Nymphomaniac – Volume 1 (recensione)

locandina

Finalmente sono andata al cinema, ero tutta eccitata all’idea di vedere questo capolavoro introspettivo di Lars Von Trier.  La storia parla di un omino che raccatta per strada una donna sbattuta (sbattuta nel senso insanguinata .. oddio anche per il resto ripensandoci). La porta nel suo appartamento per soccorrerla, probabilmente Von Trier ignora l’esistenza del 118. Qua Joe (la sbattuta) gli rivela di essere una ninfomane e anche in questo sta il genio del regista perché sarebbe l’ora di dire finalmente quello che siamo. Il mondo non sarebbe più bello se, per esempio, Nunzio al posto di presentarsi: “Salve sono Nunzio e faccio il commercialista”  dicesse: “Salve sono Nunzio e sono un petomane”? Tutto sarebbe molto più limpido anche se a tratti gassoso. Joe comincia a raccontargli la sua vita dal padre medico (e in questo si può capire la particolare propensione per l’anatomia della protagonista), alle gare che faceva in adolescenza con una sua coetanea a chi scopasse di più sul treno, anche se personalmente sono convinta che mio zio Vito, che per una vita ha lavorato per una ditta che ripuliva i treni alla stazione di Santa Maria Novella, abbia scopato e dato il cencio molto più di loro. Con Nymphomaniac Lars Von Treier chiude la sua trilogia sulla depressione, non contento di averci depresso anche molto prima con capolavori come Dancer in the dark o Le onde del destino, con questo riesce a deprimerci sessualmente al punto da farci passare la voglia di avere in futuro qualsiasi rapporto o note sul registro.  E’ un film sofferto e,  vedendo la protagonista farsi fare tutta quella robe pese,  lo credo bene. Lars Von treier, in questo suo film suddiviso in due  capitoli,  ci pone una riflessione sulla sessualità, infatti molti hanno ammesso di non averci capito ‘na sega.

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13 pensieri riguardo “Nymphomaniac – Volume 1 (recensione)

      1. I film di Lars Von Trier, più che film sul masochismo, mi sembrano film sul sadismo di Lars Von Trier. D’altra parte è lui stesso, nelle interviste, che ammette di girarli per curare la sua depressione. Stavo pensando di spedirgli uno scatolone di Prozac.

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