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E se quelli che ti propongono la “verità” in realtà ti stessero fottendo?

E se quelli che ti propongono la loro verità in realtà ti stessero fottendo? Ti sei mai fatto questa domanda tu che credi a Rosario Marcianò, che t’informi sui blog, sui siti come Lo Sai? e su altre “autorevoli” testate? Tu che non hai vaccinato i tuoi figli, che non prendi farmaci e che rifiuti la chemioterapia perché non vuoi piegarti alle lobby farmaceutiche? Tu che ci dici che siamo tutti schiavi attraverso i social  network direttamente dal tuo pc o dal tuo smartphone di ultima generazione? Tu che combatti contro i cattivi perché ti senti perseguitato dall’imperialismo americano, dal gruppo Bilderberg, dai Rothschild, dagli ebrei, dalla cultura gender, dalla massoneria e che pensi che Putin sia un uomo buono e giusto? Davvero, hai mai messo in dubbio tutto questo? Io non so se davvero hai ragione, in effetti il mondo è pieno di gente cattiva che non vede l’ora di fregarti per il suo personale tornaconto, ma sei sicuro davvero di sapere la verità e che questa ti renda una persona libera?  Ho osservato la tua rabbia ovunque, nelle pagine in cui ti fanno credere che sono i migranti la ragione del fallimento del tuo paese, nelle pagine in cui si parla di alimentazione, piuttosto che di guerre o di scie chimiche, nelle pagine che hanno insultato le due cooperanti italiane rapite in Siria e che hanno pubblicato la foto di una combattente di Kobane facendola passare per una di loro. Ti guardo oggi che tifi per un benzinaio che si è fatto giustizia da solo e che ieri eri #JeSuiCharlie (si ma solo entro un certo margine). Io non sono migliore di te, sia ben chiaro, sono una donna incasinata che ha poche certezze e che naviga in una marea di dubbi. Ma fra le mie poche certezze so che i gay non minacciano la mia famiglia come Adinolfi e co. vogliono farti credere, so che non ho santi né eroi a cui dedicare la mia vita, so che per quanto io sia schiava del sistema vivo una vita sicuramente più libera di una cittadina della Corea del Nord. So per certo che l’Ebola ha decimato la famiglia di una mia amica, ma non credo che sia un virus costruito dai cattivi, so che l’odio che tu coltivi non fa bene né a te né a me. Sono quasi certa che non sarà un casco di alluminio a salvarti dall’avvelenamento che arriva dal cielo, né sarà l’acqua diamantina a proteggerti dalle malattie e non sono proprio convinta che nel lavaggio epatico risieda il segreto della felicità. Non credo che la razza aliena sia complice dello sfacelo del pianeta, né che un giorno non lontano ci salverà, non credo a Dio (a parte Ronnie James), né al demonio, neppure ai rettiliani. Credo che l’uomo sia da sempre artefice di quello che è  il buono e il cattivo, che in ciascuno di noi ci sia il potenziale della benevolenza e della distruzione.
Non sono nessuno per dirti niente, ho un diploma ottenuto al serale e non sono stata neanche ammessa all’Università della Vita, ma un certo dubbio su quella che chiami conoscenza vorrei insinuartelo e non sono neppure pagata per questo.

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Non lo farà più

Ci risiamo, si è arrabbiato e io non ne posso più di questa vita, voglio separarmi, ma poi penso ai bambini, al lavoro, come faccio a tirare avanti senza lui?
Sono tornato a casa e di nuovo quella stronza ha trovato un pretesto per farmi incazzare. Si vuole separare lei! Col cazzo che lo farà, io ci tengo alla famiglia e poi come farebbe a campare senza i miei soldi?
Mi ha rimesso le mani addosso, ma questa volta sono decisa ad andare fino in fondo. Basta!
Le ho dato la lezione che meritava, voglio vedere se ha il coraggio di farmi incazzare di nuovo.
Mi sono informata dall’assistente sociale, mi ha detto che prima di separarmi dovremmo provare a fare terapia familiare, ma credo che lui non accetterà.
La Signora pensa che abbiamo un problema di coppia, ma è scema? Non si rende conto che i problemi se li crea tutti da sola? Non andrò di certo da qualche strizzacervelli per mettere in piazza cose che riguardano la mia famiglia.
Mi ha fatto male, sono stata all’ospedale, lui piangeva e io non ho detto niente “dell’incidente”. E’ irruento, si arrabbia facilmente e l’ho visto davvero dispiaciuto. Mi ha detto che non lo farà più.
Ho avuto paura, ci manca solo che mi becchi una denuncia per colpa di quella troia ma quando provoca io non ci vedo più dalla rabbia. Forse dovrei controllarmi ma cazzo anche lei la dovrebbe smettere con i suoi piagnistei, le sue lamentele.
Stamani è successo di nuovo, mi ha massacrata di botte. Sono stata dai carabinieri, l’ho denunciato, non so cosa accadrà adesso, non potevo andare avanti così.
Ordinanza restrittiva, ma i miei figli? La mia casa? Tutto quello che ho costruito andato a puttane perché lei “poverina” vuole separarsi.
Mi ha chiamato, l’ho sentito seriamente pentito questa volta, mi ha detto che non lo farà più. Sto pensando di ritirare la denuncia, in fondo è il padre dei miei figli ed è nostro dovere trovare un modo più civile di sistemare le cose.
L’ho vista e ho sistemato la faccenda, è tutto finito. Mi beccherò qualche anno di galera, ma almeno lei di rompermi i coglioni non lo farà più.

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Sgurgola (Frosinone) Il muro di bambole contro le violenze sulle donne

Anche a Sgurgola, per non essere secondi a nessuno, la moda locale scende in campo contro la violenza sulle donne.  Decine di artiste, scrittrici e cazzeggiatrici di vario ordine, insieme con alcune associazioni, hanno realizzato il ‘Wall of Lolls’ con protagoniste le bambole, i giocattoli che hanno accompagnato da sempre l’infanzia delle bambine e che diventano ora il simbolo di una femminilità troppo spesso violata. Chi non ricorda le numerose Barbie sottoposte alla barbarie della rasatura dei capelli da parte di alcuni bambini e la totale mancanza di una vagina anatomicamente compatibile alla totale mancanza di pene di Ken e Big Jim? Da parte mia avendo un fratello maggiore giocavo con le biglie e le macchinine, per questo da adulta sono diventata una femminista lesbica con i baffi.   L’appuntamento era in via De Nemicis in concomitanza con l’inaugurazione della Settimana della Mota maschile. L’iniziativa, ideata dalla locale Miss Debborah Tagliacozzo, nelle intenzioni dei promotori “vuole mandare un messaggio forte: un muro di silenzio è un muro da abbattere, scuotendo le coscienze, per non restare indifferenti di fronte a questo fenomeno e soprattutto fare un sacco di soldi grazie al brand del femminicidio e della violenza di genere (che ultimamente tirano più di un carro e più dei buoi dei paesi tuoi)”.

Alle donne piace fare le vittime

Alle donne piace fare le vittime, finalmente l’ho capito e devo ringraziare un paio di uomini che mi hanno illuminato sulla questione altrimenti, come donna, non ci sarei mai arrivata. Diciamocela tutta: per esempio a chi di noi non piace essere molestata sul bus? Se subiamo una molestia è perché un minimo attraenti lo siamo e questo, sinceramente, non può che farci piacere. Quando si parla di stupri poi siamo oneste: il più delle volte ce li andiamo a cercare. E’ normale che una donna che se ne va in giro in minigonna, con vestiti scollacciati,  possa attrarre il povero maschio che, preda d’incontenibili istinti primordiali, non riuscendo a contenere l’ormone imbizzarrito  le salta addosso. Se poi questo avviene anche perché la “vittima” di violenza gira in burqua affare suo: in quanto donna, provvista di culo e tette, non dovrebbe proprio stare a giro, al massimo dovrebbe uscire per fare la spesa in luoghi ben illuminati e nelle ore centrali del giorno.

Passiamo poi alla questione del lavoro: se le donne guadagnano in media meno degli uomini è perché perdono tempo a lamentarsi e a cambiarsi gli assorbenti più volte al giorno, più giorni al mese. Possibile che alcuni non capiscano che la donna non è adatta a fare carriera, quante donne a capo d’industrie, governi o in altri ruoli chiave della società vedete qua in Italia? Poche vero? Abbiamo sempre avuto capi di governo uomini che hanno fatto sempre uno splendido lavoro!  Riguardo poi la questione figli si apre qua un’altra nota dolente: possibile che le donne non capiscano che sono state progettate unicamente per quello scopo? Cosa sarebbero un uovo senza il tuorlo, una cabina senza telefono e un tostapane senza toast? Ve lo dico io: niente e allo stesso modo una donna che non genera marmocchi è solamente un contenitore vuoto, per cui è normale che una donna che intenda far carriera trovi difficoltà sul lavoro o non venga assunta e di questo non dovrebbe lamentarsi ma dovrebbe esserne felice. Quello di cui molte si lamentano, e che chiamano “discriminazione”,  è solo un modo saggio d’indicare loro la via a cui sono destinate, che poi qualcuna, come angelo del focolare, ci arrivi da sola è un conto e in questo caso l’illuminata va protetta da minacce Boldriniane, affini e collaterali.

Stalking: questa parola piace alle donne, va di moda sentirsi perseguitate, minacciate e qualche volta uccise dai loro ex, attuali compagni o conoscenti. E’ davvero assurdo che molte di noi non arrivino a capire che non c’è niente al mondo di  più romantico di un delitto passionale, ve la ricordate Lella?  Morire per amore, come Romeo (vivo)  e una Giulietta martoriata è il massimo, quante possono aspirare a sentirsi così amate?

Passiamo poi a quel bailamme che alcuni, che hanno proprio tanto tempo da perdere,  stanno facendo sulle pubblicità e sui messaggi “sessisti”, possibile che non venga colta la sottile ironia  di un corpo messo al servizio per il marketing? Com’è possibile non trovare divertenti queste immagini?

Pensate poi quale assurdità sarebbe se al posto di queste modelle venissero usati dei maschi, ridicoli vero?

Allora davvero smettiamola di lamentarci, riprendiamo la nostra dignità e cominciamo ad apprezzare il fatto di vivere in una società dove impera una mentalità che esalta il corpo femminile come gingillo da usare e sognare, ringraziamo chi ci ama così tanto da sentirci come una sua proprietà, chi ci fa capire quanto siamo belle a suon di pacche sul sedere e palpazioni a sorpresa e chi ci indica la via maestra a casa e sul lavoro.

Adesso scusatemi devo proprio staccare, devo andare dal mio capo a dirgli che sono rimasta incinta, speriamo mi licenzi 😉