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Nora e la poesia

Come una bestia ferita, che cerca rifugio nel bosco,
corro veloce e non mi accorgo
delle tracce di sangue che lascio dietro me

"Illumination meant for love"  Tom Chambers http://www.tomchambersphoto.com/portfolio_illumination.html
“Illumination meant for love” Tom Chambers http://www.tomchambersphoto.com/portfolio_illumination.html

Nora scriveva poesie, appena era libera dagli impegni mondani si cullava nella sua malinconia, in quella espressione di sé che teneva chiusa nei cassetti della sua enorme casa. Nessuno conosceva questo suo aspetto, Nora era la classica donna sempre sorridente, aveva una parola buona per tutti, non si arrabbiava mai, molti ritenevano che non fosse una persona particolarmente intelligente e aggraziata. Corpulenta, un viso né bello né brutto, una voce stridula e movenze piuttosto grezze, Nora sfamava la sua curiosità  leggendo tutto quello che le capitava a tiro e scriveva parole sulla natura o per i tanti amanti immaginari. Prolifica come pochi autori al mondo scriveva in ogni pezzo di carta che trovava in giro, notai alcune sue liriche su uno scontrino che le cadde per terra mentre mi trovavo dietro di lei in coda alle poste. Conoscevo chi fosse, la incrociavo spesso nella via dove abitavamo, ma non avevo proprio idea della sua delicatezza interiore. Quando le porsi il fogliettino che era caduto arrossì e diventò ancora più rossa quando mi complimentai per le sue parole. A quel punto le chiesi se poteva farmi leggere altri suoi componimenti, iniziai così a frequentarla ogni venerdì pomeriggio a casa sua. Tirava sempre fuori da qualche cassetto qualcosa di nuovo da farmi leggere e come una bambina timorosa aspettava il mio giudizio. Ricordo spesso Nora ogni qual volta che tento di avvicinarmi con le parole a quella sua intima grazia. Le creature divine hanno spesso un aspetto inconsueto, Nora sapeva volare e riusciva a portarmi con sé anche quando i miei giorni erano neri.

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Poesia (sembra che non ci sia)

S’ode il ticchettio della pioggia
restiamo abbracciati sotto le coperte
nulla c’intimorisce o ci scoraggia
in queste fredde notti deserte

Viviamo in cerca di soddisfazioni
unendo in armonia i nostri corpi
muovendoci in varie posizioni
gioendo dei nostri languidi rapporti

Ma ad un tratto ci prende la voglia
d’impreziosire maggiormente il momento
ti alzi, ti soffermi sulla soglia
pensando al nostro futuro godimento

Niente potrebbe fermarti
ma ti accorgi del vuoto incombente
so bene che vorresti saziarmi
vedi, ormai non è rimasto più niente

Ti affanni ovunque nel cercare
gli ingredienti nella più vita preziosi
o un qualcosa che possa placare
i nostri tanti vizi lussuriosi

Pensi di andare ma c’è la tormenta
è rischioso cimentarsi in certe imprese
è la tanta fame che ci fomenta
s’ordinerà al take away cinese

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Poesia veloce veloce

Ci siamo guardati
ci siamo annusati,
ci siamo spogliati
evidentemente  arrapati

Steso svestito sul letto
mi facevi un certo effetto
e poi anch’io nuda per diletto
mi sono messa al tuo cospetto

Cominciammo così a far l’amore
stavo immersa nel piacere, nel tuo odore
ero persa nel tempo senza  timore
avrei voluto che durasse ore e ore

Mi parevi così focoso,  così arguto
a te incurante il corpo mio aveo ceduto
poiché di sicuro non avrei certo creduto
che tu durassi anche meno di un minuto

Se

Se tu non ci fossi non so cosa farei
da sola nel letto con chi dormirei?
Se tu non ci fossi chi mi farebbe compagnia
nel lungo inverno qua in periferia?
Se tu non ci fossi sarebbe più bello
non trovare i tuoi piatti nel mio lavello?
Se tu non ci fossi potrei esser felice
non avendo i tuoi panni nella mia lavatrice?
Se tu non ci fossi correrei a piedi nudi nella valle
saltando per la gioia di non averti più fra le palle

Jack Vettriano Night-Time Rituals II

 

Aprile

Nell’aria soffia una leggera brezza
si affollano nella mente quei pensieri
che mi riportano alla mia giovinezza
a una me gioiosa, com’era fino a  ieri

Sento gli uccellini cinguettare
ascolto delle donne il chiacchiericcio
odo il cane del  vicino abbaiare
e le bestemmie di un tipo alticcio

Quanta è bella questa primavera
di un nuovo sole che tutti seduce
di  speranza per un sogno che si avvera
che si abbatta finalmente la bolletta della luce.

April in love Arthur Hughes 1858

 

 

Addio al “nuovo volto dell’arte” (cit)

Te ne sei andato via troppo presto

tu che nel parlare non eri molto lesto

con il tuo sguardo fisso da folle spiritista

ed una verve da puro grande artista

Rimembro la tua voce che in soffio ci diceva

che “l’arte prima si pensava e poi la si faceva”

Al mondo non c’era nessuno come te

ma per nostra fortuna ti rivelò Diprè

mostrando in TV i tuoi gamberi di mare

così che in rete ti potessimo idolatrare

Purtroppo ci hai lasciato sul più bello

lasciandoci le tue croste di color pastello

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A Osvaldo Paniccia RIP

Passione casearia

Avevo un amante che prima di far la nanna
si spalmava tutto il corpo con abbondante panna
Non credo di certo di essere la sola
a farsi ammaliar dal sesso e dalla gola
Mi lasciò senza pietà per una tipa di Reggio
e io per consolarmi mi feci di Taleggio
Sentivo ancora le mie voglie tanto insoddisfatte
e cominciai a ingozzarmi di biscotti con il latte
I miei sensi erano davvero troppo agitati
così mi avventai anche sui suoi derivati
Ero una giovane alta, piacente e snella
prima di sfondarmi di tanta mozzarella
Adesso che mi si strozza la coscia nella giarrettiera
penso che non dovevo farmi tre forme di Groviera
Or dunque devo aver la forza ed il coraggio
per liberarmi da tutto ‘sto formaggio,
devo trovar la fede, la calma e la pazienza
per disintossicarmi dal pecorino di Pienza
Mi dicono: “Se hai testa allora usala,
non ti fossalizzar soltanto sulla Bufala.
Fai movimento, vai in palestra, mangia insalata
e non guardar così vogliosa quella Burrata!”
Non so se ce la farò e una domanda sconcertante or or mi assale:
riuscirò a rinunciar al Montasio, l’Asiago, la Toma e al Primosale?

A.Vida

Scorre il sudore gradevolmente sul mio corpo
quando percepisco questo senso mio risorto

Infiammata osservo con attenzione
il soggetto della mia venerazione

Attraente lo confesso e assurdamente invogliante
è quel che rende adesso la mia natura febbricitante

L’ho fatto diventar duro con le mie eccitate mani
ma mi tratterrò e lo godrò con la bocca solo domani

perché seppur detesto quel che è sempre rimandato
devo aspettar che freddi per gustarlo il salame al cioccolato

Il cimitero delle Rose

Mi piace vagar per i piccoli cimiteri
in campagna vi trovo i meno austeri
Le scritte sulle lastre passo in visione
e ritrovo il prete che mi passò a comunione
Nell’andar avanti vedo anche la fiorista
e penso: “In effetti è tanto che non l’avevo vista”.
Medito su tutti questi morti che riposano in pace
e a me che giro fra loro mentre tutto tace
Osservo i nomi antichi del passato
di chi da tempo antico si è eclissato
Adoro star nella quiete delle anime perite
le preferisco ai vivi che fan venir l’orchite