Tag: scritti erotici cinici

Alenja e la sublimazione

Alenja preferiva rimorchiare gli uomini nei social network. Si presentava come autrice di romanzi erotici, descriveva minuziosamente le sue generose  forme e poi li incantava raccontando loro storie intricate di posizioni e liquidi vari. Amava eccitare i suoi corteggiatori promettendo indimenticabili esperienze sessuali. Quando poi riusciva a vedersi con uno di questi rimaneva piuttosto fredda, si faceva toccare ma non reagiva, non usava le sue mani e la sua bocca, si sdraiava e si lasciava penetrare senza emettere alcun rumore, solo dei respiri appena un po’ più affannati durante quello che presumibilmente era un suo orgasmo. Era quella per lei la nuova frontiera del sesso, ormai le aveva provate tutte: bondage, masochismo, sadismo, sesso in ogni luogo (cimiteri compresi) e con svariate persone anche in gruppi più o meno cospicui. Si era fatta legare, era stata legata, era stata frustrata, sculacciata, era stata dominata e dominatrice. Aveva fatto strisciare a terra uomini e donne che l’avevano adorata leccandola e penetrandola in ogni punto e con ogni oggetto possibile. Aveva sperimentato di tutto superando il dolore fisico e le barriere mentali e mettendosi alla mercé del pubblico, guardoni inclusi. Si sentiva appagata durante l’amplesso ma mai pienamente per cui, dopo una vita di ricerca, era tornata alla semplicità della posizione canonica da realizzare nel silenzio più totale. Durante quei rapporti lei osservava il partner cercando di mantenere un’espressione nel viso che non facesse trasparire alcuna emozione, non si muoveva, lasciava che l’uomo di turno la penetrasse e dopo, quando lui era venuto, si rivestiva e andava via senza salutare o al massimo accennava ad un formale arrivederci. Poi tornava a casa e si masturbava, toccarsi mentre ripensava a fosse stata stronza era la cosa che la eccitava più di ogni altra.

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