Il mio grosso grasso funerale mafy

Andarsene con stile è un qualcosa riservato a pochi e uno di questi è (era) Vittorio Casamonica. Chi non desidera un funerale con il sottofondo de Il padrino e 2001 odissea nello spazio, petali di rose che cadono dall’alto di un elicottero, manifesti che reclamizzano la propria mammasantissima onnipotenza, carrozze trainate da 6 cavalli neri, ricchi premi e cotillon? “Dei funerali di Casamonica ho apprezzato molto la sobrietà.” dice la mia amica Elena, ed è vero: un funerale così misurato non si era visto da tempo. Al bando la tristezza e il grigiore dei funerali comuni, via alla musica e allo sfarzo perché la morte di un mafioso va festeggiata! Chi siamo noi per sputare sentenze? Il prete che ha svolto la funzione è stato così entusiasta di questo show che si dice pronto a rifarlo ma col cazzo celebrerebbe il funerale di chi, come Welby, dopo una vita di sofferenze decide di farla finita, è ora di dire stop alle cerimonie tristi, i pianti composti e gli addii.  Il nipote del defunto stanco di queste ingiustificate critiche ha detto: “Giudica Dio, non la politica”. Quindi fra tutti vi dovete stare proprio zitti, antimafia compresa, perché per quanto una persona possa delinquere in terra solo l’Altissimo potrà giudicare se una persona è stata buona o cattiva e solo Enzo Miccio potrà pronunciarsi sul presunto buongusto degli outfit e della location.  La gente parla solo perché è invidiosa del successo altrui, altrimenti per quale motivo  molti giornali all’estero avrebbero dato risalto a questa bella, misurata cerimonia? Lo hanno fatto perché prima di noi hanno riconosciuto l’importanza di Vittorio Casamonica, un uomo che si era sempre dimostrato ricercato,  tant’è che qualche tempo fa nella sua abitazione le forze dell’ordine avevano trovano reperti archeologici di valore, vasi antichissimi (compreso l’antico vaso portato in salvo dal veterinario del Montenegro), oggetti così rari di cui è stato impossibile ricostruire la provenienza, segno questo del suo inestimabile buon gusto.  Il suo gran cuore è stato spesso incompreso, qualcuno parlava di racket e usura riferendosi alla generosità con cui aiutava le persone e gli esercizi commerciali in difficoltà, queste voci erano messe in giro solo da gente invidiosa, inquirenti compresi! Assurdo poi che qualcuno accusi il povero Casamonica di essere stato un mafioso per l’amicizia con gli esponenti della banda della Magliana, mio cugino ad esempio ha un amico che è amico di un cugino di un tipo della Bandabardò e nessuno lo ha mai accusato di niente. Insomma a me l’ultimo saluto a Casamonica è piaciuto tantissimo,  di funerali come questo ce ne vorrebbero 10, 100, anzi almeno 1000!

“Cenerentola non esiste” di Mauro Biani
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11 pensieri riguardo “Il mio grosso grasso funerale mafy

  1. homo sine pecunia imago mortis e vittorio lo sapeva per esperienza diretta, per questo si era dato da fare
    che poi dire mafioso è una parola grossa che evoca scenari di morte, i mafiosi mica so tutti co’ a lupara in mano
    basta creare una cricchetta (lobbie) che si batte per una leggina, un bollino blu e si fattura legalmente il pizzo
    all’immaginifico
    bobbolo
    thajathano
    che generosamente tutti tiene sul suo groppone

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