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Manola

Manola guardava le sue vecchie foto e i suoi vecchi film. 20, 30 anni e poi 40, 50 … la sua sfioritura. Un seno bellissimo, le gambe, i capelli, la pelle, ogni particolare del suo corpo aveva irradiato luce, un corpo che era stato amato e desiderato da tanti. Manola aveva fatto l’amore con molti uomini e con tante donne sulla pellicola, nella sua vita reale e nelle fantasie di chi la venerava, molti tuttora avrebbero voluto possederla, ma forse non com’era adesso. Le era stata regalata l’immortalità che si conferisce alle icone, ma lei non era un qualcosa d’impalpabile come una qualsiasi malinconia, Manola era un corpo e una mente ricca di emozioni e ancora di tanti desideri. Rivedeva le sue prodezze erotiche,  i suoi ménage di gruppo, ricordava la sua infaticabilità nel cavalcare peni instancabilmente dopati, nel dedicarsi con la lingua al sesso altrui, nell’articolare il suo bellissimo corpo nei modi più bizzarri per provare e far provare il piacere. A 20 anni era splendida ma ancora poco esperta, solo intorno ai 40 si sentiva pienamente soddisfatta del suo aspetto e della sua arte.  Invecchiare è inevitabile e per quanto fosse più volte ricorsa alla chirurgia estetica, alle diete e alla ginnastica sentiva di non avere più la piena padronanza del suo corpo, ma non voleva arrendersi, voleva ancora riuscire a realizzare le sue incredibili performance sessuali che tanto l’avevano resa celebre. Gli amanti non le sarebbero certo mancati, ma non aveva voglia di nostalgici attempati o di giovani curiosi, voleva solo provare a sé stessa di essere ancora capace di gioire della penetrazione nei modi più estrosi. Fu così che il giorno dopo la sua cameriera la rinvenne in quella assurda posizione, con un fallo artificiale nella sua vagina e il sorriso di chi ce l’aveva ancora fatta nonostante tutto.

 

František Drtikol Czech Nude #6 1920

Patricia

Patricia, lunghi capelli neri, vitino da vespa e un generoso sedere, se ne stava alla finestra per guardare il confuso via vai delle persone. Era un piacere per lei osservare dall’alto della sua posizione lo sciame grigio che si accalcava lungo le vie del centro, tutti camminavano veloci, la loro frustrazione si poteva respirare fino ai piani alti. Macchine, persone, buste della spesa, corrieri, cani che avrebbero voluto stare altrove, era quella la bellezza della città rinascimentale appena fuori dalla zona pedonale, il casino concentrato tutto intorno. Patricia si sentiva la pietra preziosa di quel mesto anello.  Amava toccarsi pensando alla fatica del garzone che, fra gli autisti arrabbiati, doveva fare le corse per scaricare la merce, la sua era una perversione semplice che poteva attuare ogni qual volta aveva del tempo libero.

Quel pomeriggio avvertiva una particolare sete di soddisfare le proprie voglie, si sarebbe divertita con il suo compagno di giochi mentre spiava i passanti noncuranti della libido dell’inquilina del  III piano di viale Ariosto n° 23. Una voyeur al contrario.

Si era preparata con cura, indossava solo una leggera sottoveste rossa sul suo corpo liscio e profumato, aveva aperto la finestra e aveva cominciato a guardare. Il traffico quella sera era ancora più intenso del solito come intensa era la sua voglia, ma non voleva cominciare a toccarsi solo per accumulare la giusta energia sessuale da sfruttare quando fosse arrivato il suo uomo. I minuti passavano, il lattaio che litigava con il tizio della macchina in doppia fila, il vecchietto che bestemmiava contro la moto che lo aveva quasi investito, la fretta degli impiegati, tutta quella confusione accresceva  il suo stato febbrile, ma lui dov’era? Le ruote dell’autobus che avevano schizzato di fango quella signora tanto per bene, i clacson urlanti, la bicicletta sui marciapiedi e gli insulti dei passanti, era tutto meraviglioso se solo ci fosse stato il suo compagno a penetrarla da dietro, ma lui non poteva essere li con lei, era rimasto bloccato nel traffico.

il solito Vettriano

A.Rida

Nessun ardore, nessun amante, niente,

nessun maschio che circoli nella mia mente

Sarà che ho ancora la luna in contrapposizione

e sembra morto l’eros nel mio ascendente  scorpione

Forse nella mia testa ci sono altre idee e pensieri

e poco spazio per rimembrar bollori con gli sparvieri

A questo punto aspetto tranquilla la nuova stagione,

porterà  occasioni e qualche rinnovata passione?

Purtroppo temo che qualsiasi emozione or si presentasse

sarebbe solo il palpito causato dall’ispettore delle tasse

Mi eccita…

Mi eccita la tua  voce.

Quando mi parli dei desideri che vorresti  realizzare con me mi perdo nel tuo irresistibile richiamo, dimentico ogni disavventura del passato e vedo un mondo nuovo.

Mi eccitano i tuoi occhi.

Quando mi guardi con fremente bramosia, mi specchio in loro e vedo il paradiso.

Mi eccita il tuo odore.

Quando la tua pelle  profuma anche di me mi sento inebriata dal piacere,

lascio libero il mio respiro per cercarti e vedo l’amore.

Mi eccitano le tue mani.

Quando le tue dita cercano ogni punto del mio corpo  mi sento vittima delle miei  voglie e titubante le lascerei libere  … ma, anche se mi eccitata tutto di te, ti pregherei di togliere il tuo medio da quel punto perché, con tutta la mia sensibilità, non vorrei veder anche le stelle