Magnifico di Fedez e Francesca Michelin: Analisi filologica e critica del testo (si ho scritto du’ stronzate)

L’Italia terra di poeti, santi navigatori e rapper con la zeppola ci ha regalato una nuova hit a cui è impossibile fuggire.  Normalmente non ascolto la musica che va di moda al momento, sono una snob di merda lo ammetto, ma la canzone di Fedez e Francesca Michelin la stanno riproponendo in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi, quindi mi sono ripromessa di non essere prevenuta e di ascoltarla con la dovuta attenzione. Devo dire che prima di questa hit non conoscevo la voce di Fedez  ma i suoi tatuaggi si, Fedez è un ragazzo giovane che parla ai giovani e poiché sono una vecchia carampana probabilmente non posso capirlo.  Conoscevo invece la voce di Francesca Michelin che trovo brava ma non così meravigliosa da regalarmi nuove sensazioni  e giovani emozioni, ciò non toglie che con un repertorio diverso potrei cominciare davvero ad apprezzarla (che buonista del  cavolo sono).
Ma torniamo alla canzone in questione, titolo: Magnifico (lo dicono loro).
Struttura: la canzone si articola in una parte rap eseguita da Fedez e una parte cantata eseguita da Francesca Michelin (se fosse stato il contrario sarebbe stata peggio, ne sono convinta).
Veniamo quindi all’analisi del testo,  in corsivo trovate scritte le mie annotazioni:

E gli anni passano e non ci cambiano
Davvero trovi che non sia diverso? Fedez è nato già tatuato?
Guardami in faccia i miei occhi parlano
E tu dovresti ascoltarli un po’ più spesso

Ma non si era detto come si cambia per non morire, come si cambia per amore?
A parte questo io non so se esiste un’applicazione che traduce gli occhi che parlano, se uno è di spalle ad esempio come cazzo si fa a capire cosa dice con gli occhi?

Sorridi quando piove
Sei triste quando c’è il sole

Meteoropatia al contrario, tipico delle fiche fredde di qualsiasi sesso
Devi smetterla di piangere fuori stagione
Si devi smetterla perché il ragazzo mi si destabilizza: inverno=triste, estate=allegria e non si piange
Dai proviamo e poi vediamo che succede
Per ogni mia parte che ti vuole

C’è un’altra che retrocede
La parte che retrocede mi auguro che non sia dovuta al mal di lumaca altrimenti so’ cazzi, anzi no, non lo sono
Sapessi quante ne ho viste di scalatrici sociali
Regalano due di picche
Aspettando il Re di denari

E qua ci troviamo di fronte ad una massima espressione del masinismo di vittimistica memoria, le ragazze serie non ci sono più (tranne le madri e le sorelle che non devono aver avuto o avere alcun tipo di relazione e si riproduco grazie allo spiritoso santo)
Quante volte ad un “Ti amo”
Hai risposto “No, non posso”
Hai provato dei sentimenti
E non ti stanno bene addosso
I sentimenti non vestono bene, non calano a modo  sui fianchi anche se sei magra, dovrebbe  provare  con degli outfit diversi che so fatti di stoffa
Parliamo allo stesso modo
Ma con diversi argomenti
Siamo nello stesso hotel
Ma con due viste differenti.

Quando la comunicazione è tutto, mi sono sempre chiesta come si faccia a stare insieme ad una persona senza che ci sia un dialogo, ma forse so’ davvero anziana per l’amore moderno 

L’amore è un punto di arrivo, una conquista
Ma non esiste prospettiva
Senza due punti di vista

In pratica un rapporto schizofrenico, il classico ti odio, poi ti amo e poi ti odio e poi ti iodio e poi ti accetto
Anche se fuori tutto è magnifico
Non lo prenderò come un rimprovero

È possibile abbia sogni sbagliati
Un po’ illusi al momento
Mi appartengono
E finalmente  dopo il pippone tremendo di Fedez , con aria dissociata, arriva la Michelin e mi chiedo se il fuori a cui si riferisce risieda in un qualcosa che sta all’esterno del loro rapporto sentimentale (perché tutta magnificenza non posso vederla che oltre)
Fuori è magnifico fuori tutto è magnifico
Si ma tu un po’ di più
Sei la bellezza a due passi
A portata di manicure

Questa è a mio modesto parere l’apoteosi del testo, sei bella come un tramonto, sei bella come il mare, sei bella come una donna di Botticelli, si insomma ma che vuol dire “sei la bellezza a due passi a portata di manicure”?  La ragazza sta vicino ad un centro estetico? Fedez è un feticista delle mani? Lo scopriremo mai?
Ma so che quando troveranno il centro dell’universo
Rimarrai delusa a scoprire che non sei tu

Ognuno coi suoi pensieri e i suoi segreti
Lo so siamo divisi dalla spazio senza essere pianeti  qua mi arrendo
L’amore rende ciechi devo dirtelo  anche farsi troppe seghe dicevano
E io devo smettere di cercare le scarpe nel frigorifero questa ce la dice lunga sull’ordine e la pulizia dei due
Ma tu non guardi me continui a guardare fuori
Ti ho dato i giorni migliori dei miei anni peggiori

ed è andata bene che non erano i suoi giorni della sindrome premestruale
Contraddizioni e vizi, a ognuno il suo
Ma questa notte dormo sul mio fianco preferito, il tuo
mai fregare il lato del letto preferito dell’altra Fedez!
Forse ho capito male, forse  lui si mette di fianco per guardarla ma tanto lei guarda sempre fuori e riprende a cantare non filandoselo per niente

Anche se fuori tutto è magnifico
non lo prenderò come un rimprovero

È possibile abbia sogni sbagliati
Un po’ illusi al momento
Mi appartengono


Anche se fuori tutto è realistico,
Non lo prenderò come un rammarico
È possibile abbia sogni sbagliati
Un po’ illusi al momento
Mi appartengono

A questo punto entra la voce di Fedez che ripete alla Michelin che fuori è magnifico, si ma tu sei di più, il ragazzo è destinato all’infelicità e se posso dare un consiglio a questi giovani è*


Fuori è magnifico, fuori tutto è magnifico
(Fuori è magnifico, si ma tu sei di più)
Fuori è magnifico, fuori tutto è magnifico
(Fuori è magnifico, si ma tu sei di più)
E’ possibile abbia sogni sbagliati
Un po’ illusi al momento
Mi appartengono
Anche se fuori tutto è magnifico
Non lo prenderò come un rimprovero
È possibile abbia sogni sbagliati
Un po’ illusi al momento
Mi appartengono

*+sesso-seghe mentali

fedez-magnifico-feat-francesca-michielin-maxw-1920

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8 pensieri riguardo “Magnifico di Fedez e Francesca Michelin: Analisi filologica e critica del testo (si ho scritto du’ stronzate)

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