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“Se non le dispiace ripassiamo un po’ prima del mio intervento, ok? Allora farò un accenno al programma per la prevenzione dell’Aids nei paesi del terzo mondo. Parlerò poi del mio piano di sostegno alla ricerca scientifica, sostegno alle famiglie bisognose e in generale alle persone meno abbienti. Illustrerò quello che ho fatto per favorire l’inserimento dei bambini rom nelle scuole e degli adulti nel mondo del lavoro.”
“Dottoressa il filmato in cui lei è in Iranesia a sostenere la rivoluzione civile insorta contro Maleffhi lo mandiamo prima del suo spot a salvaguardia delle foreste pluviali Americazoiche o dopo quello in cui lei viene ritratta a medicare i lebbrosi sull’isola Dimentikhata Daddyo?”
“In ordine io metterei l’isola, l’Iranesia e da ultimo le foreste per sensibilizzare maggiormente i telespettatori alla tutela dell’ambiente, tema che purtroppo mi sembra meno sentito”“Dottoressa, prima di continuare devo farle assolutamente i miei complimenti, in questo studio ho avuto modo di avere numerosi ospiti, ma le giuro che nessuna persona è riuscita e riesce a fare tutte le cose che fa lei, figuriamoci un appartenente al mondo politico, la sua presenza nel suo partito è fondamentale. Ormai la gente è delusa, ma poter avere l’occasione di dimostrare la sua umanità darà sicuramente una nuova iniezione di fiducia al paese”
“La smetta con questi complimenti, mi mettono in imbrarazzo. Quello che faccio per me è istintivo, non posso lasciare ad altri la responsabilità delle pene del mondo. Credo che tutte le brave persone, avendone la possibilità, farebbero più o meno le stesse cose che faccio io … Piuttosto mi dica quanto tempo mi rimane per parlare del mio rapporto di mediatrice nel conflitto fra le due Ghoree e del mio appoggio economico alle operaie cassaintegrate della fabbrica di calze della Lonza di Smagliasco Marittimo?”“….dottoressa, non so come dirle, ma mi è appena arrivato un comunicato. Dalla regia mi dicono che sono riusciti ad avere un’intervista alla signora Kaung Ban Guu Kyir, sono trent’ anni che nessuno riesce ad avvicinarla, mi dicono che stata appena liberata e che la dittatura nel suo paese potrebbe finire da un momento all’altro, lei mi capisce, è un avvenimento storico importante, dovremo tagliare la sua intervista, questa è un’esclusiva mondiale, un’occasione…”“Cosa?! Volete togliermi lo spazio televisivo? A meee!!! E chi è ora questa sciacquetta di cui volete mandare il filmato a scapito del mazzo che mi sono fatta per apparire? Sono anni che mi faccio il culo in mezzo ai pezzenti, ho sopportato i climi peggiori del pianeta per farmi riprendere come paladina della difesa dell’ambiente. Ho speso una fortuna nelle spa poi per riavere un aspetto dignitoso. E ora voi volete dirmi che c’è chi ha diritto più di me alla notorietà?! Dopo che ho dovuto mettermi scarpe orribili per andare nelle foreste, ho dovuto respirare il puzzo delle fabbriche e i profumi da quattro soldi della marmaglia operaia … E’ ingiusto, voglio parlare con il produttore … ah mi sentirà! Eccome se mi sentirà!!!” -
Ode al tardone col riporto
celebriamo il maschio del viagra
colui che tenta sempre il rimorchio
e rimane con una consolazione magra
L’uomo finto giovinotto con il parrucchino
con la maglia attillata sul petto ormai cadente
con i jeans a vita bassa sotto il pancino
con l’espressione da squallido demente
Individui ingrifati nelle balere
con il fare da volpi consumate
si danno da fare nelle sere
a corteggiar le donne panterate
Quante belle tinture su quelle teste
improbabili colori su volti non più giovanili
loro che saltellano baldanzosi alle feste
e non si accorgono di quanto sian senili -
Le tardone vestite con l’animalier
non sono per gli occhi un bel vederSempre in tiro e scollacciate
finte giovani abbronzateSi son buttate tutte sul burlesque
per raccatar provano quest’escheSui tacchi si danno arie da pantere
anche se han passato tante primavereNon è per cattiveria, nemmeno io son bona
ho superato la quarantina, sono una tardona! -
“Imbecille, guarda dove stai andando! Sei un cane, girati! Te l’ordino! Torna indietro, non puoi farmi questo, tu sei il mio schiavo bastardo!Adesso vieni, su, vienii, vieniii, vieni a dritto. Devi obbedire senza fare storie! Ti obbligo a leccare tutto quello che trovi da qui all’obbiettivo che ci siamo prefissati. Devi solo assecondarmi, non hai scelta, io sono nata per comandarti e tu per obbedirmi. Vedi caro tu sei buono, sono io quella cattiva e di dico di metterti qua a destra.ORA! BASTARDO MUOVITI! Striscia sulla sinistra adesso, ti voglio UMILIATO! Cammina a quattro zampe…torna indietro DEVI TORNARE INDIETRO ANIMALE! Bravo bastardello che non sei altro, continua così, avanti, avanti … ancora così idiota che ci sei quasi. Su imbecille tira fuori la lingua che adesso ci siamo, sei vicino, non farmi arrabbiare…lo so che vuoi essere picchiato. Appena arrivi all’apice ti faccio sentire la mia frusta così godrai sentendo la mia forza su di te e mi farei godere vedendoti offeso. Ci siamo quasi cane, non ti distrarre, ora striscia qua a sinistra. Veloce, subito! Ci siamo devi farmi godere, manca poco, ci siamo quasi, siiiiiiii caneee siiiiiii cosiiiiiiiì piangi! Sei venuto grazie alla tua padrona, ora devi leccare me e la frusta. Sono nata per questo per dirti quello che devi fare bastardo, per portarti alle destinazione che desideri.”
Cazzo che figata! Questo nuovo modello di navigatore satellitare Mistress for You 960.00K è favoloso!
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Amo le scarpe delle donne
sia con i pantaloni che con le gonne
Siano nere o colorate
da educanda o panterate
altissime e vertiginose
o terra terra un po’ noiose
Sogno spesso davanti alle vetrine
immagino me bella su quelle scarpine
Ne vorrei tante, non mi bastano mai
voglio anche quelle che da bimba sognai
Ma poi penso che non è che esco molto
e non ho un fare così disinvolto
potrei cadere in un triste tranello
mentre alla coop io spingo il carrello
direi: “Che brutta cosa, che disdetta
aver camminato così di fretta
sul tacco dodici da me così ambito
ero si bella, ma mi son fratturata un dito!” -
Lui non mi sosteneva, non mi dava più conforto e me ne sono sbarazzata … che dovevo fare? Mi sentivo delusa, ingannata.Inizialmente si era venduto bene con quell’aspetto sobrio e elegante. Anche se da principio ero scettica decisi di ritentare, in fondo ne valeva la pena. Dovevo rimediare ai tanti errori del passato e credevo che quella fosse la scelta definitiva e giusta. Provai subito una sensazione di nuovo stando con lui. La prima volta che l’ho avuto su di me mi sentivo divinamente femmina. Anche la gente si accorgeva che in me c’era qualcosa di diverso, pareva che la sua presenza mi giovasse. Lo volevo con me continuamente, ma il tempo, soventemente, ostacolava il mio desiderio. Le porcherie della vita spesso ci costringevano alla separazione e mi capitò diverse volte di tradirlo, ma poi pentita tornavo sempre a cercarlo. Sentivo però che lui non era più lo stesso. Ormai non mi coinvolgeva più come un tempo, lo vedevo invecchiato e fuori forma.Pensare che si era presentato come un modello unico, uno di quelli che potevano accompagnarti per un tempo indefinito. Invece si riduceva sempre peggio e la sua ferrea anima, che inizialmente mi aveva sempre sorretto, era diventata debole e inconsistente.Una mattina, trovandomelo nuovamente fra i piedi, mi prese la rabbia e lo allontanai via da me, poi, con una cieca violenza, cominciai ad infierire su di lui e lo ridussi a pezzi. Godevo mentre lo finivo, non mi credevo certo capace di un’azione così efferata. I suoi resti erano sparsi ovunque, dovevo rimediare velocemente a quel putiferio. Come un automa mi misi a infilare i suoi resti in un sacco e ripulii la casa dalla sua presenza. Sbarazzarmi di lui fu più facile del previsto.
Adesso che tutto è passato sento di nuovo il vuoto di un esistenza priva del giusto sostentamento.Mi rimetterò a caccia e questa volta cercherò di non fallire, di non dar retta ai consigli di opportunisti che cercano solo facili guadagni. So’ che sarà dura, ma un giorno troverò il reggiseno che farà per me. -
La vidi una mattina come tante nel parco dove di solito andavo a correre. Era bellissima, ne rimasi incantato. Possedeva un aspetto aristocratico, aveva un corpo magnifico e una naturale eleganza. Fin dal primo istante mi resi conto che lei era di un’altra razza, difficilmente potevo sperare di accostarla. Eppure non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso. Volevo avvicinarmi a lei e con una banale scusa riuscii ad passarle accanto e a percepire il suo ammaliante odore. Ero pazzo di desiderio, dovevo averla in tutti i modi, sapevo che anche lei mi desiderava. ma che era trattenuta da una forza superiore che non la lasciava venire a me. Dovevamo escogitare un piano per trovare un momento solo nostro. Fu grazie alla distrazione di chi voleva avversare il nostro amore che lei riuscì a fuggire eludendo ogni ostacolo. In un attimo arrivammo dietro il boschetto e ci trovammo soli. Eravamo consci del pericolo che correvamo, ma eravamo entrambi in preda della nostra folle passione. Iniziai a leccarla ovunque, Il mio naso affondava nella sua natura di femmina per respirarne appieno l’odore. In un istante le fui sopra e comincia a cavalcarla come un animale. La sentivo gemere sotto di me e le venni dentro senza proferire parola. Non ci fu nemmeno il tempo di riprendere fiato, dopo quel sublime orgasmo, che lei fu richiamata al suo dovere e ci dovemmo salutare.Fu un estasiante momento di calore come mai avevo provato in vita mia.Ancora oggi, a distanza di molto tempo, mi capita spesso di pensare a questa avventura.A me è rimasto solo il ricordo, a lei qualcosa in più … i nostri cuccioli bastardi.

Camille Pissarro Pissarro Hyde Park Painting -
Io sono bono, me guardo a lo specchio e me dico: “Sei un figo da paura”. Me chiamo Edoardo Nista, Edo pe’ l’amichi. Io nun c’ho mai avuto bisogno de studià, de stamme arrabbattà. Co’ sti pettorali e sti becipidi ca m’aritrovo me se apreno tutte le porte. Mi padre era n’operaio, ma a me la fabbrica fa schifo, io c’ho le idee, o so che sfonnerò ner cinema o in televisione nu m’ emporta, l’importate è diventà famosi. Molti m’ariconoscono perché so stato ne la casa pe’ du settimane,ma no ne la casa circondariale, li ce sto stato 3 mesi da regazzino, io so stato ne a casa der grande fratello. Ho già avuto un sacco de contatti pe’ fa le reclame dei bru gins cor navigatore incorporato, veramente troppo da giusti. Poi sto a scrive la mia auto e bio grafia e devo fa quarche comparsata ner salotto de’ Paola e nella cucina d’Antonella. Che ce volete fa, co’ na testa e un fisico come er mio posso solo da fa er divo e so che presto me vedrete ne li film de li Vanzina. Le donne me cascheno a li piedi, so come un toro mecanico, le faccio sta in sella fino a che nun le finisco e cadono intontite. C’ho n’affare fra le gambe che pare de acciaio 18/10 e 18/10 nun se riferisce a la lega pe’ capisse. So er novo Van Damme, a me Stallone me fa na pippa, er modello mio è Svazzeneggher. Io nun so un tipo banale, io c’ho de le prospettive, l’ho sempre avute. Da regazzino ho spacciato pe potemme acchittà co li vestiti più fighi, nun ho mai lavorato un solo giorno in vita mia, io nun so come la maggior parte de’ li poveracci che paga le tasse se fa er mazzo pe du spicci . Li amichi me dicono che so’ un dritto, uno dar cervello fino, a me nun me se incula nessuno. spesso so io che je lo metto in quer posto all’altri. So’ riuscito a campa’ freganno la gente a destra e a manca. Quanno potevo truffà li vecchietti l’ho fatto. Nun c’ho peli su la lingua io, caso mai li lascio de li miei a quarche femmina che me fa li pompini. Io seguo solo li più forti, me piace la destra quella dei duri e puri come ai tempi de mi nonno, a me de tutte ste cose de la società nun me ne frega un cazzo. Io guardo solo a li soldi e a la figa. Io farò un sacco de quatrini, sarò famoso e se proprio proprio me andrà male con er cine e la tv, me butterò in politica, c’ho la forza nova e le idee giuste pe’ fa cariera.
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Una piccola ragazza aspettava l’autobus.Pioveva, il cielo era desolatamente grigio, le auto che passavano spruzzavano fanghiglia addosso alle persone. La piccola ragazza ascoltava musica dal suo lettore mp3 e sorrideva con gli occhi. Pareva estranea a quella calca che la soffocava nella nervosa attesa.L’autobus arrivò, lei salì e si strinse in un angolino in fondo, pigiata da energumeni stranieri e baldracche nostrane.Passavano i minuti, la strada era ancora lunga per arrivare a casa, ma lei non se ne preoccupava, aveva la testa persa nelle note e nei misteri della sua fantasia.Le persone sbuffavano e si muovevano impacciate alla ricerca di un posto a sedere o del modo di avvicinarsi alla porte di uscita.Una signora alzò la voce e accusò un ragazzo un po’ strano di averle toccato il sedere.Un altro, in quel caos, sfilava portafogli a profusione. Si potevano percepire odori umani terribili misti a cibi fritti, l’aria era irrespirabile e tutti avevano espressioni provate.La ragazza si teneva ben stretta il suo zaino e ballettava con la testa la sua impercepibile melodia.L’autista, frenando bruscamente, bestemmiava contro chi non sapeva guidare, contro i vigili che non c’erano sono mai, contro il traffico, la pioggia e i turni massacranti del suo lavoro.Qualcuno rispondeva rincarando la dose e un’altro signore cominciò a lamentarsi della gente che si lamentava.Salirono ancora individui, l’aria si faceva sempre più pesante. La ragazza cercava di sgattaiolare verso l’uscita, era difficilissimo penetrare quel muro umano. Le persone erano come saldate in scomode posizioni che non intendevano cambiare pur di far dispetto a chi cercava un piccolo varco. I lamenti di alcuni erano oppressivi, pareva impossibile sfondare quella barriera umana, ma la fanciulla riuscì a divincolarsi e con un balzo uscì dall’autobus.Un vecchio, che l’aveva osservata dall’inizio del viaggio, si accorse che lo zaino della ragazza era rimasto incastrato fra i pali di sostegno e le gambe di un paio di ragazzetti giganti. Cercò di richiamare l’attenzione battendo le mani sul vetro per farsi notare dalla ragazza. Lei si girò verso il signore, sorrise e salutò con la mano. Il vecchio si stupì di quel saluto, si stava chiedendo come mai la ragazza non fosse corsa a riprendere il suo zaino, quando ci fu quell’esplosione.
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“Bongiorno Sor Mario icchè gli do’ oggi?”
“Bongiorno Gino oggi c’avrei bisogno di du’ belle tettine sode sode visto che c’ho immi compare a desinare”
“Guardi come le sono queste, mature al punto giusto, una quarta piena piena, turgide che nemmeno, un affare Sor Mario la le prenda, la ci farà un figurone”“Belline le son belline, ma le mi sembrano un po’ care, quelle li dietro a quante tu me le metti?”
“Eh lei sì che la c’ha l’occhio lungo, queste le son tette di seconda scelta ma meravigliose, abbondanti e con du’ capezzoli che paion cesellati da i’ Cellini”
“La senta Gino, se gli piglio anche quei du’ cosci che me lo fa un prezzo bono?”
“Diamine, pe’ un cliente come lei ci mancherebb’ altro, se poi la mi piglia anche sto sederino la un se ne pentirà”“Si ma un vorrei esagerare, tette, cosci e culi… alla mia età…”
“Sor Mario la un si preoccupi e poi la si ricordi che oggi l’è tutto in offerta speciale, unn’è mica tutti i giorni la festa della donna!?”
http://napoli.repubblica.it/cronaca/2013/10/23/news/pubblicit_shock_a_capri_c_la_donna-prosciutto-69256329/

