In a sentimental mood

Scivola il cappotto, scivolano le mani lentamente. Gesti, sguardi  e labbra che percorrono e scoprono spazi sensibili.  Sera che si fa notte in un tempo senza tempo dove gli odori riempiono l’aria. Occhi illuminati da una flebile luce, essenze da scoprire degustando lentamente,  appetiti ridestati che non conoscono urgenza. Pacatamente aggiungiamo altri elementi, il fuoco è vivo e comprendo che il momento cruciale potrebbe arrivare da un momento all’altro. Entrambi abbiamo il timore di sprecare l’amore che ci abbiamo messo e io non vorrei sbagliare nuovamente i tempi.  Solo l’esperienza può suggerirci  come agire, la fretta non è mai amica, il desiderio non sa aspettare, ma in qualche modo dobbiamo resistere e attendere ancora un poco che tutto sia perfetto, senza lasciar disfare niente.

La musica continua a cullarci, il momento è arrivato e tu prendi timidamente quella meravigliosa materia a cui aggiungo l’accompagnamento che so deliziarti tanto.

Adesso so che ciò che attendevamo è pronto a farci raggiungere l’estasi che tanto desideravamo. Si, l’amatriciana c’è sempre piaciuta, però quando abbiamo finito di mangiare scopiamo, ok?

L’importante è finire


Mi abbandono.
Profumo di spezie, aria bollente, piccoli brividi, eccitazione mista ad un leggero stordimento, adesso arriva lui.
I suoi passi sulle scale, il respiro si fa più corto, un leggero tremore nella mia voce, apro la porta, lui neanche un ciao, mi bacia.
Mi accarezza i capelli, il suo respiro sul collo, le mie mani, le sue mani, i miei occhi nei suoi occhi, sorride, mi stringe.
Il divano, i miei vestiti, i suoi vestiti, dove siamo? Siamo in uno spazio senza tempo dove esiste solo la sete di noi, lui sopra di me.
Scosse, vibrazioni, meraviglie del caldo, del sudore sprigionato dalle nostre essenze, la sua forza, la mia forza, gemiti, adesso arrivo io, adesso arriva lui.

Lo sento, sono giunta alla sacra destinazione dell’apice del piacere, la voce mi chiama, lo sento, sono arrivata, la voce mi chiama, mi chiama, mi chiama…

“Signora? Signora? Signora si svegli! Il treno è arrivato già da un quarto d’ora, mi dispiace ma dovrebbe proprio scendere.”

 

omaggio a Mina