Tag: sesso

You’d be so nice to come home to

Abbandonati alla voce di Chet
lasciati cullare dalla sua tromba

dal rumore della pioggia che senti mentre sei ancora nel tuo letto.
Esagera con i sogni

prenditi il tempo e ciò che vuoi
agisci,

ma ricorda: la cipolla è jazz!

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Contava tutte le parole, sì roba da non credere, teneva a mente ogni parola detta in ogni contesto sentimentale, non ne dimenticava neanche mezza. Era questo il suo modo per cercare di tenere ancora con sé il ricordo dei suoi amori passati, di contestualizzarli poi a suo piacimento nello spazio e nel tempo.
Marco, sì Marco il 29 Gennaio del 1997 le aveva detto due parole importanti e poi altre due prima di sparire. Erano: “Ti lascio” “Adesso vado” e quelle parole l’avevano fatta piangere, ma erano 4, in 4 parole ci stanno anche un “Ti amo, ti desidero” vero? Erano comunque 4 parole importanti.
Antonella non ricordava cosa aveva mangiato la sera prima, nessun argomento dei suoi studi del liceo e neanche quante relazioni avesse avuto, ma sapeva che c’erano state 298.0383.304.987 parole dette dai suoi partners e che erano un numero davvero considerevole dove un “Sei bellissima” a qualcuno era scappato e questo le bastava per sorridere e cercare di fermare il tempo nel suo oblio fatto di gatti da sfamare, cassetti strabordanti di collant e slip in cotone, cucina in disordine e bagno interamente coperto di panni da lavare.

Ah Roberto, Roberto che doveva essere stato bello, forse e che le aveva suggerito per cena un “cosciotto di agnello sfumato al vino rosso” ricordava esattamente che le disse anche “Fidati, non te ne pentirai” e se era di lui che doveva fidarsi o della bontà di quel cosciotto poco importava, quella parola (una) “fidati” era così bella perché le aveva permesso di abbandonarsi. Poi Giacomo, quel Giacomo che il 24 Ottobre del 2001 gli aveva detto “Ciao” quando il suo carrello della spesa era andato a sbattere sul suo. Patrizio, Mirco, Michele con “voglio fare l’amore con te” verbi, preposizioni semplici, articoli, preposizioni articolate, aggettivi … quanta bellezza nel catalogarli. Si  eccitava pensando a Cristiano che una volta le disse: “Mi piacerebbe legarti” tre parole forti, tre numero perfetto, poi non rammentava se lo avessero fatto con lei legata o no , ma neanche le interessava tanto saperlo, erano importanti solo  quelle parole ricche di desiderio.
Ogni giorno rimuginava su quel numero importante, sui “mi piacerebbe conoscerti meglio” 4 parole che potevano far presagire una storia romantica, oppure “anche a te piace il jazz?” 6 parole che potevano fondere insieme una delle loro passioni. Parole dette, parole scritte, messaggi, telefonate, fra gemiti o rabbia, fra dolore e passione, parole maledettamente evanescenti che voleva fermare mentre il tempo impietosamente passava su di lei lasciandola nella sua solitudine fatta del ricordo di 298.0383.304.987 parole.

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Alenja e la sublimazione

Alenja preferiva rimorchiare gli uomini nei social network. Si presentava come autrice di romanzi erotici, descriveva minuziosamente le sue generose  forme e poi li incantava raccontando loro storie intricate di posizioni e liquidi vari. Amava eccitare i suoi corteggiatori promettendo indimenticabili esperienze sessuali. Quando poi riusciva a vedersi con uno di questi rimaneva piuttosto fredda, si faceva toccare ma non reagiva, non usava le sue mani e la sua bocca, si sdraiava e si lasciava penetrare senza emettere alcun rumore, solo dei respiri appena un po’ più affannati durante quello che presumibilmente era un suo orgasmo. Era quella per lei la nuova frontiera del sesso, ormai le aveva provate tutte: bondage, masochismo, sadismo, sesso in ogni luogo (cimiteri compresi) e con svariate persone anche in gruppi più o meno cospicui. Si era fatta legare, era stata legata, era stata frustrata, sculacciata, era stata dominata e dominatrice. Aveva fatto strisciare a terra uomini e donne che l’avevano adorata leccandola e penetrandola in ogni punto e con ogni oggetto possibile. Aveva sperimentato di tutto superando il dolore fisico e le barriere mentali e mettendosi alla mercé del pubblico, guardoni inclusi. Si sentiva appagata durante l’amplesso ma mai pienamente per cui, dopo una vita di ricerca, era tornata alla semplicità della posizione canonica da realizzare nel silenzio più totale. Durante quei rapporti lei osservava il partner cercando di mantenere un’espressione nel viso che non facesse trasparire alcuna emozione, non si muoveva, lasciava che l’uomo di turno la penetrasse e dopo, quando lui era venuto, si rivestiva e andava via senza salutare o al massimo accennava ad un formale arrivederci. Poi tornava a casa e si masturbava, toccarsi mentre ripensava a fosse stata stronza era la cosa che la eccitava più di ogni altra.

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Durex, sex lex

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Attenzione! Questo post non è sponsorizzato dalla lobby dei preservativi

Mi capita spesso di vedere su facebook i post della Durex Italia, trovo il loro modo di fare comunicazione nel mondo dei social ottimo e la loro pazienza, nel rispondere ai vari interlocutori, veramente ammirevole. Spesso nei commenti abbondano frasi del tipo: “senza preservativo è meglio” piuttosto che “se hai un compagno/a fisso non c’è bisogno di usarlo”. Probabilmente sono io che non capisco un cazzo sull’uso dei preservativi per cui oggi ho deciso, per amore della scienza, di testarli per vari usi.

 

Con i preservativi si possono fare fantastici palloncini che ci aiuteranno ad animare le nostre feste

 

Attenzione: non sono caramelle! Ma prima di scartarli potete sempre usarli come simpatici accessori per personalizzare i vostri outfit

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Il condom può diventare un originalissimo complemento di arredo

 

Una volta gonfiato potete trasformare il preservativo in un simpatico pupazzetto o usarlo per predire il futuro

I preservativi possono essere utilizzati al posto dei guanti in lattice anche se tendono a rompersi

 

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Possono essere utili per far passare il singhiozzo a chi ci sta vicino se decidiamo di farli scoppiare senza preavviso

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E’ assurdo nel 2015 che molte persone non considerino l’importanza di preservare loro stesse e i loro partners da malattie sessuali.  Nel nostro paese sono in aumento le malattie veneree tra giovani e adulti, pochi individui sono correttamente informati e mi sembra che molti non abbiano alcun desiderio d’informarsi e di vivere il sesso in libertà e sicurezza.

 

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fonte corriere.it

In Italia l’educazione sessuale è ancora un tabù, i cattolicointegralistileghisti, Adinolfi, Miriano e co. si battono affinché non  venga realizzata questa educazione. Penso a molti genitori che se avessero avuto una corretta informazione sessuale probabilmente ci avrebbero risparmiato tante teste di cazzo.
Usare i preservativi può essere molto più divertente di quanto io abbia spiegato qua sopra e soprattutto salutare, ciao!

Insieme a te non ci sto più

No, non è per colpa tua, anzi  tu non c’entri niente è che sono  fatto così. Non vorrei lasciarti ma capisci che non ho scelta? Lo faccio per noi due, soprattutto per te che di sicuro non meriti una persona come me. No, non è perché io non ti amo, anzi proprio perché ti amo troppo preferisco che tu sia libera … so che un giorno tu potrai capire e magari ci ritroveremo a ridere del nostro tempo passato insieme. 

Dunque non è servito a niente il tempo che ho speso,  i nostri giorni insieme, i sabati pomeriggio passati all’Ikea, ogni maledetta domenica sempre a pranzo da tua madre che non faceva altro che dirmi quanto fossi grassa e intanto mi riempiva il piatto di pasta al forno e insisteva affinché mangiassi tutto, comprese quelle sue terrificanti torte alla crema di burro che mi facevano venire il diabete solo a guardarle. Cosa sono stata per te negli ultimi anni?
Lo so ero il tuo rifugio, la tua sicurezza, il luogo dove tornare. Avevo investito su di noi accettando anche il tuo mega televisore al plasma che come un idolo pagano troneggiava nel mio sacro salotto. Ho permesso che i tuoi amici venissero ogni martedì sera a giocare alla PlayStation, ho sopportato la tua borsa puzzolente che riportavi a casa dopo le  partite di calcetto ogni giovedì sera. Mi sono prestata tutti i venerdì notte a farmi filmare mentre facevamo sesso anale per i nostri porno amatoriali. Non ho preteso niente quando mi hai chiesto di fare sesso insieme al tuo amico Riccardo ogni I lunedì del mese e l’ho fatto solo per noi, per tenere in vita il nostro rapporto. Ti depilavo la ricrescita dei peli sulle spalle tutti i santi martedì, mi occupavi tutto il tempo e adesso che faccio che non mi hai lasciato neanche il numero di telefono del tuo amico Riccardo?

Tamara de Lempicka
Tamara de Lempicka

Vito, il lento e lo struscio

Ricordo Vito, un uomo veramente sexy che conobbi molti anni fa al Dancing Los Strusho di Marfontile. Era alto, moro .. si insomma quel poco di capelli che gli erano rimasti faceva intendere che un tempo lo fosse stato, corpulento e con un odore maschio che mi faceva sognare luoghi esotici come le periferie di Bombay.  Stavo bevendo un cocktail di gamberetti con la vodka e una spruzzata di tabasco misto a erba cipollina mentre mi si avvicinò con nonchalance chiedendomi se volessi fare un lento con lui.  La pista era vuota, non avevo rimediato neanche un tardone arrapato quella sera e mi dissi che forse quella era l’ultima chance per passare una notte speciale. Lui mi prese per la mano e poi mi strinse a sé, sentire il suo corpo contro il mio, specie la sua dimensione maschia schiacciata contro la mia femminilità, m’indusse in uno stato febbrile. Ballavamo stretti stretti e lui mi sussurrava nell’orecchio quello che mi avrebbe fatto una volta a casa sua. Si vantava di grandi imprese erotiche, diceva che mi avrebbe fatto sentire finalmente una donna nuova, che mi avrebbe preso in tantissimi modi procurandomi fantasmagorici orgasmi. Sentivo il suo membro sempre più duro schiacciarsi contro me mentre le sue mani scivolavano dai miei fianchi al mio sedere. A quel punto volevo solo che mi facesse sua, che mi facesse sentire la sua maschia essenza dentro me. Ero persa in quei fantastici pensieri quando sentii un qualcosa cadere vicino ai miei piedi, era la bottiglietta di coca-cola che teneva fra le gambe per far si che il suo pacco risultasse più invitante. Imbarazzato cominciò a dirmi che era uno scherzo, che si era scordato di averla messa lì, che aveva perso una scommessa con gli amici e un’altra marea di cazzate. Io ero rimasta basita ma poi pensai che in fondo non me ne fregava molto se aveva l’uccello più piccolo di quello che avevo immaginato, potevamo divertirci in tanti modi comunque, ma fu quando mi offrì da bere che cambiai idea, avrei accettato di tutto ma quella coca-cola ormai calda no, non sapeva più di un cazzo.

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Breaking News: Anche le donne si masturbano

Cari miei piccoli lettori, come molti di voi sanno provo  una particolare simpatia per i commentatori dei giornali online e quando l’argomento sono i sex toys non leggo nemmeno gli articoli,  passo direttamente ai commenti. Avevo già condiviso su questo blog alcune perle dell’italica ignoranza riguardo l’argomento nel mio post: Uomini che temono i vibratori.
Ho sempre creduto che l’invidia del pene fosse ben altra cosa che il sentirsi a disagio di fronte ad un giocattolino erotico. Molti sostenitori del sesso duro e puro (che poi sul duro non ci scommetterei ‘na mazza) dicono che  niente sia paragonabile alla carne, eppure ho amici vegani che sono felicissimi. Fra i detrattori dei sex toys non ci sono sono gli uomini, ho letto diverse invettive di donne che si scagliano contro la masturbazione femminile assistita, donne che come alcuni uomini non perdono mai l’occasione di apostrofare come zoccola la giornalista o blogger di turno che cerca di trattare l’argomento.
Tanto per darvi un’idea copio/incollo alcuni commenti:

Ladyfest Milano 2014, il workshop gratuito per imparare a costruire i propri sex toys

Non penso che devi essere uno scienziato per costruire dei sex toys per donne, forse bisogna ingegnarsi di più per quelli maschili ma le persone che amano queste genere di perversione qualche cosa lo inventano sempre. 

Vogliono pornificare Milano con dei sex toys? meglio con persone in carne e ossa, i partecipanti a questo evento uomini e donne si concedano per rapporti occasionali non retribuiti in giro per la città e forse riusciranno veramente di raggiungere lo scopo prefissato.

mi fa piacere che un simile squallore passi per idea femminista, me ne rallegro

 

Giusto, il femminismo “sublime”meglio un “COSO” di plastica in “PERFETTA” solitudine,che “DONARSI” ad un “UOMO” che patetiche,e quanto state cadendo nel più profondo “BASSO”

 

E` ovvio. L’ideologia femminista ha desertificato il genere maschile in Europa. Restano due alternative alle donne: sex toys oppure viaggi in Africa o ai Caraibi alla ricerca di veri uomini.
Dai commenti si evince che
  • la masturbazione praticata coi i sex toys  è una perversione (e io che pensavo che le perversioni fossero tutt’altra cosa)
  • le femministe per essere tali non dovrebbero usarli altrimenti passano per poche di buono
    oppure
  • il femminismo è stato creato ad arte affinché le donnacce possano rallegrarsi con questi giocattolini
  • le femministe preferiscono i sex toys agli uomini, quindi con gli uomini non fanno mai  sesso (forse non ci pigliano neanche un caffè assieme)
  • L’ultima, quella della desertificazione del genere maschile in Europa, mi era sfuggita, vivo in Italia e continuo a vedere uomini,  recentemente sono stata in Portogallo e anche li di uomini c’e n’erano una cifra.

Il segreto di lunga vita? “Masturbarsi. E tenersi lontane dall’amore romantico”

 

Sicuramente la proposta ha il pregio dell’essere economica in questi tempi di crisi. Si risparmia su anelli, regali di San Valentino, cenette a lume di candela e ingressi in discoteca.

Con il sogno del principe azzurro si rischia di avere il cuore spezzato, ma ancora non riesco a smettere di sognare.

 Sempre più ridicole, tanto una donna che va in giro a predicare roba del genere può stare tranquilla. Le rimarrà solo Federica come migliore amica.

L’articolo in questione parla delle affermazioni di Betty Dodson, autrice del libro “Sex for one. Le gioie dell’autoerotismo”.  L’autrice discute di quanto l’amore romantico possa essere ingannevole e parla di quanto tempo le ci sia voluto per raggiungere una piena consapevolezza del proprio corpo.
Seguono alcune mie  riflessioni sui commenti citati:

  •  Scopare da soli è più economico ma …  ” queste cose costano ed è proprio qui che cominciate a pagare…col sudore” Debbie Allen in Fame docet
  • Meglio sognare che masturbarsi, ma anche sognare di masturbarsi potrebbe non essere malaccio. 
  • E nell’ultimo commento troviamo Pino Irsuti, un troll di prim’ordine che consiglia la cara Federica all’ottantacinquenne autrice del saggio sulla masturbazione, GENIO!

Mi sono messa a cercare equivalenti articoli sulla masturbazione maschile, devo dire che non c’è molto forse perché parlare di sex toys per uomini fa meno audience o perché,  oltre alla vecchia Federica, molti non  ammettono pubblicamente di masturbarsi e/o  fare sesso usando anche i sex toys. Da una parte la sega mi pare sia data per scontata, l’uomo ha voglia o ha  un’erezione per svariati motivi e meccanicamente sente l’esigenza di masturbarsi. In questo,  nel pensiero comune,  non c’è niente di scandaloso, la donna che  desidera procurarsi un orgasmo però viene additata come una pervertita. Tornando ai giocattoli per gli uomini e alla scoperta del  proprio corpo c’è il fattore penetrazione, spesso associata esclusivamente agli omosessuali, eppure i centri del piacere che si trovano in uno dei buchetti che anche i maschietti possiedono non solo non sono fantascienza, ma se stimolati da soli,  con i toys o con l’aiuto di una partner, non “condannano”  nessuno all’omosessualità.  E, sempre parlando di penetrazione, le donne che hanno rapporti con altre donne la praticano … lo so,  sto facendo grandi rivelazioni, ma sono sicura che qualcuno ne potrebbe rimanere  stupito.
La conoscenza del proprio corpo  può far paura, le cause possono essere ricercate nell’educazione, non solo familiare, ma anche sociale che è ancora pregna di tabù religiosi. Questo scoperte possono benissimo essere condivise dal proprio partner che, se è una personcina intelligente,  non proverà l’invidia del rabbit, anzi potrebbe chiedervi di condividere con voi anche  i suoi giocattolini.
Recentemente ho visto un documentario in cui si parlava della medicalizzazione delle donne che non provano l’orgasmo, da una parte c’erano le case farmaceutiche che  premevano per il lancio di una pillola rosa e dall’altra c’erano studiosi e sessuologi contrari a questa medicalizzazione proprio perché l’orgasmo femminile implica una serie di connessioni fra il corpo e la psiche non banalizzabile attraverso un farmaco. In sostanza i contrari a questi eventuali farmaci  affermavano l’importanza della consapevolezza del corpo femminile e di quanto alcuni ausili potessero essere utili alla sua realizzazione.
Personalmente sono convinta che il negarsi la masturbazione , con o senza toys, sia una forma di repressione e io le odio le repressioni  dell’Illinois 😉

 

Poesia veloce veloce

Ci siamo guardati
ci siamo annusati,
ci siamo spogliati
evidentemente  arrapati

Steso svestito sul letto
mi facevi un certo effetto
e poi anch’io nuda per diletto
mi sono messa al tuo cospetto

Cominciammo così a far l’amore
stavo immersa nel piacere, nel tuo odore
ero persa nel tempo senza  timore
avrei voluto che durasse ore e ore

Mi parevi così focoso,  così arguto
a te incurante il corpo mio aveo ceduto
poiché di sicuro non avrei certo creduto
che tu durassi anche meno di un minuto

L’amore oltre le dimensioni

Pise Lino era un attore porno a cui affidavano spesso ruoli minori, voleva cambiare vita ma non aveva alcuna abilità particolare e poi nel porno si guadagnava bene. Puntualmente sul set doveva confrontarsi con artisti di calibro come Ivano Less Fondo,  Alfredo La Zappa o Ernesto Dal Gran Bacchiolo, negli anni aveva sviluppato quella che erroneamente chiamava “invidia del pene”. Sapeva che le sue colleghe lo sfottevano per la sua scarsa dimensione artistica, più volte aveva sentito i commenti irriverenti della grande pornostar italo-americana Suky La Minkya, ma non sapeva cosa farci, aveva un gran bisogno di quel lavoro e poca fiducia nelle alternative.  Un giorno mentre stavano  girando The Big Gang Band Theory, un film su 4 nerds specializzati in fisica sperimentale nel quale i protagonisti facevano sesso in posizioni che sfidavano svariate leggi della natura,  le si avvicinò una ragazza che non aveva mai visto. Il regista li presentò, lei era Crhista Mistretta aspirante artista dell’hard dalla cavità piuttosto angusta, la ragazza era tormentata dal fatto di non poter accogliere in sé il fior fiore dell’industria pornografica maschile. Era sicuramente brava nelle scene lesbo, ma aveva una bocca piuttosto piccola e soffriva pure di emorroidi. I due, fra una slinguazzata e l’altra,  cominciarono a parlare delle loro pene a proposito di pene. Dopo il lavoro decisero di andare a cena insieme, parlarono fino a tardi e quando fu il momento di lasciarsi si diedero una bella stretta di mano che di sesso per quel giorno ne avevano avuto abbastanza. Le riprese terminarono in fretta come una qualsiasi eiaculazione precoce, i due continuarono a vedersi, Crhista e Lino ad un certo punto decisero di spingersi oltre la stretta di mano e cominciarono a fare sesso godendo l’uno dell’altra, sperimentando il piacere con gioia e allegria. Scoprirono così che il sesso non era solo un modo per soddisfare le proprie voglie, fare soldi o farsi un nome e un cognome (nickname inclusi), compresero che l’amore carnale era un fatto naturale non precluso a coloro privi di  tette da sfondamento, vagine stratosferiche o cazzi da record. Fu questa consapevolezza a dare loro l’idea di aprire una nuova casa di produzione di film hard per persone comuni e dobbiamo ringraziare il loro amore se dell’amor normale tutti noi possiamo oggi godere.

Jjustine lai join or die series http://www.lostateminor.com/2009/04/03/justine-lais-join-or-die-series/

Vi racconto la mia ultima avventura

Sono uscita con un ragazzo ultimamente e non è andata bene. Già fissare il luogo dell’incontro non è stata un’impresa facile, mi diceva che quel pub è un posto da radical chic, che mangiare la pizza sarebbe servito solo ad arricchire la lobby dei mozzarellai, che  spostarsi in macchina avrebbe contribuito all’inquinamento del pianeta, che di prendere un autobus neanche a parlarne perché sarebbe stato pieno di extracomunitari che vengono in Italia a rubarci il lavoro,  che non potevamo vederci neanche al circolo arci perché i comunisti non li sopporta e figuriamoci se gli andava d’ingrossare le tasche di quelli del Pd. Quando poi gli ho chiesto cosa c’entrassero  i comunisti con quelli del Pd ha avuto un attimo di panico, ma poi ha evocato Stalin, Pol Pot , ma per fortuna sono riuscita ad interromperlo prima che arrivasse a “e le foibe?!”.   Ho provato anche a proporgli un circolo MCL ma niente,  ha cominciato ad imprecare contro i preti, i ciellini, il vaticano e le camicie di Formigoni.  Fatto sta che alla fine ci siamo trovati in un parco pubblico,  quando è arrivato e ha visto che stavo bevendo acqua da una bottiglietta ha cominciato ad elencarmi quanto poco sia sicura dal punto di vista sanitario poiché i controlli non sono odierni, che la plastica delle bottigliette sta uccidendo il pianeta come le spese di trasporto che avvelenano l’ambiente rendendo ancor più ricche le lobby del petrolio. Per non starlo più a sentire ho buttato l’acqua ma poiché avevo sete  ho cercato di avvicinarmi ad una fontanella, non lo avessi fatto!  Il tipo mi ha detto che da anni ci stanno uccidendo tramite batteri che i militari immettono nelle centrali idriche e che lui l’acqua prima di berla lui la fa bollire per 20 minuti in una pentola a pressione, la filtra e poi la beve da bottiglie e bicchieri preventivamente  sterilizzati.  La serata  si stava facendo veramente angosciante, ho provato a parlare di argomenti vari evitando accuratamente la politica, ma su tutto aveva le sue tesi, mi diceva che ero disinformata, che avrei dovuto svegliarmi, aprire gli occhi e guardare su internet una serie di siti come voxnews, disinformazione, informarexresistere,  imolaoggi e losai, li,  dichiarava, avrei  trovato la verità. Per vedere di scuoterlo un po’ dalle sue paranoie mi sono sbottonata la camicetta, alla visione delle mie tette i suoi discorsi sono cominciati a cambiare.  Il sesso era l’unico argomento sul quale non mi rifilava le teorie del complotto. Ci siamo baciati e quando poi le nostre mani hanno cominciato a toccare i nostri punti più intimi abbiamo deciso di comune accordo che sarebbe stato meglio andare a casa … già ma quale casa?  Non avrei di certo avuto problemi a farlo venire a casa mia, ma lui non si fidava, era sicuro che in qualche modo la mia abitazione era controllata da quelli del Nuovo Ordine Mondiale e che poi la sua vicinanza alla centrale elettrica della città avrebbe sicuramente interferito, grazie all’inquinamento elettromagnetico, sulla sua prestazione sessuale. Allora ci siamo diretti a casa sua, una casa particolarmente spoglia e triste, ma c’erano le candele e io avevo pensato che fosse romantico, ma poi ho capito che lui l’energia elettrica in casa non l’aveva proprio.  Una volta nuda ha voluto esplorare tutto il mio corpo tastando delicatamente con le dita ogni cm della mia pelle, io credevo che questo fosse un particolare gioco erotico, invece mi aveva detto che stava solo cercando di capire se mi avessero infilato qualche microchip sottocutaneo. Ci siamo spogliati, baciati, toccati, ho avvicinato la mia bocca al suo membro per vedere se riuscivo a provocargli un’erezione e perché almeno non avrei dovuto rispondere alle sue domande su quali saponi io usassi, se il mio deodorante era in spray  e  se contenesse additivi chimici. L’erezione tardava  ad arrivare, a quel punto gli chiesi se avesse avuto comunque  un preservativo ma anche li aveva ritritato fuori la storia della lobby del petrolio. Mi stavo alzando decisa ad andare via, poi lui ci aveva ripensato, mi aveva detto che visto che ormai io avevo già un preservativo in borsa il danno era fatto e che lo avrebbe indossato. Abbiamo pomiciato ancora un po’, ancora un po’  di toccamenti vari e giochetti con la bocca tanto per  tentare d’innalzare il suo vessillo.  Ma niente,  nessuna tattica  sessuale sortiva l’effetto da me desiderato.  Mi sono alzata e ho cominciato a rivestirmi e me ne sono andata così,  vomitandogli addosso  tutte le mie teorie sull’estenuante  e gigantesca lobby degl’impotenti.

 

 

Brooke Shaden http://artboom.info/photography/brooke-shaden-conceptual-photography.html/attachment/brooke-shaden

20 semplici regole per gestire un blog eticamente corretto

  1. Non si può ironizzare sulla politica, è profondamente sbagliato, distoglie da critiche strutturali.
  2. Non puoi fare satira di costume, specie quello da bagno, perché si rischia di strumentalizzare il corpo delle donne.
  3. Non puoi attaccare la chiesa, potresti offendere milioni di credenti, non puoi far battute su qualsiasi religione per lo stesso motivo.
  4. Non scherzare sugli animali, loro sono indifesi, è ingiusto.
  5. Non deridere chi sceglie uno stile alimentare che tu personalmente trovi allucinante, ognuno della sua vita può fare quel che vuole, ma tu no, essendo una sparacazzate  blogger hai un livello di invisibilità tale che non te lo puoi permettere.
  6. Non scherzare sul sesso, la tua potrebbe essere intesa soltanto come invidia del pene.
  7. Non attaccare i movimenti pro-life, gli dai solo visibilità.
  8. Non attaccare nessuna idea, nessuna persona, nessun movimento o gruppi per la stessa ragione. Tua e di gente come te è la colpa di aver ironizzato  su Berlusconi, Renzi e Beppe Grillo portando loro una visibilità che altrimenti non avrebbero avuto (ahahhahahah).
  9. Se scherzi su Grillo sei una troll del Pd e sei favorevole alla ka$ta, se lo fai con gli altri partiti sei la solita destabilizzatrice.
  10. Non scrivere assolutamente niente sulle scie chimiche, il signoraggio e altri fenomeni relativi alle manipolazioni, rischi di fare il “loro” gioco.
  11. Non esprimere le tue critiche, neanche scherzando,  altrimenti fai disinformazione.
  12. Non puoi schierarti, non puoi non schierarti,  non puoi occuparti di politica, non puoi parlare di stragi di migranti perché in Italia c’è la crisi e dovresti occuparti principalmente dei problemi degli italiani, per la stessa ragione non dovresti scrivere della guerra in Siria o di altre cose che non riguardano il tuo paese.
  13. Non parlare di povertà e mancanza di diritti umani e civili neanche usando un tono leggero, diffonderesti solo pessimismo.
  14. Vai in palestra, mettiti a dieta, dimagrire è l’imperativo, il tuo corpo lancia messaggi fuorvianti e tutto quello che scrivi sulla libertà dimensionale è una stronzata, morirai presto!
  15. Anche quando fai le battute non scordarti che sei una  femminista e dimenticati di esserlo, attacca la Boldrini, difendi la Boldrini a seconda delle condizioni meteo, ma comunque parlare della Boldrini è radical-chic e non puoi permetterti di essere radical-chic, persone come te dall’alto del loro metro e 55 cm non possono permettersi di stare sopra le righe, casomai stai sotto.
  16. Non scherzare sugli oroscopi, Saturno ti si potrebbe mettere contro.
  17. Chiudi il blog,  cancellati da tutti i social network, non usare neanche più l’email,  non andare al lavoro, non uscire più di casa neanche per fare la spesa, potresti fare qualche battuta dal pizzicagnolo e in questo modo esprimere una tua opinione che comunque sarebbe sbagliata.
  18. Non puoi fare autoironia, laggente potrebbe prenderti sul serio!
  19. Ricordati di mandare solo messaggi positivimessaggi positivi
  20. Non esistere, ma dato che ormai hai fatto questa cazzata di venire al mondo mantieni un basso profilo.