Only you

Forse non lo sai ancora, ma hai già tutto quel che ti serve.
Le farneticazioni della mente sono spesso inutili e dannose, alleggerisciti.
Ripensa agli anni 80, riavvolgi il nastro e pensa a Alison Moyet

Sogno sempre, tutte le notti ed è sempre una gran faticata perché mi sveglio spesso, riprendo il sonno e immediatamente ricomincio a sognare, poi suona la sveglia il sogno si spezza e sento il cuore in gola. Perché sto qua a fare un post sui miei sogni vi chiederete voi miei piccoli lettori? Tempo fa un’amica mi disse che i sogni vanno scritti, vanno raccontati, parlarne qua è un modo per fermarli e per osservarli in modo più leggero e distaccato (poi fra l’altro, miei piccoli Freud, a voi manco devo pagarvi). Mi piacerebbe dormire senza sognare, perché come dicevo prima sognare è faticoso, specie se come me si sogna sempre di stare in giro, di perdersi, di non riuscire ad arrivare in orario per gli aeri, i treni o le navi. Mi muovo sempre, Morfeo mi fa viaggiare in lungo e in largo in un’Italia parallela con ogni mezzo, motorini e biciclette comprese, ultimamente mi sta portando in giro pure per l’Europa ed è ancora più conveniente della Ryanair. Nelle ultime notti, oltre al viaggio, si è introdotto un nuovo (si fa per dire) elemento: gli anni 80, ebbene si sono tornata indietro con le amicizie dell’epoca, con mio padre ancora vivo, ma con l’età che ho adesso. Il fatto di aver saputo oggi che il 24 Alison Moyet sarà in concerto a Milano probabilmente non c’entra niente, ma tanto sono qua a farneticare e quindi ho una buona scusa per infilarla nei miei sogni e nella mia vita. Nel mio breve periodo dark qualcuno all’epoca mi diceva che le somigliavo, in anni più recenti un mio amico mi ha detto che anche la mia voce gli ricorda la Moyet che per noi è rimasta un idolo indiscusso. Alison è una cantante straordinaria, è stata grassa, anche molto grassa e se n’è sbattuta altamente, tant’è che quando qualcuno oggi le chiede del suo dimagrimento risponde a tono riguardo agli standard imposti dalla società (come si fa a non amarla?). Dunque, dei mie sogni qualcuno potrebbe parlare di una certa situazione irrisolta in adolescenza e può anche darsi, ma a che mi serve scovare, scavare, segarmi mentalmente? Io sto bene, sogno, non ne capisco il perché e forse va bene anche il non capire l’inconscio. Posso azzardare la teoria di una ricerca di serenità che all’epoca forse non avevo, di nostalgia per l’eccitazione delle miei prime uscite serali, per i primi concerti, per la vita tutta ancora in divenire. Sono grata ai miei anni 80, sono grata per quel che ho  e per i progetti che ancora oggi, con lo stesso spirito, faccio.

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Un pensiero riguardo “Only you

  1. I sogno, l’inconscio, l’io e il super-io, ma sopratutto gli anni ottanta, quando facevo l’università, circolava una storia.

    Il nevrotico costruisce castelli in aria.
    lo psicopatico, ci va ad abitare.
    L’analista riscuote l’affitto.

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