Guarda che luna

Guarda che luna

Stasera probabilmente in molti staranno con il naso all’insù per ammirare la luna che così maestosa la rivedremo solo nel 2034. Molte canzoni sono state dedicate alla luna, penso alla “Casta Diva” nella Norma di Vincenzo Bellini, agli standard come Blue Moon o Moon River, ma anche alle immortali Harvest Moon di Neil Young e Dancing with the moonlight knight  dei Genesis, solo per citarne alcune.  Anche in Italia la luna è stata celebrata in molte canzoni, fra le più intense dedicate all’astro d’argento c’è sicuramente “Guarda che luna” dell’immenso Fred Buscaglione.
Ferdinando “Fred” Buscaglione è stato uno di quei pochi uomini a saper portare con stile i baffetti alla Clark Gable, era nato a Torino il 23 Novembre del 1921  e vissuto solo fino al 3 Febbraio 1960, la sua vita terminò quando la sua macchina si scontrò con un camion in zona Parioli a Roma.
Alcune persone credono che sia la morte prematura a far entrare gli artisti nell’olimpo dei miti, a me invece viene da pensare che a volte la morte,  per proprio egoismo,  ci strappi via dalla nostra vita talenti che avrebbero potuto ancora regalarci tante emozioni.  Mi piace immaginare che, se fosse vissuto, Fred Buscaglione avrebbe potuto viaggiare in parallelo con la storia della musica italiana mantenendo popolari le orchestre e le sonorità jazz nella nostre canzoni.
Fred Buscaglione fu un polistrumentista, un attore, un cantante e performer con uno stile del tutto personale, si sposò con una cantante jazz, Fatima Robbin’s, con cui condivise liti e riappacificazioni, interpretò giocosamente il ruolo del duro, un bullo circondato da meravigliose e inarrivabili pupe. Pensando a lui mi piace immaginare come doveva essere la sua Torino post II guerra mondiale, quando aveva conosciuto nei locali dove si esibiva Leo Chiasso  con cui poi aveva cominciato a scrivere canzoni.
L’eleganza  di un tempo, che posso  solo immaginare  guardando le  pellicole e le  foto in bianco e nero, ascoltando la musica e la sua voce,  emoziona e fa viaggiare la fantasia.  Fred, suo malgrado, è diventato l’ immortale cantante di un mondo immaginario di uomini duri con gli acerrimi nemici e tenerissimi fino a sciogliersi del tutto con le “pupe”.
Stasera alzando la testa ho pensato a Fred che nella mia testa mi cantava “Guarda che luna” e ho sorriso.

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5 pensieri riguardo “Guarda che luna

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