Comunque bella

Anche la rosa più bella è destinata a sfiorire

 

Si avvicinava il Natale, Elena odiava le feste, anche le feste. Pacchetti ricoperti di nastri lucidi, gente che parlava troppo per i suoi gusti, inviti a cene, gli amici, quanti amici, quanti inviti. Di neve non ce n’era, di acqua anche troppa, poi le luci, quante luci, troppe luci, baci e abbracci. Allegria moderata, allegria smodata “e il 31 cosa fai?” quanti amici, quanti inviti. Vestiti, freddo, pioggia, scomodità varie, scarpe, trucco, prepararsi per gli amici, per gli inviti, per quell’uomo, già quell’uomo. Elena non amava, ma cercava di praticare l’amore, ma lui di questo era ignaro. Baci, pelle, lingue, sesso di sopra, sesso di sotto, sesso di lato, sesso girati, sesso sottosopra. Lenzuola e poi di nuovo il freddo, il ticchettio dell’acqua. “Mi ami?” “Ma certo”  e poi il silenzio.  “Cosa fai?” “Penso”

Elena naso imperfetto, strani capelli, lunghe gambe, poco seno, grosso sedere. Elena pensava, pensava sempre anche durante i suoi baci e quando lui le era dentro. Elena era sempre lontana ed era proprio quel suo distacco verso tutti a renderla comunque bella.

Brooke Shaden brookeshaden.com

 

La guerra delle fashion blogger

Sono momenti di crisi profonda, il lavoro non c’è, i renziani avanzano, Lou Reed è morto e anche la mia amica  Elena non si sente tanto bene. La povertà nel mondo è in aumento, l’effetto serra sta giocando brutti scherzi al pianeta, i conflitti nelle zone in guerra si fanno sempre più aspri e a tutto questo vanno aggiunti  il crescente odio verso chi proviene da altri paesi, l’ondata omofoba e quella nazista che imperversa nel continente. Ma non sono questi i problemi che oggi mi preoccupano, no, non è la scadenza del mutuo, il bidet che perde e l’infiltrazione al soffitto che mi tengono in uno stato febbrile di ansia, non sono neanche nei fatidici giorni di sindrome premestruale e non è nemmeno l’amara probabilità che anche Rosy Bindi abbia una vita sentimentale più soddisfacente della mia. Oggi in me è entrata una nuova angoscia, qualcuno ha aperto il vaso di Pandora e scoperchiato, con tanto di nomi, cognomi e nickname:  La Blogger Mafia

(grazie a Elena per l’immagine)

Dopo il Watergate, la P2, Gladio, Wikileaks  e il caso Snowden nel web sono apparsi importantantissimi documenti che potrebbero compromettere per sempre le vite di milioni e milioni di fashion victims. Lo sputtanamento della compravendita di likes e lo scambio di commenti sotto ricatto potrebbero mettere in seria crisi il mercato della moda, ma per fortuna qualcuno ha trovato il coraggio di denunciare e, anche se per questa azione eroica azione sarà emarginat@, l’universo dovrà rendere merito a chi ha deciso di fondare un blog e di arricchirlo con screenshots per far conoscere a noi, comuni mortali, il marcio che regna fra gli outfits più a la page.  E’ scritto tutto qua, nero su bianco con tanto di foto ,  , smiles  e cuoricini,  Truffa Fashion Blogger il blog che scuoterà mari e monti, Dolce e Gabbana.

Non so se riuscirò ma a riprendermi dall’amara sorpresa di queste importanti rivelazioni, eppure ogni giorno ascolto il monito di Heidi Klum che dalla passerella di Projecr Runway ci ammonisce ricordandoci che: “Nel mondo della moda un giorno sei in e quello dopo sei out”. Avrei dovuto aspettarmi che prima o poi anche questo fatato mondo di scarpe, vestiti e altri accessori sarebbe esploso gettando nel web brandelli di Prada e Louis Vuitton.  Ora non ci rimane che ricorrere ai ripari, immaginiamo già una serie di attacchi e di smentite, in tutto questo io mi tengo le mie Carpisa  e i miei jeans cinesi chiusi nell’armadio.
Sabrarola, la vostra, per sempre, Sfavescion Blogger.

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