Eppure, sono simpatico. Chi è più creativo di me? Canto, ballo, scrivo, recito, faccio animazione, doppiaggio, regia, produzione e post-produzione. E, credetemi, anche in cucina me la cavo benissimo. Sono la persona più intelligente della compagnia; dopotutto, la compagnia è mia, e se qualcuno qui brilla, è solo grazie alle mie idee.
Sarò anche bello? Non lo so, ma di certo sono simpatico, e questo conta di più. Ho sempre cercato di farmi notare. Ricordo in terza elementare, durante le prove per la recita scolastica, quando spintonai giù dal palco il bambino che doveva fare il protagonista. Nessuno se ne accorse, e riuscii a prendere momentaneamente il suo posto. Nonostante il suo pianto echeggiasse nel teatro, feci sentire a tutti la bella voce che ho sempre avuto. Purtroppo, lui si riprese e dovetti tornare al mio ruolo di albero sullo sfondo della scena. Ma vi assicuro che anche come betulla fui strepitoso!
So di essere nato per emergere; è tutta la vita che lotto per distinguermi. Da ragazzo, entrai nelle majorettes, unico maschio tra le tante ragazzine scosciate. Non potevano non notarmi, io in prima fila a muovere con fierezza il mio bastone. Durò un mese: il bastone mi cadeva spesso, ma come potevo concentrarmi su quello se dovevo anche sorridere e camminare dritto come un fuso?
Con il bastone, tra l’altro, ho avuto problemi anche in seguito. Mi ero convinto a entrare nel mondo del porno, un settore dove molti attori sono considerati veri divi. Ma lì era tutto troppo affollato: troppa gente, troppa carne, troppa tensione. E soprattutto, come si fa a far emergere la propria spumeggiante personalità su comando del regista?
Mi sono sempre impegnato a fondo, lottando per ottenere ciò che ho, ma voglio di più. Non mi sono mai arreso e mai mi arrenderò. Anche se il mondo dello spettacolo non mi riconosce completamente, sono convinto che le mie idee innovative saranno la chiave per il mio definitivo trionfo. Dovrebbero esserlo, almeno, non credete?
C’è chi sostiene che dovrei accontentarmi del mio successo relativo, che ho già ottenuto molto dalla vita. Eppure, gli articoli che ho finanziato personalmente e le apparizioni in TV per discutere dei miei flop non mi bastano. Nemmeno il mio lavoro “ufficiale” di venditore del Made in Italy in Asia, che certo porta guadagni, riesce a compensare la noia mortale di cui soffro; anzi, ora come ora, quei guadagni non sono più sufficienti. E poi, in questa azienda, dove qualcuno ha persino il coraggio di dire che tiranneggio i miei operai, faccio fatica a trovare il tempo per lasciar libere le mie ali e volare sopra tutti, allietandoli con la mia travolgente personalità.
Capite? Non lo faccio solo per me; l’umanità ha sete del mio talento, e finire nell’anonimato sarebbe il mio incubo peggiore. Sono nato per brillare. Le critiche che ho sempre ricevuto non hanno fatto altro che rafforzarmi, facendomi capire che la maggior parte delle persone è invidiosa delle mie abilità e di ciò che ho costruito da zero. Oddio, proprio da zero no: ho venduto le proprietà di famiglia, ipotecato la ditta e la casa, stretto accordi con oligarchi russi, trafficanti colombiani, gente che fa parte della tratta di esseri umani. Ho riciclato qualche spicciolo per certi nomi grossi, ma dovevo pur trovare il modo di produrre le mie opere, no?
Eppure, nonostante gli spazi pagati a caro prezzo sui media, le apparizioni alla Croisette, le première, i bot russi e le pubblicità su larga scala, non riesco ancora a venir fuori come vorrei. È assurdo, lo so; è solo invidia sociale! Gente rancorosa che vuole offuscare le mie abilità, ma io vado avanti, nonostante loro, la voragine sul mio conto in banca e il solo rene che mi è rimasto. Se sono riuscito a lavorare con grandi nomi, posso arrivare ovunque. Non mi abbatto per qualche critica da parte di un centinaio di content creators. È solo gelosia la lroo. Io distribuisco luce, amore, mazzette e simpatia.
Ma non mi arrendo: sentirete ancora parlare di me, e spero, stavolta, in modo positivo.
Intanto, promettendo l’espianto di un occhio, sono riuscito a farmi inserire nel cast di Sensation Island, il reality più seguito di tutti i tempi. Mi immagino già a fare la mia porca figura VIP fra i VIP su quella splendida isola colombiana. Questa volta sarò sommerso di complimenti da parte di gente vera, non solo dai bot che devo ancora finire di pagare. Se riesco a superare le prove e, soprattutto, a schivare i sicari del cartello della droga, a cui devo ancora parecchio, sarà finalmente la mia occasione.
Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti (non si sa sotto l’effetto di quali droghe) è puramente casuale. D’altra parte, pure io sono tremendamente simpatica.

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