di Sabrina Ancarola
Faccio cose perché sono inquieta, scrivo perché, dare una forma alla mia inquietudine, a volte è divertente. Sono cantante, presentatrice, scrittrice e autrice di pièce teatrali e cene con delitto. Non so cosa mi riesce peggio, ma mi ostino perché mi piace ballare pur non sapendo affatto ballare.

  • “Quanto vuoi?”

    “50 in macchina, 100 a casa mia”

    “Per venire a casa mia quanto prendi?”

    “Non vado in casa dei nuovi clienti”

    “Come vuoi, facciamo da te … ma tu fai proprio tutto?”

    “Tutto no, non bacio e non ti chiamo amore”

    “Me lo prenderesti in bocca?”

    “Ho detto tutto, che sei imbecille!?”

    “Rapporti anali?”

    “Ho le ragadi”

    “Allora se non puoi fare quello mi fai uno sconticino?”

    “Ah’ Bello! Senti vedi darti una mossa che con te sto a perdere un sacco di tempo e denaro!”

    “Scusa è che io non  vado mai a put.. scusami intendevo sesso a pagamento, non volevo offenderti, anzi se ti do un ventino in più posso chiamarti puttana?”

    “Chiamami come vuoi ma deciditi, vieni da me o salgo in macchina?”

    “Aspetta parliamo un po’ dai, ti anticipo cinquanta euro..tu di che segno sei?”

    “Del  Toro carino, vuoi sapere  anche quali sono i miei hobbies?”

    “Si dai, io amo andare a pesca, tu?”

    “Io faccio la calza, ma dai … scusa ma tu che ci sei venuto a fare qui stasera per chiavare o no?”

    “Perdonami,  non sono abituato a questo genere di cose, mi sento solo, non mi va  se non facciamo prima due chiacchiere”

    “No via, è che è stata una serata pazzesca fin’ora, facciamo con  calma se è così che preferisci, ok?”

    “Grazie, sei molto carina, posso sapere il tuo nome?”

    “Qua mi chiamano tutti Kate, ma in realtà mi chiamo Carmelina”

    “E’ un bel nome il tuo, amo il  sud e le donne mediterranee come te, io sono Marco”

    “Marco è un piacere, ma devi capire che io  sono qua per lavorare, quindi  deciditi, o scopiamo o no, dovresti pagare”

    “Su Carmelina, non vedi che bella serata che è, quante stelle ci sono e che aria splendida, questa brezza che ci accarezza, l’odore dei gelsomini, l’estate che sta arrivando …”

    “Marco ma non volevi un pompino o mettermelo in culo?”

    “Carmelina anche se è il tuo lavoro  io  vedo te come una donna, una donna molto bella e sicuramente sensibile … hai  degli occhi stupendi”

    “Sei gentile, senti ti rendo i soldi che mi hai anticipato..non me la sento”

    “Vedi che donna che sei? Io  lo sento che sei sensibile e quando sorridi sei veramente speciale”

    “Nessuno mi dice mai queste cose …”

    “Forse la  gente è abituata a prendere a comprare e non sa apprezzare la bellezza”

    “Mi fai arrossire”

    “Ti dirò … sei ancor più bella quando arrossisci”

    “Marco,  stai trasformando questa in una bella serata, perché non sali a casa mia?”

    “Carmelina si sta facendo tardi, io verrei ma rischio di ritardare al lavoro”

    “Dai parliamo ancora, sei stato così  carino con me”

    “Ti ho già fatto perdere un sacco di tempo, io qua  se non lavoro perdo denaro, mi dispiace sei bellissima, starei a guardarti e a parlare con te per ore”

    “Su, sali su da me, i soldi per me non sono un problema, se  non ti offendi posso  darteli io”

    “Sarebbe un gesto  davvero nobilissimo il tuo, degno di una principessa quale tu sei … cedo, a questo punto voglio solo abbandonarmi nel tuo sguardo, ma, per quanto sia brutto parlarne ora avrei  bisogno  del denaro”

    “Tutto quello che desideri caro, voglio vivere ancora questo sogno, quanto vuoi?”

    “50 in macchina, 100 in  casa tua, faccio tutto … ma proprio tutto”

  • … Mi ha chiesto se potevo tradurre il suo manoscritto in polacco e io l’ho fatto … certo mica potevo dirgli che il polacco non lo so, che figura ci avrei fatto? Ho contattato il consolato e ho trovato una traduttrice, mi è costato un bel po’ ma almeno gli ho risparmiato la fatica …  Si Patrizia, sono stata da lui  ieri pomeriggio …  poverino,  aveva tutte quelle camicie da lavare e  stirare, come fa a fare tutto da solo?  … Lo so, la mia macchina è da tre mesi che gliel’ho prestata, ma la sua  consuma troppo, mi dispiace che butti  via i suoi soldi in benzina, io  posso fare gli straordinari, sono una privilegiata è bene che sfrutti la mia fortuna per le persone a cui voglio bene, non ti pare? … Stamani?  Si,  ho pulito la sua casa, cambiato le lenzuola … ho pure  buttato via quei palloncini appiccicaticci sotto il letto … saranno stati sicuramente i suoi nipotini che gli combinano sempre un bel casino   … Che dici cara, se usciamo stasera? No proprio non posso, sai devo finire di fare la conserva, lui odia la salsa  confezionata … ha  una specie d’intolleranza e  ho solo tempo  stanotte per finire che poi domattina devo correre in pasticceria a compragli la brioche quando si sveglia. … Mi hai chiesto perché non dormo da lui? Semplice, mica posso  disturbarlo!  Lui ha un sonno  così leggero che rischierei di svegliarlo al minimo rumore … Noo, mica russo io! Non ti ricordi che per questo sono stata sotto osservazione alla clinica del sonno?  … Si non mi trovarono niente e che se mi giro poi nel letto mica lo faccio apposta … ecco  non lo voglio infastidire.  … Domani che faccio?  Ovviamente domani  devo cucinargli il pranzo, ha ospiti speciali … no mica voglio sapere chi sono questi … non voglio dare l’impressione di essere  troppo invadente, me l’ha chiesto per  favore, come facevo a rifiutare?  Lui deve fare bella figura e non può mica rischiare. Saranno ospiti sicuramente importanti  per il suo lavoro. …  Siii, lui lavora, o meglio ancora non guadagna, ma guarda che ho letto il suo libro è interessantissimo, illuminante.. forse ci ho capito poco in effetti, ho dovuto bermi litrate di caffè per non addormentarmi  … ma la sua analisi sulla psiche sostanziale dei fagiani selvaggi, che un tempo  abitavano sull’isola d’Elba, e il loro rapporto con l’uomo,. nell’esistenzialismo, suffragato da testimonianze degli spiriti  isolani dall’aldilà, è un vero capolavoro della letteratura moderna … guarda  cara a breve ne parleranno tutti e per quello lo stiamo … si ok lo “sto” facendo  tradurre in tutte le principali lingue europee.   …  Patrizia che dici? Che l’hai visto l’altro giorno al ristorante con una tipa? Si dai è normale che frequenti anche altre, perché ti scandalizzi? Si siamo una coppia aperta. Lui ha bisogno dei suoi spazi, di farsi esperienze anche con altre donne … Io? Io non me la sento cara, non avrei il tempo e poi lo sai che  non  riesco proprio a trovare uomini alla sua altezza.  ..Sabato? No, non dovrei avere impegni, ma non posso assicurarti niente, devo sentire com’è messo lui … macché dici?  Nooo, figurati se usciamo insieme,  il nostro amore lo vogliamo tenere  chiuso fra le nostre mura, sai i rapporti così speciali alla luce del sole potrebbero suscitare  troppe invidie … si è lui che lo dice, non lo trovi di una saggezza sconvolgente?! Ripensandoci  forse dovrei rimbiancargli il salotto, mi dice che solo io so ottenere  quell’effetto spugnato che lui adora … Ok se  ce la faccio a finire i lavori in temo ci sentiamo per sabato? Va bene? A presto cara, buona serata anche a te.
    Certo le amiche single che  si attaccano al telefono  e tutte le volte  vogliono farti uscire con loro sono una bella palla … Poverina Patrizia, capisco che è sola, mica tutte possono essere fortunate come me?!
  • Guarda cara lo faccio per il tuo bene se ti dico che lui non è adatto a te, che forse lui è troppo bello e tu  sei decisamente  una tipa ordinaria. Sai che ti voglio bene e  a te ci tengo, quindi voglio ricordarti che con qualche chilo di meno staresti meglio, anche se sull’altezza ci possiamo fare poco e con il tuo stile  camminare sui tacchi ti da’ un aria troppo  ridicola. Insomma,  le amiche sono sincere e io, proprio perché a te ci tengo moltissimo devo assolutamente dirti che  quel pellicciotto che ti sei comprata  ti fa sembrare Napo Orso Capo. A proposito, non pensi che sia meglio metterti una parrucca? No dico perché i tuoi capelli sono senza rimedio e nonostante  ti abbia sempre consigliato i migliori parrucchieri vedo che con te non sono riusciti a fare miracoli. Anche la tua casa  fa abbastanza schifo e devo proprio dirtelo. Possibile che in tanti anni che ci conosciamo non sei riuscita ad affinare minimante i tuoi gusti? Quel sofà … cribbio! Ha un colore allucinante, che c’entrano quei cuscini poi lo sai solo tu. Sai che la gente  è falsa e meschina e non dice mai quello che pensa, meno male che hai un’amica come me, non sai quanto sei fortunata.  Volevo  dirti che mentre eri in bagno ho dato un occhiata al tuo frigo e ho visto un sacco di schifezze, pensi di continuare così a lungo? Vuoi morire a causa della glicemia e del colesterolo? Meno male che ho buttato tutto al cassonetto.  Ma non ti vuoi un po’ di bene? Ho anche risposto al telefono… si era lui. Gli ho detto che tu non hai nessunissima  intenzione di vederlo, lui si era messo quasi a piangere, ma sono stata risoluta e ho fatto bene, altrimenti  avrebbe insistito e tu ci saresti    rifinita a letto insieme. Ma lui è  troppo intelligente per meritarti, è  colto, un gran gnoccone …alla fine ti saresti sentita frustrata al suo fianco. Mi è toccato invitarlo a cena a casa mia per   vedere se si calmava un po’,  mi dispiaceva che tu soffrissi a causa della sua sofferenza, capisci perché l’ho fatto?  Se poi mi toccherà anche portarmelo a letto è un sacrificio che per te amica cara farò. Per fortuna ci conosciamo da anni e ti ho sempre salvato dai tuoi disastri sentimentali, ricordi Franco?  Si  poi mi è toccato starci per un paio di anni, ma almeno  ti ho salvata da quel dotatissimo stallone.  Ma torniamo a noi,  la tua cellulite come va? Pensi di andare al mare questa estate? No perché se io fossi in te eviterei, sei inguardabile, sai quanti ti prenderebbero in giro sulla spiaggia? Fossi in te me ne andrei alle terme così  ti fai fare un po’ di massaggi, bevi tanta acqua, ti depuri e stai in compagnia di persone anziane che tanto possono arricchirti grazie alla loro  esperienza.    … Oddio mi stavo quasi  scordando cara e vedo che   sei quasi pronta per uscire … sai Giulio, quel tipo che viene in palestra con noi e che ti sembrava ti facesse gli occhi dolci? Ecco, stasera vado a cena con lui, voleva che venissi anche tu, ma ho pensato che non era il caso di dirtelo visto che ci tenevi tanto ad andare a teatro stasera.  Senti prendo anche la tua auto perché  sono a corto di benzina e rischio di fare in ritardo, non  è un problema vero? Tanto so che ti divertirai allo spettacolo dei mimi russi sulla depressione e il suicidio ai tempi dei gulag.  L’auto non te la posso portare domani perché vado in piscina e tu certo preferisci stare a casa con il fisico  che ti ritrovi.   Cara ti voglio  proprio tanto bene e giuro che per il tuo compleanno ti regalerò quella guaina che, forse,  appiattirà  il tuo bel  pancione.  Ora scappo altrimenti Giulio potrebbe pensare male, mi raccomando cara: divertiti!Tesoro,  perché  quella faccia?  Lo sai quanto ti voglio bene!

  • “Siamo pronti? Dov’è la modella? Cazzo dov’è!?  ..ah è ancora al trucco? Ma almeno si è vestita? Ancora no?! Non è possibile lavorare  in queste condizioni! Su portatele quel tanga leopardato! Nooo, non  le culotte, ho detto tanga cazzo! Ma la conoscete la differenza? Siete proprio ignoranti! Ok è vestita (si fa per dire), ma  il trucco non va bene, il rossetto avevo detto che lo volevo rosso aggressivo e poi non l’avete ancora unta. Voglio la sua pelle lucidissima! Lei è la nostra sirena, il suo richiamo dev’essere irresistibile, deve far venire la voglia di acquistare il prodotto, la voglio più arrapante che mai, deve far scoppiare i pantaloni cazzo! Si, così, zoccola ma non troppo, non possiamo esagerare.  Dobbiamo comunicare l’idea che dell’articolo  non si può fare a meno, che se una figa  ce l’ha e  tu non te lo compri,  sei uno sfigato. Le luci sono pronte? Via veloci, il letto è sistemato? Bene.  Voglio la ragazza su quel letto. Ci siamo? (Come si chiama la tipa?  Clarissa? Ahahah mi pare azzeccatissimo)

    Clarissa avvicinati al letto e ripassiamo la posizione  che è la cosa più importante,  ok?  Mettiti prona … non a pecorina, ho detto prona! (andiamo bene …) Si così è ok, ma non metterti troppo distesa. Adesso prendi il libro e tirati un po’ su. Noooooooo! (oggi mi faranno scoppiare il fegato, lo sento!) Non devi  tenerlo in questa posizione, altrimenti non ti si vedono le tette, ma che cazzo ti abbiamo messo quel mini reggiseno a fare secondo te?! DEVI SEDURRE! Dai che ho letto il tuo curriculum, ho visionato i tuoi lavori e so quanto puoi essere brava, capisci? Altrimenti non lavoreresti con me. Ecco brava, la posizione è  perfetta,  tirati indietro i capelli, dobbiamo far vedere più pelle possibile. Bene, così per ora.   Ci siamo, bene partiamo con la musica. Si  perfetta! (questa versione di I see the light di Papetti è una vera cannonata). Bene, riguardiamo il tutto: parte la musica di sottofondo, lei si avvicina al letto, ma è tormentata, ha caldo, troppo caldo, si passa un cubetto di ghiaccio sul collo e sui capezzoli ma non trova pace. Si alza,  apre la finestra, e a quel punto  la camera zoomma  per pochi istanti sul suo sedere e poi  percorre velocemente il  suo corpo sudato. Clarissa torna a letto, si guarda intorno con l’aria imbronciata, poi  da’ un occhiata sul comodino e prende  la rivista. Si mette nella posizione, si tira indietro i capelli, lo sguardo diventa luminoso, sorride è dice la battuta.  Io direi che possiamo  cominciare a girare a questo punto.  Pronti?”
    Ciak True Edition  prima!
    “Bene ragazzi, ecco Clarissa avvicinati lentamente al letto … ecco brava stirati un po’… sdraiati, prendi il cubetto di ghiaccio, strofinatelo addosso delicatamente e tu zoomma sulle goccioline … benissimo! Adesso rigirati un paio di volte … ora alzati, vai alla finestra e voi andate e  con l’effetto vento.  Torna a letto  con l’aria di chi non trova pace  (devo ammettere che questa Clarissa è una grandissima attrice)  Alla grande così!  Guarda il comodino,  fai la faccia  curiosa … si  così. Prendi il fascicolo, osservalo e adesso mettiti in posizione. Ci siamo, è il momento di dire la battuta.”
    Uhm, leggere la nuovissima versione della  Bibbia con i testi originali e con le miniature dei frati carmelitani scalzati  è  un vero conforto.  Rinfresca il mio spirito,  consola  il mio corpo e la mia  mente
    “Ottimo, adesso la voce fuori  campo”
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  • “Su dai ti prego non fare così, lo sai che lo voglio e lo voglio tutto, tutto per me, siiiiiii lo soo, lo soo sono avida, ma ho bisogno di soddisfazioni che solo  questo  mi può  dare.  Vuoi che diventi cattiva? Sii, lo sai che so farlo bene.  Te l’ordino! Devi  farlo!  … Che c’è? Non ti piaccio cattivona?  Voi essere tu crudele? Sii, mi piace quando sei così  dominatore, ma sappi che finché non sarò accontentata  ti darò il tormento. Suuu daaii, io lo so che lo voglio troppo spesso,  si, T_U_T_T_O  e lo voglio  gestire io a modo mio, daaii.  Vuoi che mi metta ginocchio? Così? Uhm ti piace eh? Certo sei un gran farabutto, ma faccio tutto quello che vuoi, lo sai, siii.  Ti piace vedermi così  vero?  Ma sono sempre io, la tua miciona, che gestisco il gioco.  Daai non fare il prezioso, lo sai che quando ho certi  desideri voglio solo essere appagata.  Uhm se mi fai gioire  io poi posso essere generosa anche con te, dammelo ti prego, dammelo come vuoi ma  lo voglio,  siii,  tantoo , siii.  Dai che ci sei vicino, uhm ho già certe ideucce che potresti  apprezzare anche tu. Nooo, nooo,   sai quanto ne ho bisogno ora.  Dai tiralo fuori lo voglio prendere siii, noooooo, nooo,  non devi fare il tiranno.  Ti piace  farmi soffrire fino a questo punto?  Vuoi che ti chiami bastardo? Tutto quello che vuoi, ma dammelo, fammi felice.  Dai allunga la mano, sii, lì bravo, sii esattamente lì. Noooooo a che gioco vuoi giocare?  Voi vedermi scoppiare di desideri, suu, non resistoo, sai che se tu non me lo dai lo vengo a prendere io, e posso farlo quando meno te l’aspetti, anche di notte quando  vorresti riposare. Buono tesoro, sii, bravo, riparti con la mano, ma non troppo lentamente che così mi fai morire, sii ecco ci siamo ci siamo, ci siamooo. Siii, aaahhh,  lo volevoo tanto, siii, grazie, come sei fantastico, sai che ti adoro quando fai il bravo bambino con me.”
    “Clara ma è sempre così quando devi chiedere il libretto degli  assegni a tuo marito?”

  • Possibile che tu sia diventato così impassibile?  A te tutto ti scorre addosso e niente ti tocca. Te ne stai in silenzio e non fai  una piega. Non ti accorgi di niente, ormai sei indifferente a tutto. Ti amavo ma adesso non ti sopporto più.  Sono ore che te ne stai sul divano fissando la televisione e non mi rispondi, che devo fare? Datti una mossa! Io non sono la tua serva, non mi va più di sobbarcarmi dei lavori di casa e occuparmi di tutto. Non sei andato a lavorare nemmeno oggi, pensi di continuare così a lungo? Guarda che non ho nessuna intenzione di camparti e se vuoi mangiare ti arrangi da solo! Lo so che mi senti, pensi che rimanendo in silenzio io prima  o poi mi calmi?  Non funziona più caro, non funziona più. Guarda bello l’amore è passato e adesso  mi sono proprio stufata, vedi di fare qualcosa altrimenti non rispondo delle mie azioni. Allora? Quanto vuoi andare avanti in questo modo? E’ finita per me, e lo è da un pezzo. Ormai non mi fai più tenerezza e i  timidi, come te,  non mi fregheranno più!  Fino a poco tempo fa  pensavo di capire  quello che avevi in testa e all’inizio il tuo fascino introspettivo mi  aveva ingannata. Ero certa  che tu fossi una persona profonda, un uomo sensibile. Credevo  che questo fosse l’atteggiamento di chi si prende  cura degli altri con delicatezza, di  chi non vuole interferire nella vita altrui per rispetto. Ma guardati adesso…fai schifo, sono giorni che nemmeno ti lavi.  C’è stata una fase in cui   percepivo la tua esistenza e in qualche modo ti davi da fare,  adesso non fai assolutamente nulla. Sono ore che ti parlo e tu zero. Cosa  devo capire? Che preferisci i plastici di Vespa a questa casa?  Che sei affascinato più dai reality che alla vita vera? Che sei più interessato a Maria De Filippi che a me? Sai me n’ero accorta che avevi certe tendenze, infatti  non mi scopi da un bel pezzo.  Non mi guardi più, non mi consideri minimamente, sei cattivo.  Non vedi che sto piangendo? Non ti colpisce minimamente la mia disperazione?  Non ti facevo così cinico e glaciale. Io sono disperata, parlami ti prego! Almeno fai un cenno, alzati vai via sbattendo la porta ma fai qualcosa! Preferisco essere trattata male piuttosto che  questa tua indifferenza.  Non eri così, che ti è successo? E’ forse colpa mia?  Non so più che fare, non so più cosa dire. Ti prego reagisci…   sono disperata. Io ti amavo da morire e adesso tu mi fai questo. Non ti faccio nemmeno pena? Che senso hanno  le mie lacrime se nemmeno alzi lo sguardo per vederle? Parlami o altrimenti non risponderò delle mie azioni. Sai che non amo la violenza, ma se non  ti alzi vengo lì  a sradicarti da quel divano. Ti prego, ti prego, ti prego, sto troppo male, come fai ad essere così distaccato..ti prego, dimmi qualcosa…Bastaaa! Mi ci hai costretto tu! Su dai… certo sei proprio freddo.  Non  ti accorgi nemmeno di quanto puzzi.  Oh mio Dio…ma sei morto!
  • Aspetto sotto l’insegna della Osram davanti alla stazione. Aspetto, mi guardo intorno,  vedo  suv in doppia fila e persone che mestamente se ne ritornano a casa. Il giornalaio dietro il banco tiene  riviste porno che ormai nessuno compra più. Quanti cartelloni pubblicitari e insegne al neon. Fa  molto freddo. Annodo un po’ più stretto il mio foulard. Sono le 8 e 10.

    Questo è il primo appuntamento e ci tengo tantissimo, sarà sicuramente un successo. Cavolo quante valigie si perdono qua e che ressa c’è sopra quel bus,  madonnina santa è  già buio e sono le 8 e 15.

     
    Quando verrà lo saluterò sorridendogli, sarà sicuramente vestito in modo elegante e mi porterà in quel locale in centro, spero proprio di piacergli tanto tanto.

     
    Madonna Santa delle  Roselline , fra un po’ questa lampada si fulmina e lui non è venuto ancora, comincio ad avere paura , qua ci sono  troppe facce da galera, come quelle di quei quattro la su quel coupé.

     
    Ecco lo sapevo uno di loro si sta avvicinando e tremo, per fortuna mi chiede solo un’indicazione stradale.  C’è una puzza terribile e sono già le 8 e 20.

     
    Appena arriva  lo spettinerò con un cazziatone che manco s’immagina, ma forse è meglio di no … sicuramente avrà avuto un contrattempo.  Certo dopo questo inghippo lui  sarà ancora più gentile con me, mi porterà a casa sua e so che mi dirà tutto quanto e che gli piaccio tanto tanto.

     

    La  Osram non fa più le lampade di una volta e questa si è definitivamente spenta, mi sa che a questo punto lui non verrà più e mi tocca tornare a piedi a casa mia. Sono affranta, ero entusiasta di questa nuova prospettiva, il mio primo appuntamento … questo primo giorno da escort se n’è andato a  puttane e sono ormai le 8 e 30.

  • La mia esistenza  era un inferno con lui, non riuscivo a tenere in ordine niente, rovinava sempre tutto.  Si presentava sempre  in quel modo poco elegante e poi non capivo mai quello che voleva. Pensare che all’inizio mi faceva tenerezza con i suoi occhietti che mi comunicavano il suo  tremendo bisogno di  affetto, mi veniva spesso accanto accontentandosi di poco, pensavo fosse perfetto. Poi, piano piano, i suoi modi  divennero  più bruschi, pretendeva sempre di più , era diventato incontenibile, la sua presenza troppo ingombrante e lui non voleva sentire ragioni.  Lo portai persino  da un  medico,  e per trascinalo li,  so io quanto penai. Il dottore gli prescrisse  una cura  che lui, ovviamente,  si rifiutò  di seguire, mi disse anche   che certi maschi sono così e che, per  quanto si sia evoluta  la medicina in questi ultimi anni,  con certe caratteristiche, ancora, ci si faceva ben poco. Mi   suggerì  inoltre  di abbandonarlo ma, inizialmente, non me la sentii.  Ormai era tanto tempo che stavamo insieme.  All’inizio mi piacque   per quel suo aspetto nordico  un po’ selvaggio  che si contrapponeva al colorito roseo della sua pelle, i suoi  occhi azzurri e la sua peluria chiarissima ma  vigorosa.  La sua partecipazione  era sempre  mite, non mi faceva mai scenate quando non potevamo stare insieme,  a quel tempo,  molti provavano  simpatia per lui, anche se,  a volte,  ho avuto il sentore  che, dietro i complimenti che riceveva, si celasse un fine poco chiaro.  Talvolta ho osservato  alcune   amiche che lo guardavano con un aria  estremamente vogliosa  e questo mi faceva un piacere pazzesco perché  era  mio e non volevo condividerlo con nessuno.  Dopo qualche mese da  quell’idillio le cose non furono  più le stesse, lui divenne  sempre più famelico e io non ero  più in grado di soddisfare i suoi istinti animali, mi saltava sul  letto quando volevo riposare e non voleva sentire  ragioni, faceva quegli strani versi che, se ci ripenso ancora oggi, rabbrividisco. La sua apparenza candida sparì e lasciò il posto a quella che era la sua vera natura che,  inconsciamente, avevo voluto ignorare. Presa dalla disperazione cercai di escogitare dei piani per allontanarlo da me, ma ormai era diventato  intrattabile e non sapevo come fare per potarlo fuori casa. Pensai a diversi metodi per farla finita, ma non volevo che rimanessero tracce.  Mi rivolsi allora ad un professionista che mi procurò una Cash Special calibro 25R, aspettai che si fosse addormentato   e lo freddai mirando al  punto craniale eseguendo una  collisione perfetta.  Lo feci dissanguare raccogliendo  tutti i suoi fluidi per non sporcare niente  e mi misi a letto soddisfatta, finalmente avevo  fatto fuori quel porco.   Il giorno  dopo mi sentivo un automa, cominciai a sezionarlo in tante parti, ero priva di qualsiasi senso di colpa e mi organizzai per gustarlo in vari modi, perché del maiale non si butta via niente. 

  • Mi sono innamorata! Finalmente ho trovato chi fa davvero per me, è unico e speciale, non credo che potrei mai stancarmi di lui.  Prima di tutto  voglio dire che non avevo mai sperimentato prestazioni a così alti livelli e poi ha un aspetto fantastico,   quando lo presenterò alle amiche so che ci farò la mia porca figura. E’ affidabile e sicuro,  sa sbattere come nessun altro,  mi consente finalmente di avere un’esistenza sana e genuina, cosa che forse non  avevo mai sperimentato prima.  Lui è versatile, riesce a tirare fuori tutta la mia creatività, quando ho  fretta sa darmi una mano concreta e non pretende niente cambio che un minimo di cura, cosa che gli offro costantemente perché non posso certo  sciupare un’occasione così preziosa. Sono profondamente  conscia che la mia vita, adesso,  abbia tutta un’altra qualità.Lui poi  riesce a fare  entrare in ebollizione  e a mantenere sempre  alta la   temperatura e poi …  sa montare in modo fantastico. Instancabile, è pronto in qualsiasi momento io ne abbia voglia.  So che molte non sono interessate a queste cose e  le ritengano questioni  superficiali , ma io ho sempre avuto la convinzione  che questo aspetto sia  fondamentale affinché,  le cose,  funzionino sempre al meglio.Fra l’altro con lui ho imparato anche a risparmiare, ad evitare gli sprechi,  anche questo  lo ritengo basilare nel menage.  Poi sa rimescolarmi sempre tutto senza alterare le caratteristiche e le integrità.  In passato ho sempre trovato chi  rovinata ogni cosa, chi, non curante di certe qualità, bruciava e sprecava tutto quello che io avevo costruito con passione e dedizione. Per anni mi sono data inutilmente le colpe per quelli che ritenevo mie fallimenti, per quelle che pensavo, fossero le mie incapacità. Quando avevo rinunciato a tutto e ormai non  ci speravo più l’ho conosciuto. All’inizio ero diffidente, forse non mi sentivo ancora pronta, ma qualcuno me ne aveva parlato benissimo e mi sono fatta coraggio.  Non ci ho messo  poi tanto tempo  a portarlo a vivere con me e adesso tocco il cielo con dito!  E’ meravigliosamente eclettico, con lui sono pronta a fare tutto senza precludermi nessun limite.  Mi prospetta sempre meravigliose alternative, altro  che le solite cose noiose che un tempo mi ritrovavo sempre a fare.  E’ prezioso, grazie alla sua  guida riesco  a bilanciare e mai sfondare limiti che possono rivelarsi troppo pericolosi.  Riesce a contenere in pieno le mie esigenze anche quando queste non riguardano solo me.  Ormai è indispensabile, sento che con lui sto migliorando e che posso fare a meno di tutte quelle cose che, un tempo,  occupavano inevitabilmente i mie spazi vitali.Voglio gridarlo al mondo intero quanto  amo il mio robot da cucina Birby Worvieck T43!

  • Tutti erano in fermento,  i  centri commerciali pullulavano di famigliole e altri soggetti umani in preda ad acquisti compulsivi. La lotta al pacchetto era estrema, ognuno  voleva  azzeccare il regalo giusto, spendere poco e fare una  discreta figura.  Si potevano osservare miti casalinghe  tramutate in Hulk  nella battaglia per  l’ultima  macchinetta elettrospaziale del caffè, quella che faceva l’espresso  al sabor do Brazil  direttamente  dal  Paranà  via   wireless. Tranquilli impiegati che pur di accaparrarsi l’ultimo modello di superplaystation 3D, con ologrammi a grandezza naturale, diventavano belve al pari di Godzilla.  La marea umana si muoveva sempre minacciosa e compatta con il  sottofondo dei classici canti natalizi. La tv inneggiava alla bontà e in quei giorni  non si parlava di crisi, d’inquinamento, di mafia, razzismo e delle altre schifezzuole che facevano  così “particolare” il paese. Al massimo veniva  trasmesso uno spottarello di due minuti della mensa della caritas con le comparse belle e ripulite che prendevano il posto dei veri  poveri, il tutto per non  destabilizzare la sensibilità  popolare.  Tutto era dolce, le signorine buonasera  mettevano in mostra i seni  contornati di cotone e cappellini  paiettati rossi. I politici non si azzuffavano, non c’erano i chi va la a go go, né i classici: “stia zitto lei  che adesso parlo io”.  I programmi erano incentrati tutti su filmetti tipo quelli dove alla fine il bimbo povero si ritrova principe, la zitella trova l’uomo della sua vita e i cani perduti tornano a casa.  Le chiese venivano tirate a lucido in attesa  dell’evento che avrebbe visto  gli animi pii sbadigliare durante la messa di mezzanotte. Le strade erano abbagliantemente luccicose e tutti fingevano un aria allegra per non sentirsi cretini.  Gli spargineve lavoravano ad oltranza, anche  nei paesi del sud, perché della neve non si poteva fare a meno e i narcotrafficanti realizzavano  affari d’oro grazie a queste feste. Tutto era bello, tutto perfetto,  i vecchi venivano concentrati in capannoni affinché ci fosse più brodino per tutti, le persone diversamente abili  in palestre. I rom ricacciati a pedate  in culo nei loro posti di origine perduta nella notte dei tempi. Nessun musulmano, al limite qualche donna in burqa ma solo se era tinto di rosso e se diceva ogni tanto un “oh oh!”. Le persone di colore, se sapevano cantare,  erano obbligate  a  costituirsi presso i Gospel Choirs, altrimenti dovevano rimanere recluse a casa. Un incanto di luci e  gioia, e sulle tavole:   panettoni di dimensioni inusitate, capitoni reali, tacchini volanti pericoli costanti, cotechini meringati, pandori farciti di mascarpone pannato con mousse ciocco burrosa e tante altre prelibatezze. I bambini, anime ancora non inquinate dalla frenesia dall’apparenza, correvano con gli occhi brillanti di felicità a farsi le foto  con quell’enorme signore  con il costume rosso che chiamavano Gabibbo.