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Dos gardenias

Accendo il sole del silenzio e mi lascio accarezzare da voci latine che cantano di visioni e verità. E’ ancora troppo caldo in questo pesante agosto di grano tagliato e di girasoli stanchi. Polvere e staticità si addensano di giorno, ma quando il rosso del tramonto invade la mia stanza mi accendo. Eccitata attendo al buio lui che non conosco,  lui che riconoscerò.  Omara mi benedice con la sua saggia sensualità facendomi respirare ancora quella Cuba magica nascosta ai più. Nessuna candela, nessun profumo artificiale,  che nell’aria si senta solo il profumo delle mie gardenie e l’odore del mio corpo accaldato. 
Mi accomodo seduta perdendomi nel tempo senza tempo di brani ripetuti come mantra, un incanto questo in cui m’immergo talmente rapita da non sentire la porta che si apre, i suoi passi.  La sua presenza l’avverto dal suo odore: la sua essenza. Avvicino le mie mani per imparare il suo volto, il suo corpo, la sua eccitazione. Respirarlo a lungo mentre le mie mani apprendono e riconoscono. La musica si mescola ai nostri leggeri affanni, così come si mescolano le nostre lingue che lasciamo  poi libere di esplorare i nostri corpi. C’è un’entità più vera del reale nel sesso, gli umori non possono mentire, l’abbandono è un  atto sincero che ci regaliamo quando ci gustiamo bramosamente. Un corpo morbido, il mio, contro il suo asciutto e a tratti spigoloso, due mondi lontani che si uniscono gemendo.  La generosità con cui ci scambiamo il piacere, anche quando entra in me e comincia a  spingere giocando sapientemente ad imbrogliare il ritmo, ci fa gioire. E’ bello conoscersi così. 

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Margherita

Di nuovo una corsa, neanche il tempo di riprendere il fiato che scappa ridendo fra le spighe di grano che si stanno facendo d’oro e i rossi dei papaveri che ancora resistono a questo caldo.

“Dove andremo quando svanirà del tutto questo profumo di tigli e gelsomini?”

“Andremo a caccia dei soldati lucenti che si ergono impettiti e che orgogliosi girano la testa verso  il sole!”

“E dopo,  quando questi soldati lasceranno i nostri campi?”

“Cercheremo l’oro e il rosso delle foglie, seguiremo il loro volo fino a terra, la loro morte, il nostro sonno, la loro rinascita, il nostro risveglio.”

Margherita inno alla vita, Margherita che non sfiorisce e che riluce anche nel piombo dei giorni senza sole, Margherita  che ho rincorso da sempre. Margherita flauto irriverente delle ballate, Margherita che danza leggera mentre io fatico a riprendere fiato. Perché non sono riuscita ad essere come te? Tu sole io ombra,  tu alba io tramonto, in noi il rosso che è tuo nelle novità ma che in me cade scuro nel ricordo dell’abbandono.
Balla Margherita, ridi delle mie tristezze, delle mie pesanti giornate.  Ah se  ti avessi afferrata quando avevo 15 anni e invece ti ho lasciata andare via in sella a quell’assurdo motorino arancione con la tua felpa verde e i lunghi capelli neri che ho sacrificato più volte e che così brillanti non sono più stati.

Margherita dolce e impudente di cui tutti erano innamorati, tu sempre un passo avanti a me.
Margherita nelle tempeste, quando tornerai da me?

Wheat-Field-Woman

Liberatevi, liberiamoci!

Spogliatevi dagli stereotipi e dagli indumenti
lasciate i commenti solo ai deficienti
sbarazzatevi dei vestiti, delle vostre inibizioni
mettetevi ignudi che siate secchi oppure panzoni
Godete dell’acqua, del caldo, del mare
lasciate che il sole vi possa baciare
Della prova costume fottetevene altamente
(in verità nessuno vien bocciato mai veramente)
Ogni organismo è una storia, un mondo a sé stante
riprendiamoci la libertà di essere solo un corpo fluttuante
Camminiamo fieri ed eretti nei costumi interi o a due pezzi
non cerchiamo qualcuno che le nostre forme apprezzi

L’unico specchio davvero ammesso
è il valore che ci diamo senza l’altrui permesso

Sopra i pregiudizi in alto s’impara a volare
per cui me ne frego e vado a godermi il mare

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C’è amore in ogni borsello (cit)

Sono giorni che mi tormento l’anima con le mie vicissitudini sentimentali … giorni, diciamo che è un qualcosa che si ripete ciclicamente da quasi 46 anni.  Tendo a rimanere aggrappata ai miei ideali di pis’en l’ove foreve’, a me non mi hanno rovinato i film americani con il principe azzurro di turno (ai principi ho sempre preferito gli alternativi morti di fame), ma John Lennon e Yoko Ono, Franca Rame e Dario Fo.
Essere idealista, anche dal punto di vista sentimentale, significa non accontentarsi del primo che capita, vivere fedeli al proprio sogno e, nel mio caso, non avere neanche avventure,  in pratica non scopare mai (fatta eccezione per gli incontri sporadici con il mio compagno al quale ormai si saranno arrugginite le batterie).
La bruciatura che attualmente  sto vivendo, pur non avendo preso neanche un giorno di sole e cominciando ad assomigliare sempre più ad una formaggio fresco di Sant’Atrociana memoria, mi ha fatto riflettere fino a comprendere che nel tempo ho subito dell’evoluzioni e tanto per sfracassare anche voi con i miei patimenti ve le schiaffo,  con tanto di sottofondo musicale,  qua nero su bianco video inclusi. In fondo cos’è un blog se non una seduta collettiva di auto-analisi? 😉

Do you really want to hurt me? 

Anni 80, con lui c’è un intesa speciale, ma s’innamora di quella che voleva essere la mia migliore amica ad ogni costo (figuriamoci se voleva mettermelo in culo cosa succedeva). Il risultato è che dal lontano 1986 fino ad anni più recenti il trauma del rifiuto mi ha segnata. Mi sono sempre sentita inadeguata un po’ per la mia naturale tendenza a farmi seghe mentali un po’ perché porca miseria i rifiuti fanno male, eccheccazzo.
L’adolescenza è di per sé un periodo d’insicurezza, tu pensi che devi essere in un modo per piacere agli altri, se poi sei stata adolescente negli anni ’80 hai ferite dettate da insulsi teoremi che faticano a cicatrizzarsi.
Una donna per amico

A dar man forte alle mie paturnie fin dalla più tenera età sono arrivati i consigli degli amici, uno dei più ricorrenti era quello di evitare di diventare troppo amica con gli uomini che m’interessavano. In realtà avevo provato anche ad essere una merda ma,  come dimostra il famoso Teorema di Ferradini, non aveva funzionato nemmeno quello.

Gli uomini non cambiano

I  ’90 sono stati anche peggiori, anche se in quegli anni, con estremo ritardo riguardo alla media, scoprii le gioie e i dolori del sesso (via diciamolo chiaramente: a volte il sesso può fare male, ma con un po’ di gel il tutto fila sicuramente meglio 😉 ) Continuando a pensare di non essere assolutamente adatta per una relazione (poiché grassa, polemica, troppo buona, troppo aggressiva, troppo intelligente e troppo scema e fanculo a quante troppe ne pensavo), e non avendo alcuna intenzione di adottare un gatto, decisi di affondare il mio amor proprio. La mia negatività, che era sempre stata in agguato, prese il sopravvento. Pensavo pure io per stereotipi e confesso di aver fatto parte di quella setta di persone che ragionano attraverso luoghi comuni. Gli uomini non cambiano … ma che cazzo dici Mia?

Crucify  

Dunque nel corso del tempo sono riuscita a coltivare la mia inadeguatezza, a dare colpa  agli uomini, a pensare al karma e alla fine arrivare alla seguente conclusione: “E’ colpa mia”.
Ho avuto più o meno storie di merda come molti,  alcune me  l’ero andate a cercare, altre sono arrivate per distrazione del momento, ma  oltre le colpe del karma dall’infinito passato e una serie tafazziana di auto-analisi, avevo formulato la teoria della colpa: il lui poverino aveva le sue pecche ma ero stata io in qualche modo a permettere che lui facesse questo, che agisse così e bla bla bla blà.
In fondo avevo così lavorato per togliermi la puzza del rancore di dosso che mi faceva stare bene non sentirla più. Fatto sta che con le persone con cui ho avuto una relazione sono rimasta sempre in ottimi rapporti, ma fra pensare al karma, alle mie azioni e rimartellarsi le ovaie il passo è breve.

Don’t let me be misunderstood

Gli anni 2000 quindi sono stati altri anni di mal di testa, di capire che forse non ero capita, che forse non avevo capito, che non capivamo, che siccome era sempre andata di merda era difficile che non andasse di merda anche quella volta … si ho sofferto di molti mal di testa, ma era ancora una volta colpa mia.

I’m free 

Un po’ di tempo fa ho capito che dovevo smetterla di farmi le seghe mentali e sapete? Sto decisamente meglio, ho compreso che a volte le cose vanno semplicemente “male” perché le aspettative di una o dell’altro sono diverse e non ci sono colpe, è solo così.
Il karma poi è una menata, so una sega cosa ho fatto nelle vite precedenti, a stento mi ricordo cosa ho fatto il fine settimana scorso e oggi è solo lunedì.  Io all’amore ci credo comunque, anche adesso che soffro per un amore che si è fatto troppo lontano.
Spesso, pur avendo una certa età,  mi sento ancora come la ragazza che limona sola, non so se da qualche parte c’è un uomo col borsello che mi aspetta, ma sono consapevole che adesso mi sento decisamente più serena.

Oro Scopo (poi Spol Vero) Estate 2012 by La Divinatrice Sabrarola

Ultimamente non è che abbia tutta questa gran voglia di scrivere, ma è mio dovere, fonte di salvezza, elargire a voi. miei piccoli lettori, la mia veggenza per questa estate che è entrata prepotentemente nelle nostre giornate, così succede ogni anno nel soul’s Tizio, Caio e Sempronio.

(Se i Maya c’hanno visto giusto, questo sarò l’ultimo mio oroscopo, altrimenti vi sciropperete anche quello del 2013 e se non vi sta bene attaccatevi a Paolo Fox)

Ariete: molte persone cercheranno di usare la vostra caparbietà per farsi largo e sfondare barriere inaccessibili. Si prevedono terribili emicranie.

Toro: si dite tutti così ma poi all’atto pratico?

Gemelli: complicati e superflui, meglio i bottoni.

Cancro: tiè!

Leone: la forza dovrebbe essere con voi,  ecco io c’avrei sempre da sposta’ l’armadio … a proposito: esiste anche un segno degl’imbianchini?

Vergine: mi dispiace per te, non sai cosa ti perdi!

Bilancia: tanto temuta prima dell’estate, ecco vorrei dare una speranza per evitare la tua negativa influenza. Io ad esempio anche quest’anno, per la prova costume,  mi sono già preparata: mi vestirò da Arlecchino servo di due padroni e, in caso di ristrettezze sulla vita, ho sempre quello di Pulcinella bello largo che mi scende che è una meraviglia 😀

Scorpione: si siete il segno del sesso e allora? (chiamatemi!)

Sagittario: mezzo uomo, mezzo cavallo, freak!

Capricorno: non ho mai capito la differenza fra voi e l’ariete e francamente della cosa nun me ne po’ frega’ de meno

Aquario: segno dinamico, vitale, siamo nella vostra era e bla bla bla bla … Visto che vi sentite così fighi leggetevi Brezsny e lasciatemi perdere.

Pesci: siete l’ultimo segno, per voi prevedo un sacco di cose belle ma mi raccomando: acqua in bocca!