Sunny Sunday

Il caldo di quella domenica stava lasciando il posto alla sera, Ivonne si sarebbe truccata per uscire se solo non si fosse fatta distrarre dalla TV e da quel divano che le teneva incollato il sedere. L’estate era bella, luce, vestiti leggeri, voglia di divertirsi … in teoria. Una parte della sua razionalissima mente le ripeteva i benefici della bella stagione fra cui quel breve accenno di risveglio ormonale che poteva portarla alla riscoperta delle gioie del sesso. Ma poi avrebbe sudato, il trucco le sarebbe colato dal viso e di fare l’amore acqua e sapone non se la sentiva,  un’acquazzone sarebbe stato l’ideale, ma se la temperatura si fosse abbassata troppo le sarebbe passata la voglia. Pensò che non le sarebbe dispiaciuto masturbarsi, ma si ricordava che il suo vibratore aveva le batterie scariche, un motivo in più per darsi una mossa, farsi una doccia, truccarsi e uscire: il centro commerciale era aperto. Ivonne lasciò la noia sul divano, spense la televisione, si spogliò e si lasciò cadere addosso una quantità formidabile d’acqua,  non sarebbe più uscita dalla doccia, ma c’era ancora quella sua vocetta interiore che le sussurra di sbrigarsi, uscire, comprare le batterie e fermarsi a prendere un aperitivo in piazza dove c’era quel tipo che le piaceva, se con lui non fosse andata bene aveva sempre il suo rinvigorito vibratore.  Si vestì, si mise un po’ di trucco giusto per non dare l’idea di avere un’aria troppo sbattuta, prese le chiavi, uscì di casa ed entrò in macchina diretta al centro commerciale.  Una volta arrivata si maledisse subito per quella iniziativa, quel posto pullulava di famiglie e anziani. Dribblò per quanto le fu possibile persone e carrelli, si diresse a prendere una dozzina di batterie e poi alle casse veloci che veloci quella domenica non erano proprio. Si mise in fila con la sua aria snob e una dozzina di persone davanti che sembrava dovessero prepararsi alla III guerra mondiale. La rabbia saliva, se avesse tardato troppo niente aperitivo. Si guardò intorno e vide dietro di lei un uomo né bello né brutto, ma con un buon odore.  Cominciò a parlare con lui del caldo, del casino là dentro e di altre ovvietà. Da come la guardava si capiva che lui era interessato e certamente non alle sue parole.  Ad un certo punto quell’uomo le chiese cosa ci dovesse fare con tutte quelle batterie, Ivonne diventò rossa e dopo un breve momento d’imbarazzo le spiegò che le servivano per i telecomandi. Continuarono a parlare, convennero che essendo entrambi da soli quella sera sarebbe stato interessante conoscersi meglio cenando insieme.  Uscirono dal centro commerciale con grande sollievo, si diressero in una pizzeria li vicino, mangiarono, bevvero quel tanto da liberare ogni imbarazzo, rientrarono in macchina,  si baciarono e iniziarono a toccarsi. Erano eccitatissimi, lei poteva rendersi conto di quanto lo fosse lui da sopra i pantaloni, avrebbe voluto subito sincerarsene con i suoi occhi, con le sue mani e con la sua bocca. Decisero di correre  a casa di lei,  dopo pochi minuti entrarono, gettarono velocemente i vestiti a terra e quando giunse il momento d’iniziare seriamente a fare l’amore si udì la  voce del TG della notte.  Ivonne si ridestò di colpo, si alzò dal divano, vide l’ora e capì che ormai era troppo tardi per andare a prendere un aperitivo, per gli incontri casuali e per procurarsi una scorta di  nuove batterie.

JACK VETTRIANO, “AFTER THE THRILL”
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5 pensieri riguardo “Sunny Sunday

      1. sul concetto di non conoscere la musica sarebbe da discutere fino a domani
        James Taylor ad esempio non sa leggere note dal pentagramma eppure suona divinamente.
        Insomma non so se Joni ha le batterie ma so che ciò che conta è il fascino
        e tu ad esempio ne hai vendere…

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