Le Curvy sono tornate di moda ma attenzione vanno attentamente selezionate e abbinate ad accessori trendy. Melania è stata uccisa dal marito, Sarah dallo zio, dalla zia e dalla cugina, mentre su Yara stanno ancora scandagliando il DNA, ma non vi preoccupate ci terranno informati. La Lega vomita merda sulla costituzione e a farlo sono ministri della Repubblica. Mora chiude l’harem delle zoccolette, ha fatto bancarotta, ora tutte quelle poere fihe si sentiranno sperse senza il pappa per il papi, ma finché c’è Fede c’è esperanza d’escobar. La Rai sceglie di fallire, ma la colpa è dei comunisti e questo bambino che mi sono mangiata ieri sera non riesco ancora a digerirlo … s’invecchia e il guaio è che sono una sconsiderata con kg in eccesso, non mi faccio di botox e sono pure bassa! ♫♪♫ Oh amore mio sapessi com’è strano mentre siam disoccupati quelli pensano di trasferire i ministeri … a Milano. Perché Roma è ladrona e allora hanno il diritto di rubare anche loro perché se la legge è uguale per tutti c’è chi da noi è un po’ più uguale di tutti, cribbio! Meno male che abbiamo le foto della Minetti a Formentera mentre i dubbi ci assalgono riguardo alla Libia, Gheddafi si è un dittatore, ma bisogna pur fermare questa scocciatura dei migranti in mare, che poi approdano sulle spiagge a turbare la prova costume per cui molti si preparano, da mesi, con sacrifici, di cui “loro” non si rendono minimamente conto…E se poi si arenasse un cadavere? No meglio tenerli nel loro paese, a marcire nei centri o a morire per fame e per guerra, anzi meglio non rammentarli proprio, se non li nominiamo loro non esistono. La Grecia è in crisi ma anche noi c’abbiamo i cazzi nostri. P2, P3, P4 chi P ne ha P ne metta! Ora è tempo di leggerezza, di amori estivi fra vipponzi e le classi digerenti, ma se proprio proprio vengomo a galla altre rogne sono sempre pronti a distrarci ritirando fuori la Franzoni e Cogne.
-
-
Avrei voluto amarti
ma non volevo distrarti
dalle tue cose e dal tuo lavoro
chiamandoti continuamente “caro mio, tesoro”
Mi sono messa in disparte
dandomi anima e corpo all’arte
lasciandoti libero di continuare
aspettando il tuo tempo per potermi amare
Poi il tempo è passato
e non mi hai più chiamato
nell’arte io mi sono affermata
ma del tuo amore non mi sono scordata
Ora che sei qui presente
che mi vuoi col corpo e con la mente
ti confesso che ho poi speso il mio ardore
con Vincenzo De Prittis, dell’arte il mio professore -
“Immenso e rosso Sopra il Grand Palais Il sole d’inverno viene E se ne va”
sentire quelle parole dalla tua bocca mi fece andare il cuore in gola, non pensavo che molte persone conoscessero quella poesia di Jacques Prévert, figuriamoci se pensavo di sentirla da te. Ti ritenevo una persona inconsistente, la classica donna che si da’ all’arte per apparire diversa, emancipata. Ti avevo visto da lontano con quel vestito rosso, forse un po’ troppo vistoso, ma che ti stava divinamente sulla tua pelle bianca e i tuoi capelli neri. Non volevo fermarmi a sentire la classica pippa teatrale, non era nei miei programmi, ma fu proprio quel colore che portavi su di te con quella naturalezza ad attrarmi. Non mi piacevi, non amo le donne che si mettono in primo piano, le preferisco in disparte e leggermente dimesse. Per me le donne non dovrebbero mai portare colori troppo accesi, involgariscono. Ho sempre sostenuto che le donne che recitano o che cantano lo facciano quasi sempre per darsi delle arie, perché sono fallite in altri aspetti della loro misera esistenza e allora s’illudono di sentire il richiamo dell’arte vibrare nelle loro corde e spendono tempo in corsi, scuole per poi propinarci le loro lagne. Tu poi avevi anche una voce bruttina, sgraziata e che c’entrava con la poesia Dio solo lo sa. Ma non riuscivo a staccarti gli occhi di dosso. Ti guardavo quando con passo esitante ti dirigesti verso il microfono su quel palco improvvisato in quella piazzetta sotto il sole di Giugno e, nonostante il cicalio della folla cominciasti a leggere:
“Immenso e rosso
Sopra il Grand Palais
Il sole d’inverno viene
E se ne va
Come lui il mio cuore sparirà
E tutto il mio sangue se ne andrà
Se ne andrà in cerca di te
Amore mio
Bellezza mia
E ti ritroverà
Là dove tu sarai”
Recitavi accompagnata da un chitarrista noioso, troppo concentrato su se stesso, ma a te non interessava e non facevi neppure caso al rumore di chi passava accanto parlando ad alta voce come se tu non esistessi, come se il tuo spettacolo non esistesse. Ogni tanto sembrava che muovessi piccoli passi di danza, così, per far oscillare il rosso del tuo vestito. Non eri così superficiale come avevo creduto, ero stregato e rimasi in attesa della fine della tua performance per poterti avvicinare. Ricordo che provavo una certa emozione e mi sentivo spiazzato dalla tua presenza, ma non potevo farmi sentire insicuro, non io. Dovevo trovare il coraggio, ormai sapevo quello che volevo e sorridevo all’idea di quanto fossi stato stupido a immaginarti come una donna sciatta. Mi avvicinai a te e sfoderando il migliore dei sorrisi che potessi mostrare ti dissi soltanto: “Divinaaaa! Dio mio quel vestitoooo, lo voglio lo voglio e lo voglio!” -
Renato Renato Renato
il precariato tu hai colpito
Renato Renato Renato
senza il Berlusca non vivi più.
Renato Renato Renato
a risponder sei stato invitato
Renato Renato Renato
e ci hai coperto d’infamità.
Scommetto che nessuno è vile come te
però chissà perché dimostri rabbia a me
se tu ti dimettessi per decenza sì
io non sarei ridotta così.
Renato Renato Renato
così piccino e maleducato
Renato Renato Renato
in parlamento ti fai tuoi film.
Scommetto che nessuno dorme come te
però chissà perché te la rifai con me
se tu ti dimettessi per decenza sì
io non sarei ridotta così.
Renato Renato Renato
il dipendente tu hai stremato
Renato Renato Renato
vorrei vivessi d’instabilità.
Renato Renato Renato
le tue parole sul precariato
Renato Renato Renato
si ritorceranno tutte su di te
Renato Renato Renato
la gente onesta hai diffamato
Renato Renato Renato
il ben servito arriverà per te.
Renato Renato Renato
il modo stronzo in cui tu hai agito
Renato Renato Renato
la fine è prossima anche per te -
Sven si era stancato di ritrovarsela sempre davanti. Britta, per quanto si presentasse sempre bella e invitante, non lo soddisfaceva più. Pensare che era arrivata a casa sua solo da un paio di anni. Lui, inizialmente, se ne sentiva appagato, lei era alta slanciata, chiara e dalle forme invitanti. Sven la vide fra altre e volle farla sua in tutti i modi. Grazie al suo fascino, con un minimo di trattative la porto con sé. Arrivati a casa non volle perdere tempo e cominciò a toglierle tutto e, come un animale famelico, cominciò a montarla e finì solo quando, esausto, vide che lei era completamente esaudita. Passarono i giorni, l’inverno a Uppsala era buio e interminabile e benché Sven si pregiasse oltre la presenza di Britta, anche di quella di Helga, Ingegärd e Ulla, non si sentiva mai pienamente soddisfatto. Lui voleva essere il primo a prenderle e a farle sue, non aveva mai preso in considerazione di averne già pronte e ormai passate da mani altrui. Si eccitava solo nella conquista e raggiungeva l’estasi unicamente quando riusciva a portarle a casa e le lasciava spoglie, pronte ad essere unite grazie alle sue mani esperte e sapienti doti di amatore del genere. Sven era sposato con Rebecka da venti anni, si erano conosciuti da adolescenti e avevano condiviso le loro passioni. A loro piaceva fare l’amore sopra la fitta moquette rosa antico del loro salotto con in sottofondo il sax di Gato Barbieri. Lui era un vero stallone, alto, biondo e muscoloso, con mani forti che sapeva guidare sapientemente sul corpo di Rebecka, poi di Helga e le altre. Sue moglie lo lasciava fare e non per paura di perderlo, ma perché al principio anche lei si sentiva particolarmente eccitata nel vederlo all’opera con le altre presenze in quella casa. Solo che quell’ambiente ormai cominciava ad essere stretto per tutte e Rebecka era pur sempre la sua fedele compagna, la sua pazienza cominciava a cedere. Per cercare di comprendere quella febbrile ansia lei stessa aveva provato a mettersi nei panni di del marito. Si era recata nel solito posto in cui lui rimorchiava le altre e li intravide Hilda, bellissima e le sembrava perfetta per poter cominciare quella sua nuova avventura. Entrarono in casa mentre Sven era al lavoro e goffamente cominciò a toglierle tutto da dosso, poi se la ritrovò davanti nuda e impassibile. Provò, come aveva visto nei filmini di suo marito, a fare quelle mosse che credeva fossero giuste per soddisfare e completare la sua volontà. Ma, nonostante il tentativo si dovette arrendere e comprese che non poteva andare contro la sua natura. Mentre cercava di congedarsi da Hilda e nascondere le prove di quel randez-vouz, Sven rientrò improvvisamente in casa e la sorprese con l’attrezzo vibrante in mano e la faccia completamente rossa di vergogna. Hilda se ne stava distaccata in un angolo del salotto, Rebecka temeva l’ira del marito invece negli occhi di Sven riapparse quel lampo di eccitazione che non si vedeva ormai da troppo tempo. Si tolse velocemente il cappotto e, sotto gli occhi stupiti della moglie, prese l’attrezzo e si mise su di lei a montarla. Una volta raggiunto lo scopo pareva davvero esausto e appagato, ma all’improvviso si girò verso la moglie, che era rimasta immobile ad osservare la scena, e con tono severo le disse: “Cara, guai a te se andrai di nuovo a comprare una qualsiasi libreria all’Ikea senza il mio permesso!”
-
Il Tuttologo è un uomo umano di sesso etero maschile. Può avere diverse forme e dimensioni, spessissimo si accompagna ad occhiali, possibilmente spessi e vistosi, e ad un aria intelletual gastroenterica. Il Tuttologo si autoproclama uomo della provvidenza e sottolinea, senza modestia, quanto l’umanità dovrebbe essere grata per la sua esistenza. Qualsiasi argomentazione affrontiate il Tuttologo ha la risposta, mai richiesta, su tutto. Parlate di come cuocere i ceci, della teoria della relatività, alieni, mestruazioni e templari? Immancabilmente emergerà la voce stridente di questo individuo e dirà la sua riguardo a qualsiasi argomento. Avete deciso di mettervi a dieta, restaurare casa? Zac! Più veloce della luce il Tuttologo v’inchioderà per ore e ore con le sue argomentazioni che sarete obbligati a sentire e a mettere in pratica sotto la sua spietata sopravvisione. Generalmente in ogni famiglia vi è almeno un esemplare di questa razza umanoide, spesso è uno zio, spesso è singolo e, se sposato, è accompagnato da una martire depressa irreversibilmente. Il Tuttologo riesce ad invadere qualsiasi campo della vostra esistenza, ma è nei momenti di maggiore stress, come quando ad esempio affrontate una coda kilometrica alle poste, o in un altro ufficio della pubblica funzione, che lui emerge in tutta la sua essenza. Lo riconoscerete subito dal tono alto della sua voce e dal suo parlare del passato di come da lui si lavorava bene e se dipendesse da lui non ci sarebbero code e bla bla bla bla. La cosa terrificante del Tuttologo è che trova sempre qualche adepto a dargli man forte, allora il tuo triste supplizio per lui diventa la ghiotta occasione di poter finalmente realizzare il suo one man show. Il casino è che è impossibile evitarlo, questo essere soffre se non dice la sua su qualsiasi cosa. C’è un tuttologo sul lavoro, quando vai a fare spese, se vai ad un concerto o al cinema o se conosci una nuova compagnia di amici lui ci sarà mescolato tra loro. La cosa è inquietante perché sembrano clonati anche se possono essere di diverse razze, religioni e orientamenti politici.
Il Tuttologo come la femmina di tipo MG è deleterio, loro rappresentano uno dei cancri inestirpabili della società, c’è solo da sperare di sopravvivergli.
Si possono, però, tentare di combattere gli effetti collaterali: con la meditazione Zen, un’improvvisa sordità, lo scoprirsi inaspettatamente straniero in casa propria, ma sono tutti rimedi che lasciano il tempo che trovano. In India una setta di anacoreti, da migliaia di anni cerca di trovare, attraverso forme di tecnica ascetica, una soluzione che possa limitare i danni, molti sono morti in questa ricerca, ma alcuni continuano … forse un giorno … -
Ho visto in centro una bellissima borsetta
per ottenerla basterebbe una spagnoletta
Potrei fare un lavoro preciso di finitura
per pagarmi questa nuova una nuova pettinatura
Avrei bisogno anche di una macchina nuova
per far questo bisogna che il culo io muova
Devo fare un pompino al chirurgo estetico
per rimediar al mio seno un po’ patetico
E per rinnovare la casa e il mio abbigliamento
di servizietti me ne basterebbero meno di cento
Non ho problemi a ottenere ciò che voglio
e dei ben pensanti se ne fotte il mio orgoglio
Non ho bisogno di studiare per far carriera
basta che usi la mia dote con o senza giarrettiera
Trovo patetico chi pensa ancor alla meritocrazia
l’impegno e il talento, di questi tempi, sono un’idiozia
Conosco il prezzo del successo e della mia felicità
e l’otterrò sudando, finché la mia topa qualcuno gradirà -
“Dicesi pissera con valutazione negativa, la donna mediocre di ogni età, sposata o nubile, di solito non molto dotata fisicamente, la quale, aspirando ad essere considerata brava, s’impone comportamenti, modi, abbigliamento, scelte particolari, e si presenta come modello di virtù femminili, che possiede però solo in parte limitata. Allo stesso modo si conforma ai difetti apprezzati dalla società, della quale assume i gusti, esaltandoli nella mediocrità e combinandoli sapientemente” Postfazione di Carlo Lapucci del volumetto “La Pissera” di Rosaria Lo Russo, Maria Pia Moschini e Liliana Ugolini (Edizioni Ripostes)
Per quanto questa parola sia usata solo nella provincia fiorentina “La Pissera” è l’ennesima piaga che investe l’intero pianeta e temo anche altri pianeti compresi quelli degli universi paralleli, obliqui e perpendicolari. Possiamo definire questa tipologia di femmina umana una MG sprovvista d’intelligenza. Fisicamente non bella, né brutta, non presenta nessuna caratteristica che la possa rendere particolarmente unica o attraente. La sua personalità somiglia a quella di un’ameba ma con meno brio. Se le si chiede una qualsiasi opinione su qualsiasi argomento la Pissera non è capace di esporre alcun ragionamento che preveda una sua benché minima presa di posizione. Tale donna è ovviamente priva di senso dell’umorismo, ma nonostante tutto, ride alla minima occasione. Lei aspira ad essere interessante, per questo infarcisce la sua misera esistenza con fiocchini, cuoricini, fiorellini e altre leziosità. Se iscritta a facebook è facilmente individuabili come postatrice compulsiva di link adolescenziali sia che abbia 15, 20, 30, 40, 50 o 60 anni. La Pissera è senza tempo, potrebbe apparire come essere angelico, puro, una buona, in realtà si muove spinta da invidia per chiunque riesca ad avere ½ neurone più funzionante del suo. Come scrive Lapucci, ella si presenta come modello di virtù, è la brava madre della famiglia cuore, è la vice cheerleader, e la compagna di scuola né brava né cattiva, ma che con il suo “non dare mai fastidio” se la sfanga sempre con i professori. E’ la compagna ideale del Tuttologo, ha una casa sempre in ordine, macchina pulita e infarcita di peluche e cd di Laura Pausini. Seppur laureata la sua cultura rimane ai livelli della rivista Intimità e del forum alfemminile.com. Non mostra ambizioni anche se nel suo profondo sogna in realtà di essere presa da mandinghi corredati d’inusitata dotazione sessuale. Non ha ideali, passa per una brava persona, ma non partecipa mai attivamente alla lotta per la giustizia sociale. Non si altera, non s’infervora, vive in una realtà tutta sua e non capisce come le persone possono essere diverse dagli standard che lei riconosce come giusti e indiscutibili. La pissera vive in mezzo a noi e purtroppo, per quanto possiamo confidare nelle nuove scoperte riguardo alla genetica, al momento non è stato trovato alcun rimedio per sopprimere questo abominevole flagello naturale. Anche per questa ragione si stanno costituendo in moltissime parti del pianeta gruppi segreti di auto/aiuto e speriamo che nessuna di loro riesca ad infiltrarsi anche in questi luoghi, questa è la nostra ultima e, al momento unica, speranza.
-
Sakura Yamatoshi decise che per i suoi 18 anni si sarebbe sentita libera di poter fare finalmente quello che desiderava. Per mesi entrava da MediaWorld senza mai comprare niente, senza mai chiedergli niente, ma solo per guardarlo. La sera, quando era sola nella sua stanza, sopra il suo letto pensava a lui Katsumi Tobayashi, quel giovane commesso che una volta le aveva sorriso. Sakura era timida, diventava rossa anche solo a pensarlo, ma non poteva farne a meno e quando lo faceva i suoi seni sembravano diventare ancora più enormi e i suoi capezzoli ancora più turgidi. Le sue dita sfioravano la sua natura e un fluido caldo d’inaudito desiderio le scorreva lungo le sue gambe. Sakura voleva averlo, ormai era una tortura ed era decisa a vincere la sua timidezza. Il giorno del suo compleanno indossò la divisa scolastica di un paio di anni prima, le sue tette quasi sembrava volessero scoppiare in quella camicetta così stretta, lasciò diversi bottoni aperti in modo che si vedesse il suo casto reggiseno bianco di cotone. La gonna a pieghe era ormai cortissima e oltre alle sue gambe slanciate si vedevano gli slip di Hello Kitty. Entro spavalda nel centro commerciale, la sua bellezza non passava di certo inosservata, uomini e donne parevano eccitarsi nel vedere quel corpo incredibilmente sensuale e quel viso quasi da bambina con quegli enormi occhi neri. Entrò da MediaWorld. Negli amplificatori sparavano le meravigliose note di Riccardo Fogli, lei lo prese come un segno del destino, pensò che se Riccardo Fogli trovò il coraggio di lasciare i Pooh lei poteva trovare il modo per avvicinarsi a Katsumi. Proprio quando dagli altoparlanti uscivano le immortali parole “ed è malinconia, ed è periferia” Sakura rivolse il suo sguardo al ragazzo, febbricitante di eccitazione e rossa in volto con voce tremante gli disse: “ Ciao, scusami … io sto cercando un lettore mp3 e mi chiedevo ..” Lui le fece un sorriso che le aprì il cuore, la guardò negli occhi e le disse che l’aveva notata, che erano giorni che la vedeva entrare li dentro, girellare e non comprare mai niente. Il cuore della ragazza batteva all’impazzata, le gambe le tremavano e si sentiva incredibilmente bagnata. Katsumi la prese per mano e le disse che non c’era bisogno di parlare, che dai suoi sguardi aveva capito quello che lei voleva, che aveva qualcosa di fantastico da mostrarle e la portò in un posto riservato. Sakura pensò che finalmente avrebbe esaudito il suo sogno. Il ragazzo le chiese di tenere gli occhi chiusi e le disse che le avrebbe mostrato qualcosa che voleva condividere solo con lei e che era eccitatissimo che fosse arrivato quel momento. La ragazza stava diventando folle di desiderio e si sentiva pronta a tutto quando lui le mise in mano un qualcosa e le disse: “Lo senti com’è piacevole al tatto? Così liscio, ora apri gli occhi, lo vedi com’è lucido? E’ arrivato oggi, è il nuovo digital music player Transhend MP369 dispone di un display OLED, integra un’interfaccia molto intuitiva che permette di accedere alle funzioni in maniera semplice e veloce ed è dotato di alcune funzioni interessanti come line-in, che permette al lettore di registrare la musica da una sorgente esterna, la funzione sing-along che sincronizza i testi delle canzoni, e l’A-B repeat e la regolazione della velocità di riproduzione. Fra quindici giorni lo metteremo in vendita e non sto più nella pelle, ce la farai ad aspettare così tanto?”
-
Come se al nostro povero pianeta non bastassero le tante testa di minchia che imperano in ogni continente, l’inquinamento, le Paris Hilton e le Marie De Filippi, le mucche pazze sodomizzate da uccelli con l’aviaria, le pecore Dolly arrotolate con suini nelle feci ricche di Escherichia Coli, mi ritrovo oggi a parlare dell’ennesima piaga che affligge la società in cui viviamo: gli Emo Derivati. Avevo già accennato a loro recentemente nella mia composizione: Ode all’Odio n° 2 . Questa terribile mutazione umanoide potrei definirla come una variante depressa dei Bimbominkia, ma questo fenomeno, purtroppo, non è solo relegato all’età giovanile.Infatti sono ben visibili a tutti fenomeni che vedono orde di Tardone in preda ad eterne crisi adolescenziali e numerosi corrispondenti maschili che si reinventano Poeti Maledetti. Vi confesso che una delle cose che mi turba maggiormente è che questi loschi figuri raccolgono spesso un certo numero di adepti al loro seguito, ma è un fenomeno troppo inquietante di cui al momento non mi sento di affrontare. Questi mostri dei nostri tempi sono riconoscibili poiché afflitti sconfinatamente da saudade che dona ai loro visi la classica espressione a “dolor di corpo”. Altra caratteristica è il loro totale disinteresse verso le cose buone del mondo come il cibo e gli episodi di Will & Grace. E’ molto probabile che gli Emo Derivati siano un terribile esperimento genetico che vede l’incrocio fra due delle specie più minacciose del pianeta: le femmine di tipo MG e i Tuttologi. Infatti, come le MG, si sentono superiori alla comune razza umana e come i Tuttologi pretendono, con quelle scarsissime nozioni che hanno, di aver compreso tutti i fenomeni di questo universo e di quelli paralleli. Questa terribile alterazione della specie mostra un completo disinteresse verso le questioni mondane tipo lo studio e il lavoro. Mediamente vengono generate da persone abbienti e sembrano essere iscritte ad università la cui antichità supera spesso di gran lunga la Scuola Medica Salernitana. Questi orripilanti ceffi dispongono di un’infinità di tempo libero che sfruttano per dedicarsi alle svariate forme d’arte a cui sentono di essere misticamente richiamati. La prima su tutte è la nobile arte della scrittura, infatti gli Emo Derivati sono quasi tutti Bloggers, a detta loro, in procinto di pubblicare un libro con una grossa casa editrice. Ma l’apice della loro creatività esplode nei Social Network come Facebook. In questi luoghi loro sfornano migliaia di pagine inneggianti al loro malessere interiore, dove si schifano del mondo che li circonda usando in modo creativo i congiuntivi, e in generale, l’italico linguaggio* Nei loro deliri letterali spesso fanno riferimento alla morte come la massima ambizione del loro percorso in questa esistenza, ma purtroppo questo è solo un atteggiamento formale. Piuttosto che sparire magnificando la loro massima aspirazione questi si moltiplicano più degli Zombies in un film di Romero e, purtroppo, non sembra che sia possibile alcun vaccino o rimedio di altro tipo per estinguerli dalla faccia della terra.
* suggerisco questa pagina che raccoglie fra le migliore perle di questi assassini della letteratura: http://www.facebook.com/pages/Bestiario-barbaro/138612106199333

