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Movimento 5 Padelle

“Abbiamo la rete e anche il materasso, possiamo fondare un nuovo partito, io sarò la voce e tu l’eminenza grigia, per cui da adesso smettila di tingerti i capelli.”

“Si ma credi che sia il momento giusto? Insomma vedo che la politica ultimamente non ha molta presa … che ne dici di partecipare ad un talent per poi emergere dalla TV? Potremmo cominciare da Italian Next Top Model … no siamo anziani … IDEA! Che ne dici di Master Chef? I cuochi vanno per la maggiore adesso. Se riusciamo a bucare lo schermo ci sta che in futuro tu possa arrivare a fare cose grandiose come la pubblicità dello yogurt  ”

“Si ma dobbiamo renderci vendibili a tutti e allo stesso tempo dare l’idea di essere lontani dai soliti prodotti, dobbiamo dare ad intendere che siamo democratici caseari, ma che il fascismo proteico in fondo non ci fa tanto schifo e neanche la lega dei farinacei.  Dobbiamo raccattare un po’ tutto,  il malcontento c’è e per quanto lo yogurt sia trasversale dobbiamo creare un movimento più ampio. Master Chef potrebbe essere un ottimo trampolino di lancio.”

“Mettiamo sul tavolo 5 punti:

1: acqua bere comune

2: ambiente: l’insalata nelle varie stagioni

3: trasporto: cibi a km zero

4: energia: come cucinare senza forno

5: sviluppo: il soufflé, torte e pani lievitati

Potremmo chiamarlo Movimento 5 Stelle Michelin … no meglio studiare qualcosa di più popolare … Ho deciso: lo chiameremo Movimento 5 Padelle. Sono convinto che sia un’ottima idea, ma come riusciremo ad emergere? Voglio dire tu non hai mica il fascino di Carlo Cracco o di Joe Bastianich”

“Useremo la rete per denunciare il complotto sionista-massonico nelle cucine di tutto il mondo, organizzeremo un Vaffanculo Day contro l’Artusi e la vecchia politica culinaria, attaccheremo tutti al suono di chi non è con noi è contro di noi

“Dovremmo arrivare al cuore della casalinga di Voghera … fondiamo un blog  e usiamo una piattaforma ad hoc per controllare i commenti, primo obbiettivo: l’affossamento di  Giallo Zafferano. Poi metteremo in giro voci contro la Parodi e la Clerici, ritireremo fuori la notizia di Bigazzi e i gatti così da accattivarci anche le simpatie degli animalisti.”

“Bello, seminiamo il blog di pubblicità così ci tiriamo su un bel po’ di quattrini, controlliamolo noi e diciamo che quello è il portale ufficiale del movimento”

“Si ma in caso di un ampio successo come le gestiamo le voci contrarie ai carboidrati all’interno del movimento?”

“Epuriamo i puristi: uno vale uno ma il mio uno vale più degli altri. La carbonara è un valore sociale, ma noi c’inventeremo una ricetta senza uova, pasta, pecorino e guanciale e faremo credere che sia altrettanto buona. Dobbiamo fare in modo che la gente abbocchi”

“Cavalchiamo il signoraggio delle banche del latte, denunciamo la lobby delle multinazionali del cacao e del mais, facciamo un mash-up di rivendicazione culinarie giuste e altre infondate. Se nella rete ci sono ancora persone che dal 2007 credono all’allarme per i cibi avvelenati dai termovalorizzatori crederanno anche a noi”.

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Il cuoco che non deve chiedere mai

Che cosa rende veramente irresistibile un uomo? I pettorali? Gli addominali ben scolpiti, il sederino sodo, il sorriso, la simpatia, l’intelligenza, l’estro, la bontà, la generosità d’animo,  la sensibilità, la capacità di farti sentire la donna più bella del mondo? Il potere? Il denaro? Il saper far sesso in modo sublime? Ci sono molte donne, come me, che non si fanno incantare da aspetti superficiali. Una donna che si dica donna se ne sbatte della bellezza, dei soldi e del potere, una donna che si dica donna,  per quanto tosta sia,  si scioglie come  il gelato del Vezzosi sull’asfalto brillante delle 3 del pomeriggio in via dei Cappuccini in una torrido 38 Luglio di qualsiasi anno per una cosa… “Ma cosa sarà mai?” _direte voi, miei piccoli lettori_ “E’ il mestolo!”_ risponderò io eccitatissima_ “Deh ‘n’affare!”_commenterete subdolamente voi, miei  piccoli malpensanti empolesi. Vi dico che #unadonnachesidicadonna adora e impazzisce letteralmente per l’uomo che cucina.  Vi confesso che i miei sensi vengono costantemente tormentati  da foto e descrizioni allettanti  di preparati culinari escogitati da provocanti ammaliatori che mi seducono promettendo le loro grazie ma che poi mi lasciano puntualmente bramosa e insoddisfatta. E intanto sogno lui, quell’uomo che mi ha stregata con il suo sguardo penetrante più di un coltello dello Chef Tony, quell’uomo che con solo 3 parole Carlo Cracco: Chef  ha sedotto me e migliaia d’italiche figlie d’Eva. E pensare che fino a pochi mesi fa mi emozionavo sui pettini di mare e gli halibut del biondo scozzese della cucina infernale, ma una volta visto Cracco in azione, aver  sentito i suoi cazziatoni e aver visto con il suo sguardo incenerire creature di ogni dimensione, sesso e qualità, Gordon Ramsay mi è parso un’eterea mammoletta senza spina dorsale. Carlo Cracco fa sentire qualsiasi essere  umano una nullità, io avrei paura anche a fargli un caffè figuriamoci a cucinare per lui perché ho visto come guarda i concorrenti di Master Chef quando assaggia i loro piatti, una rettoscopia effettuata in uno stadio durante il derby dell’anno metterebbe meno in imbarazzo che sottostare due nanosecondi alla suo giudicante occhio esperto.  Forte delle sue due stelle Michelin se la tira più dell’elastico delle mutante di Platinette, prepara cose che fa pagare uno stonfo e quando è in cucina con i concorrenti li esorta al lavoro con la stessa grazia con cui un nazista esortava i deportati ai tempi del III Reich. Eppure ci piace, sogniamo di essere possedete sopra i piani di marmo mentre la lavastoviglie va cantando la nostra passione.  La nostra fantasia vaga fino ad immaginarci in mezzo agli ortaggi e ai crostacei con lui che ci bracca da dietro libidinoso come un Rocco Spread. Lui è il primo elemento del  Teorema di Ferradini, lui è l’uomo con cui una donna che si dica donna sogna di fare sesso selvaggio nella calda sensualità di una cucina professionale. Lui cucina meraviglie ed è spietato, Dio cosa si può sognare di più?

 

Ringrazio di cuore @Novalgina70 e @selvitano per la passione condivisa