Sex & the Carrefour

Il ragazzo non la smetteva più di fissarmi, era quasi fastidioso al principio il suo sguardo insistente, forse perché non ero più abituata ad avere approcci con un uomo, figuriamoci con quelli più giovani di me. Se ne stava li a guardarmi al banco della frutta e della verdura,  riempiva il suo cestino di poche cose, 2 pomodori, un po’ di radicchio, un cetriolo. Immaginavo che vivesse da solo e mi faceva quasi tenerezza nel pensarlo a cucinare una cena tutta per sé e consumata in compagnia della televisione o del suo computer.  Cominciai a rispondere ai suoi sorrisi che mi facevano dimenticare la stanchezza, il ritorno a casa con la cena da preparare, i bambini urlanti che non vogliono mai fare i compiti, mio marito sempre incazzato.  Era bello sentirsi di nuovo desiderata, a maggior ragione da un ragazzo carino e molto più giovane di me. Avevo cercato di trattenere la fantasia ma poi l’avevo lasciata libera, in fondo era bello sognare un incontro piccante per spezzare la monotonia di una vita dove ormai  tutto era già stato disegnato nei minimi particolari e perché no? Quel giovane dagli occhi scuri che mi guardavano con malizia poteva portarmi verso una fantastica avventura. Cominciai così a rispondere ai suoi sguardi, a sorridergli, mi sembrava di poter comunicare con lui  usando questo linguaggio e le nostre frasi, inizialmente timide, diventano man mano sempre più impertinenti. Percepivo le sue risposte, la sua voglia di avermi, di farmi sentire amata, bramata. Sentivo i suoi occhi scivolare sul mio corpo come mani intente a scoprire ogni mio luogo nascosto. La mia voglia di essere posseduta si faceva sempre più impellente, avrei seguito l’istinto lasciandomi prima guidare dalla sua fantasia e poi avrei preso in mano la situazione per  condurlo a soddisfare ogni mia voglia repressa. Mi sarei lasciata prendere, avrei esplorato ogni zona del suo giovane corpo, gli avrei regalato i segreti maturati dalla mia esperienza e dalle mie volontà inconfessabili. Sarei stata dolcemente crudele facendolo impazzire prima di arrivare al culmine del piacere, avrei prolungato l’incanto con ogni strategia, l’avrei condotto nei miei misteriosi luoghi di perversione. Quando ormai la mia ragione era svanita e l’eccitazione divenuta  insostenibile, lui si fece finalmente avanti, mi chiese come  riconoscessero i meloni maturi da quelli acerbi, ne prese uno, si girò e andò via.

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22 pensieri riguardo “Sex & the Carrefour

  1. Stessa scena..poi lei mi chiese se potevo cambiarle la ruota dell’auto forata. Come potevo dirle di no anche se avevo un appuntamento di lavoro. Un occasione così quando mi sarebbe capitata di nuovo? In culo al lavoro! Lo feci alla fine lei mi ringraziò :”Sai sono un po’ di fretta..” e se ne andò. Più rivista. 😦

      1. Criticato perche? Allora Lucien Freud col suo iperrealismo?? Quello è ancora più tosto. E Saturno Buttò che ti accoltella lo stomaco? Mah…
        Vabbè, scusa la digressione, i need a break…

      2. http://www.saturnobutto.com/#/gallery/
        Il sito è un po’ lento è con qualche strano rimando, ma vale la pensa dargli un’occhiata.
        Anche a me piace Freud, Buttò non molto. Nel senso che sì, mi suscita emozioni (e forti) ma non positive. Infastidenti semmai (e non per questioni morali).
        Sempre a disposizione per chiacchere spaziose e spazianti 🙂

      1. Se ti piace Vettriano, dovrebbe piacerti anche Hopper. Stile simile, ma meno tagliente, più soffuso (anche altra epoca, del resto). Buon pranzo 🙂

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