatamente gli fu portata una pietanza. Pregustando ciò che avrebbe mangiato pensò:  «Ah non c’è niente da fare, come si mangia in Italia …pensare che stamani non avevo neanche fatto colazione che in effetti sarebbe il pasto più importante  … certo però quanto cibo si spreca, pensare che ci sono i bambini del III mondo che muoiono di fame.» Questi pensieri gli avevano tolto l’appetito, si alzò dal tavolo ma l’oste lo bloccò immediatamente esclamando: «Ci si alza dal tavolo solo quando anche tutti gli altri hanno finito». Dario rispose che si era appena ricordato di avere un impegno improrogabile, allora, con la scusa che il giorno dopo sarebbe stato più buono, si fece impacchettare il pasticcio e tornò nuovamente in strada.

(fine I parte)

Gustave Coubert – Uomo disperato (Autoritratto) 1844

 

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