L’importante è finire


Mi abbandono.
Profumo di spezie, aria bollente, piccoli brividi, eccitazione mista ad un leggero stordimento, adesso arriva lui.
I suoi passi sulle scale, il respiro si fa più corto, un leggero tremore nella mia voce, apro la porta, lui neanche un ciao, mi bacia.
Mi accarezza i capelli, il suo respiro sul collo, le mie mani, le sue mani, i miei occhi nei suoi occhi, sorride, mi stringe.
Il divano, i miei vestiti, i suoi vestiti, dove siamo? Siamo in uno spazio senza tempo dove esiste solo la sete di noi, lui sopra di me.
Scosse, vibrazioni, meraviglie del caldo, del sudore sprigionato dalle nostre essenze, la sua forza, la mia forza, gemiti, adesso arrivo io, adesso arriva lui.

Lo sento, sono giunta alla sacra destinazione dell’apice del piacere, la voce mi chiama, lo sento, sono arrivata, la voce mi chiama, mi chiama, mi chiama…

“Signora? Signora? Signora si svegli! Il treno è arrivato già da un quarto d’ora, mi dispiace ma dovrebbe proprio scendere.”

 

omaggio a Mina

 

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