Lost in blue

Portava quell’enorme sciarpa blu girata tante volte intorno al collo che sembrava che la testa ci fosse affondata dentro. Solo il suo naso e i suoi enormi occhi azzurri emergevano da quell’enorme fagotto che era il suo solito abbigliamento. Anita era allegra, aveva la mattinata libera e voleva godersela fuori casa. Le piaceva l’autunno e adorava uscire nei giorni in cui il blu del cielo si fondeva, come nel lapislazzuli, con l’oro delle foglie. Girava senza una meta precisa, entrava in un bar a prendere un the e si divertiva a mettersi in un angolo ad osservare le persone tutte indaffarate, spesso tristi e un po’ spente. Le piaceva fantasticarci sopra immaginandosi storie surreali sulle loro vite e si convinceva che almeno una su dieci fosse un alieno sceso sotto la volta celeste unicamente per assaporare il famoso caffè del Bar Blu. Usciva e si metteva a girellare per negozi, non aveva idea di cosa vedere e eventualmente comprare, si lasciava attirare da piccole cose. Diceva a se stessa di possedere dei poteri magici e si lasciava trasportare dai sentimenti del momento. Amava recarsi alla libreria all’angolo del corso, non allo scopo di trovare libri particolari, ma perché al suo interno c’era il poster di Blue II di Mirò. Le piaceva sostare nel vecchio negozio di dischi perché si ricordava che li per la prima volta aveva sentito River di Joni Mitchell e aveva poi comprato Blue, che custodiva ancora con amore e gelosia fra le sue cose preziose. Era grata alla vita per quei momenti di totale spensieratezza, le piaceva sentirsi leggera e farsi trasportare dall’istinto che la portava una volta ad incantarsi davanti all’intenso azzurro del topazio di un’anello visto in una vetrina, oppure, a sostare sotto una finestra ascoltando il suono di un trombettista che si esercitava su A kind of blue di Miles Davis. Anita sapeva respirare gli odori delle stagioni. Brillava del grano in giugno e delle stelle di agosto, amava le foglie e le conchiglie, i suoni e i libri. Le bastava una mattinata spensierata per gioire della libertà. Il giovedì mattina era solo per lei. Dopo i suoi giri tornava a casa serena per accudire l’anziana signora che la guardava sorridendo dal blu dei suoi occhi pronta a sentire i racconti dei fantastici mondi che aveva appena visitato.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...