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« Là dove finisce il fiume, comincia il film. »

Marina scese in campo proprio quando Matteo cambiava verso all’Italia, la dove c’era l’erba ora c’è una città e dove c’erano pecore che facevano “bee” adesso facevano “eeb”. Un colpo al cerchio, una alla botte piccola della moglie ubriaca davanti al carro, davanti ai buoi,  ed eccoci di nuovo alla Leopolda, vecchia stazione di tanti anni fa dove il carretto passava e quell’uomo gridava gelati allo scoglio arginanti il mare sotto il maestrale, ma il maestrale a Firenze non c’era, maledetta primavera, era autunno e questo è un altro film.
Dicevamo che Renzi faceva il giovane con i suoi 38 anni e i suoi nei direttamente trapiantati da Vespa (ma come bello andare in giro per i colli bolognesi ♫), essere giovani in Italia è relativo, l’importante è innovare, per questo Berlusconi, stanco di scendere in campo, che con l’umido che tira alla sua età non gli faceva bene, tirò fuori la figlia Marina che al mercato un marito comprò.
Può sembrare una storia assurda ma l’Italia è fatta della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni son deleteri. Tutto doveva cambiare affinché niente cambiasse, il gatto pardo, il topo nomastico, il can che abbaia non morde.  Renzi era bellino con la sua vespa, la camicina bianca con le manichine arrotolate, la bicicletta e la cinquecento, lui si sarebbe scontrato con Marina e in segreto avrebbero fatto del sesso sfrenato. Lei avrebbe partorito piccoli cloni, lui piccole Katy. L’Italia sarebbe tornato il Bel Paese perché dove c’è Galbani c’è fiducia. Letta sarebbe rientrato nel freezer e anche gli uccelli avrebbero fatto ritorno. Ma tra un vaffanculo e l’altro c’era ancora del nuovo di cui tenere conto, quel grillo chiacchierone che chiasso che fa (me lo prendi papà?) si.  Ma questa mia roulotte mi sembra l’arca di Noè e di nuovo piove, si salveranno solo Dudù e il cane che la Bignardi mise in braccio a Monti, già Monty Python. Italia, si, Italia no, Italia bau.
E se quello che ho scritto vi sembra un delirio, provate ad aprire gli occhi.

E sembra un sabato qualunque, un sabato italiano

Sono stanco, questa passeggiata mi ha proprio stremato, ma che scelta avevo? Ore che non passano mai su questa autostrada, gente che parla, qualcuno fruga ancora nel cestino, avessero mai dato un pacchetto di crackers in più per sbaglio. Come ci siamo ridotti? Ricordo quando non potevamo permetterci grandi gite e la domenica improvvisavamo picnic nei dintorni armati di arance e amore per la famiglia mentre da una radio ascoltavamo tutto il calcio minuto per minuto.

Il lavoro, l’auto, il mutuo, le lotte sindacali, i figli all’università, le nostre conquiste. Una vita di sacrifici per poi ritrovarsi con una nazione piena di debiti. Io ho sempre avuto paura dei debiti, pensare che ho comprato l’auto solo quando potevo permettermela e adesso l’ho dovuta rivendere, la benzina è un lusso che non posso più concedermi. Sono un esodato, fino a poco tempo fa non sapevo che neanche esistesse questa parola che mi definisce un uomo senza lavoro e senza pensione, un nulla che fa parte di una moltitudine incalcolabile per il ministro del lavoro che lavoro toglie.

km scorrono sotto i nostri sederi, c’è chi dorme, c’è chi chiama i figli al telefonino. Che scelta avevamo? Ho lavorato per una vita, mancava davvero poco alla pensione, già pensavo al viaggio che avrei fatto con la liquidazione e a tutte quelle piccole soddisfazioni che avrei voluto togliermi, ma sono rimasto fregato. Adesso sono senza far niente, fermo, sospeso. Per non sentirmi inutile, in questi ultimi tempi, mi sono interessato alla politica, quella nuova però perché non mi fido più dei vecchi partiti, neanche dei tecnocrati che per un anno mi hanno detto che dovevo fare sacrifici … io. Che scelte ho avuto?

Se almeno avessi avuto i soldi sarei andato a Roma il mese scorso, al Circo Massimo qualche vaffanculo come minimo lo sentivo, potevo respirare una nuova speranza, via tutti! Vaffanculo … io poi sono sempre stato troppo educato, non ci ho mai mandato nessuno ed è anche per questo che forse mi ritrovo in questa situazione. Speravo in un cambiamento ma dal risultato di queste elezioni comprendo che non c’è una maggioranza netta in questo paese, anche i nuovi vogliono governare, tutti vogliono farlo, ma noi intanto che facciamo? A questo punto “vaffanculo mi restate tutti sul cazzo!” forse lo dovrei dire io, tanto poi chiedo scusa.

Attraverso l’Italia su questo autobus e scorro i ricordi di una vita, le mie piccole vittorie che adesso sono diventate angosce, sto perdendo tutto. Risparmio anche sul cibo, cerco di afferrare le poche occasioni per racimolare qualche euro. Oggi ero a Roma in Piazza del Popolo per la manifestazione di Berlusconi contro la magistratura, non mi vergogno a dirlo, spero però che la giustizia continui a fare il suo lavoro, a fine mese dovrebbe arrivare anche la bolletta del gas, altri 10 euro potrebbero farmi comodo.