Stay gold

Non vedi com’è meraviglioso nuotare in questo abisso?

Lo squalo è sempre lì, vicino alle tue caviglie e tu, come un pagliaccio in un circo inseguito da un leone, nuoti affannata sprecando le ultime riserve d’aria.

Lasciati andare a questo blu profondo, abbi fede.

I settimana
Un paradiso, un vero e proprio paradiso terrestre, ma forse dire terrestre non rende l’idea perché qua si ha la sensazione di stare in un altro bellissimo pianeta. Sono avvolta da profumi e colori, prati fioriti, acqua limpida che sorge dalla sorgente, luce dall’azzurro di questo bellissimo cielo, luce emanata da queste bellissime persone in abiti bianchi. Tornare alla natura, tornare alla vera essenza spirituale, abbandonare i sogni materiali per elevarsi sempre più in alto e cominciare anche io a brillare. “And be in time, stay gold,” cantava Stevie Wonder parafrasando la poesia di Robert Frost “Nothing gold can stay” e io fin da giovanissima volevo che il mio oro non svanisse. Una lotta la mia che ho rischiato di perdere in partenza; la vita con me non è stata così generosa, vengo da una famiglia disfunzionale, non ho mai avuto uno straccio di relazione affettiva che potesse avvicinarsi un minimo a una vera e propria storia d’amore, per non parlare della scuola, un disastro. Il mio grande corpo è sempre stato preso di mira e, se da una parte venivo bullizzata dai miei coetanei, dall’altra, alcuni adulti, attratti dalla mia carne, mi molestavano.
Ma non voglio pensare più al mio passato, sono venuta qua per ritrovare la brillantezza che ho sempre saputo di avere. L’inizio mi è sembrato fantastico anche se, lì per lì, ad essere onesta, privarmi del mio cellulare mi ha fatto sentire smarrita. Ma sono qua per rinascere e non posso che affidarmi a Sigfrido Attinasi, il Maestro. Lui, così buono, così saggio, lui con i suoi amorevoli discepoli che mi hanno accolta con quell’affetto che non avevo mai ricevuto. Mi sento la donna più fortunata del mondo ad avere avuto questa opportunità e chi se ne frega se quelli che ritenevo fino a ieri i miei amici e la mia famiglia non hanno visto di buon occhio la mia scelta; loro non sanno chi io sia veramente e ho compreso, grazie agli insegnamenti del Maestro, che in fondo, nessuno tranne le persone che sono qua, mi ha mai voluto veramente bene.

II settimana
Confesso che abituarmi al regime alimentare che qua devo seguire non è così facile. Mi hanno detto che con gli anni ho accumulato troppe sostanze tossiche con il cibo, l’alcol, le medicine con cui mi sono sempre ingozzata credendo assurdamente che mi facessero bene per vivere. Qua le porzioni sono scarse e non c’è molta scelta; anzi, il menu è piuttosto rigido. Ma sento che vale la pena fare lo sforzo per tirare fuori la mia luce e, anche se comincio a sentirmi stanca, so che è normale in questo primo periodo sentire un po’ di sofferenza per la mancanza di cibo e per gli sforzi nel lavoro nei campi che, per quanto faticosi, mi aiutano a essere disciplinata e ad armonizzarmi con la natura. Mi hanno detto che più lavoro duro e più la mia vera essenza si farà strada per lasciare il posto alla vera me.
I giorni qua sono scanditi da ritmi ben precisi: sveglia alle 5, meditazione per accogliere il nuovo giorno, lavoro e poi meditazione per accogliere dentro di noi i frutti della terra, di nuovo lavoro, meditazione della sera, cena insieme al Maestro in cui apprendiamo i suoi preziosi insegnamenti. Poi il ritiro nelle proprie stanze e così di nuovo il giorno dopo. Qualcuno fra i migliori discepoli viene selezionato per “la cura”, una speciale meditazione intima col Maestro che permette un avanzamento di livello ancora più importante. Spero presto di essere scelta anche io fra di loro.

III settimana
La fame e la stanchezza sono le barriere che mi trattengono, impedendomi di elevarmi; mi chiedo se sia solo una sensazione mia, e questo mi fa sentire indegna di appartenere a questo luogo. Certo, ho perso un bel po’ di peso e questo è un bene, ma fatico tantissimo a svegliarmi, a seguire le meditazioni e figuriamoci a lavorare. Ma devo farlo, lo devo alla mia luce che so che vuole emergere e che sta combattendo contro l’oscurità che da sempre, fin dalle vite passate, mi porto appresso. Vorrei tanto confidarmi con qualcuno, ma so che i miei sentimenti rischierebbero d’inquinare questa bella armonia che non voglio assolutamente infrangere. Devo tenere duro, almeno fino a stasera; se sarò fortunata potrò essere scelta per la meditazione speciale di cui ancora non so niente. Spero davvero in questa occasione per passare allo step successivo.

IV settimana
Credevo che sarei stata meglio a questo punto e, soprattutto, non credevo di provare questa sensazione di schifo che mi sento addosso. La meditazione speciale, che ritenevo una benedizione, non l’ho accolta bene; non ho accolto bene le mani e la lingua del Maestro che si sono insinuate in me quando finalmente sono passata allo step successivo. Non ho accolto bene le mani e le lingue delle discepole che percorrevano il mio corpo mentre il Maestro si masturbava. Elevarsi al divino tramite lo scambio della carne, forse non ero ancora pronta; forse non sono così evoluta per queste pratiche e non riesco a gioire sotto i colpi con cui il Maestro mi penetra davanti ai suoi eletti. Sono ancora radicata al mondo in cui sono cresciuta, devo lavorare ancora più duramente per comprendere, per elevarmi. Però stasera non vorrei essere scelta, vorrei solo dormire e non pensare.

V settimana
La fame, la stanchezza, quella sensazione di schifo… che pessima persona che sono io che ho avuto il privilegio di essere qua, accolta e amata con la mente e con il mio corpo. Non riesco a capire, non riesco a fare quel passo avanti che mi permetta finalmente di brillare. Tutte le mistiche del passato si sono elevate grazie alle privazioni; volevo essere io, misera impiegatuccia di periferia, a riuscire senza troppi sforzi ad essere veramente felice? Sono stupida, lo so; sono stupida perché i miei pensieri non si sono purificati. Mi manca la mia mamma, anche se spesso l’ho odiata; mi mancano i miei amici, anche se spesso li ho odiati; mi manca la pizza, mi manca sbronzarmi! Sono una brutta, orribile persona piena di pensieri oscuri e totalmente ingrata per l’opportunità che la vita mi ha offerto. Un’opportunità che sto pagando a caro prezzo perché mica è gratis stare qua; la condivisione del tempo e del denaro è fondamentale per lasciare andare la vecchia me, quella vecchia me che è sempre più incalzante. Dov’è la mia luce? Dov’è il mio oro?

VI settimana
Voglio andarmene, ma dove? Non ho più le forze, non ho più denaro e tutto è troppo troppo lontano. Lontano sono i miei genitori che non posso chiamare perché non posso chiedere di riavere il mio telefono. Lontano è il paese più vicino e non ho assolutamente più la forza di incamminarmi in mezzo a questa bella, terrificante, natura che imprigiona questo centro. Non ho più le forze per oppormi ai riti, per le punizioni che sarei costretta a subire se mi rifiutassi di lavorare. Non ho più neanche la forza di pensare a quella luce che volevo avere e che invece mi ha ingannata. Non ho più la forza per niente e vorrei solo la mia mamma.

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