Darwin

Guardo questo rivolo d’acqua che scorre, m’incanto ad osservare la sua ostinazione,  non si ferma, nonostante le gomme delle auto che gli passano accanto sconvolgendolo e i passi affrettati degli umani che lo calpestano.

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Dov’ero quasi un milione di anni fa se non su questa terra, con la schiena incurvata, a guardare come oggi l’insistente scorrere dell’acqua?
Sono così cambiata per ritrovarmi poi ad essere sempre la stessa, con gli stessi istinti, lo stesso amore che provo per te. Ho indossato le vesti dell’evoluzione, ho trasformato il mio volto ingentilendolo e colorandolo, ma temo ancora, come allora, che se tu mi vedessi fuggiresti via. Ho drizzato la schiena, elaborato un linguaggio diverso, sviluppato capacità incredibili, costruito case, villaggi, città, macchine … talvolta infernali. Ho creato la guerra e ricercato la pace, ho inventato Dio solo per avere una scusa per pregare, per incolpare qualcuno del mio dolore.
Sono passati miliardi di albe e di tramonti, sconvolgimenti del tempo e della terra, ho conosciuto il freddo e il caldo, ricchezze effimere e povertà estreme.
Sono qui.
Sono tornata ad odorare il profumo dei campi,  ad amare le montagne e i mari, il sole e la pioggia a sognare che tu fossi mio davvero.

Grazie Francesco per le tue parole e per la tua voce. 

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