di vita vera

Difficilmente racconto della mia vita, preferisco inventare storie dove altre donne sono protagoniste, le amo tutte perché, in fondo, vorrei essere un po’ come loro. Scrivere mi libera dalla noia, dal pensiero del mutuo, del dentista, delle bollette da pagare. Evado in questo modo, questa è una droga piuttosto economica i cui effetti collaterali non sono poi così gravi.

Un paio di giorni fa me ne stavo in auto attendendo il verde ad un semaforo, adoro guardarmi intorno, scrutare in quei momenti le vite degli altri. Dal mio specchietto retrovisore mi ero messa a sbirciare una coppia: lui un bell’uomo sulla quarantina, lei una ragazza carina di una decina di anni in meno di lui. Avvertivo la loro tensione erotica, lei lo guardava estasiata, lui era eccitato. Parlavano, sorridevano e ad un certo punto si sono baciati, credo sia stato uno dei loro primi baci. L’uomo aveva la fede ed era lampante, per me, che la ragazza non fosse sua moglie. In quei pochi minuti, in cui mi sono persa ad osservarli, nella mia mente sono tornata indietro di qualche anno, quando anch’io avevo l’età della ragazza e frequentavo un uomo più grande di me. La nostra storia durò un paio di anni, lui aveva dei modi che mi piacevano da impazzire, come mi piacevano tantissimo i suoi occhi di un verde intenso che non ho più ritrovato. Ricordo il nostro primo bacio, la nostra eccitazione, le nostre fughe lontane da Firenze perché nessuno doveva vederci. Aveva, e credo che li abbia ancora … almeno spero, due figli e una moglie che per vari motivi non poteva lasciare. Diceva di vivere nella condizione di separato in casa, io non gli ho mai creduto, io non mi fidavo, ma per me andava bene così, lui mi portava in giro, mi regalava fiori, mi viziava. Una volta mi scrisse anche una lettera d’amore, l’unica che ho mai ricevuto in vita mia e l’ho persa. Pensavo che come tradiva la moglie con me poteva tradirla anche con altre. Io avevo altre storie, mai niente d’impegnativo, mi piaceva sentirmi libera e la relazione con un uomo sposato mi permetteva questa libertà. Ad un certo punto però cominciammo a sentirci sempre più raramente, l’essere sposato mi proteggeva anche dalla voglia di cercarlo. Dopo un paio di anni di silenzio mi chiamò, ricordo benissimo che in quel momento stavo allattando mia figlia e che gli dissi di quanto la mia vita fosse cambiata. Lui rimase impressionato dalle mie parole, poi mi raccontò che anche la sua vita era cambiata e che, finalmente, stava divorziando. La causa della loro definitiva rottura fu che la moglie era stata colta in atteggiamento intimo con un uomo: il prete del loro quartiere. Lui era libero anche dai sensi di colpa e dalla frustrazione di dividere un tetto con chi non amava più.

Sono passati tanti anni, non l’ho più visto né sentito ed è strano che in questa rete, che somiglia sempre più ad un condominio, non esserci mai ritrovati.

Vedere quella coppia in auto che amoreggiava mi ha fatto ripensare a lui e a me. Vorrei essere guardata come quell’uomo guardava quella ragazza, ma soprattutto, vorrei ritrovare nei miei occhi quella luce nello sguardo di lei. Penso a Marco, così si chiamava il mio amante, penso a quella ragazza, penso a quell’uomo e a sua moglie e mi chiedo se lei, in questo momento, non stia pensando ad un prete.

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