Patricia

Patricia, lunghi capelli neri, vitino da vespa e un generoso sedere, se ne stava alla finestra per guardare il confuso via vai delle persone. Era un piacere per lei osservare dall’alto della sua posizione lo sciame grigio che si accalcava lungo le vie del centro, tutti camminavano veloci, la loro frustrazione si poteva respirare fino ai piani alti. Macchine, persone, buste della spesa, corrieri, cani che avrebbero voluto stare altrove, era quella la bellezza della città rinascimentale appena fuori dalla zona pedonale, il casino concentrato tutto intorno. Patricia si sentiva la pietra preziosa di quel mesto anello.  Amava toccarsi pensando alla fatica del garzone che, fra gli autisti arrabbiati, doveva fare le corse per scaricare la merce, la sua era una perversione semplice che poteva attuare ogni qual volta aveva del tempo libero.

Quel pomeriggio avvertiva una particolare sete di soddisfare le proprie voglie, si sarebbe divertita con il suo compagno di giochi mentre spiava i passanti noncuranti della libido dell’inquilina del  III piano di viale Ariosto n° 23. Una voyeur al contrario.

Si era preparata con cura, indossava solo una leggera sottoveste rossa sul suo corpo liscio e profumato, aveva aperto la finestra e aveva cominciato a guardare. Il traffico quella sera era ancora più intenso del solito come intensa era la sua voglia, ma non voleva cominciare a toccarsi solo per accumulare la giusta energia sessuale da sfruttare quando fosse arrivato il suo uomo. I minuti passavano, il lattaio che litigava con il tizio della macchina in doppia fila, il vecchietto che bestemmiava contro la moto che lo aveva quasi investito, la fretta degli impiegati, tutta quella confusione accresceva  il suo stato febbrile, ma lui dov’era? Le ruote dell’autobus che avevano schizzato di fango quella signora tanto per bene, i clacson urlanti, la bicicletta sui marciapiedi e gli insulti dei passanti, era tutto meraviglioso se solo ci fosse stato il suo compagno a penetrarla da dietro, ma lui non poteva essere li con lei, era rimasto bloccato nel traffico.

il solito Vettriano

Le calde sere di Louannah & co.

Louannah si sentiva stanca quella sera ma voleva uscire lo stesso. Ci aveva messo del tempo per accalappiare quel maschio e niente le avrebbe impedito di portare fino in fondo il suo obbiettivo. Si era preparata alla perfezione, ogni parte del suo corpo era stata lisciata, sapientemente oleata e profumata, i capelli erano tirati indietro, gli occhi leggermente truccati e la sua bocca carnosa era stata istoriata di un rosso rubino. Un paio di orecchini di diamanti le illuminavano il viso, un semplice tubino aderente dallo scollo generoso fasciava il suo sensualissimo corpo. Si stava preparando per andare a casa di Isabelle, quello era il posto perfetto e la sua amica era la migliore complice che si potesse desiderare. Amava controllare ogni minimo dettaglio, arrivò in largo anticipo in quell’appartamento. Una volta entrata sfiorò con un bacio l’eccitatissima Isabelle è controllò che ogni stanza, compresa la camera con il letto ad acqua, fosse sistemata al meglio. Suggerì di abbassare le luci e cominciò a cercare i cd di Gato Barbieri. L’ambiente sembrava perfetto, era da tempo che non si concedevano una serata del genere, pur essendo bellissime donne facevano fatica a trovare uomini per i loro particolari giochetti. Louannah si versò un drink, si adagiò sul divano e si mise ad osservare Isabelle mentre si vestiva. Aveva ottimi gusti in fatto di biancheria intima e il suo corpo era fantastico. Il reggicalze e quel completo color champagne si armonizzavano divinamente con la sua pelle ambrata. L’aria era frizzante e si percepiva la loro voglia di divertirsi in modo spregiudicato, ma dovevano per forza aspettare lui, il Burraco era sicuramente molto più divertente a tre che a due giocatori.
Vettriano (come spesso accade)

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