Tag: grigi

Non mi fido

Anche stamani mi sono svegliata e l’orologio segnava le 7:20 esattamente come ieri alla stessa ora, non può essere un caso. Ho cercato di far colazione evitando tutti gli zuccheri e i latticini, ho optato per un tè verde con un po’ di frutta secca cercando di tenermi lontana dagli OGM per non arricchire la Monsanto e per non rendermi complice delle lobby alimentari che ci avvelenano. Come sempre mi sono messa ad osservare il cielo, oggi ci hanno dato alla grande con le irrorazioni di bario, ma per fortuna avevo il mio caschetto di alluminio. Avrei dovuto portare mia figlia a scuola, ma non mi fido, la storia che raccontano loro è da millenni rimaneggiata dai sionisti, preferisco impararle io la verità, quella che i libri non ve la dicono! Avrei voluto farmi qualcosa da mangiare, ma non mi fido delle coop rosse, né delle esselunghe, medie o corte, compro tutti i prodotti da un tale non asservito al potere che mi garantisce la freschezza dei suoi prodotti biologici, spendo un botto di quattrini ma so che sono soldi spesi bene e comunque sono fruttariana crudista, anche il tè non lo faccio con l’acqua calda, ci mancherebbe! Io l’acqua la bollo per sterilizzarla e solo quando è del tutto evaporata la uso. Fino a qualche tempo fa lavoravo, ma poi ho aperto gli occhi e siccome non voglio essere asservita al potere ho smesso e campo grazie al mio sussidio di disoccupazione e alla pensione di mio nonno. Controllo tutto, dal postino (un grigio sicuramente), ai passanti, non mi fido di nessuno, se non di quelli come me che la verità la sanno. Ho eliminato da casa tutti gli oggetti che potevano canalizzare l’energia negativa, non guardo la tv figuriamoci, io m’informo solo sulla rete da quelli che la verità la sanno. La mia occupazione principale è cercare notizie, scrivere sul mio blog,  prestare la massima attenzione all’aria che respiro, a quel poco che mangio, a non prendere farmaci, a soffrire la fame, la solitudine, ma non mi piego! Avevo degli amici, ma ad un certo punto ho capito che di loro non mi potevo fidare, ho lasciato il mio compagno per lo stesso motivo, lui voleva continuare ad essere schiavo del potere, a mangiare le schifezze, ad uscire la sera per farsi una birretta contribuendo così ad accrescere la lobby del luppolo geneticamente modificato. Passo tutto il giorno chiusa in casa con mia figlia e le ripeto spesso di non fidarsi, lei vorrebbe andare a giocare con i suoi amichetti ma non mi fido, fra di loro ho già intravisto un paio di vampiri energetici e qualche alieno. Lei è pura, incontaminata, non l’ho neanche fatta vaccinare proprio per non piegarmi alle lobby della Big Pharma. Qualcuno mi ha detto che potrebbe rischiare di ammalarsi e se non la curo potrebbe pure morire, pace, ma almeno morirà da persona libera e io alla libertà ci tengo!

Salvador Dali

Sibilla, la rete e le leggende

Sibilla conduceva una vita apparentemente anonima. Non era né bella né brutta, non dava l’impressione di essere  particolarmente brillante o noiosa, nessuno dei suoi vecchi compagni di scuola rammentava  il suo nome e chi fosse, era neutra.  Tutte le mattine, prima di andare al lavoro, si fermava a fare colazione nel bar sotto casa, ordinava sempre le stesse cose, ma ogni volta il barista la trattava come se la vedesse per la prima volta. Svolgeva i suoi compiti come altri anonimi impiegati di una grande multinazionale,  nessuno si ricordava d’invitarla alle riunioni o alle feste aziendali e comunque, se ci fosse andata o meno, nessuno ci avrebbe  fatto. Vedendola era difficile capire che età potesse avere e, dato che portava in tutte le stagioni strambi strati di vestiti, era difficile farsi un’idea della sua forma fisica.  Si svegliava ogni mattina alla stessa ora anche quando non doveva andare al lavoro, si lavava, si vestiva, faceva colazione, prendeva l’autobus, svolgeva puntualmente i suoi compiti in ufficio, tornava a casa, scongelava cibi surgelati,  mangiava, accendeva il suo computer e cominciava a creare. Sibilla possedeva l’arte di rimanere anonima anche in rete, grazie a questa sua naturale dote e alle sue eccellenti qualità, riusciva ad operare in internet senza lasciare alcuna traccia di sé. Fino dalla nascita di questo mondo virtuale Sibilla si divertiva a creare false notizie a cui inseriva collegamenti a documentazioni varie in modo da farle risultare veritiere. Era stata lei la prima a parlare di scie chimiche, signoraggio bancario, grigi, teoria del complotto e molto altro. Le sue creazioni, sapientemente miscelate ad un pizzico di verità, si diffondevano a macchia d’olio e generavano pagine su pagine, blog su blog, notizie su notizie. Quando accadevano fatti di straordinaria importanza, come l’attentato dell’11 settembre, lei ricamava trame fantastiche che molti avrebbero poi diffuso e incrementato. Sibilla aveva ereditato questo suo talento da sua madre e sua madre da sua nonna. Fu proprio sua madre, in  giovanissima età,  a creare leggende metropolitane che tuttora si perpetuano come la morte di Paul MccCartney o quella dell’autostoppista fantasma.  Sua nonna invece fu l’artefice di alcune straordinarie leggende sul ciclo mestruale. Sibilla si sentiva appagata,  grazie al potere del suo talento le sue creazioni, come quelle delle sue ave, si erano sparse su tutto il pianeta.  Scomparve un giorno come tanti altri, nessuno si accorse della sua assenza. Le uniche tracce che aveva lasciato non erano riconducibili alla sua identità, si mise a sorridere pensando a questo,  poi  riprese a sorseggiare il suo mojito in compagnia dei suoi amici Jimy, Janis, Elvis e Marylin  all’ombra delle palme di un’isola leggendaria.

Distorted Gravity Surreal Photography by Anka Zhuravleva