Io ce l’avevo detto che mica ci volevo andare alla guerra io …

Io ce l’avevo detto che mica ci volevo andare alla guerra io, ma  mi ci avevano mandato perché dicevano che era mio dovere servire l’Italia, ma io dell’Italia che ne sapevo che conoscevo solo il mio paese e poi anche di guerra che ne sapevo io? C’avevo la terra e le bestie e queste le conoscevo, mica conoscevo il fucile e neanche lo avevo mai visto un treno io. Mi avevano mandato in città e messo sul treno insieme ad altri che non conoscevo, ma io c’avevo paura sai . Mi avevano messo addosso uno zaino, sembravamo come i somari chiusi nel treno e faceva freddo. C’avevo fame e quella fame mi  fu sempre compagna. Ci fecero scendere che pioveva e camminare per ore e ore per andare sulle montagne che non erano le mie montagne. Mi mancava già la mia mamma che non vedevo l’ora di tornare. C’han fatto stare nelle buche e c’erano gli spari e c’erano le bombe. A noi mica ci svegliava il sole e non si andava a dormire con la luna come facevo da contadino, c’erano degli scoppi che facevano giorno e muovevano la terra e mostri di lamiera che camminavano e che sparavano come i cannoni e li chiamavano “la tecnologia” e io neanche la sapevo questa parola. Non sapevo che c’erano cose moderne e a che servivano poi se non per ammazzare altre bestie come me? E c’erano i pidocchi e i topi che ci davano il tormento e c’era il Gasperti che mi scriveva le lettere per la mia mamma che neanche sapeva leggere ma mi diceva che stava bene e io gli dicevo che anche io stavo bene,  ma non era vero, mica potevo dirgli che la piangevo sempre e che mi mancava tanto? E anche le galline mi mancavano, mi mancava anche la zappa che faceva un male di schiena ma almeno quando zappavo ero un uomo, non una cosa che se ne stava nelle buche ad aspettare al freddo e alla fame.  Si passava il tempo a disperarci insieme e a scacciare i topi, neanche a cagare ci avevamo pace che c’erano sempre altri soldati e mai si stava da soli. C’avevo sempre paura, freddo e fame, c’avevamo tutti paura, freddo e fame e i botti ci facevano saltare i nervi. Una volta ci dissero che dovevamo avanzare, ma ci dovevano dire che dovevamo ammazzare e ci sparavano davanti e da dietro per non farci tornare indietro e a quel punto neanche più la fame e il freddo sentivo, ma solo la paura. Ho ucciso un ragazzo che sembravo io e ad un certo punto ho solo visto morti e poi volevo scappare ma non sapevo dove andare. Ho camminato per non so quanto e son dovuto passare sui morti che puzzavano e io dei morti c’avevo rispetto, m’avevano insegnato ad averlo e qua neanche li potevano portare via poveri ragazzi. C’avevo sempre paura, freddo e fame e non si dormiva e c’erano i botti e c’avevo paura che un giorno han cominciato a tremarmi le gambe che non riuscivo più a camminare e non hanno mai smesso che mi han dovuto portare all’ospedale. Poi il dottore li all’ospedale mi aveva detto che sono diventato uno scemo di guerra e neanche ci volevo andare alla guerra io.


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