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Il Dottor Tirati e la routine quotidiana

“Buongiorno Signora Vietroli come va?”
 
“Guardi dottore che sono la Signora Ortopandi!”
 
“Mi scusi, ma è seduta sul letto sbagliato e mi credevo … mi scusi lasci perdere, ci vediamo più tardi”
 

 Una mattina come un altra, mi sveglio, bagno/barba/controllo rughe/crema, moglie che dorme (o che fa finta di dormire per non salutarmi). Esco colazione/giornale/auto/coda/arrivo in clinica donne/donne/donne. Sono le 9 e sono già stanco, arcata sopraccigliare-alzata! mento-limato! zigomi/zigomi/zigomi, tiraggi/tiraggi/tiraggi, labbra-rimpolpare/rimpolpare/rimpolpare, togliere grasso/mettere grasso/togliere grasso/mettere grasso.

Stasera beach volley con gli amici, discorsi/soldi eventuale scopata con Marika … o Sylvia? Tanto per me è uguale. Mi lavo/mi cambio, esco dalla sala, infermiere/infermiere.

 

Dottore si ricordi che alle 10 l’aspetta la signora Atempori nel suo studio”
 
“Si non si preoccupi Rossella me lo ricordavo”
 
…veramente io sono Marisa”
 
“Oh mi scusi è che siete … lasci perdere, mi scusi”
 
 

Allentare la tensione/allentare la tensione, sigaretta di nascosto e poi entro nella mia stanza e trovo donna con capelli lunghi/extention, labbra/canotto, zigomi/alti, nessuna ruga/nessuna fuga.

“Signora Atempori la trovo benissimo, vedo che non ha assolutamente alcun segno dell’ultimo intervento. Le sue sopracciglia ad ali di gabbiano volano lontano … ah ah … mi scusi. 
Dicevo che la trovo davvero bene, le consiglio di aspettare ancora qualche giorno per prendere il sole e di continuare ad idratare la sua pelle con la nostra (costosissima) crema YYZ. Al momento direi che è tutto, per gli altri ritocchini direi che potremmo rivederci fra un paio di mesi e, se lo riteniamo necessario, procedere. Grazie per …”
 
Cretino! Non mi hai riconosciuto sono tua moglie!”
 
“Ah! .. no sciocchina scherzavo (è che vi faccio tutte uguali)”.

 

Lo ammetto, avevo davvero amato quell’uomo

Avevo amato quell’uomo, cazzo se l’avevo amato. Riesco ad ammettere solo adesso quanto il nostro incontro mi avesse annientata, tutt’ora ne porto i segni. So che era amore quello che ho provato ma non ho mai voluto rendermene pienamente conto, forse per paura o perché sapevo già come sarebbe andata a finire. Avevo amato i suoi occhi, la sua pelle, le sue braccia. Se ci penso riesco perfino a rammentarne l’odore. Ricordo la sua voce delicata e la sensazione che provavo ogni volta che squillava il telefono. Mi vengono in mente i tanti messaggi che ci scambiavamo, la nostra eccitazione che correva lungo i fili da una città all’altra. Avevo davvero amato quell’uomo e forse avrei dovuto dirglielo, forse eravamo fatti l’una per l’altro ma gli spettri del passato sono stati più forti di noi e ci hanno allontanato per sempre. Non dimenticherò mai il nostro primo e ultimo incontro, la sua dolcezza, la sua passione, il modo in cui sapeva prendermi, le nostre risate e il tramonto che colorò di rosso i nostri visi. Nella mia testa è vivo ogni attimo trascorso insieme, compresa l’inquietudine che si manifestò all’improvviso sul suo volto e che da quell’istante raggelò per sempre il mio cuore. Non so questa mia ritrovata consapevolezza a cosa potrà portarmi, ma so che avevo amato quell’uomo e ogni attimo trascorso insieme a lui resterà indelebile.
L‘avevo decisamente amato, nei miei pensieri, che scorrono come pellicola davanti ai miei occhi, rivedo i suoi capelli, il colore dei suoi occhi, le rughe che incorniciavano il suo sorriso rassicurante. Riconosco oggi che niente della mia esistenza è rimasto uguale da quando se ne andato via. Rammento le sue parole che non mi convinsero per niente ma a cui volli ostinatamente aggrapparmi per non smettere di sognare.   
 
Ricordo perfettamente tutto, avevo davvero amato quell’uomo, cazzo … ma come si chiamava?

The remains of love – Jack Vettriano