Che meraviglia ho un appuntamento! Erano mesi che non mi succedeva, sono eccitata, quasi euforica! Si mi devo preparare bene, prima di tutto la depilazione, meglio essere pronta ad ogni evenienza ed è comunque tempo che mi tolga questi dred dalle gambe. Voglio anche comprarmi un nuovo deodorante, quello vecchio è finito da un pezzo e fino ad oggi non sentivo la necessità di ricomprarlo. Cosa mi metto, cosa mi metto? Ho quel vestitino scollato che tanto mi fa femme fatale, le scarpe…oddio queste un po’ puzzano ci posso spruzzare il deodorante et voilà le jeux sont fait!Dio mi guardo e penso a quanto sono bona e che era l’ora che qualcuno si accorgesse di me.Prova trucco, il nero agli occhi? Ho questo accenno di occhiaie ma dicono che questo faccia tanto interessante, mi metto questo rossetto rosso zoccoletta di periferia che in passato mi ha sempre dato grandi soddisfazioni, deciso! Ora i capelli, certo ho qualche filo bianco, qualcuno grigio, qualcuno giallo, qualcuno arancione, se mi facessi un ritocchino con il rimmel se ne accorgerebbe? No vero? Le calze! Cribbio! Queste sono tutte smagliate, mi tocca fare un lavoro di rammendo certosino e ho anche il fili di colori incompatibili, ma chi se ne frega tanto gli sbrani rimangono all’altezza delle cosce e basta far attenzione a come mi siedo. Ho lo smalto scheggiato e mi manca l’acetone, però ho quell’avanzino un po’ secco, lo potrei mettere a sciogliere a bagnomaria…speriamo di fare in tempo a fare tutto e poi la doccia ..ho anche le mestruazioni, via la devo fare per forza, almeno oggi! Questa casa lascia un po’ a desiderare, ma…mi sa che mi convenga mettere tutto sotto il letto e via. Non vedo l’ora di vederlo, chissà dove mi porterà a cena, sicuramente in un posto elegante, ma anche alla trattoria della puzzona va bene, purché si stia insieme! Certo lui non si può definire proprio un adone, mi arriverà si è al seno, ha quella gobbettina che lo fa tanto buffo…particolare, poi (poverino) non si esprime tanto bene, da piccolo ebbe quell’incidente e d’allora non riesce ad aprire bene la bocca, ma che importa…è tanto dolce!Per carità, si dice in giro che sia un po’ tirchio, che indossi lo stesso abito da un mese all’altro, ma io credo che essere parsimoniosi di questi tempi (con questa crisi!) sia un bene, poi nessuno è perfetto, poi che abbia rapporti poco chiari con quei malavitosi è affare suo (la gente è solo capace di maldicenze). Con me è dolce, mi parla o almeno mi pare, non è che lo capisca molto, di quanto tenga alle sue cose, ai suoi cani da combattimento, ai suoi crediti con i negozianti del quartiere, dei suoi affari. Anche lui come me non si è mai sposato e non ha figli, qualcuno vocifera che il solo sesso che ha fatto nella sua vita lo ha fatto a pagamento, ma, insomma non sarebbe ne il primo ne l’ultimo e se poi anche il nostro amato Presidente fa così chi sono io per poter giudicare?Insomma ho questo benedetto appuntamento e nessun cattivo pensiero potrà impedirmi di andarci e se poi lui ha anche quel vizio di toccare i sederi alle passanti che me ne importa, è pur sempre un uomo!
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Che schifo le sue mani sudaticce e la sua voce che mi parla con quel tono sovreccitato …chissà quali droghe assume? Odio i suoi ordini esclamati con finta persuasione e la sua lingua avida che mi esplora ovunque … Ma quanto tempo è passato adesso? Mi pare un’eternità e mi tocca nuovamente indossare lo scafandro dell’attrice consumata: “Si si, sei il migliore … Dio come godo, su lo voglio ancora, ancoraaaa…” e intanto penso che questa casa andrebbe ristrutturata, che dovrei saldare il dentista …anche la macchina non ne può più. “Oh si dai che bello, quanto mi piace”. Facesse almeno veloce .. maledetto viagra da quando esiste mi sta rendendo la vita un inferno, prima durava tutto pochissimi minuti e nel migliore dei casi pochissimi secondi “Si te lo faccio, lo sai che ho sempre voglia, si uhm uhm…” Santa Madonna delle Grazie se non finisce presto rischio di far tardi dall’estetista e poi dovrei correre in palestra, devo fare la spesa, avrei anche l’aperitivo con le amiche … “Oh oh, si sono la tua troia“ Cavolo! Devo assolutamente telefonare a Daniela, poverina, che ultimamente ha tutti quei problemi … e la Stefy? Quasi me ne stavo dimenticando, ancora non sono passata a vedere il suo nuovo appartamento … certo che ha avuto una bella fortuna con i prezzi delle case di questi tempi “Siii siii vieni vieniii non resisto vedi quanto sono bagnata, sono avida dammelo tutto, lo vogliooo” Cazzo, l’assicurazione! Se domani non passo dalla banca è un casino. Oddio devo ancora stendere la lavatrice … certo avessi un asciugatrice con questo tempo di merda. Piove da un’eternità, non ricordo neppure l’ultima volta che sono uscita senza ombrello e pensare che fino ad un paio di mesi fa stavo al mare “Siii lo sento stai venendo, anche io, veniamo insiemeeee, ohhh ahhh, uhmm, aaaah” Mia madreeee! Le avevo promesso che sarei passata da lei, certo potrei chiamarla, mi avrà preparato i ravioli, pensa sempre a farmi ingrassare … quanto mi vuole bene “Ci siamo, sto morendo, oddio, oddiooo” Se mi facessi bionda? Questo colore ormai mi ha annoiata, ho voglia di cambiare “Godo oddio che bello ahhhhhh siiii” Ho visto un paio di francesine in quel negozio in centro, quasi quasi se faccio in tempo ci passo dopo la palestra “Ooooh oooh ..aah“”
”Cara è stato meraviglioso”Si amore
“Sai che ti amo ancora come il primo giorno e tu?”
Certo ti amo anche io … come sempre.

Dorothea Tanning “Voltage” 1942
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Lei guardava lui con i suoi occhi da cerbiatta smarrita, lui la fissava smanioso con quella strana smorfia alla bocca: “ti mangio, ti mangiooo…”Irene rimaneva impassibile sul letto con le lenzuola ingiallite.Le cimici erano le sue coinquiline, le mancava anche la forza di scostarle e raccoglierle in un fazzoletto come faceva in un epoca lontana, non c’era il sapore della minima speranza nella sua bocca, solo un gusto acre di abbandono.I giorni passavano ed erano tutti uguali, lui andava via la mattina alle 8 e alle 8 di sera rincasava, la salutava sempre con quel suo sorriso sdentato, le baciava i capelli radi e manifestava il desiderio di cibarsi di lei.Un tempo Irene aveva avuto la forza di odiarlo, adesso gli appariva solo come un triste orologio che scandiva i ritmi del giorno, 8 e 8, questa era l’unica consapevolezza che aveva del suo tempo.L’uomo l’amava a suo modo, si preoccupava per lei, cercava di leggerle il giornale tutte le sere, di nutrirla, di coccolarla come quando era bambina, lei rimaneva impassibile a lui e anche alla triste donnetta che si alternava all’uomo.Via lui, entrava lei, scuoteva un po’ i lenzuoli e non li cambiava mai, si lamentava della puzza di Irene, della puzza del sigaro di lui, del suo schifoso lavoro, della sua schifosa esistenza, le diceva : “Quanto sei fortunata ragazza che non devi fare niente, non sai quanto è dura la fuori” Questo lo ripeteva tutti i santissimi giorni e anche l’odio per questa signora poi divenne un ricordo lontano.
Solo una volta ci fu un fremito, la possibilità di una svolta, un cambiamento, poi il pronto intervento della donnetta con le sue bestemmie aveva riportato tutto a quella insolita normalità.La ragazza fino a qualche mese prima pregava in silenzio: “Se non muoio io almeno che muoia lui, non posso continuare così e non mi posso ribellare”, poi anche le sue implorazioni l’abbandonarono e la sua testa ebbe l’unico comando di scandire le ore delle alternanze di quelle meste figure, di calcolare quanto un insetto poteva sostare al bordo della luce del neon, di quantificare quanti peti riusciva a fare durante il giorno, di resistere con gli occhi aperti a fissare gli unici occhi che incrociavano i suoi.L’uomo abbozzava sorrisi e le parlava di progetti futuri e di quanto erano stati bene in passato, Irene continuava a guardarlo…così per tanti mesi, così per tanti anni, lei prigioniera di lui, lui prigioniero di lei.Gazzetta del Tirreno (edizione di Montreastico)Uomo uccide la figlia di 26 anni e poi si suicida con un fucile da caccia. L’uomo N.F., vedovo ormai da 20 anni, era uno stimato capo operaio della fabbrica del luogo, puntuale tutti i giorni al lavoro, mai aveva dato segni di squilibrio e la gente del posto non aveva notato comportamenti strani negli ultimi tempi. Accudiva la figlia I. in coma vegetativo, a causa di un incidente d’auto, da cinque anni; fu lui stesso ad insistere, quando i medici non avevano lasciato speranze di ripresa, a riprendersela in casa. Non ha lasciato nessun biglietto, gli abitanti del paese sono ancora increduli di quanto sia successo.
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Adoro la tua dolcezza, i tuoi baci la mattina accompagnati dal caffè e la brioscina
le tue mani che mi fanno un massaggino, il tuo sorriso mentre mi prepari un panino
Amo quando mi prendi fra le braccia e poi tagli a fettine il salame per la focaccia
Sei così dolce e mi fai godere quando mi prepari gli assaggini di formaggi con le pere
E quando facciamo l’amore mi sento così bella e mi fai leccare tutta quella Nutella
Mi fai sentire così speciale quando mi porti alla sagra del cinghiale
E mi sento proprio un’eletta quando mi porti a quella della porchetta
Mi parli di dolci progetti per il nostro domani mentre spolpiamo il pollo con le mani
Mi dici che avremo tanti bambini e intanto mi rimpinzi di cioccolatini
Che meraviglia la nostra passione stiamo esplodendo di troppo amore
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Squartata come un vitello appeso in una rivendita di carni, è tutto freddo intorno a me e non so quanto ancora dovrò sopportare questa posizione, ma, forse, me la sono cercata.Mi sta esplodendo la testa e cosa ne verrà fuori sarà tutta materia grigia, ho una visione molto dark di me, anni fa mi vedevo sospesa collegata a mille cavi e cavetti, fluttuante in uno spazio asettico e assenza totale di suoni, ma forse quello era un film degli anni 80, ma insomma io mi sognavo così.Non ho mai avuto ne vestiti ne sogni rosa, mi sono scelta una vita solitaria e da sempre ho lottato per evitare contatti, a me le persone fanno abbastanza senso, alcuni puzzano, troppi parlano e chiedono cose a me, non soffrissi di tunnel carpale eviterei di parlare e userei solo i post it.Poi le persone guardano e quegli occhi su di me mi fanno sentire giudicata, non libera.Ho pazientemente costruito un esistenza allontanandomi da tutti, i primi, i familiari…via!Poi mi sono scelta un lavoro clandestino nella mala e limito le comunicazioni essenziali usando il metodo Provenzano. Vivo in un casermone in periferia così pieno di gente che essere anonimo qui è uno scherzo da ragazzi. Le cose necessarie me le procuro in rete o frequento i centri commerciali solo negli orari vicini alla chiusura.Mai avuto amici, anche quelli prima o poi finiscono per farsi i cazzi tuoi e a me questo da fastidio.Vivo perché devo vivere e perché ho un progetto, un progetto molto ambizioso, sono la cavia di me stessa, voglio vedere fino a dove posso arrivare, io sfido limiti del dolore che la collettività provoca.Agisco nell’ombra più nera e assumo tutte le identità che mi servono al caso, ma nessuno può vedermi, sono solo un nome fra milioni, un nome che cambia a seconda dello scopo, il mio obbiettivo è farvi credere che io esisto.Una volta che il pesce s’impiglia nella mia rete lo seduco, uomo o donna che sia, non m’interessa, il mio scopo e rendervi speciali e poi distruggervi con l’umiliazione, credo fieramente di aver mandato in depressione decine di persone , molti medici e molte case farmaceutiche dovrebbero ringraziarmi per l’ottimo lavoro che ho svolto, qualcuno forse si è anche suicidato a causa mia, ma a me non frega niente: se c’è chi crede ancora nelle favole si merita questo e altro.Non potete immaginare quanto siete stupidi, io ve lo posso dimostrare con gli studi sulle molte vite che ho rovinato.Il problema è che c’è chi è stato più furbo di me, qualcuno che è riuscito a stanarmi, qualcuno di cui non conosco ne viso ne voce e quel qualcuno mi ha condotta qua e mi ha appesa qua, il guaio è che non vedo nessuno ho solo sentito la botta in testa e poi mi sono ritrovata in questa cella.Mi sa che forse morirò e la cosa che mi fa girare veramente le palle è che poi ne parleranno i giornali la televisione e tutto il mio lavoro andrà a farsi benedire, sono stata fottuta con le mie armi e anche i mie ultimi pensieri, i pensieri di un essere superiore a voi, saranno congelati e nel migliore dei casi venduti al banco di una macelleria.Il mio assassino o la mia assassina, chi è, cosa pensa? Questo è quello che mi fa sentire male, non capire, non aver saputo prevedere e la cosa che mi fa più rabbia e che ho bisogno adesso di parlarne con voi di chiedere il vostro aiuto.
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Ci guardavamo come se fossimo due estranei, c’era solo un freddo imbarazzo e in me voglia di fuggire..Non ho mai tenuto un album di fotografie, non sono legata a nessun ricordo, mi circondo di cose utili al momento, odio le rievocazioni.Lui mi guardava e continuava a chiedere e chiedere, pesavano le sue parole come sassi nel mio stomaco.Il mio livello di sopportazione era ormai andato fuori ogni limite, volevo mettermi solo in stand by , ma lui mi trapanava con le sue domande tipo: “Come facciamo per la casa, l’auto,i mobili che abbiamo comprato insieme nei nostri sabati pomeriggio all’Ikea?”
Non sono mai andata ad una cena di classe, che me ne frega di ricordare chi ero? Io so chi sono adesso in questo momento, non so cosa sarò domani e anche di questo non me ne frega un cazzo.Solo che una volta mi avevano fregato, lui mi aveva fregato, mi aveva fatto credere nel futuro e mi aveva fatto costruire una vita dipendente.Poi il castello era crollato, l’euforia finita, lo spazio e l’aria cominciavano a mancare, le sue qualità mi urtavano il sistema nervoso, i suoi difetti mi davano la nausea e credo sia stata la stessa cosa per lui.Non ci si attacca alle memorie, non le possiamo toccare usare e servirsene in termini pratici per costruire un’esistenza di lavoro, cibo e sonno perché è solo questo che voglio, una vita vuota, priva di sentimento, almeno non ci sono inganni ne illusioni.Lui continuava a reclamare cose, io gli ho lasciato tutto, niente m’interessava purché stesse zittoAdesso le persone chiedono il perché e giudicano, trovano formule e consigli mai chiesti , mi sento violentata ma non voglio crollare, non rivedrò più lui ne la casa ne le cose, sparisco per un po’ e anche questo periodo sarà cancellato con il resto.
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Salve sono la Donna Cannone, quella fragile figura di donna che si è ingoiata la vita e che se la tiene dentro per paura che qualcosa scappi via. Cerco di riempire continuamente questo infinito vuoto d’amore, mi sono persa ormai in questi kg e credo che difficilmente riuscirei a ritrovarmi. Ho una terribile ingordigia che non finisce mai, non riesco a fermarmi in questo lento inevitabile suicidio. Non fosse per la mia testa che ostinatamente si permette di tradirmi e di sognare potrei anche non soffrire, potrei limitarmi solo a respirare faticosamente e ad ingurgitare il mondo.Ingoio anche i vostri sguardi e le vostre maligne parole ed ho allo stesso tempo fame di giustizia, vorrei gridare al mondo chi sono al di la di cosa sono, perché sembrare è peggio di essere, perché ormai sotto questa ciccia mi sto seppellendo anche insieme alla mia luce.Io mi sono fatta questo senza accorgermene e non so tornare indietro e non riesco a guardare avanti, cosa sono diventata, un fenomeno da circo?E continuate a guardarmi stupiti….sconcertati dalle mie parole, ma forse dovrei stare zitta e dimenticare i mie veri desideri, volare è solo una fantasia..adesso apro il frigo.
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_ Mi ami ancora?
_ Io non ti ho mai amata.
_ ah, ok…
Ecco io sono quella che in caso avrebbe risposto “ah, ok…” si perché mica posso mettermi li con le lacrime sul visto e una faccia da cane Bobby Solo bastonata (chi si meriterebbe di vedermi così)?No io sono forte io sono la donna che non deve chiedere mai, quella sempre sorridente dalla battuta facile , quella della bontà e delle ricettine espresse niu eig, quella dell’era dell’acquario, quella che avrebbe cantato alle Cascine vestita da frikkettona solo avesse avuto capelli più lunghi.
Io avevo sognato un amore grande come quello di John e Yoko, ignudi a rotolarsi sulla sabbia senza sentire il fastidio dei granelli dove potete benissimo immaginare. Invece mi ritrovo a sentirmi un po’ sòla e per niente somigliante ad un gambo di sedano, anzi somiglio ad un peperone farcito a casaccio (ed io sono fortemente intollerante ai peperoni).
Eccomi, io …io devo accontentarmi del mio fantastico lui, bello, con la pancetta, segni d’invecchiamento precoce, problemi di erezione, narcolessia, perdita di memoria mirata a breve medio e lungo termine, forfora e alitosi…ma lui lui è il mio uomo il mio ammorreee!
Con lui condivido eccellenti dormite in cinema d’essai, favolose serate di teatro di mimi russi, cene (sempre offerte dalla sottoscritta) nelle più tipiche trattorie da Tiffany..lui mi ama lo so…so che non vuole, non ce la fa, non può ammetterlo. Lui non può fare a meno di me mi cerca sempre…
oddio…sempre, no via diciamo che ogni tanto ha bisogno di me, quando non esce con i suoi amici, o amiche , quando sua madre è in ferie e non può certo lui farsi da mangiare da solo (poverino), io credo che in amore bisogna esserci quando il “lui” ti ricerca, e io essoesse, ce so’ sempre!
Ma questa cosa gliela dovrei chiedere, insomma mica mi ha mai detto prima che non mi ama!
Già agli inizi quando gli dicevo “ti amo” lui mi sorrideva, se non era già amore quello allora cos’era?
Forse lui è troppo sensibile per ammettere i suoi veri sentimenti per me, si Cinzia me l’ha detto: “guarda cara tu a Robby metti paura, tu sei una donna in gamba, realizzata, hai la tua carriera, casa tua e lui cos’ha? Niente, sei l’unica che lo sopporta, lui ti vede tanto forte e entra nel panico pensando a tutti i suoi rimpianti e fallimenti, ti ama, lui dipende da te ma non lo ammetterà mai”
E allora penso che io in fondo in fondo sono solo un po’ debole, che me ne frega di uno che mi dice “ti amo” quando so che qualcosa per me prova (lo provano tutte le ricevute delle trattorie, i conti che gli pago regolarmente in lavanderia ecc). Poi il fatto che non mi porti mai fuori quando esce con i suoi amici è una riprova della sua timorosa riverenza nei mie confronti.Che faccio glielo chiedo se mi ama?
..tanto so che è tutto ok
ah!

