Maledetti vecchi di merda!

Per i soldi, per la supremazia, per un vano potere, si uccide, anzi, si sterminano intere popolazioni.
Non per Dio, l’essere supremo, eterno, perfettissimo, creatore e ordinatore dell’universo, che non potrebbe essere così feroce. (Anche se, a dirla tutta, il Levitico non è che lo dipinga proprio magnanimo.)
Ma Dio non dà prova della sua esistenza. Non l’ha mai data in passato, non la dà oggi.

Per un probabile processo da materia non vivente, attraverso un’evoluzione chimica e poi biologica, è nata la vita. E siamo nati anche noi: una tra le 4-100 milioni di specie. Questo dovrebbe farci sentire piccoli piccoli, un niente.

Robert Adler, su New Scientist, ha scritto:
“Secondo la teoria delle stringhe, esistono 10.500 universi paralleli. Allo stesso modo, per la meccanica quantistica, il nostro universo è solo un piccolo fiocco di neve in una bufera di universi paralleli. Oggi il compito degli studiosi è sviluppare e mettere in relazione queste idee.”
Il nostro niente, così, viene ampiamente superato.

War, war is stupid
And people are stupid

Gemini riporta che la più antica forma di conflitto armato di cui si abbiano prove archeologiche risale a circa 10.000 anni fa, con ritrovamenti di scheletri con punte di freccia conficcate nel Sudan settentrionale. Tuttavia, la guerra è una pratica umana che precede la scrittura e la formazione degli stati. Gli antropologi e gli storici ancora dibattono su quando, esattamente, possa essere considerata “guerra”.

Noi, che dovremmo essere tra gli animali più evoluti di questo infinitesimale granello di sabbia del multi-universo, ci siamo da subito adoperati per distruggerci.
Così è stato. Così è.
E temo che così sarà, fino alla nostra auto-eliminazione totale.
Ci sopravviveranno gli scarafaggi, che forse, forse, sono più evoluti di noi.


L’investimento nelle guerre ha raggiunto livelli record: miliardi di dollari destinati alla produzione di armamenti e al mantenimento degli eserciti.
Le conseguenze sono devastanti.
Tranne per chi sulle guerre ci investe.

Mi chiedo se poi proveranno piacere a marcire nei loro bunker dorati, quando il grosso dell’umanità sarà fottuto.

L’investimento nella pace, spesso contrapposto alle spese militari, non è quantificabile in un’unica cifra. È un insieme di azioni e politiche volte a prevenire i conflitti e promuovere la cooperazione internazionale.

Le spese militari, invece, sono ben tracciabili:
nel 2024, in Italia, hanno raggiunto circa 29 miliardi di euro.
Previsione per il 2025: 32 miliardi.

Ergo: la pace non fa girare l’economia.
Non la nostra economia. La loro.


Il capitalismo ha vinto, per ora.
E avanza sempre più ferocemente, distruggendo case per accaparrarsi terre che diventeranno splendidi resort per ricchi.
I potenti sognano un mondo esclusivo, dove chi ha avuto il culo di sopravvivere potrà godersi la straordinaria opportunità di fare lo schiavo.

E poi gli stronzi come me attaccano chi parla di capitalismo quando proviamo a parlare di disuguaglianze, in un mondo in cui il cafone di turno spende alcuni dei milioni del suo capitale, circa 237 miliardi, mentre altrove la gente muore di guerre, di fame, di sete, per cause ambientali.

Non molto tempo fa sono morti 11 bambini, tra i quattro e i nove anni, travolti dal fango di una fossa mentre erano intenti a fare mattoni per “pagarsi gli studi”.

Per sconfiggere la fame nel mondo, le stime variano, ma si parla di miliardi di dollari. Alcune fonti suggeriscono che un investimento aggiuntivo di circa 11 miliardi di dollari all’anno potrebbe fare la differenza. Altri, come Oxfam, indicano che una piccola percentuale della spesa militare globale, circa il 2,9% delle spese militari dei paesi del G7, potrebbe fornire risorse sufficienti per azzerare la fame e risolvere la crisi del debito estero, pari a circa 35,7 miliardi di dollari secondo Slow Food. La Banca Mondiale, invece, ha indicato la necessità di un investimento aggiuntivo di 70 miliardi di dollari in 10 anni per raggiungere gli obiettivi di nutrizione stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
È importante notare che queste sono stime e i costi effettivi potrebbero variare a seconda di diversi fattori, tra cui la natura e la durata dei conflitti, i cambiamenti climatici e le politiche economiche.
Per affrontare la fame nel mondo, non si tratta solo di fornire cibo, ma anche di investire in istruzione, sviluppo rurale, e sistemi di protezione sociale che permettano alle persone di sfuggire alla povertà e alla malnutrizione.

Ergo: se Jeff Bezos investisse un po’ di vaini per la fame nel mondo resterebbe comunque un multimiliardario.

Che ci volete fare: noi, le zecche buoniste, sogniamo un mondo più equo.
Un minimo di giustizia sociale su questo minuscolo pianetino E che cazzo!.


Questi vecchi capitalisti ci stanno fottendo.
Stanno fottendo il nostro futuro, quello dei nostri figli, nipoti e pronipoti.
E lo fanno anche attraverso i social, inducendoci a desiderare il lusso.
Un lusso costruito sui cadaveri di chi è morto sotto le bombe, o per la fame, o per la sete.

Spero almeno in una vendetta da parte dei morti in pieno stile Kinghiano.

E lo fanno in nome di Dio.
Perché ‘sti colonialisti di merda non se ne sono mai andati davvero.
Si sono costruiti una mission da rivendere agli stronzi come me che la devono pure propagare.

Mi esimio dal bestemmiare, ma ne avrei tanta voglia.
Come avrei voglia di credere in Dio, nel karma, in qualche forma di equilibrio tra causa ed effetto.

Io li odio, ‘sti vecchi di merda.

Odio i bacchettoni.
Odio chi disprezza la vita umana.
Odio chi fa differenze tra la propria vita privilegiata e quella di chi ha avuto meno fortuna, come se ci fosse davvero un diritto naturale alla sopravvivenza.

È proprio la visione di questi vecchi di merda, con i loro “io, io, io!”, che ci sta condannando tutti.
Questi vecchi che puntano il dito contro i migranti, contro gli ambientalisti, contro chiunque, tranne che contro chi li ha davvero fottuti.

Vorrei concludere con un messaggio di speranza.
Ma, a parte la prospettiva di rotolare come un ruzzolamerde, non mi viene in mente altro.

Maledetti vecchi di merda!

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