Noi donne comuni dallo stile unlike: brutte, sceme e pelose

Ha ragione Alessandra Moretti, bella, brava, intelligente e soprattutto modesta che sta portando avanti un nuovo modo di fare politica pieno di contenuti contro la peluria superflua, la cellulite e la pericolosissima avanzata del capello bianco e chi non lo capisce è solo una Bindi rosicona! Siamo stanchi della vecchia politica fatta di outfit terribili e la quasi totale assenza di make-up. Chi l’ha detto che una donna bella non può essere anche una donna brava? La storia è piena di donne che hanno contribuito a cambiare il mondo anche se si dice in giro che fossero tutte lesbiche.  L’Italia cambia il verso e la presenza di politiche fiche ne è un valido esempio, quel che facciano e quali siano i loro meriti non è importante, l’essenziale è che se ne stiano sempre in primo piano e lontane dalle persone comuni che potrebbero offuscare la loro bellezza e riportarle, con chissà quali terribili traumi, alla realtà del paese. In fondo la leccata del cono gelato della Madia ci sta, viviamo in uno strano paese in cui queste sono le notizie che passano mentre il Time dedica una copertina a Fabiola Gianotti “italiana” fra gli scopritori del Bosone di Higgs e neo direttrice del Cern di Ginevra.

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Ma forse la Gianotti non va dall’estetista tutte le settimane, o forse si, ma non dando vitale importanza al suo aspetto, e neanche sottolineando quando sia brava, tutto questo passa in secondo piano.

La Moretti quindi ci riporta alle cose fondamentali e la crisi, la disoccupazione, la mancanza di redditi fissi, la perdita del potere di acquisto di chi ha la “fortuna” di avere uno stipendio sono poca cosa rispetto al dovere di andare una volta la settimana dall’estetista. Poi se si ha la sfortuna di essere un po’ tarchiatelle, povere e con i lineamenti poco aggraziati è solo sfiga, non potete farci niente ed è inutile che stiate a rosica’.

E  pensare ai tanti anni spesi in lotte per l’affermazione delle diversità, soldi spesi in terapie per accettarsi così come si è, tempo consumato in meditazioni varie alla scoperta del nostro vero io buttati al cesso da una Moretti qualunque, fosse stata almeno quella da 75 cl sarebbe stato meglio.

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Ironia a parte vorrei condividere qua le parole di Cristina Correani che meritano davvero una sana riflessione in questo ennesimo amaro e desolante momento della politica (?) italiana:
Le donne che dovrebbero votare Alessandra Moretti sono per la maggior parte quelle a cui la seduta dall’estetista una volta a settimana proprio non riesce ad uscire dal bilancio familiare. E nemmeno il parrucchiere o l’applicazione del french alle unghie. In un paese dove le ragazzine si ammazzano perché non si sentono belle, perché dei piccoli imbecilli criminali le prendono in giro e le insultano solo perché il loro aspetto fisico non è quello che impone il modello sociale, una donna, una donna che fa politica e quindi da lei ci si aspetterebbe quel minimo di responsabilità e serietà promuove la bellezza, la sua principalmente [c’è di meglio, comunque, c’è sempre di meglio] quale componente indispensabile anche per fare politica.
Un fatto casuale come l’aspetto fisico che non si può ascrivere a nessun merito personale ma unicamente ad una fortunata coincidenza di cromosomi che diventa l’ingrediente necessario, come se non fosse già così per tutte le altre attività: senza la bella presenza in Italia una ragazza, una donna non può vendere nemmeno un paio di mutande. Complimenti per il progressismo, per il rinnovamento, mia nonna che è morta trent’anni fa non ci sarebbe mai arrivata a questo illuminismo intellettuale.”

 

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47 pensieri riguardo “Noi donne comuni dallo stile unlike: brutte, sceme e pelose

  1. mah.. non è detto che se una si vuole bene e si cura ( come dovrebbero fare tutti gli essere umani, nel loro piccol) voglia dire che gli li detesta oppure non gliene frega nulla. Non riesco a capire questi attacchi a questa politica che ha detto slo cose ovvie e più che condivisibili ( ho visto ora l’intervista) se si vuole attaccarla lo si faccia nei contenuti politici ( che non c’erano) non su problemi d’immagine, altrimenti stavolta sì si fan discorsi sessisti

    1. Allora in questo caso doveva evitare di tirare fuori la Bindi (è sessismo anche questo) e glissare sulla sua avvenenza. Contenuti politici della Moretti? Credo che interpellerò la Sciarelli perché non ne ho mai trovati. Io attacco la superficialità che non venendo da Paris Hilton ma da una rappresentante politica la ritengo un affronto

      1. Ecco, appunto.
        Questi non sono discorsi politici, sono riflessioni che si possono fare a margine del dibattito pubblico e politico da esperti del settore, filosofi, antropologi e in un paese dove le opportunità sono davvero pari, uguali, per donne e uomini.
        Sentirli fare dalla new generation in rosa di Renzi formata da giovani donne perlopiù raccomandate da uomini, la Madia come la Picierno e la stessa Moretti sponsorizzata e promossa niente meno che da Bersani è offensivo, soprattutto per tutte quelle donne che pur avendo meriti, competenze e un talento superiore al loro, che non ci vuole nemmeno molto, ma soprattutto non avendo avuto la fortuna di aver incontrato le persone giuste al momento giusto non vedranno mai il raggiungimento dei loro obiettivi, anche se sanno fare la pastasciutta al pomodoro con passione e se sono più belle, più brave, più intelligenti di Alessandra Moretti.

    2. non ho niente contro la bellezza di per sè, non la considero incompatibile con l’intelligenza, incompatibile è farne un punto di forza in una professione squisitamente intellettuale come la politica. E’ giusto curare anche il proprio corpo, ma gioventù e bellezza non sono meriti, lo studio, la perserevanza, l’onestà e l’impegno sì e questo chiedo ad un politico o ad altri professionisti altrettanto fondamentali per la società. Per quanto mi riguarda evviva le donne come Rosi Bindi. La Moretti vada a posare per qualche pubblicità, è più il suo genere. Senza disprezzo alcuno: ad ognuno la sua strada.

  2. bè la bindi secondo me sbagliando aveva parlato di ministre “scelte perchè belle” e la moretti pure lei sbagliando le ha risposto rivendicando cose che non c’è bisogno di rivendicare: insomma andare dall’estetista o non andarci non dovrebbe avere nulla di politico ma stare nel novero delle legittime scelte personali.
    Che poi bellezza e intelligenza siano compatibili lo sapevo già senza che la Moretti lo spiegasse..oltretutto è stata anche poco furba: le persone, gli uomini e le donne davvero belle parlano poco del loro aspetto e non ne parlano con spocchia, lo curano come più o meno facciamo tutti per noi stessi e per il prossimo ma non se ne vantano.

  3. It’s Renzismo babies…
    Tronfo della vanità, tripudio della supercazzola in PNL.
    Non stupisce che il parterre di ministre scelte non brilli per curriculum ma per coefficiente anagrafico/estetico.
    It’s Renzismo babies… solo un berlusconismo proseguito con altri strumenti!

      1. non parlerei di dramma..ma anche non essere prese sul serio perchè nessuno o pochi credono che una donna di bell’aspetto possa essere intelligente può essere frustrante
        insomma io non darei nulla per scontato

        in più per quanto possa essere raro nel mondo succede anche questo: http://www.nanopress.it/curiosita/2013/05/03/licenziata-perch-troppo-bella-la-storia-di-melissa_P13323271.html

        nulla di drammatico per carità come non è drammatico che io ancora debba leggere una recensione in cui un’attrice che ha dimostrato di saper recitare e bene come scarlett johansson viene liquidata come “superbambola” (la recensione è questa: http://www.carmillaonline.com/2014/10/19/lucy-luc-besson/)

        ripeto: non sono cose drammatiche (però che una ragazza bella o meno bella debba essere incolpata se subisce molestie o peggio violenze sessuali perchè “ha provocato” oppure addirittura dovrebbe essere “grata” al molestatore è un po’ peggio)

      2. La bellezza non dovrebbe essere né un vanto né generare screditamento. Non ho visto il film di Besson con la Johansson e non so come abbia recitato in questa pellicola, può darsi che non sia stata brava in questa occasione ma ha dimostrato di esserlo in numerose altre. Certo non parliamo di cose drammatiche e sulle dichiarazioni della Moretti ci scherziamo ma purtroppo viviamo in una società che dà importanza eccessiva ad una serie d’immagini standardizzate e molte persone che non “si sentono all’altezza” ne soffrono. Penso alla ragazzina che si è suicidata qualche giorno fa, a scuola la prendevano in giro per il suo aspetto. Un esponente politico con un minimo di buon senso dovrebbe evitare di rilasciare interviste come ha fatto la Moretti. Nessuno le toglie la bellezza o la scredita per questo, ma per le castronerie che dice si

      3. secondo me la bellezza (in qualunque modo la si intenda, anche se ci limitiamo all’aspetto fisico le persone genericamente “belle” non sono tutte identiche tra loro) dovrebbe essere considerata come la buona salute o la stabilità economica (anche se le ultime due hanno criteri un po’ più “oggettivi” della prima): di solito averla è meglio di non averla ma chi non ce l’ha va rispettato come ogni essere umano
        Mi spiego: se X è in linea di massima più “bello” di Y va accettato, non vuol dire che Y vada umiliato o soggettivamente non possa piacere a qualcuno

      4. è appunto un optional, un qualcosa in più ma non la propria essenza che è più profonda. Per me la bellezza senza altro non è bellezza, penso a donne e uomini resi ancor più belli per il loro cuore, la loro intelligenza, il loro talento.

    1. insisto su un punto che mi pare importante: urge de-politicizzare le legittime scelte estetiche di ciascuno: ergo sia che tu faccia la ceretta sia che tu non la faccia non rivendicarlo come atto socio-politico

  4. Cara, quando mi accorsi dell’andazzo circa la bellezza femminile in politica, ci pensai un attimo e feci un semplice due + due, facciamolo di nuovo insieme.
    Quanto impegno/tempo ci vuole per barcamenarsi tra casa, lavoro e figli? Tanto.
    Quanto impegno/lavoro ci vuole per tenersi in forma (palestra-piscina ed estetista) ben vestite (devi pur cercarli gli abiti) ben truccate (profumeria, trucco mattutino, e trucco per la sera) nonché coi capelli sempre in ordine (parrucchiere due volte a settimana?) ?????
    La risposta é ancora “Tanto”.
    Il tempo é uguale per tutti, si?
    E allora mi sono detta: chi ha tutto questo tempo da dedicare a sè stessa probabilmente non lavora abbastanza per gli altri.
    E l’ho chiusa là, serenamente.

  5. Avrebbe potuto almeno tacere per garbo e pudicizia sul fatto che spende ( è evidente) centinaia di euro al mese per la sua immagine (che tutto sommato non giova certo a noi cittadini). Non si vergogna di palesare la sua ricchezza mentre molte mamme non sanno come improvvisare ogni giorno un pasto decente per i propri bambini? Da una politica donna, lo pretendo. Umiltà e senso di responsabilità.

  6. A parte che io la Bindi non la reggo proprio umanamente, non certo fisicamente, il fatto che una donna decida di “curarsi” (ma anche lì: dove sta il limite tra la cura e il controllo sociale? perchè io devo essere obbligata a curarmi tutti i giorni? se voglio andare a fare la spesa in tuta e senza trucco, perché non dovrei?) o meno sta alla sua libertà personale, nel limite della vita sociale.
    Cioè se vuoi vivere in società, non puoi puzzare andiamo. A casa tua, puoi far quel che vuoi.
    Però se voglio o meno andare dal parrucchiere, truccarmi, ingioiellarmi, dovrebbe essere una mia scelta personale.
    Dico dovrebbe perchè i vincoli sociali, di cui bisogna tenere conto, ci obbligano a tenere conto di come veniamo percepiti.
    In un mondo perfetto ciò probabilmente non accadrebbe, così come la politica sarebbe una questione di meriti e non di presenza.
    Questo non vuol dire che bisogna accettare la cosa, ma bisogna dire che le regole del gioco, al momento e purtroppo, sono queste.

    1. nessuno obbliga. Vuoi andare a fare la spesa truccata? vacci, vuoi fare la spesa in tuta e struccata? E falla, certo se devi andare ad una festa elegante la tuta è meglio di no..questione di dress code
      totalmente d’accordo che sono scelte personali legittime e nessuna è più autentica dell’altra

    2. Una delle cose che mi ha lasciata più basita è stato quando ha detto che la Boschi è giustamente più fotografata per la sua bellezza, mi fa tristezza dopo che anche io mi sono schierata contro la Zanardo che consigliava alla Boschi di avere un look più adeguato alla sua posizione politica.

  7. Sinceramente il discorso della moretti l’ho letta in altro modo. Penso che il punto sia un altro: perché per fare ” lavori da uomo” dovrei vestirmi come un uomo? è una battaglia che faccio da sempre e in cui credo. La questione non è l’estetista. E’ l’estetica. Perché per esser presa sul serio dovrei mortificarmi indossando tailleur informi e capelli stirati e tirati? [come faceva esattamente la Gelmini, che si travestiva da maestrina per sembrare professionale]. Perché non posso lasciare i capelli sciolti? Perché non posso vestirmi come mi pare?[col limite del buongusto..ma in questo non mi sembra che le neo donne pd si vestano in maniera non consona]. Non facciamo le ipocrite, ognuna di noi conosce gente che fa esattamente lo stile di vita “estetico” che ha descritto la Moretti… anche se guadagna solo 500/600 euro al mese. Non facciamo le ipocrite…

    1. Da una politica mi aspetto che non si vanti della sua bellezza del suo stile di vita in un momento in cui moltissime persone hanno gravi difficoltà economiche. Lei ė ovviamente libera di essere come é ma proprio per questo non doveva tirare fuori la Bindi (anche lei libera di avere uno stile suo). Parla di politiche fotografate “giustamente” perche belle. Non é oggettificazione dei corpi questa? Lo avesse detto Paris Hilton o un’altra starlette non ci avrei dato peso. Ma lei si propone come rappresentante di una regione, qua in Italia si da un’eccessiva importanza ad essere belle, magre ecc e molte persone soffrono perché non si sentono all’altezza. Non occorre né mortificarsi né sbandierare quanto si é belle e brave, occorre ricordarci che lavoriamo per le persone e spero che un giorno quando ad una bella donna che fa politica chiederanno del sua aspetto risponda “guardi io sto proponendo questa linea politica, questo é il mio lavoro, il resto non dovrebbe interessarvi”.

    2. daniela diciamo questo: una politica può fare quello che vuole (nei limiti del buongusto) col suo aspetto ma nelle interviste non dovrebbe parlarne.
      anche un uomo politico si fa la barba tutte le mattine e va a farsi i capelli, si pettina eccetera, chissà magari si fa rimuovere pure i punti neri o si depila il petto (ci sono uomini che lo fanno)..ma non ne parla nelle interviste
      Insomma urge de-politicizzare l’estetica: farsi la ceretta o non farsela è legittimo ma non è una rivendicazione socio-politica in nessuno dei casi

    1. Grazie per la segnalazione, provvedo subito a correggere. Giannotti per noi fiorentini è un nome noto che ho erroneamente associato alla direttrice del Cern, ma questa è una mia svista che non è giustificabile con i miei soliti toscanismi.

  8. forse non c’è bisogno ma voglio precisare che se in una intervista la Bindi o Stefania Giannini rivendicassero le loro rughe e i capelli grigi lo troverei comunque inappropriato per delle politiche

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