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La verità di Janis

Nel tempo sono riuscita a spiegarmi qual è quella qualità che fa grande un artista, quella caratteristica che rende unici e che va al di là del talento, della tecnica, del fascino: è la verità.  Questo elemento è raro, lo ritrovo nei miei miti della musica, della pittura e della letteratura e forse in più di altri lo vedo in Janis Joplin.
Ieri ho visto il docu-film sulla sua vita, è bellissimo, non si può che essere grati ad Amy Berg per l’amore che ha messo nella sua opera, ne consiglio la visione a  tutti e la lettura di questo articolo che descrive bene le sensazioni che molti di noi hanno provato vedendo la pellicola:
http://www.rollingstone.it/cinema/news-cinema/forever-janis-amy-berg/2015-09-07/

La verità di Janis sta nel suo essere libera da ogni formalità, era semplicemente sé stessa, senza alcun filtro. Può sembrare stupida e banale questa mia affermazione, ma quante persone riescono veramente a vivere una vita veramente libera da condizionamenti? Lei, che era nata in un ambiente borghese, in una cittadina dove la massima aspirazione per le ragazze era mettersi in tiro per il ballo di fine anno, si sentiva inadeguata e soffocata e la nostra fortuna è stata proprio che non si adeguò mai il contesto in cui era nata, altrimenti ci saremmo persi una delle voci più incredibili di tutti i tempi.
Per mettere a nudo la propria anima, raccontare ogni emozione in modo diretto senza costruzioni o altri artifici, ci vuole una gran dose di generosità e molto coraggio, doti che a Janis non mancavano e che si mescolavano con una fragilità spesso comune a chi senza pelle sente “troppo” ogni emozione.
Janis  è quell’amica che fin dall’ adolescenza accompagna la nostra rabbia e quel maledetto bisogno di amore che ogni tanto ancora sentiamo. Janis possedeva un’umanità disarmante, la verità di Janis sta nella sua voce dove scorre tutto il dolore di sentirsi diversa, di voler essere amata semplicemente per quel che era, nessuno come lei sapeva gridare al mondo “love”.

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Marlene: La donna che perfino le donne possono adorare

Marlene Dietrich era una donna così avanti nel tempo che ancora oggi, a quasi 114 anni dalla sua nascita, risulta straordinariamente moderna. Stasera leggendo la sua biografia su wikipedia mi sono commossa, oltre il talento unico, la sua incredibile professionalità, è il profondo senso di libertà di questa donna, che ha vissuto l’amore libero e il pacifismo prima ancora del 1968, ad aver colpito il mio cuore.

Marlene fu la prima artista a cantare in tedesco Blowin’ in the wind 

Aveva contribuito a creare la sua immagine, poteva permettersi di presentarsi ad un party a Hollywood vestita da Leda, un costume che indossò Bjork in suo omaggio molti anni dopo suscitando non poche perplessità sul red carpet.

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Marlene vestita da Leda con la sua compagna vestita da Marlene

Amava la libertà, era contro la guerra e si schierò immediatamente contro il nazismo, aveva lavorato con gli artisti della Berlino all’avanguardia come il regista  Kurt Gerron morto poi nel campo di concentramento di Terezin.

Kurt Gerron e Marlene Dietrich ne "L'Angelo azzurro"
Kurt Gerron e Marlene Dietrich ne “L’Angelo azzurro”

Perfino da morta Marlene è un personaggio scomodo, tant’è che la sua tomba è stata più volte soggetta ad atti vandalici da parte di alcuni gruppi di neonazisti. L’attrice aveva più volte detto che sentiva un forte senso di responsabilità, perché se avesse accettato le offerte sessuali di Hitler forse sarebbe riuscita a cambiare il modo di vedere del dittatore e a evitare la guerra mondiale.

Ovviamente non è possibile sapere come sarebbe stata la storia dell’umanità dopo gli anni ’30 se Marlene avesse ceduto le sue grazie al folle dittatore, ma sono certa che al mondo oggi ci vorrebbero migliaia di Marlene Dietrich perché ancora troppe persone non sono libere oggettivamente mentre tante altre, che hanno la fortuna di poter essere qualsiasi cosa desiderino, sono represse a causa di stupidi condizionamenti.

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Fu la Paramount per il lancio promozionale della diva a coniare la frase : “La donna che perfino le donne possono adorare”. Mi piace invece pensare a lei dicendo: “La donna che tutte le persone dovrebbero ammirare”.

 

Houston, abbiamo un problema di sessismo in Italy

Il sessismo in Italia è una pratica molto diffusa, ha successo più del calcetto del giovedì sera e delle riunioni del venerdì pomeriggio della Tupperware. Possiamo osservare questo fenomeno ogni qualvolta leggiamo una notizia che riguarda una donna e in special modo nei commenti dei lettori (sempre magnifici, scritti un italiano grammaticamente corretto e mai ridondanti … è sarcasmo Sheldon!). Sui giornali viene spesso sottolineato se la donna ha figli tipo: “Mamma e ricercatrice scopre una nuova formula di un vaccino XYZ” come a dire che se sei mamma è un miracolo che tu possa fare anche altro nella vita. In pratica la maternità sta alle donne come la kryptonite sta a Superman. Se invece la donna ha superato i 30 e non ha figli le viene chiesto il perché non si sia decisa a sfornarne, perché la maternità è un dovere, è praticamente l’unico scopo che una donna deve avere nella vita by “Tu Eva partorirai con dolore” (difatti viene spesso criticato anche l’uso dell’epidurale, li mortè).
I commenti però rimangono la mia perversione preferita, il tutto si può riassumere così: “Le donne sono tutte troie” e a dire questo non sono solo i maschi trogloditi ma anche simpatiche donne che vogliono fare le ganze buttando merda sulle altre. Se si parla di una vip fioccano parole tipo “Chissà quanti uccelli avrà preso” neanche fosse un’attivista della Lipu. Si rimarca sempre sulla vita sessuale della donna in questione come se tutti sapessero cosa una persona fa e come lo fa (lei ha trombato Tizio e Caio, è vero! lo ha detto pure mio cuggino!). Io mi chiedo il perché di questo interesse per la vita sessuale altrui, probabilmente siamo un popolo di guardoni che non si accontenta della vastità delle opzioni su youporn o xHamster.
Vip a parte, se la donna in questione è riuscita in un particolare campo, se non le si dà della puttana (mi scuso con le professioniste che non intendo offendere), si mettono in dubbio le sue capacità. E’ successo recentemente parlando di Samantha Cristoforetti che ha un curriculum da paura. Nonostante la sua comprovata preparazione qualcuno dubita che sull’Iss ci sia andata per i suoi meriti. Oltre tutto è stata pure cazziata da Langone (si lo so, lui e la gang band de Il Foglio non dovrebbero far testo) come è un pessimo esempio da seguire poiché vive su una stazione spaziale da mesi e non sta col fidanzato a sfornare bambocci di cui sopra.
Insomma per noi donne, vip, studiose o semplici impiegate, disoccupate e operaie  non c’è scampo: o mamme o troione d’assalto e se sei una mamma anche poco poco libertina te la cerchi (cazzo devi stare a casa a guardare la prole sempre!).
Vorrei sottolineare che se una donna dichiara pure apertamente di scoparsi 10 uomini, 2 donne e 3 gemelli ogni sera sono esclusivamente fatti suoi, questo non va assolutamente ad incidere sulla vostra vita, se questo vi turba dovreste ripensare seriamente alla vostra vita sessuale. Se non lo dichiara e lo insinuate dovreste ripensare seriamente alla vostra vita sessuale. Insomma, prima di aprire la bocca o ticchettare sui tastini del pc o di altri dispositivi per dar sfogo ai vostri deliri fermatevi a pensare seriamente alla vostra vita sessuale.
Se da una parte siamo tutte troie dall’altra c’è chi grida al bisogno di cazzo come panacea di tutti i mali: “Tizia è tesa, nervosa, non sta bene” -> “E’ perché non scopa” easy! Se una donna ha problemi è perché le manca l’uccello. Come dicevo tempo fa, io ho pure provato a vedere se funzionava per la mia cervicale ma nulla, probabilmente sono io che non sono capace.  In ogni caso se di peni si tratta devono essere veri perché se una donna usa i toys è una bottana lo stesso (anche se non va con un uomo o con una donna da 10 anni).
Questi commenti offendono continuamente l’intelligenza umana, ma c’è di peggio: i commenti sulle vittime di violenza. Se una donna viene uccisa dal fidanzato/marito è perché sicuramente se l’è andata a cercare. Se viene violentata idem, se l’è andata a cercare perché vestiva in modo provocante (anche se indossava un burqua) o perché se ne stava fuori a quell’ora la notte (perché noi donne avremmo bisogno del coprifuoco anche se la vittima è stata violentata alle 16:34).
Riassumendo qualche problemi di sessismo in Italia ce l’abbiamo e chi lo sottolinea si becca spesso di benaltrista Boldriniana radical chic. A proposito di Boldrini lei rimane al top come campionessa interplanetaria di commenti sessisti ogni qualvolta si pronuncia su qualsiasi cosa, dai migranti al meteo. Come se ne esce? Non lo so onestamente, in passato provavo a ribattere a questi commenti, poi a percularli, ma se una persona è convinta di essere nel giusto e simpatica offendendo gli altri non ci si può fare proprio nulla. L’unica speranza erano i Maya il 21/12/12 ma anche loro ce l’hanno messo in tasca, probabilmente per colpa di qualche zoccola.

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Emancipatevi!

Emancipatevi donne, liberatevi dagli stereotipi che vi vogliono per forza perfette.
Liberatevi dalle assurde corse contro il tempo, invecchiare è naturale, è vita!
Scegliete quello che vi rende davvero felici e che spesso non  risiede in quello che la società v’impone.
Abbiate sempre il coraggio di essere voi stesse, non dovete rendere conto a nessuno.
Non abbiate paura di rompere le tradizioni e di andare contro alle convenzioni.
Siate libere di essere madri o di non esserlo, non lasciate che questo possa sminuirvi.
Non avere la pancia piatta o la casa linda, come negli spot televisivi, non è una colpa!
Emancipatevi donne da ciò che è socialmente accettabile o non accettabile.
Vestitevi come vi pare, siate responsabili solo della vostra voglia di sentirvi davvero voi stesse.
Non fatevi imprigionare dai giudizi, non diventate quello che alcuni uomini e altre donne credono che dovreste essere.
Fate sesso o non fatelo, anche questo risiede nella vostra assoluta sovranità.
Rompete le catene che v’imprigionano in ruoli che vi vogliono casalinghe perfette o bombe sexy.
Vivete con allegria la vostra sensualità senza cercare fuori di voi consensi e approvazioni.
Emancipatevi donne o altrimenti … fate un po’ come cazzo vi pare.

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Lettera aperta di una femminista a Valentina Nappi

Valentina Nappi, per chi non la conoscesse, è una giovane attrice di film porno, ha un blog che porta il suo nome, un suo spazio fra i blog di Micromega e scrive sulla sua pagina facebook.  Ha fatto parlare di sé perché è un essere pensante e in questo nostro paese già ritenere che una donna, giovane o vecchia, bella o brutta che sia abbia opinioni e le sappia discutere, sembra destabilizzare molti.  

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Personalmente non sapevo della sua esistenza fino a quando non ho letto alcuni suoi post su facebook condivisi da molti dei miei contatti. Valentina Nappi parla un po’ di tutto, affronta problematiche sociali e ovviamente parla di sesso, nelle cose che scrive sembra nutrire una particolare avversione verso le femministe trascurando quanto alcune femministe, oggi e in passato, si siano adoperate affinché  la libertà sessuale, anche la sua, non sia più un tabù. Sarebbe inutile per me sottolineare quanti pensieri diversi ci sono all’interno di un movimento nato per la parità fra i sessi, un movimento ancora necessario visto le condizioni di molte donne e bambine nel mondo. Negli ultimi anni la parola “femminista” per  molti ha assunto un connotato negativo, se io oggi posso votare e rivendicare i miei diritti lo devo alle donne che prima di me hanno lottato e spero che in futuro altre donne abbiano la possibilità di essere libere e avere pari opportunità grazie alle lotte che altre persone stanno portando avanti ancora oggi. Ogni movimento è fatto da persone ed è per questo fallibile, gli errori ci sono stati, ci sono oggi e ci saranno anche in futuro ma trovo stupido e pericoloso fomentare l’odio verso un movimento cancellandone la storia e suoi meriti, per questo ho deciso di rispondere a Valentina Nappi riguardo alcune sue affermazioni.
“Sto lottando per la parità fra i sessi, la vera parità fra i sessi. Sto lottando contro un certo tipo di femminismo che vuole colpevolizzare gli uomini e punirli quando hanno i loro normali impulsi maschili. È pazzesco che molti uomini mi scrivano timorosi perché sono eccitati. Ormai ti contattano tutti dicendo scusa, sai, non so se vorresti. Hanno paura di essere additati come maniaci ormai. Per me questa è violenza di genere. Le femministe devono vivere male la loro vita, come quei cristiani che pensano che le donne siano tutte troie. La loro è solamente un altro tipo di repressione sessuale.” 
Gli impulsi sessuali li abbiamo tutti, uomini e donne e su questo siamo tutti d’accordo, non è il movimento femminista che condanna il sesso ma sono sempre e solo le persone represse, uomini compresi. Francamente ritengo che ogni persona sia libera di fare sesso e allo stesso tempo sia libera di non farlo. La violenza di genere non ha niente a che vedere con questo, la violenza è supremazia, se un uomo insiste con me per fare sesso nonostante le miei ripetute risposte negative è un coglione e non credo per questo di causargli un trauma, il rifiuto lo subiamo tutti e per quanto possa ritenermi una donna libera non riesco a provare la gioia di fare sesso con una persona di cui non sono attratta, questa non è repressione ma una scelta. Posso essere libera e libertina, posso anche essere una libertina non libera e viceversa, ripeto: è sempre e solo una mia scelta personale.
“Va detta una cosa importantissima sulla violenza sulle donne. Su cento morti sul lavoro, 97 sono maschi e solo tre sono femmine. Da femmina sono incazzata per questo. Se pensate che questo non abbia a che fare con la violenza sulle donne, vi sbagliate. È un problema di ruoli. Finché ci saranno i ruoli e le differenze, ci sarà violenza di genere. La violenza di genere nasce dall’idea che la donna sia preziosa. Alle bambine si insegna che sono preziose, e da lì discende la logica delle fighe di legno. A tutte queste femministe fighe di legno che si riempiono la bocca di violenza sulle donne e sciocchezze del genere, dico: Datela!”
Potrei darla o non darla ma questo cosa cambierebbe? Quando parliamo di violenza sulle donne parliamo di violenza di genere che niente c’entra con i morti sul lavoro. I delitti per mano degli ex, dei fidanzati, dei mariti sono frutto di una mentalità millenaria che vede la donna come oggetto di appartenenza all’uomo. Esistono per ragioni di “appartenenza” drammi dove sono gli uomini ad essere succubi di tale violenza. Mescolare un dramma all’altro non serve ad altro che a fomentare l’odio di alcuni uomini verso le donne. Una cultura dove la donna è stata cancellata dalla storia, dove per secoli non ha potuto studiare, votare e decidere liberamente della propria vita è difficile da superare.
Se si ha veramente a cuore la piaga delle morti sul lavoro ci si batte affinché siano assicurati tutti gli strumenti di prevenzione. Gli uomini per mentalità della società e per la struttura fisica sono maggiormente occupati in mansioni pericolose, in molte culture invece si preferisce favorire l’istruzione ai bambini, le bambine che svolgono lavori domestici, esposte a pericoli come il fuoco e il gas, sostanze chimiche e uso di strumenti pericolosi, sono più di un milione. Alla luce di questo che senso ha fare un guazzabuglio dei diritti di alcune categorie a scapito di altre? Se ho un’unica base nella mia vita è quella di ripartire sempre dai diritti umani, mi batto contro il razzismo, contro l’omotransfobia, contro le morti sul lavoro, per la parità di tutti i generi e  per questo quando parlo di omofofobia non dico cose del tipo: “Si gli omosessuali in alcuni paesi vengono uccisi ma sono una minor parte di morti di fronte ai bambini mandati a fare i soldati nelle varie guerre nel mondo”, e le foibe allora?
“È tutto troppo sbilanciato a favore delle donne. Sono loro ad avere il coltello dalla parte del manico e a decidere se fare sesso o meno, almeno nel mondo etero. Non si sentono libere di vivere la propria sessualità. Magari lo fanno, ma di nascosto. Questo grazie anche alle teorie di alcune femministe. Ci vuole più promiscuità sessuale, ci vuole una società in cui si fa sesso come si mangia.”
Un mondo sbilanciato a favore delle donne? Forse sta parlando di un universo parallelo perché su questo pianeta succede che 50.000.000 di persone in India  nell’arco di 3 generazioni sono state sistematicamente sterminate poiché femmine.  In Cina, come riporta Reggie Littlejohn fondatrice di Women’s Rights Without Frontiers, la politica del figlio unico provoca più violenza contro le donne e le bambine di ogni altra politica ufficiale nella storia mondiale.
In Siria, in alcune zone controllate dai fondamentalisti , sono state  imposte regole che opprimono la libertà di movimento delle donne e delle ragazze. Secondo uno studio di unwomen.org i matrimoni che vedono coinvolte le bambine e la violenza domestica sono in aumento nelle famiglie dei rifugiati. I bambini rifugiati crescono sempre più indigenti,  per questa ragione i genitori sono più inclini a togliere le loro figlie dalle scuole o a farle sposare in giovane età in cambio di doti. Il matrimonio precoce è visto come un modo per garantire che le figlie siano curate e nutrite e grazie alla dote, questo crea un piccolo reddito per la famiglia. Le donne e le ragazze vendute in matrimonio a volte vengono abbandonate o rivendute ai bordelli o ai trafficanti,  in queste condizioni vengono ancor più sfruttate e abusate. Secondo i dati dell’Unicef,  riferiti al  2012, nel pianeta sono 70.000.000 le bambine costrette a sposarsi per sopravvivere, queste bambine devono sopportare ogni forma di abuso e di violenza. La vita di queste giovanissime è invisibile agli occhi del mondo, nelle loro nazioni di provenienza, paesi in via di sviluppo, esse non rientrano in alcun programma assistenziale e previdenziale, sono vittime di violenze sessuale, discriminazioni, sfruttamento. Il problema culturale è enorme, il 53% di queste spose bambine è convinto che il marito, in alcune circostanze, sia legittimato a picchiarle. Queste giovanissime spose spesso rischiano di incorrere in malattie come l’HIV poiché non hanno né mezzi né informazioni per evitare il contagio.

Nel rapporto presentato nel 2012 sulla discriminazione delle femmine Terre des hommes riferiva che una bambina su 4 nel pianeta è vittima di abusi, le vittime minorenni di violenza sessuale sono 150 milioni, 16 milioni le mamme bambine, almeno 2 milioni e mezzo le minorenni che ricorrono all’aborto in strutture non adeguate e in situazioni altamente a rischio per la propria vita. Le ragazze che partoriscono e che hanno meno di 15 anni rischiano di morire di parto in una percentuale maggiore rispetto alle ragazze di 20 anni. 10 milioni sono le minorenni spesso costrette a sposarsi dai propri familiari a causa della povertà, bambine che se avessero avuto la possibilità di studiare  avrebbero al contrario potuto garantire un reddito maggiore alle proprie famiglie. In paesi come l’India e la Cina la propria nascita se si appartiene al sesso femminile è spesso ostacolata, la mortalità fra le bambine supera del 75% quella dei bambini. I problemi relativi ad una scarsa nutrizione fanno si che le adolescenti in India sottopeso siano quasi la metà, in Eritrea sono il 40%, in Bangladesh il 35%, nelle zone andine del  Perù  il 70% delle ragazze soffre di anemia.

In Africa e in alcuni paesi medio-orientali e asiatici circa 12 milioni e mezzo di bambine sono vittime di mutilazioni genitali. Nelle zone dell’Africa centro-occidentale circa mezzo milione di adolescenti ai primi segni di pubertà subisce lo schiacciamento del seno, con pietre e metalli, da parte delle loro madri che con queste pratiche cercano di preservare le figlie dalle violenze sessuali. Le bambine che hanno subito le mutilazioni genitali, oltre al rischio d’infezioni con le relative terribili conseguenze e al dramma psicologico dovuto al trauma, hanno maggiori probabilità nel futuro di morire di parto, di partorire un bambino già morto, sono maggiormente soggette alle malattie che riguardano l’apparato genitale, riportano in  una percentuale altamente maggiore della media danni al sistema riproduttivo e significative disfunzioni sessuali.

Nel Febbraio 2013 l’Irin (agenzia di stampa umanitaria dell’ONU)  ha pubblicato l’analisi “Girl child soldiers face new battles in civilian life” che riporta l’aspetto delle bambine soldato nella tragedia dei minori che sono costretti a combattere nei vari conflitti, spesso dimenticati, nel mondo. Molte di queste bambine vengono reclutate come schiave sessuali e non rientrano nei programmi di recupero del disarmo, il loro ritorno alla vita civile è soventemente ostacolato nei loro luoghi di provenienza poiché vengono considerate “disonorate”.
Nel nostro paese il fenomeno della prostituzione giovanile è venuto recentemente alla ribalta quando è stato scoperto il giro delle cosiddette baby-squillo dei Parioli, ragazzine che si prostituivano, in alcuni casi con la complicità delle madri, per denaro negli ambienti della Roma bene. Ne è seguito un lungo dibattito nei media, purtroppo l’attenzione che si dovrebbe riservare alle minorenni in ogni caso è stata scarsa. Poco si è parlato delle bambine, hanno fra i 13 e i 15 anni, di Napoli. Enzo Ciaccio, nel suo reportage (pubblicato da lettera43.it  il 26 novembre 2013), aveva parlato di prostitute bambine dimenticate cedute ai clan dalle famiglie.
epcat.it (End Child Prostitution, Pornography and trafficking) riporta che nel nostro paese ogni anno arrivano centinaia di nuove baby-prostitute, già sfruttate nei loro territori di provenienza e trasportate nelle capitali europee con passaporti falsi. Lo sfruttamento sessuale in Italia e nel resto del mondo riguarda anche i bambini. Sempre in Italia, secondo i dati riportati da Save the Children, il lavoro minorile coinvolge circa 260.000 persone sotto i 16 anni, 30.000 ragazzi fra i 14 e i 15 anni sono a rischio sfruttamento con conseguenze per la salute, la sicurezza e l’integrità morale. Il 46% di questi lavoratori minorenni sono femmine. http://www.articolo21.org/2014/05/bringbackourgirls-i-diritti-negati-della-bambine-nel-mondo/
Se i drammi del pianeta fossero risolvibili favorendo la promiscuità sessuale e dando colpa alle femministe (che non la danno),  il mondo sarebbe un luogo molto più semplice in cui vivere.

Con affetto

Sabrina Ancarola

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Noi donne comuni dallo stile unlike: brutte, sceme e pelose

Ha ragione Alessandra Moretti, bella, brava, intelligente e soprattutto modesta che sta portando avanti un nuovo modo di fare politica pieno di contenuti contro la peluria superflua, la cellulite e la pericolosissima avanzata del capello bianco e chi non lo capisce è solo una Bindi rosicona! Siamo stanchi della vecchia politica fatta di outfit terribili e la quasi totale assenza di make-up. Chi l’ha detto che una donna bella non può essere anche una donna brava? La storia è piena di donne che hanno contribuito a cambiare il mondo anche se si dice in giro che fossero tutte lesbiche.  L’Italia cambia il verso e la presenza di politiche fiche ne è un valido esempio, quel che facciano e quali siano i loro meriti non è importante, l’essenziale è che se ne stiano sempre in primo piano e lontane dalle persone comuni che potrebbero offuscare la loro bellezza e riportarle, con chissà quali terribili traumi, alla realtà del paese. In fondo la leccata del cono gelato della Madia ci sta, viviamo in uno strano paese in cui queste sono le notizie che passano mentre il Time dedica una copertina a Fabiola Gianotti “italiana” fra gli scopritori del Bosone di Higgs e neo direttrice del Cern di Ginevra.

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Ma forse la Gianotti non va dall’estetista tutte le settimane, o forse si, ma non dando vitale importanza al suo aspetto, e neanche sottolineando quando sia brava, tutto questo passa in secondo piano.

La Moretti quindi ci riporta alle cose fondamentali e la crisi, la disoccupazione, la mancanza di redditi fissi, la perdita del potere di acquisto di chi ha la “fortuna” di avere uno stipendio sono poca cosa rispetto al dovere di andare una volta la settimana dall’estetista. Poi se si ha la sfortuna di essere un po’ tarchiatelle, povere e con i lineamenti poco aggraziati è solo sfiga, non potete farci niente ed è inutile che stiate a rosica’.

E  pensare ai tanti anni spesi in lotte per l’affermazione delle diversità, soldi spesi in terapie per accettarsi così come si è, tempo consumato in meditazioni varie alla scoperta del nostro vero io buttati al cesso da una Moretti qualunque, fosse stata almeno quella da 75 cl sarebbe stato meglio.

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Ironia a parte vorrei condividere qua le parole di Cristina Correani che meritano davvero una sana riflessione in questo ennesimo amaro e desolante momento della politica (?) italiana:
Le donne che dovrebbero votare Alessandra Moretti sono per la maggior parte quelle a cui la seduta dall’estetista una volta a settimana proprio non riesce ad uscire dal bilancio familiare. E nemmeno il parrucchiere o l’applicazione del french alle unghie. In un paese dove le ragazzine si ammazzano perché non si sentono belle, perché dei piccoli imbecilli criminali le prendono in giro e le insultano solo perché il loro aspetto fisico non è quello che impone il modello sociale, una donna, una donna che fa politica e quindi da lei ci si aspetterebbe quel minimo di responsabilità e serietà promuove la bellezza, la sua principalmente [c’è di meglio, comunque, c’è sempre di meglio] quale componente indispensabile anche per fare politica.
Un fatto casuale come l’aspetto fisico che non si può ascrivere a nessun merito personale ma unicamente ad una fortunata coincidenza di cromosomi che diventa l’ingrediente necessario, come se non fosse già così per tutte le altre attività: senza la bella presenza in Italia una ragazza, una donna non può vendere nemmeno un paio di mutande. Complimenti per il progressismo, per il rinnovamento, mia nonna che è morta trent’anni fa non ci sarebbe mai arrivata a questo illuminismo intellettuale.”

 

Ragazza mia

“Ragazza mia vedi sarebbe ora che tu imparassi a lavare e a cucinare altrimenti chi ti sposa?”

“Scusa mamma ma saper ramazzare casa e cucinare sono requisiti fondamentali per sposarsi?”

“Certo, mica vorrai tenere la casa sporca e cibarti di roba scongelata nel microonde!”

“E perché no”

“Perché così rimarrai zitella”

“Ho solo 13 anni mamma che dici?!”

“Dico che sarebbe l’ora che tu imparassi le cose fondamentali della vita per poterti sposare un giorno e occuparti di tuo marito e dei tuoi bambini”

“Ma se non volessi un marito e dei figli? A me piace studiare, vorrei girare il mondo e poi ..”

“Per poi tornare qua a fare la moglie, semplice”

“E il lavoro?”

“Mi chiedo come faresti a tenere casa pulita, cucinare, prenderti cura di te stessa (anche perché poi se ti lasci andare è facile che il marito si trovi un’amante), prenderti cura di lui, dei tuoi figli e lavorare. Saresti brava, ma non credo tu ce la possa fare e francamente penso che non ne valga nemmeno la pena quando c’è qualcun altro che provvede a mantenere la famiglia”

“Scusa ma preferirei mantenermi da sola. Quando sarò più grande mi piacerebbe dividere la casa con un’amica e poi vedremo, ho tutto un mondo da scoprire”

“Con un’amica? Mica sarai lesbica?!”

“Ma mamma che dici? Io vorrei essere indipendente, divertirmi, viaggiare, stare con gli amici”

“Si ma se poi entro i 30 anni non ti sposi cosa dirà la gente?”

“Della gente non è che m’importi molto”

“E infatti si vede .. anche da come ti vesti. Non sei per niente aggraziata, non ti fai mai fare una messa in piega come si deve, volevo regalarti delle scarpe con il tacco, una gonna ma tu niente. Sempre con quei  jeans, gli anfibi e i capelli disordinati … e meno male che mi dici che non sei lesbica”

“Ancora?!”

“Si che poi anche se lo fossi vorrei capire chi delle due farebbe la lavatrice. Io proprio queste cose non le capisco, due donne insieme, due che lavano stirano e poi vogliono essere uguali alle altre coppie eterosessuali”

“Mamma stai dicendo un sacco di fesserie, che c’è di male in due donne che stanno insieme?”

“Ah per me nulla, è solo una questione di equilibrio che andrebbe a farsi friggere. Ragazza mia vedi, l’uomo e la donna sono complementari. Le donne da che mondo è mondo accudiscono la casa, il marito e i figli ed è questo che le rende indispensabili”

“Non capisco, forse non voglio capire”

“Predi me e tuo padre ad esempio, sai che senza di me la mattina non saprebbe neanche come vestirsi? Io gli preparo gli abiti, gli faccio trovare la colazione pronta perché lui neanche saprebbe farsi il caffè. Sai che non è mai andato al supermercato da solo? Non saprebbe cosa comprare. Tuo padre ha bisogno di me per tutto. Io lo guido, io sono il suo angelo custode e per lui sono allo stesso tempo madre, sorella e amante. Per questo non ha mai pensato di lasciarmi e non mi lascerebbe mai, sarebbe perso senza di me”

“E ti sembra una cosa bella mamma?”

“E’ questo che tiene in piedi il nostro matrimonio”

“Ma l’amore?”

“L’amore? E a che serve?!”

I don’t need feminism … non mi s’abbia a sciupà la messa in piega

What do we do with our lives
we leave only a mark
will our story shine like a life
or end in the dark
give it all or nothing

Ho letto che alcune squinzie americane hanno formato un movimento chiamato Women Against Feminism e hanno cominciato a postare foto sui social network con scritto il perché non hanno bisogno del femminismo. Mi sono fatta un giro in rete e ho letto alcune scritte, una tizia dice che non ha bisogno del femminismo perché non odia gli uomini, in effetti ha ragione: basta con queste femministe che odiano gli uomini!11!!111!!! Gli uomini poverini che colpa ne hanno se Dio ha creato l’uomo (e non la donna!)  a sua immagine e somiglianza? I maschi sono naturalmente esseri superiori e svariate femmine soffrono di questa invidia e pure di quella del pene, per questo non si depilano, comprano vibratori e hanno creato il femminismo!  Ho saputo che esistono femministe che hanno relazioni con i maschi,  immagino che  fuori dal letto nessuna pietà ♫ Parliamo poi delle lesbiche, per me essere lesbica non è una cosa naturale, secondo me quelle  trombano fra loro solo per far impazzire l’omo maschio, ma dico io a che livelli siamo? No no, io gli uomini li amo, non posso amarli ed essere femminista altrimenti si spaventerebbero e dopo di chi mi potrei lamentare?
Poi ho visto diversi cartelli in cui si legge: Non ho bisogno del femminismo perché non sono una vittima“, in effetti nemmeno io lo sono e quelle che lo sono se la sono andata sicuramente a cercare. Si sa che l’uomo è cacciatore, passionale, alcuni forse sono un po’ troppo focosi e non resistono a quel che tira più di un carro di buoi dei paesi tuoi, non è cattiveria la loro è che li disegnano così e quindi, anche se qua da noi abbiamo fatto delle conquiste (che poi vediamo se davvero sono conquiste) come il disconoscimento del delitto passionale e una qualche condanna verso la violenza sessuale, lottare per i diritti delle donne in altri paesi è un inutile spreco di energie, chi fa gli affari suoi campa 100 anni e io voglio vivere a lungo.
Mi sono imbattuta in questo altro  slogan: “Sosteniamo la parità di genere e non il dominio delle donne“, a me le donne che dominano fanno paura, pensate alla Merkel o alla Thatcher, le donne al potere hanno spesso causato disgrazie e poi diciamocelo chi di noi vorrebbe essere costretta a portare dei tailleur così orrendi?
Le migliori perle provengono dalla sezione White  Women Against Feminism perché bianco è meglio (anche se il nero sfina di più). Ci sono alcune ragazze preoccupate perché temono che le femministe le costringano ad abortire anche se loro vogliono avere figli, oppure che venga impedito loro di cucinare per i propri uomini. Di questo mi ero già lamentata con la presidentA BoldrinA qualche tempo fa, tutte le volte che mi metto ai fornelli tremo all’idea che possa entrare una femminista in casa ad aggredirmi mentre scolo la pasta, ogni volta che apparecchio per un uomo ho paura che la Boldrini irrompa nella mia cucina a sfracassarmi le ovaie perché secondo lei questo non si fa!
Ma torniamo un attimo su alcune famigerate conquiste fatte da queste femministe in Italia:
Il diritto al voto: ad ogni elezione io mi devo sbattere per recarmi ad un seggio, tirare fuori la mia carta d’identità (con la foto dove sono venuta malissimo) prendere le schede e mettere le crocette. Se non ci fossero state le suffragette mi sarei risparmiata questa fatica!
Parità salariale: perché dovremmo valere quanto un uomo? Non abbiamo la stessa forza fisica, siamo anche per questo naturalmente inferiori.
Divorzio: vi pare una bella conquista questa? Il divorzio è stato creato ad arte solo per poter mandare sul lastrico il proprio ex, altre motivazioni non ne vedo.
Leggi per gli asili nidi e il diritto alla famiglia: gli asili nidi sono traumatici per i bambini, la donna deve accudirli fino al 49° anno di età e le famiglie non necessitavano di nessuna eguaglianza fra i coniugi, la patria potestà spettava e dovrebbe spettare solo al padre altrimenti si chiamava madria potestà!
Leggi in materia di lavoro: le donne dovrebbero solo spicciare le faccende di casa per poter far trovare i pasti pronti, la casa pulita e i vestiti stirati per il marito e i figli, il punto è questo.
Interruzione volontaria della gravidanza: sulla Bibbia c’è scritto: “Tu Eva partorirai con dolore!” e questa conquista, come l’eventuale epidurale al momento del parto, va contro la volontà di Dio.
Violenza sessuale: in questa legge la violenza non viene più riconosciuta come delitto verso la morale ma verso la persona. Le femministe non hanno una morale, ecco perché hanno voluto fortemente questa legge.

Le conquiste che queste donne hanno fatto le stiamo pagando ancora e tutt’oggi ragionano di tutele, parità, pari opportunità e altre minchiate, che se ne stiano in casa a rammendare i calzini piuttosto!  A me il femminismo fa paura, se un giorno dovessimo anche noi avere un Presidente della Repubblica o del Consiglio donna dove andremmo a finire? Io voglio vestirmi e truccarmi, depilarmi le gambe e i baffetti in santa pace non andare a manifestare ad esempio contro quelli che non vogliono l’aborto, con questa umidità stare fuori mi rovinerebbe la piega!