Ora lo chiamo, gli dico che non posso andare avanti più così, non posso continuare a vivere in questa insicurezza, ho bisogno di avere delle risposte chiare. Gli parlerò esplicitamente, dirò tutto quello che devo dirgli tutto d’un fiato. So che lui rimarrà spiazzato dalla mia richiesta, ma devo sapere la verità, devo sapere davvero cosa pensa. Questa volta cercherò di non farmi infinocchiare dalle sue lamentele sul lavoro, su sua madre, sul tempo e sulle sue emorroidi. Lo so, lui è un uomo che soffre, ma anche io ho le mie esigenze. Per troppo tempo ho messo i suoi bisogni davanti ai miei. Mi sono quasi annullata per supportarlo. Sono stata sempre paziente, sempre pronta a considerare le sue necessità senza chiedergli niente, senza mai manifestare le mie perplessità. Adesso devo riprendere la mia dignità, devo riconsiderare me stessa. Avevo dei sogni io, degli ideali e li ho messi da parte. Pensavo che sarei stata quel tipo di donna sicura, sempre decisa e sprezzante delle critiche, una donna sostenuta dal suo uomo nelle sue scelte cruciali. Col tempo mi sono ritrovata a fare da madre, amica e amante a lui che mai è stato capace d’indicarmi le prospettive più buone per il mio bene. Basta, ora mi sento preparata, non voglio più stare a meditare, lo chiamo e lui dovrà dirmi quello che davvero pensa:“Caro … si sono io, cosa credevi … Lo so che stai lavorando ma devi assolutamente ascoltarmi, almeno questa volta. Dai, prometto di fare veloce, ma ho bisogno di chiedertelo, almeno adesso ascoltarmi, non riattaccare! Te lo dico ok, ma non interrompermi, non questa volta. Aspetta … fammi bere un bicchier d’acqua … ora mi sento pronta a chiedertelo: Senti, ma secondo te, per la cena di stasera devo mettermi quel completino blu o meglio l’abito rosso che avevo a capodanno?”
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Nella vita vivo tante emozioni
ogni volta che sento le loro canzoni
e quando li vedo in quei completini
luccicanti come deliziosi cioccolatini
ho un fremito di gioia nel cuore
e come loro vorrei far furore
Mi sogno figa come Frida e Agnetha
con le gambe più belle di un’atleta
Femmine conturbanti durante le loro esibizioni
facevano impazzire donne, gay e maschioni
Non posso che decantare le loro lodi,
per cui ascolta gli Abba, balla e godi! -
Hanno ragione, hanno ragione, si hanno ragione, hanno ragione loro, io sono matta, matta, pazza, malata, non adeguata al sistema, il sistema, sistema.
Sentivo male, male, male, male, troppo male e non avevo modo di rimediareOra devo percorrere questa strada, perché lo devo fare, devo, so che devo, mi dicevano che dovevo, dovevo, dovevo, dovevo stare zitta e non dire niente di quello che succedeva, io ero sporca, sporca, sporca, sporca. Ho ucciso, mi hanno detto che ho sbagliato, sbagliato, sbagliato. Ora sono qua perché devo fare questa strada 523 volte al giorno: cammino dalla sala mensa al giardino, piede destro (prima, sempre, prima mettere il piede destro) piede sinistro sono 97 passi, sempre 97, sono 97 li devo fare 523 volte, 523 devo, devo perché è questo che devo fare, per rimediare, rimediare.Se avessi avuto da fare questa strada 523 volte, sempre, sempre, sempre, non avrei ucciso.Ma non avevo questa strada, non avevo 97 passi per 523 volte, io avevo una mamma e un papà, un padre, padre, padre.Un padre che mi faceva quelle cose, a me non piaceva, non piaceva, io glielo dicevo ma lui faceva, faceva, faceva.Forse perché non avevamo questi 97 passi, perché non avevamo un giardino, per questo lui mi faceva quelle cose … ma ora sono protetta, basta che faccia 523 volte la strada e sono protetta, sono protetta.Ma in quella casa, non avevamo il giardino e lui mi faceva male, molto male, mi faceva male, avevo paura, troppa paura. Io non sapevo di essere matta, me lo hanno detto dopo, dopo ho scoperto i numeri dei passi e non ho combinato niente di strano.Se me l’avessero detto prima di essere matta … era meglio saperlo, io sono pazza e so che devo contare, devo contare, devo contare, è semplice 97 per 523, la testa, la voce, le gambe, le mani.Io non lo sapevo che ero matta, mi faceva male, mi faceva schifo, mi toccava, mi stava sopra, sopra, sopra, mi stava dentro, dentro, dentro, puzzava, mi toccava, puzzava, puzzava, faceva male, male, male.Non avevamo un giardino, per questo succedevano quelle brutte cose, mancava il giardino e non potevo contare, contare.Ora sono nel sistema, sistema, sistema, ma prima lui mi toccava e puzzava, puzzava, mi stava dentro, io sentivo male, male, male, io ho preso quel martello, martello, martello, l’ho preso e gliel’ho spaccato in testa, sangue, sangue, sangue, ero sporca di sangue … anche il giorno in cui lui mi ha preso la prima volta c’era sangue, sangue, sangue, ero piccola, piccola, piccola e mamma non rispondeva e io la chiamavo, la chiamavo, la chiamavo, non rispondeva.Piangevo, piangevo, e lui dentro, il sangue, lei chiudeva la stanza, la stanza …. solo se avessimo avuto un giardino lui non mi avrebbe mai presa, mai, mai, io mi sarei adeguata al sistema.I passi sono 97, io devo fare 523 volte il percorso, sala mensa giardino, devo contare, contare camminare, mani, piedi, testa, voce, adeguarsi al sistema, sistema, devo contare, contare, contare… -
Vieni qua cane, leccami! Su ubbidiscimi io sono la tua padrona! … Voi che ti frusti? … No non lo farò, solo io devo godere cane! Sei venuto da me per farti dominare sappi che non avrò pietà!
Ti piacciono i mie stivali? Se fai il bravo te li faccio leccare tutti..ma prima leccami le scaglie di parmigiano dalle tette … su … dai …DEVI FARLO! Avanti così …. Io sono la tua Dea e tu devi solo venerarmi e poi sai che godo per via della tua intolleranza al lattosio. Guarda schiavo, sappi che per te ho un trattamento di favore, è una settimana che non mi lavo i piedi così godrai di più a leccarmeli … si cane vai lecca … così..aspetta che intingo il mio ditone nel gorgonzola … si lecca cane! Avanti così fino alla mia ascella pelosa, aspetta che ci passo un po’ di stracchino inacidito … uhm su, dai non ti fermare … non hai scuse cane! Se ti scappa puoi farla qua, adoro vederlo! Su fallo davanti a me … no, non ti lavare! Adesso la pasta di acciughe con il burro sui mie capezzoli … si … uhm così, avanti con quel caciocavallo, so io dove devo mettertelo … siiiiiii, soffri cane! Ora ti frusto bestia e poi ti passo il primo sale sulle ferite così te le lecchi! Che uomo di merda sei, ..su vieni qui che ti spiaccico addosso la burrata. Sei abbastanza eccitato cane? Vedo che hai un’erezione, adesso ci penso io … ti ci butto sopra la fonduta e saranno cazzi tuoi. SI! Piangi bestia! Devi soffrire! Mangia l’asiago dai mie capelli putrido che non sei altro! Uhm … sai che non avevo ancora trovato un agnellino schifoso come te? Adesso ti sculaccio con la treccia affumicata … su su … implorami schiavo! Su su che sto quasi venendo, ma prima voglio che tu me la lecchi…ci ho appena passato il formaggio erborinato …su…dai…si …così! Così! COSi’! COOSIII’!
Noooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!
Cazzo fai cane?!
Vuoi mettermelo dentro bastardo? NOOOOOOOOOOOO, non è mica igienico!
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“Dai su non fare la pigra, svegliati! Non vedi che altre ti passano avanti? Non dormire sugli allori e lascia stare i libri che tanto la laurea non ti serve ad un cazzo! …Ultimamente non sai tenerti più come un tempo e le tue labbra mi paiono un po’ più sgonfie, dovresti ripensare al filler … poi che cazzo di biancheria intima stai usando? Su con quelle tette, metti in mostra la mercanzia altrimenti quello non ti prende più … Hai visto Samantha? Si lei… è spuntata fuori dal nulla e con un servizietto si è portata via 5mila, un lavoretto da due minuti…te non sei più stupida delle altre, la prossima volta vedi di raccattare di più del solito ninnolo da ragazzina. …Insomma io non capisco, cosa ti costa? Potresti vestirti da infermierina, in fondo lui è vecchio …consideralo un lavoro da badante, che c’è di male? Dovresti fare il numero con la Patty, lui va pazzo per queste cose, lo so che non ti piace, ma ti strusci un po’ a lei, fai finta di slinguacciarti, qualche toccatina, che ci vuole? Io devo ricomprarmi l’auto, poi c’è il mutuo della casa al mare, la settimana bianca….lo sai i soldi non crescono sugli alberi e poi le tue borse di Vuitton e le tue Blanik costano uno stonfo …datti da fare! Su, adesso chiama quel tizio, fatti venire in mente un’idea, un gioco nuovo, di che ti sei fatta aumentare il seno di due taglie, cerca di venderti per benino. Non so quanto questo potrà durare ancora a lungo, lui è anziano, potrebbe venirgli un infarto o potrebbe finire i suoi giorni al potere, dobbiamo approfittarne ora, spremergli tutto quel che è possibile, tu dagliela, non ti fare problemi. Fai la brava figlia mia, torna a Palazzo Grazioli”
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Amavo passare le mie mani fra i tuoi capelli,
ma cosa passo adesso se non hai più quelli?
Adoravo accarezzare dolcemente la tua schiena,
ma ora è così curva che mi fa proprio pena.
Impazzivo quando mi avvolgevi con aria innamorata,
oggi invece soffoco grazie alla tua pancia smisurata
Ricordo poi l’estasi quando facevamo l’amore,
mi adoravi dalla sera fino al primo chiarore.
Non è che io temevo di vederti invecchiare
la tua personalità avrei continuato ad amare
Ma mi chiedo cosa resta poi di un rapporto così bello
se hai perso il tuo carisma e non ti funziona più l’uccello? -
Lei si era fatta bellissima proprio come a lui piaceva. Aveva lasciato i capelli sciolti e si era messa quel rossetto che lui gradiva tanto. La sua pelle era luminosa ed era stata attenta a quello che aveva mangiato e a quanto avesse dormito per avere un aspetto più fresco possibile. Era vigile nel parlare, nel non usare termini inappropriati. Sorrideva senza mai eccedere in risate troppo fragorose. Cercava di camminare con la schiena dritta e con portamento elegante. Non alzava mai il tono della voce e controllava i suoi gesti. Era splendida, fine ed elegante. Ogni sua azione era misurata e la sua pelle aveva un profumo pregiato leggermente percepibile. Si era allenata per anni per sentirsi degna di lui. Si sentiva un brutto anatroccolo finalmente trasformata in uno splendido cigno. Lui era sempre stato chiaro su come intendeva dov’esse essere una donna. Non che lei inizialmente non le piacesse, solo che per lui non era mai abbastanza. Lei ce l’aveva messa proprio tutta per avvicinarsi alla perfezione da lui tanto ambita. Aveva cambiato il suo modo di vestirsi, il modo di atteggiarsi, il suo giro d’amicizie. La sua vita intera era proiettata nella missione di accontentare quell’uomo. Anni di sforzi, anni di sofferenze fino al raggiungimento dell’obbiettivo.
Quella sera andarono fuori a cena, lui aveva gli occhi brillanti e lei constatò che finalmente si era innamorato e ne era fiera ma, ovviamente, non lo faceva notare. Tornati a casa fecero l’amore proprio come a lui piaceva. Nell’estasi dell’orgasmo lei gli piantò un coltello nella schiena. Soddisfatta andò in bagno, aprì l’acqua calda e si mise a cantare: Sono come tu mi vuoi ♫ -
Eppure siamo stati bene insieme … non capisco.
Dalla prima volta che ci siamo guardati ho sentito che potevo fidarmi di te, che mi avresti protetta dalle cattiverie del mondo, che ti saresti preso cura di me. Quante cose abbiamo condiviso … ti piaceva portarmi ovunque. Vedevo nei tuoi occhi la luce dell’orgoglio quando mi presentavi ai tuoi amici, ti battevi per me quando qualcuno si opponeva alla mia presenza. Ricordo quanto ti piaceva vedermi correre felice sulla spiaggia e quando, stremata, mi sedevo vicino a te, amavo sentire la tua mano che mi carezzava dolcemente la schiena.
Non ti ho mai chiesto nulla, in fondo sei stato tu a scegliermi e a portarmi via da quel posto assurdo in cui vivevo come una prigioniera senza aspirazioni e nessuna fiducia per il futuro. Ti sono stata sempre vicina, quando eri disperato io ero con te, quando finalmente le cose andavano per il meglio, io ero con te.Tu mi hai insegnato ad amarti, io ti veneravo. Eri il mio mondo, nemmeno nel peggiore dei miei incubi avrei immaginato una vita lontana da te. Pensavo che sarei morta andandomene serenamente con le tue parole, le tue carezze. Sono sempre dipesa dalla presenza, non avevo mai dovuto lottare per il cibo quando stavamo insieme. Non ti lesinavi in spese per procurarmi le medicine quando stavo male. Ti ho visto crescere, cambiare e tu mi hai vista invecchiare, per noi il tempo ha avuto marce diverse ma non ho mai creduto che questo fosse un ostacolo alla nostra convivenza. Mi sentivo l’essere più fortunato del pianeta perché pensavo che tu mi amassi sul serio e che questo amore durasse fino alla fine.Non riesco ad accettare questo abbandono, non riesco a credere al tuo inganno.
Mi avevi detto che saremmo usciti e io come una cretina, come sempre, ti avevo manifestato il mio entusiasmo. Era sera ed ho pensato che non c’era niente di strano in una passeggiata notturna, solo che per la strada eri silenzioso. La mia testa non ha mai sospettato alcun tipo di tradimento … cercavo solo di capire dove mi portavi, ero comunque pronta a qualsiasi avventura. Ero eccitata per via di quell’insolita uscita e cercavo i tuoi occhi che, però, cercavano di sfuggirmi. Ad un certo punto ti sei fermato e abbiamo camminato insieme in un posto che non avevo mai visto. Ero felice, come al solito, tu invece inquieto, hai fatto in modo di distrarmi e in un attimo sei sparito.
Non ti ho più trovato, non ti troverò più…mi chiedo solo che cosa avete tu e i tuoi simili che vengono chiamati “umani” al posto del cuore?
Adesso capisco cosa vuol dire sentirsi soli…come un cane. -
Lo riconosco sei sensibile e carinae del tuo talento ho immensa stimaNon sono i tuoi occhi che mi hanno estasiatonemmeno il tuo nasino ben incipriatoSai che sono un tipo spiritualelungi da me l’approccio sessualeho colto in te l’incredibile sensibilitàil cuore, l’estro e la tua profonditàRiconosco quanto tu sia creativae nei discorsi sempre positivama non ritengo queste cose importanticazzo quanto amo le tue tette ingombranti!
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“Cara che dici se stasera andiamo in quel privee ? Ho voglia di vederti scopare con uno sconosciuto.”
“Tesoro, non so se mi va, preferirei quel nuovo parcheggio in periferia, sai mi hanno detto che è frequentato da camionisti dell’est, grosse pance, uccelli corti ma robusti…sarebbe pur sempre un’esperienza..almeno credo che questa ci manchi…”
“Uhm l’idea potrebbe essere interessante amore mio, che dici porto anche la telecamera?”
“Certo orsacchiottino! E’ da troppo tempo che non postiamo nuovi video, non vorrei che i guardoni del nostro forum si annoino”
“Patatina non credo proprio si annoino, ormai siamo sui 1500 video in cui ci facciamo vedere in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi, con tutti i tipi di persone e buona parte delle razze animali.
Sai che ancora mi emoziono rivedendo quel video in cui mi masturbo mentre tu fai la cacca?”“Che dolce che sei, eravamo ancora all’inizio della nostra meravigliosa storia …. anche io ho ricordi bellissimi come la prima volta che mi hai presa a pecorina nel parco dei maniaci e quella in cui mi hai infilato un cetriolo penetrandomi di nascosto al mercato ortofrutticolo… Sai che ti amo ancora come i primi tempi?”
“Anche io ti amo tantissimo, ho ancora i brividi di piacere ripensando a quando ti legai e ti feci scopare da quei quattro mandinghi”
“Quando fottesti la zia di mia madre …che bel regalo fu quello … se ci penso mi sento nuovamente bagnata … che tenero che sei amorino mio”
“Ne abbiamo fatte di esperienze insieme mia cara polpettina, ci siamo sempre spinti avanti, sempre di più”
“E ancora abbiamo un mondo da esplorare cucciolotto, attendo con ansia e trepidazione il I Novembre* per quella cosuccia che ancora non abbiamo sperimentato”
“Tutto quello che vuoi pasticcino mio sai quanto ti amo e quanto ancora ti desidero…cuoricina mia dolce, vieni qua e baciami”
“Baciarti?! Mettere la mia bocca sulla tua e poi magari anche la lingua?! Sei scemo! … Ma che schifo!”

*Monumentofilia E’ l’attrazione sessuale per i monumenti funebri che combina esibizionismo, necrofilia e feticismo. Il soggetto si eccita guardando, toccando e tentando il rapporto sessuale con la statua.

