Le canzoni del Re – III parte
Stand by Me è forse, ma non ne sono del tutto convinta, la canzone più celebre contenuta nei libri del Re, e molto probabilmente lo è a causa dell’omonimo film del 1986 di Rob Reiner. Stand by Me è ancora oggi uno dei miei film preferiti, una delle trasposizioni più belle tratte dalla magica penna del Re. Il titolo originale del racconto è ‘Il corpo’ ed è contenuto nel libro ‘Stagioni diverse’, libro che, fra gli altri racconti, contiene ‘Le ali della libertà’ (anche di questo è stata tratta una magnifica pellicola che ha visto le memorabili interpretazioni di Tim Robbins e Morgan Freeman).
Stand by Me/Il corpo è un racconto che parla di amicizia nel delicato periodo in cui l’infanzia lascia il posto all’adolescenza, quella fase della vita in cui l’oro splende in chi ha ancora spazio per il gioco e per sognare un futuro libero da compromessi. Non mi dilungherò oltre sull’avventura di questi ragazzi di Castle Rock; credo che tutti, se non hanno letto il racconto, conoscano il film di Reiner, film in cui troviamo Wil Wheaton, che ricordavamo per Star Wars e che abbiamo rivisto più avanti nell’interpretazione di se stesso in The Big Bang Theory. Corey Feldman, protagonista l’anno precedente in The Goonies, Jerry O’Connell al suo esordio cinematografico, e l’indimenticabile River Phoenix, che, come il personaggio che qui interpretava, non ha avuto esattamente una vita fortunata.
Tornando al brano scritto nel 1961 da Ben E. King, possiamo sicuramente affermare che è diventato un evergreen, una canzone che ha raggiunto la top ten dei singoli più venduti negli Stati Uniti per due volte, nel 1961 e nel 1986, in occasione dell’uscita del film. Una nuova primavera la conobbe anche, grazie all’interpretazione grintosa di John Lennon, nel 1975. Sono moltissime le cover di questo brano, compresa quella in italiano di Adriano Celentano che, tanto per cambiare, è di liberissima interpretazione. Una delle mie preferite è quella del bellissimo progetto Playing for Change.
La canzone è un semplice giro di La minore con un tempo di 12 battute, forse un po’ troppo semplice per alcuni, ma forse proprio per la sua semplicità è una canzone che molti, me compresa, sentono vicina, un po’ come un amico fraterno. Ed è proprio questo senso di fraternità, di chi resta vicino nella buona e nella cattiva sorte, sia per amore che per amicizia (c’è molta differenza fra le due cose?), che ritroviamo nelle parole di questo brano e nella vita, immaginata dal Re, dei quattro ragazzi di Castle Rock.
When the night has come
And the land is dark
And the moon is the only light we’ll see
No, I won’t be afraid
Oh, I won’t be afraid
Just as long as you stand
Stand by me

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