Tag: lavoro

Il mio contributo alla Giornata della Poesia

Non ci sarà nessuna obbligazione
licenzieranno senza giusta ragione
Ci sarà sul lavoro un selvaggio impero
grazie alla riforma della Ministra Fornero
Questo governo ce l’ha mestamente introdotto
togliendo a noi tutti l’articolo 18

Assunta Passera

Mi chiamo Assunta di nome ma non di fatto, ho 25 anni e sognavo solo un lavoro fisso per poter mettere su famiglia con il mio fidanzato. Entrambi siamo della Basilicata, regione sconosciuta ai più in Italia. Anni fa ce l’avevo quasi fatta, ero entrata alla Fiat di Melfi, pensavo di poter realizzare i miei obbiettivi e di avere un po’ di tranquillità, invece nulla, pochi mesi dopo è arrivata la cassa integrazione e Melfi era l’unica speranza di lavoro in questa zona.Ho dovuto lasciare a malincuore la mia regione e cercare un’occupazione a Roma. Ho lavorato per pochi soldi nei call center, a mala pena riuscivo a pagare l’affitto di una casa che dividevo con altre disgraziate come me. Un giorno vidi una delle mie coinquiline tutta agghindata e truccattissima, le chiesi cosa stesse combinando, mi disse che andava ad una festa e che la pagavano per questo e che, se volevo, sarei potuta andare con lei. Mi cambiai in fretta perché la cifra in questione mi pareva una botta di fortuna incredibile, in un lampo mi truccai e, anche se mi si era scheggiato lo smalto e non avevo tempo di porvi rimedio, m’infilai nel tubino nero e pochi minuti dopo un autista ci portò a Palazzo Grazioli. Conobbi li un fotografo tatuato al quale lasciai il mio numero di telefono e un avvocato dall’aspetto agghiacciante. Non avrei mai pensato di poter conoscere il Presidente del Consiglio e, invece, mi trovai faccia a faccia con lui che mi sorrideva sbavando. Gli parlai della Fiat e mi disse che avrebbe messo una buona parola con Marchionne e che comunque sarebbe stato più facile farmi partecipare al Grande Fratello. Ma la notorietà non mi ha mai interessato, mi sentivo come un criceto in Alaska e riuscii ad abbandonare il palazzo poco prima dell’inizio di uno strano rito tribale di origine africana.Rinunciai a guadagni così facili, la mia moralità non aveva, e non ha, prezzo, speravo sempre che ci fosse un accordo che sbloccasse la situazione della fabbrica e in cuor mio auspicavo che la Consulta decidesse finalmente che il legittimo impedimento era anticostituzionale. Ripresi così a fare domande su domande e per un periodo insegnai educazione sessuale in una scuola superiore, ma poi arrivò il monito dal Papa e venni licenziata anche da lì. Ancora ad oggi non riesco a trovare un impiego e come me moltissime persone, vorrei tornare nella mia terra ma so che almeno a Roma, ogni tanto qualche lavoretto riesco a farlo. Recentemente ho posato in un calendario per un consorzio di pelle, le foto le ha fatte un grande fotografo e, seppure io non sia riconoscibile, ho guadagnato un po’ di soldini e finché sono ancora giovane e Passera di nome e de facto in qualche modo so che me la caverò, ma dopo? C’è già un’inspiegabile moria di uccelli nel mondo, non vorrei sparire anche io così, senza spiegazioni.

Nerina

Che palle un nuovo cliente … sono così stanca e devo fare un altro servizietto. Questo però è  giovane e ha un gran fisico e meno male … in genere  mi capitano sempre vecchi, bavosi, e puzzolenti.  Il dovere di dare soddisfazioni ad altri mi sta sfiancando, poi  tocca sempre  a me spogliarli. Pensare che i primi tempi mi faceva quasi ribrezzo  toccarli, adesso  mi ci sono abituata,  è diventata una routine.

Ogni giorno  ne arrivano almeno cinque e devo fare bella figura altrimenti poi perdo  la clientela, perché  si sa che del mio mestiere non posso fare una grande pubblicità e il passaparola è il  sistema migliore per avere successo. Onestamente devo dire che grazie alle mie doti mi sono potuta permettere  una casa, una bella macchina e mi faccio spesso dei bei viaggetti all’estero, ma la gente mi guarda male e non posso mai contare su inviti a feste mondane.  Non ho orari, quando chiamano per un servizio devo sempre farmi trovare pronta e presentabile,  mi tocca lavorare  bene  con le mie mani , essere attenta, delicata o forte quando è il momento giusto. 

Sotto di me sono passate persone di tutti i tipi, imprenditori, artisti, dirigenti, anziani o giovanissimi, l’importante è il livello economico perché in città come me non c’è nessuna e   si sa che se vuoi avere un ottimo servizio devi  rivolgerti ad un professionista di alto rango. 

Ma a volte mi sento sola …  è impossibile per me avere una vita come  quelle degli altri, una volta che qualcuno mi si avvicina e poi mi chiede  cosa faccio per vivere scappa via. Spesso penso  di non  essere capace di fare altro,  non so quanto il fisico potrà resistere, sono sicura che non potrò continuare così fino a tarda età.

Credo che questo  sia proprio l’ultimo  per oggi   e vedendolo bene è proprio carino,  speriamo di fare veloce perché sono davvero esausta e ho già due prenotazioni per domani. Dovrei pensare sul serio a mettere dei soldi da parte per poter  cambiare vita un giorno  e magari costruirmi una famiglia in un posto lontano dove nessuno mi conosce.  … E’ bello sognare, mi capita spesso di farlo anche quando sto lavorando, so che non è una cosa bella da fare e che mi dovrei concentrare sul cliente, ma non posso farci nulla. Un giorno smetterò, me lo dico ormai da troppo tempo,  ma questo lavoro alle onoranze funebri comincia proprio a spomparmi.

Woman smoking a cigarette – Man Ray