Romeo y Julieta

(ascolta la voce di Minnie, lasciati cullare da questa meraviglia, chiudi gli occhi, respira l’amore e poi riaprili e leggi) 

Romeo y Julieta decisero che quello era il momento di scappare e di abbandonare una volta per tutte le loro famiglie. Non sarebbe stato facile per loro vivere al di fuori della solita comunità ma desideravano essere liberi, vedere nuove terre, vivere le loro avventure. Quella sera, senza niente più che la loro lucente giovinezza, partirono alla scoperta del mondo. Raramente avevano avuto modo di rimanere da soli e in quei rari momenti la tensione erotica fra di loro era così forte che temevano di mettersi nei guai. Adesso non c’erano che loro e i loro respiri così ansimanti tanto da rendere difficile ogni parola. Non ebbero alcun rimpianto riguardo a quella decisione, affrontarono così il pesante sole dei giorni e gl’infuocati  rossi dei tramonti finché non giunsero nei pressi di un Motel nella periferia di La Cruces nel profondo sud del New Mexico. Erano stremati e affamati, Romeo decise che si sarebbero fermati lì per una notte. Nonostante i timori di Julieta riuscirono ad eludere il tipo enorme e sudaticcio della reception e s’infilarono nella camera 23. Soli e eccitati si dettero alla pazza gioia quando si accorsero che qualche cliente aveva lasciato là un ben di Dio in cibarie. I due giovani si avventarono su quelle vivande e senza vergogna si saziarono riempiendosi di leccornie l’un l’altra. Felici, come pochi esseri al mondo sanno esserlo anche nei momenti più luminosi, si rotolavano in quella alta moquette color vinaccia e cominciarono a fare l’amore con impeto e dolcezza. Ogni tanto si fermavano, bevevano o mangiavano qualcosa e poi ricominciavano. Adesso che avevano scoperto le meraviglie del letto ad acqua non volevano più fermarsi. Ondeggiavano a ritmo intenso e variabile a secondo della fantasia del momento, la furia dei sensi aveva fatto perdere loro la cognizione del tempo e dello spazio. Il giorno dopo, quando di nuovo la fame e la sete fecero capolino nei loro corpi appagati di sesso ed amore, decisero che se ne sarebbero andati, scesero dal letto ancora un po’ intontiti e probabilmente non si accorsero della furia omicida che si era improvvisamente avventata su di loro. Ignacia, la cameriera del Motel, li aveva fatti fuori così senza stare neanche a pensarci più di tanto non perché gli scarafaggi le facessero schifo, ma perché i clienti si sarebbero lamentati e lei, come al solito, non voleva rogne.

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