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Il Principe Cher Camogli (cronache erotiche)

I due si davano appuntamento una volta l’anno in quel ristorantino chiamato “Il Principe” appena  fuori Camogli. Lui si presentava sempre curato,  con la barba appena fatta e un barattolo di pesto fatto dalle sue possenti mani. Lei lo aspettava sempre al solito tavolo. Quel giorno era ancora più bella di quanto lui ricordasse,  forse perché  era fasciata in un vestito rosso fuoco  che niente lasciava all’immaginazione. L’uomo si avvicinò a lei e,  senza proferire parola,  poggiò il barattolo sul tavolo.  Vedendolo  gli occhi di lei s’illuminarono all’istante, le piaceva pensare  a quanto lui se la cavasse bene ad usare il mortaio. Ordinarono un pasto frugale, mangiarono poco e  lasciarono velocemente il ristorante.  Corsero veloci in macchina e arrivarono  in  quel pied a terre con uso cucina  che ogni anni usavano per i loro giochi proibiti. Si spogliarono senza fretta, dallo stereo si sentivano le voci di Sonny & Cher che cantavano I got you babe, lui  si distese sul letto ammirando il corpo di lei che via via si privava dei vestiti e della biancheria.  Era bellissima, lui la guardava estasiato soffermandosi con ammirazione verso  il suo monte di venere completamente depilato. Lei  di tanto in tanto si fermava ad osservare le dita di lui pensando  a quante cose sapesse fare con le mani, con la  bocca e con  il resto.  In quella stanza si respirava un’aria salmastra mista ad un forte odore  di sesso. I loro corpi erano vicini e cominciarono a  baciarsi avidamente. Lui amava assaporare ogni angolo del corpo di lei,  cominciò a far scivolare la sua lingua sui suoi turgidi seni e poi sempre più giù. Lei gioiva ed emetteva piccoli suoni simili a dolci lamenti. Continuarono così per un po’ finché non sentirono che il momento che aspettavano era arrivato. Lui era giunto con la bocca  vicino al suo sesso, lei non aspettava altro, allargò le sue gambe, affondò le sue dita in quella miscela da lui realizzata con tanta passione,  si passo la mano  intorno alla sua dolce fessura e lui finalmente poté godere dell’inguine al pesto.

Dedicato a Paolo M. E Caterina D. B.  che mi hanno sostenuto e ispirato (:D) 

Si, sono uscita con lui e …

“Sai Cinzia alla fine ci sono uscita con quel tipo, si…è stata un’esperienza terrificante! Si lo sapevo che lui non mi piaceva …  bello non è certo bello e anche il carattere è quel che è … una noia interminabile. Si mi ha portato in pizzeria, che poi dico “m’inviti a cena e mi porti in pizzeria?”  e lo sapevo che era tirchio, infatti abbiamo fatto alla romana, cioè io ho pagato e lui ha sfoderato i suoi tickets restaraunt. Dopo mi ha portata in quel locale e anche li mi sono pagata io la mia consumazione. Un poveraccio guarda .. Si lo so che non dovevo aspettarmi di meglio e che la nomea era quella … la cosa più sconvolgente era la bavetta che gli usciva dalla bocca e quel suo continuo sputazzare mentre parlava, fra l’altro parlava in continuazione, un fiume in piena ti dico. Si, parlava soprattutto di sé stesso, della sua mamma (santa donna) che è l’unica che lo capisce, di quanto lui è sfortunato, dei suoi acciacchi, della sua stitichezza cronica e le conseguenti emorroidi, della sua acne tardiva…guarda era più interessante leggersi una rivista medica che starlo a sentire. Poi ti dirò anche il suo odore…blah! Si era messo addosso una specie di Denim scaduto nel 1979 che misto al suo sudore era qualcosa di ripugnante e quando si è spogliato…Dio ha le tette! Non ce l’ha come le mie o le tue intendiamoci, ha due così simili a preservativi usati che gli penzolano sul petto. Ha quella specie di patina sulla lingua e un fiato che stenderebbe  anche  un rinoceronte obeso e quando bacia ti caccia  quella sua abnorme cosa fino alla trachea …  roba da vomito!  Ha anche i peli sulle spalle, sembrava avesse due barboncini  schiacciati ai lati del collo, poi ha delle macchie assurde sulla pelle, roba mai vista ti giuro! Non sa fare nulla, non sapeva dove mettere le mani, mi ha quasi staccato un capezzolo con un morso e la penetrazione  poi…si se penetrazione possiamo chiamarla con quel coso che si ritrova..si si, a parte che era piccolo e fine fine fine è che era strano, un po’ storto, tipo un piccolo uncino, un uncinetto smencio però. Insomma una serata terribile, ma me lo sarei dovuta immaginare, insomma si vedeva lontano un miglio che non era un tipo da memorabili sorprese”

“Scusa Elisa perché ci sei uscita allora?”

“Come perché? Mi aveva detto che ero carina!”

Paolina

Carne, pesce, uova, latte, farina, biscotti, vino … e se fosse intollerante al latte? Meglio prendere anche quello di soia … se non gli piacesse prendo anche quello di riso, d’asina e di capra. Verdura, frutta … la cioccolata non deve mancare, nemmeno le fragole. Devo accertarmi che non soffra di particolari allergie, comunque in ogni caso il cortisone ce l’ho. Dio come sono nervosa, stasera viene a cena da me e deve andare tutto bene. Sono anni che non ho un appuntamento e mi sembra un miracolo che stasera quell’uomo così garbato venga proprio a casa mia. Ho sistemato tutto, ho pulito minuziosamente, cambiato il letto e mi sono anche depilata … non si sa mai. Mi devo calmare, sono troppo agitata, non devo farmi vedere così inquieta. Devo respirare profondamente e non farmi prendere da brutti pensieri. Male che vada ceneremo e sarà un ottima cena. Parleremo del più e del meno, lui non percepirà la mia ansia, sarà una serata piacevole, mi saluterà con un bacio e prima di andarsene fisseremo per lo spettacolo a teatro che vorremmo andare a vedere. Tutto senza fretta, non posso bruciarmi anche questa occasione. Calma … avrò anche il tempo di fare un po’ di meditazione e una bella doccia calda per distendere i nervi.Va tutto bene, me lo devo ripetere costantemente, ma questa testa non fa che volare fra pensieri rosa e pensieri neri. Mi vedo già felice e incinta a costruire con lui la nostra casa, la nostra vita. Poi penso che lui non verrà, che presto riceverò una telefonata o peggio un sms in cui mi dirà che si scusa che ha avuto problemi e bla bla … forse non avviserà nemmeno e io starà tutta la sera in attesa fino a tardi … mi abbufferò piangendo su tutto quel cibo. Devo mettere un freno a questi deliri della mente, voglio essere neutra, devo in tutti i modi devo essere saggia anche con i pensieri, questa non è la prima né sarà l’ultima occasione di avere un appuntamento con un uomo. La spesa l’ho fatto, ho tutto il tempo a disposizione per rilassarmi, comunque andrà sarà un successo.
Questi erano i miei ultimi pensieri mentre camminavo con la spesa verso casa,  prima che una macchina m’investisse facendomi saltare quell’appuntamento e la mia vita.