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Sibilla, la rete e le leggende

Sibilla conduceva una vita apparentemente anonima. Non era né bella né brutta, non dava l’impressione di essere  particolarmente brillante o noiosa, nessuno dei suoi vecchi compagni di scuola rammentava  il suo nome e chi fosse, era neutra.  Tutte le mattine, prima di andare al lavoro, si fermava a fare colazione nel bar sotto casa, ordinava sempre le stesse cose, ma ogni volta il barista la trattava come se la vedesse per la prima volta. Svolgeva i suoi compiti come altri anonimi impiegati di una grande multinazionale,  nessuno si ricordava d’invitarla alle riunioni o alle feste aziendali e comunque, se ci fosse andata o meno, nessuno ci avrebbe  fatto. Vedendola era difficile capire che età potesse avere e, dato che portava in tutte le stagioni strambi strati di vestiti, era difficile farsi un’idea della sua forma fisica.  Si svegliava ogni mattina alla stessa ora anche quando non doveva andare al lavoro, si lavava, si vestiva, faceva colazione, prendeva l’autobus, svolgeva puntualmente i suoi compiti in ufficio, tornava a casa, scongelava cibi surgelati,  mangiava, accendeva il suo computer e cominciava a creare. Sibilla possedeva l’arte di rimanere anonima anche in rete, grazie a questa sua naturale dote e alle sue eccellenti qualità, riusciva ad operare in internet senza lasciare alcuna traccia di sé. Fino dalla nascita di questo mondo virtuale Sibilla si divertiva a creare false notizie a cui inseriva collegamenti a documentazioni varie in modo da farle risultare veritiere. Era stata lei la prima a parlare di scie chimiche, signoraggio bancario, grigi, teoria del complotto e molto altro. Le sue creazioni, sapientemente miscelate ad un pizzico di verità, si diffondevano a macchia d’olio e generavano pagine su pagine, blog su blog, notizie su notizie. Quando accadevano fatti di straordinaria importanza, come l’attentato dell’11 settembre, lei ricamava trame fantastiche che molti avrebbero poi diffuso e incrementato. Sibilla aveva ereditato questo suo talento da sua madre e sua madre da sua nonna. Fu proprio sua madre, in  giovanissima età,  a creare leggende metropolitane che tuttora si perpetuano come la morte di Paul MccCartney o quella dell’autostoppista fantasma.  Sua nonna invece fu l’artefice di alcune straordinarie leggende sul ciclo mestruale. Sibilla si sentiva appagata,  grazie al potere del suo talento le sue creazioni, come quelle delle sue ave, si erano sparse su tutto il pianeta.  Scomparve un giorno come tanti altri, nessuno si accorse della sua assenza. Le uniche tracce che aveva lasciato non erano riconducibili alla sua identità, si mise a sorridere pensando a questo,  poi  riprese a sorseggiare il suo mojito in compagnia dei suoi amici Jimy, Janis, Elvis e Marylin  all’ombra delle palme di un’isola leggendaria.

Distorted Gravity Surreal Photography by Anka Zhuravleva

Brrr il Menarca! Leggende metropolitane sul ciclo mestruale

Un paio di mesi fa avevo parlato di un articolo che in pratica definiva il ciclo mestruale una malattia, oggi è apparso un commento sotto un articolo di Eretica su Il Fatto Quotidiano  in cui una signora diceva che alcuni studi (?) hanno dimostrato che l’esposizione a immagini sessuali esplicite può addirittura anticipare il menarca. Io pensavo che fosse uno dei soliti troll che normalmente stazionano nei commenti del quotidiano online e invece la signora in questione pareva serissima, non solo ha tirato fuori la parola “menarca” che non sentivo da almeno 30 anni, ha pure bacchettato l’autrice offrendogli una supercazzola sulla pornografia e la sessualità.  Mi sono messa alla ricerca di questi studi e non ho trovato nessuna notizia a riguardo.  “Ovviamente!” direte voi miei piccoli lettori, ma con tutte le cazzate che la gente (me compresa)  scrive in rete (e non solo qui) non mi sarei sorpresa di trovare un qualcosa che riportasse a questi famigerati studi. 

Ho deciso comunque di redigere un elenco delle leggende metropolitane riguardo le mestruazioni.

  • Se sei mestruata non puoi toccare le piante altrimenti appassiscono
     (le mie, fra l’altro, appassiscono anche quando non ho il ciclo)
  • Se hai le mestruazioni non puoi andare a cavallo
    (ma non bastava non guardarlo in bocca se era domato?)

  • Con il mestruo la maionese impazzisce
    (e bisogna ricorrere ad un TSO? Per quando riguarda altre salse non ci è dato di sapere, io però temo per il mio tzatziki che proprio in questo momento mi sta guardando malignamente)
  • Se hai il ciclo non devi lavarti
    (l’uomo addà puzza’, la donna solo in quei giorni)
  • Se hai il mestruo e tocchi un dolce non lievita
    (per questo faccio solo crepes e tiramisù, tiè!)
  • Non è consigliato fare il bagno al mare
    (lo squalo potrebbe eccitarsi sentendo l’odore del sangue e addentare la mestruata anche se questa se ne sta in ammollo a Cecina)
  • Non farti la tinta, con il mestruo non prende
    (anche se una si tinge di rosso?)
  • Non toccare la carne perché potrebbe guastarsi
    (sul pesce non ho trovato informazioni, ma sappiamo che dopo 3 giorni puzza, a volte anche prima)
  • I peli crescono di più
    (i calvi invidiano le mestruazioni)
  • Meglio non avere rapporti sessuali
    (potrebbe appassire i cactus?)
  • Non montare la panna
    (come per la maionese e i rapporti sessuali è vietato montare)
  • Le mestruazioni non fanno lievitare il pane e la pizza
    (ma tanto che ce ne facciamo delle lievitazioni se non possiamo avere rapporti sessuali?)Sempre in ambito culinario troviamo anche:
  • Le donne mestruate non dovrebbero mangiare carne
    (in effetti se marcisce al tocco perché dovremmo?) 
  • Non fare le conserve o cucinare i pomodori
    (visti i precedenti credo sia possibile essiccare con successo il pomodoro)In alcune zone sono riscontrabili altre leggende:
  • (Sicilia) Non guardare il grembo di altre donne perché potrebbe renderle sterili
    (abbiamo un potenziale micidiale nel ciclo, qualcuna di noi ce l’ha anche nell’automobile)
  • (Puglia) Non toccare il grano perché il mestruo lo rende non commestibile
    (infatti sappiamo per certo che  Luiselle non cantava Andiamo a mietere il grano in quei giorni)
  • (Abruzzo, Calabria, Puglia, Sicilia) La mestruata non può aiutare nella preparazione dei distillati
    (ci auguriamo che la poveretta almeno possa berli)
  • (Piemonte, Val D’Aosta) La mestruata non può contribuire alla salatura dei cibi
    (il salame, anche lui, potrebbe  fare una fine del cactus)

Il mio elenco finisce qua ma sono certa che molte altre leggende mi siano sfuggite e mi farebbe piacere ricevere i vostri contributi a riguardo.  Il sangue ha sempre fatto paura, è stata Eva a farsi traviare dal serpente,  quindi le donne sono impure blablablà e altre fesserie che purtroppo ancora resistono.

Scusatemi se questo post non vi è piaciuto, si lo so … ho scritto cose migliori in passato, ma che ci posso fare? Proprio oggi mi è venuto il ciclo!
 

Alla ricerca…del Sacro G

Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia – William Shakespeare

Roba da Tonne in collaborazione con Boyager  oggi vi accompagnerà alla scoperta di uno dei misteri più insondabili della natura. Viaggerete con noi attraverso dimensioni sconosciute, la dove le scie chimiche volano alto e in terra si formano cerchi nel grano (poesia di un complotto profano). Vi porteremo in una delle dimensioni più imperscrutabili e affascinanti dell’umanità, come neo Cavalieri Templari ci avventureremo in un cammino ancora più affascinante della scoperta del Sacro Graal:  viaggeremo insieme alla ricerca del Punto G.

Mio cuggino Vincenzo una volta andò in posto dell’America Latina e trovò un cucciolo che pensava essere di un cane, tornato in Italia lo portò dal veterinario che gli disse di non togliersi il casco, lui non lo ascoltò e la sua testa si spaccò in due, da li uscì fuori un enorme ratto femmina che gli spiegò che il Punto G non era un semplice bottone (insert coin, push the button).  Da quel giorno Vincenzo non fu più lo stesso e se anche voi volete saperne di più della storia della topa ce lo dico ammio cuggino.
 
Alla ricerca…del punto G
 

Il Punto G non è una rivendita di biscotti del mitico Mago Galbusera  ma è una zona che sapientemente stimolata è in grado di provocare orgasmi intensi, nuove sensazioni e giovani emozioni. Per alcuni uomini, come per Indiana Jones, è più facile  andare alla ricerca dell’Arca Perduta  che approfondire i meccanismi della sessualità femminile. Proprio per questa ragione molti arrivano persino a negare l’esistenza del famigerato Punto G ricamando su di esso leggende metropolitane, ricorrendo soventemente alla famigerata Teoria del Complotto. Eppure non si tratta di andare lontano, né di portarsi dietro attrezzature bizzarre e impegnative, basta provare e una volta cacciato via il dito dall’occhio, smesso di pigiare il capezzolo come se fosse il campanello che il postino suono sempre tre volte, potete lasciarvi andare e farvi guidare dalla vostra partner oppure seguire le boiate seguenti. 

 

Come dal ginecologo (per la serie: lascia che io viva un amore romantico ♫)Alla ricerca…del punto G

Roba da Donne suggerisce questa posizione per la ricerca, ma vista la crisi (su ebay i prezzi per i lettini ginecologici partono da un minimo di 395 euro) vi  consiglio di lasciar perdere e provare ad inserire un d nella v (un po’ come la macchina del capo).  Se il d nella v si dovesse perdere vi ricordo che ne avete a disposizione altri 9, occhio però a non esagerare, una volta mio cuggino si è perso con tutta la vespa! 

Usate un aiutante Alla ricerca…del punto G

Il che non vuol dire chiamare un amico o il vicino di casa, ma dotarsi di un un compagno dal carattere vibrante, sempre pronto a soddisfare ogni necessità, un tipo rigido, virtuosamente eretto, finché pile non vi separino. Amen

Però ripensandoci il vicino …

Coinvolgete anche lui Alla ricerca…del punto G

E scoprirete la differenza!

Ma la cosa che più mi piace di questo articolo è quando si parla del pene e si mostra questa fotografia:

Alla ricerca…del punto G

Approfittate delle sue curvature

(ed è un bene, se fosse dritto le donne incinte avrebbero la gobba) 
 

Ogni pene è diverso  e in effetti anche io ho visto cose che voi umani…  Il consiglio è quello di approfittare della sua curvatura per stimolare il Punto G. “Ah ecco perché viene messo li e non sotto un’ascella o dentro l’orecchio” “Come???” “Si ho detto che mi sa che non va bene dentro l’orecchio Priscilla”

Potete sempre usare la farfalla… Alla ricerca…del punto G

Un’evoluzione della posizione del baco

…Oppure la pecorina!

se vi volete allenare Susie è in offerta al 40%

PECORA GONFIABILE SUSIE

(e pensare che credevo di averle viste tutte)

ORGASMO!

Siamo giunti alla fine di questa magnifica avventura, avete provato ad arrivare al Punto G in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi. Molti di voi avranno compreso che il Punto G esiste e che non ha niente a che fare con i rettiliani anche se ormai come sex toys troviamo di tutto.

Alla ricerca…del punto G

Barbara Keesling (autrice di The Good Girl’s Guide to Bad Girl Sex) è la fonte da cui è tratto l’articolo che ha ispirato questo post, fonte così tanto autorevole da descrivere l’orgasmo “come quando si fa la pipì in maniera piacevole”.
…. Poverella, deve avere avuto davvero poche soddisfazioni nella vita.