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C’è amore in ogni borsello (cit)

Sono giorni che mi tormento l’anima con le mie vicissitudini sentimentali … giorni, diciamo che è un qualcosa che si ripete ciclicamente da quasi 46 anni.  Tendo a rimanere aggrappata ai miei ideali di pis’en l’ove foreve’, a me non mi hanno rovinato i film americani con il principe azzurro di turno (ai principi ho sempre preferito gli alternativi morti di fame), ma John Lennon e Yoko Ono, Franca Rame e Dario Fo.
Essere idealista, anche dal punto di vista sentimentale, significa non accontentarsi del primo che capita, vivere fedeli al proprio sogno e, nel mio caso, non avere neanche avventure,  in pratica non scopare mai (fatta eccezione per gli incontri sporadici con il mio compagno al quale ormai si saranno arrugginite le batterie).
La bruciatura che attualmente  sto vivendo, pur non avendo preso neanche un giorno di sole e cominciando ad assomigliare sempre più ad una formaggio fresco di Sant’Atrociana memoria, mi ha fatto riflettere fino a comprendere che nel tempo ho subito dell’evoluzioni e tanto per sfracassare anche voi con i miei patimenti ve le schiaffo,  con tanto di sottofondo musicale,  qua nero su bianco video inclusi. In fondo cos’è un blog se non una seduta collettiva di auto-analisi? 😉

Do you really want to hurt me? 

Anni 80, con lui c’è un intesa speciale, ma s’innamora di quella che voleva essere la mia migliore amica ad ogni costo (figuriamoci se voleva mettermelo in culo cosa succedeva). Il risultato è che dal lontano 1986 fino ad anni più recenti il trauma del rifiuto mi ha segnata. Mi sono sempre sentita inadeguata un po’ per la mia naturale tendenza a farmi seghe mentali un po’ perché porca miseria i rifiuti fanno male, eccheccazzo.
L’adolescenza è di per sé un periodo d’insicurezza, tu pensi che devi essere in un modo per piacere agli altri, se poi sei stata adolescente negli anni ’80 hai ferite dettate da insulsi teoremi che faticano a cicatrizzarsi.
Una donna per amico

A dar man forte alle mie paturnie fin dalla più tenera età sono arrivati i consigli degli amici, uno dei più ricorrenti era quello di evitare di diventare troppo amica con gli uomini che m’interessavano. In realtà avevo provato anche ad essere una merda ma,  come dimostra il famoso Teorema di Ferradini, non aveva funzionato nemmeno quello.

Gli uomini non cambiano

I  ’90 sono stati anche peggiori, anche se in quegli anni, con estremo ritardo riguardo alla media, scoprii le gioie e i dolori del sesso (via diciamolo chiaramente: a volte il sesso può fare male, ma con un po’ di gel il tutto fila sicuramente meglio 😉 ) Continuando a pensare di non essere assolutamente adatta per una relazione (poiché grassa, polemica, troppo buona, troppo aggressiva, troppo intelligente e troppo scema e fanculo a quante troppe ne pensavo), e non avendo alcuna intenzione di adottare un gatto, decisi di affondare il mio amor proprio. La mia negatività, che era sempre stata in agguato, prese il sopravvento. Pensavo pure io per stereotipi e confesso di aver fatto parte di quella setta di persone che ragionano attraverso luoghi comuni. Gli uomini non cambiano … ma che cazzo dici Mia?

Crucify  

Dunque nel corso del tempo sono riuscita a coltivare la mia inadeguatezza, a dare colpa  agli uomini, a pensare al karma e alla fine arrivare alla seguente conclusione: “E’ colpa mia”.
Ho avuto più o meno storie di merda come molti,  alcune me  l’ero andate a cercare, altre sono arrivate per distrazione del momento, ma  oltre le colpe del karma dall’infinito passato e una serie tafazziana di auto-analisi, avevo formulato la teoria della colpa: il lui poverino aveva le sue pecche ma ero stata io in qualche modo a permettere che lui facesse questo, che agisse così e bla bla bla blà.
In fondo avevo così lavorato per togliermi la puzza del rancore di dosso che mi faceva stare bene non sentirla più. Fatto sta che con le persone con cui ho avuto una relazione sono rimasta sempre in ottimi rapporti, ma fra pensare al karma, alle mie azioni e rimartellarsi le ovaie il passo è breve.

Don’t let me be misunderstood

Gli anni 2000 quindi sono stati altri anni di mal di testa, di capire che forse non ero capita, che forse non avevo capito, che non capivamo, che siccome era sempre andata di merda era difficile che non andasse di merda anche quella volta … si ho sofferto di molti mal di testa, ma era ancora una volta colpa mia.

I’m free 

Un po’ di tempo fa ho capito che dovevo smetterla di farmi le seghe mentali e sapete? Sto decisamente meglio, ho compreso che a volte le cose vanno semplicemente “male” perché le aspettative di una o dell’altro sono diverse e non ci sono colpe, è solo così.
Il karma poi è una menata, so una sega cosa ho fatto nelle vite precedenti, a stento mi ricordo cosa ho fatto il fine settimana scorso e oggi è solo lunedì.  Io all’amore ci credo comunque, anche adesso che soffro per un amore che si è fatto troppo lontano.
Spesso, pur avendo una certa età,  mi sento ancora come la ragazza che limona sola, non so se da qualche parte c’è un uomo col borsello che mi aspetta, ma sono consapevole che adesso mi sento decisamente più serena.

Isn’t It Romantic?

Dolcissimo amore mio, ricordo ancora il nostro primo incontro, i palpiti del mio cuore che come un’incalzante minuetto risento ogni volta che mi trovo qui di fronte a te.  Eri bellissimo, apparisti  in un momento  della mia vita dove , certo, non pensavo al sentimento.  Rivedo ancora i tuoi occhi posarsi  sui miei, ricordo le tue prime timide parole, il tuo viso arrossito e ancor oggi  mi commuovo a pensarci. Mi sorprendesti per la tua audacia che,  già,   intuivo quanto  ti costasse.  Tenero uomo mio che hai regalato la magia di un amore alla mia vita  che era arida di sentimenti ,  sei l’unico  che potrei mai amare.  Il nostro amore non ha mai subito tempeste,  è nato libero e forte ed è cresciuto con noi, rende ricca e speciale la nostra vita,  ci fa differenti  ai più che vivono di piccole meschinità. Ci bastiamo, ci compensiamo, ci completiamo, siamo folli l’uno dell’altra, siamo esseri celesti caduti sulla terra per poterci cibare  del nostro  straordinario sentimento.  Tu sei la luce che  rende radiose tutte le mie giornate, sei la mia coperta quando ho freddo,  la leggera brezza che mi accarezza il corpo quando  è torrido, sei il mio ieri, il mio oggi e sarai il mio domani.  Io vorrei gridare al mondo il nostro amore, la nostra felicità, il nostro incantesimo.  Forse non dovrei chiedere  niente di più a te che  mi accompagni  nei giorni luminosi e nei giorni  bui, che sei presente ogni volta che ho bisogno di te, a te che sei  il mio giardiniere e io  l’orchidea più preziosa del mondo. Tu mi  nutri, mi disseti facendo di tutto per proteggermi dalle intemperie.   Tesoro mio,  niente adesso manca  nella  mia vita, niente a parte questo: ma quand’è che scopiamo?

Romeo y Julieta – Frank Dicksee 1884