Assunta Passera

Mi chiamo Assunta di nome ma non di fatto, ho 25 anni e sognavo solo un lavoro fisso per poter mettere su famiglia con il mio fidanzato. Entrambi siamo della Basilicata, regione sconosciuta ai più in Italia. Anni fa ce l’avevo quasi fatta, ero entrata alla Fiat di Melfi, pensavo di poter realizzare i miei obbiettivi e di avere un po’ di tranquillità, invece nulla, pochi mesi dopo è arrivata la cassa integrazione e Melfi era l’unica speranza di lavoro in questa zona.Ho dovuto lasciare a malincuore la mia regione e cercare un’occupazione a Roma. Ho lavorato per pochi soldi nei call center, a mala pena riuscivo a pagare l’affitto di una casa che dividevo con altre disgraziate come me. Un giorno vidi una delle mie coinquiline tutta agghindata e truccattissima, le chiesi cosa stesse combinando, mi disse che andava ad una festa e che la pagavano per questo e che, se volevo, sarei potuta andare con lei. Mi cambiai in fretta perché la cifra in questione mi pareva una botta di fortuna incredibile, in un lampo mi truccai e, anche se mi si era scheggiato lo smalto e non avevo tempo di porvi rimedio, m’infilai nel tubino nero e pochi minuti dopo un autista ci portò a Palazzo Grazioli. Conobbi li un fotografo tatuato al quale lasciai il mio numero di telefono e un avvocato dall’aspetto agghiacciante. Non avrei mai pensato di poter conoscere il Presidente del Consiglio e, invece, mi trovai faccia a faccia con lui che mi sorrideva sbavando. Gli parlai della Fiat e mi disse che avrebbe messo una buona parola con Marchionne e che comunque sarebbe stato più facile farmi partecipare al Grande Fratello. Ma la notorietà non mi ha mai interessato, mi sentivo come un criceto in Alaska e riuscii ad abbandonare il palazzo poco prima dell’inizio di uno strano rito tribale di origine africana.Rinunciai a guadagni così facili, la mia moralità non aveva, e non ha, prezzo, speravo sempre che ci fosse un accordo che sbloccasse la situazione della fabbrica e in cuor mio auspicavo che la Consulta decidesse finalmente che il legittimo impedimento era anticostituzionale. Ripresi così a fare domande su domande e per un periodo insegnai educazione sessuale in una scuola superiore, ma poi arrivò il monito dal Papa e venni licenziata anche da lì. Ancora ad oggi non riesco a trovare un impiego e come me moltissime persone, vorrei tornare nella mia terra ma so che almeno a Roma, ogni tanto qualche lavoretto riesco a farlo. Recentemente ho posato in un calendario per un consorzio di pelle, le foto le ha fatte un grande fotografo e, seppure io non sia riconoscibile, ho guadagnato un po’ di soldini e finché sono ancora giovane e Passera di nome e de facto in qualche modo so che me la caverò, ma dopo? C’è già un’inspiegabile moria di uccelli nel mondo, non vorrei sparire anche io così, senza spiegazioni.

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4 pensieri riguardo “Assunta Passera

  1. Cara….passera, certo che come storia sembrerebbe un pò inverosimile, ma premesso che sei sicuramente ed evidentemente una donna haimè poco fortunata, è questa è sicuramente una cosa spiacevole, non potresti provare a spostarti un pò più sù?In Italia intendo.Ma non disperare perchè io da due anni a Parma (dove c’è senza dubbio più richiesta) non riesco a trovar lavoro, o quanto meno il lavoro di rappresentanza che vorrei io.ed ho decisamente qualche anno più di te.Certo vivo ancora dei guadagni dei bei tempi del decennio di fruttuosi introiti, ma poi finiscono ed urge un impiego. condivido appieno la tua “disperazione” ti auguro un in bocca al lupo , e magari a rileggerci anche sul mio blog, che appunto futurolavoro47, ciao cara!

    1. Ciao, io scrivi mini storie dal fondo cinico ma ispirate (ahimè) alla realtà che ci circonda, questa la scrissi diversi mesi fa ispirata dalla presentazione del calendario sulle concerie di Oliviero Toscani. Non sono io la protagonista delle mie storie anche se credo che di Assunte Pasere in giro ce ne siano diverse, grazie per la visita

  2. Ma per carità…ci mancherebbe, non mi è sfiorata nemmeno per un attimo l’idea che fossi tu la protagonista della storia, il fatto è , che mi ha un pò impressionato il modo di scrivere…..direi alquanto minuzioso nel descrivere alcuni dettagli, mi ha praticamente incuriosito, nient’altro !!! inoltre se fossi stata anche tu la protagonista della storia descritta , non saresti altro che un’altra vittima della società in cui , ahimè viviamo. intanto ti dico che ero in aula ad un corso di scuola di blog, quindi , dovevo scegliere tra i primi cinque contatti, e mi è piaciuto commentare il tuo. Saluti e grazie per la risposta!!!!

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