Sta arrivando, non posso rimanere inerme, devo sistemare, devo cercare di recuperare qualcosa dall’armadio e a questo punto approfittarne anche per capire se ho ancora della biancheria intima adatta. Non voglio farmi prendere di sorpresa, quando arriverà mi farò trovare pronta, ammaliante e in splendida forma. Credo che opterò per stivali con tacchi alti, quelli vanno sempre bene, cercherò di indossare solo abiti che mettano in risalto il mio seno e che celino altre forme troppo abbondanti. Sono elettrizzata, lo sento già, non voglio farmi trovare impreparata, voglio agire ora affinché tutto fili poi nel migliore dei modi. Voglio riconsiderare la scelta del profumo, qualcosa che si adatti a questa aria frizzante che già inizio a respirare e poi scegliere i giusti colori del make up, devo essere abile nel sottolineare i miei occhi e le mie labbra, non voglio sembrare una persona trascurata, è questa l’occasione per svoltare pagina. Lo so, come molte donne divento impaziente nell’attesa, ogni volta, ad ogni cambiamento sento nuove possibilità che si aprono, nuove perturbazioni che si avvicinano e questo approdo è il mio preferito, non vedevo l’ora di un suo ritorno. E’ sull’abbigliamento che devo concentrarmi, quando arriverà, perché arriverà lo so, non mi spiazzerà con le sue classiche sorprese, saprò reagire con stile ed eleganza, approfitterò per tirare fuori una parte sexy di me senza per questo espormi in modo esagerato, non sia mai che appaia volgare, non sarebbe nel mio stile e poi ormai non sono più giovanissima, credo di sapere quello che è più appropriato per la mia figura, per il mio essere donna matura ma ancora intrigante. Finalmente potrò indossare le autoreggenti, mi sembra una scelta sempre vincente e adatta ad ogni occasione. Che bello adesso ci siamo, sta davvero arrivando, è il momento del cambiamento, sono davvero sono eccitata. Sapete, aspettavo da mesi il suo ritorno e a questo punto voglio andare fino in fondo. Finalmente è arrivato l’ autunno, oggi mi butto a capofitto nel cambio dell’armadio, non vedevo l’ora.
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Avessi avuto una vita normale sarei diventata una brava donna come Benedetta Parodi. Sarei stata attenta alla linea senza cercare di riempire i miei vuoti d’amore con strani vizi, mi sarei vestita perbene con tacchi all’occorrenza e avrei cucinato, a volte anche male, per i miei 2 figli e per mio marito come in ogni buona famiglia cuore che si rispetti. Invece qualcosa in me è stato deviato, dopo il primo fidanzatino avevo già capito che non potevo avere storie comuni, baciava malissimo ed era banale, somigliava a Claudio Baglioni, ma non quello bello di qualche anno fa, somigliava al Baglioni giovane soprannominato “Agonia” sputato sputato. Insomma è capitato che non abbia seguito certe regole non dette e non mi sia mai sposata, abbia frequentato artisti e sognatori e continui a farlo. Non mi sono mai sentita adeguata, alle medie non avevo fatto amicizia con nessuna bambina, ero grassa e non potevo permettermi vestiti alla moda, me ne stavo con i maschi, il nostro divertimento maggiore era andare per musei a Firenze il sabato pomeriggio. Se penso adesso a quello che fanno i ragazzini alle medie, a quanto siano vispi, realizzo quanto noi fossimo strani. L’inadeguatezza mi ha accompagnata in tutti i miei 44 anni in fila per sei col resto di due, ho sempre vissuto in bilico fra ironia e rabbia, cazzeggio a piede libero e saudade coatta.
Le ingiustizie sociali mi hanno sempre fatto incazzare, piango riguardando film come Nel nome del padre o Sacco e Vanzetti, non ho mai visto Pretty Woman, in compenso ho visto decine di volte The Blues Brothers e Pomodori verdi fritti (Towanda!).
Fin dalla nascita ho fatto di tutto per evadere dai miei obblighi, ancora adesso vado al lavoro, arrivo puntuale ed eseguo i miei compiti correttamente, ma sono altrove.
La musica mi ha aiutato e mi aiuta a viaggiare, un pezzo del mio cuore è marchiato Janis Joplin, l’altro Mercedes Sosa.
Evado scrivendo, evado sognando, ma non sono una tipa evasiva. Mi piace costruire con la mente, lasciarla libera d’inseguire qualsiasi tipo di pista annusi. Sogno continuamente d’innamorarmi di qualcuno o di qualcosa perché l’emozioni, come l’acqua, irrorarono le idee che mi si piantano in testa.
Gli uomini preferiscono le bionde ma poi sposano Benedetta Parodi.
Non ho mai avuto normali storie d’amore, forse sono stata amata, forse no, forse ho amato, forse no, probabilmente sono troppo complessa e complessata. Ma poi cosa vuol dire normale?
Ho visto le devastazioni di vite formalmente a modo che in realtà celavano mostri, rabbie represse, desideri di evasione talmente forti da sfociare in abomini.
Il conformismo può avere un prezzo caro.
Per me lo so e continuo così.
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Signorina Tagliacozzo è emozionata per la finale di stasera?
So emozzionatissima e spero nun me se sciorga er trucco perchè l’emozione me fa sudà come ‘na scrofa viterbese. A proposito me poi controllà l’ascella? Nun vorrei stordì Frizzi stasera, ieri c’è mancato poco poco che nun me svenisse a li piedi che pure quelli nun scherzeno.
Certo ne ha fatta di strada per arrivare fino a qua, come si sente una ragazza di Sgurgula (prov. Di Frosinone) a Montecatini Terme?
Me sento felice, da quanno sto a le terme non me sento più la ragazza ‘ntroverza e costipata d’una vorta, adesso faccio pure un sacco de plin plin come la Chiabbotto anche per questo sento de potè vince er titolo: so bella fori e pulita dentro. E pensà che le terme le facevo un posto giusto giusto pe’ mi nonna e ‘nvece ce sta pure la Pellegrini, nun pensavo c’avesse problemi de diggestione pure lei co’ tutto lo sport che fa.
Leggo che lei non è nuova ai concorsi di bellezza
‘nfatti so stata pure Miss Majetta Bagnata a Freggene …
Si dice di lei che abbia partecipato a certi festini ad Arcore
Nun nego gnente, ho conosciuto Berlusconi Sirvio che è proprio ‘na persona caruccia, se vestiva sempre da nano a le feste.. che risate .. ma poi faceva er nano pure fòri
Erano feste particolari quelle, ce ne vuole parlare?
Er mio avvocato Cazzaniga dice che nun dovrebbi parlanne ma nun c’ho gnente da nasconne io. Ho sempre fatto ‘a ragazza ‘mmaggine, me chiamava un tipo che presentava le meteorite der tempo ar tiggì de rete quattro ..’nnaggia me pare se chiamasse Fede ‘Milio … Er Milio Fede si. Me venivano a prenne, io me vestivo ‘na sera da suora, ‘na sera da poliziotta, ‘na sera processo de maggistrata, ‘na sera da nera obamata …’no spasso sapesse. A vorte me pijaveno per culo, dicevano: “Bunga Bunga!” .. se me se metto a pensà ancora un po’ me brucia ma so sacrifisci che se devono fa pe’ fa coriera e poi ce sta rimedio a tutto e pure la preparazione H come DebboraH.
Si è un po pentita delle sue scelte in passato?
Nun me pento de gnente, anche se avrebbi potuto entrà ‘n politca, Berlusconi m’avrebbe fatto fa’ strada ner popolo daa libbertà ‘n Ciociaria, ma nun ma-a so sentita, me sarei dovuta mette vestiti troppo brutti pe’ fa la seria e poi volevo fa er cinema.
A proposito di cinema, se le proponessero un ruolo dove deve recitare nuda accetterebbe?
Accetterebbi si la proposta fosse davero de grande contenuto artistico. Me spoglierebbe solo pe’ registi de fama ‘nternazionale. Ho già girato in passato film ispirati a’ romanzi esotici de “La squillo e una notte” come “La lampo de Aladino” adesso aspetto de fa er provino pe’ er sequel de ‘n firm d’azzione: “Erezioni a catena II”.
Molte delle sue colleghe si sono espresse riguardo alla crisi che attanaglia il paese, ormai molti giovani guardano con timore al futuro? Lei ha paura?
Nun c’ho paura de gnente, me so programmata un futuro da sogno con il mio fidanzato Edo. Si nun sfrutto la bellezza oggi posso sempre ricorre a li trucchetti domani e poi ho mannato in giro il mio curriculo, c’ho un sacco de spettative.
Ma se la carriera artistica non decollasse, si è creata qualche alternativa? Mi spiego, quest’anno molte delle partecipanti sono studentesse universitarie, qualcuna di loro ha già uno o più titoli di studio. Ormai anche la cultura è un requisito fondamentale per essere eletta Miss, lei su cosa si sente ferrata? Quale sarà la sua vita dopo il concorso?
Studià ho sempre studiato sa, ‘gnorante nun so mai stata, a scola so sempre passata de corza su le strisce altrimenti me ‘nvestivano li motorini. C’ho n futuro dietro le spalle che me permette de aspirà ar mejo, mi padre vinse la “Rota de la fortuna” ner ’96, mi madre fu campionessa itajiana a “Ok er prezzo è giusto”. Io c’ho na famijia solida che m’ha permesso da frequentà le mijiori scole compresa quella de amici ..
L’Istituto De Amicis?
No la scola de l’amici de Maria, ‘a De Filippi. ‘Nsomma si nun sfonno ner cinema, posso sempre da cantà, da ballà, ce sta ‘a televisione e se proprio nun dovesse funzionà ce sta sempre ‘a politica, ho sentito che Sirvio s’aripropone come i peperoni, a proposito so le già le due, nun c’hai fame?

Uno speciale ringraziamento a Paolo per essersi prestato come correttore per lo slang verace e a Virginia per le sane discussioni
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Io sono bono, me guardo a lo specchio e me dico: “Sei un figo da paura”. Me chiamo Edoardo Nista, Edo pe’ l’amichi. Io nun c’ho mai avuto bisogno de studià, de stamme arrabbattà. Co’ sti pettorali e sti becipidi ca m’aritrovo me se apreno tutte le porte. Mi padre era n’operaio, ma a me la fabbrica fa schifo, io c’ho le idee, o so che sfonnerò ner cinema o in televisione nu m’ emporta, l’importate è diventà famosi. Molti m’ariconoscono perché so stato ne la casa pe’ du settimane,ma no ne la casa circondariale, li ce sto stato 3 mesi da regazzino, io so stato ne a casa der grande fratello. Ho già avuto un sacco de contatti pe’ fa le reclame dei bru gins cor navigatore incorporato, veramente troppo da giusti. Poi sto a scrive la mia auto e bio grafia e devo fa quarche comparsata ner salotto…
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Digital Sandro guardava i suoi tweet con orgoglio, si sentiva fiero ogni volta che qualcuno retwittava i suoi 140 caratteri costruiti con cura. Non dormiva mai, mangiava con quello che afferrava al volo in casa o in giro, la sua vita era la rete, anzi per meglio dire, la rete era la sua vita. Non ricordava neanche chi o cosa fosse stato prima del mondo 2.0. Ogni tanto gli tornavano alla mente sprazzi della sua infanzia, la famiglia, quella stessa che era stata inserita fra i suoi congiunti su facebook insieme alle informazioni personali, più altri non consanguinei con cui aveva legato negli anni durante le sue scorribande digitali. Sicuramente aveva frequentato le scuole fino alle superiori, ne aveva le prove perché grazie ai social network aveva ritrovato diversi ex compagni di classe. Ricordava vagamente di aver perso la verginità ad un certo punto della sua vita ma non con chi, chiunque lei fosse stata non era su facebook, non era importante. Sebbene le sue memorie fossero piuttosto annebbiate rammentava spesso sorridendo i suoi primi approcci con la rete, i forum e i gruppi da lui frequentati, i suoi primi amori e gli amici digitali. Si emozionava ancora pensando a myspace, all’epoca si spacciava per un artista visivo trafugando opere sui siti dell’est che per due soldi al mercato di eBay suo padre comprò.
Era sempre circondato da donne bellissime che taggava in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi. Niente della sua vita apparteneva più alla sfera personale, Digital Sandro condivideva con la rete le gioie e le sue tristezze (la costipazione cruenta che lo colpì un paio di anni fa venne commentata da ben 157 persone), ogni volta che prendeva un raffreddore i suoi germi diventavano social viral, ogni volta che faceva sesso la rete godeva con lui, almeno gli piaceva credere così. Digital Sandro non aveva mai avuto un lavoro tradizionale e probabilmente non sapeva neanche cosa fosse, aveva fatto il Social Media Manager per una grossa azienda casearia, scriveva in una dozzina di blog, era stati uno startupper seriale, un po’ un pirata e un po’ un signore, professionista del SEO con amore. Faceva ricorso ad una fantasia sfrenata quando desiderava ottimizzare il posizionamento dei suoi blog nei motori di ricerca, fantasia che latitava nei momenti intimi con le sue partners quando il posizionamento era il solito, quello canonico, era forte in rete, ma sul materasso lasciava alquanto a desiderare. Ma a lui non interessavano molto le relazioni sociali nel mondo analogico, era il re di Fuffolandia, ogni fenomeno analogico privo di riferimento con il mondo digitale per lui non esisteva. Una volta una ragazza conosciuta a raffiche di DM su twitter gli chiese cosa facesse nella vita, lui risposte che era un blogger e lei: “dai davvero, cosa fai sul serio per vivere?”, lui offesissimo la bloccò segnalandola come spam.
Digital Sandro si alzava la mattina e prima di andare in bagno si misurava il Klout, ad ogni suo innalzamento corrispondeva un’erezione. Mangiava quello che trovava in giro e poi si metteva al lavoro. Stava vivendo quello che per lui era il periodo più elettrizzante dell’anno, si stavano avvicinando i#MIA Macchianera Italian Awards , aveva tre tra i suoi blog in lizza: uno come miglior rivelazione dell’anno, un altro come miglior blog personale e infine si era aggiudicato la nomination anche come miglior blog di cucina (ebbene si Suor Germana era la sua pusher ufficiosa di ricette sfiziosissime). Era stato inoltre proposto per i Tweet Awards in tutte le categorie, compresa quella del provolone che ogni giorno gli faceva esaurire tutti i 250 Direct Message a disposizione del suo account. Avrebbe indubbiamente trionfato al Teatro della Moda a Milano durante la serata apice della Settimana della Comunicazione, si sentiva un po’ come uno stilista promettente quando sente avvicinarsi il momento della sua sfilata alla Settimana della Moda di New York. In fondo anche lui come un sarto ricamava le sue trame, la rete per lui costituiva il telaio dove muoversi ed emergere. In fondo lo sapeva che probabilmente senza social networks sarebbe stato solo uno dei tanti segaioli che vivevano chiusi nella propria stanzetta soffocati dalla puzza di fumo e d’indumenti sudati, la rete gli aveva dato popolarità, soldi, sesso facile e amicizie importanti.
Purtroppo la tensione a cui veniva sottoposto per mantenere alti i suoi standard di vita era altissima e devastante, ogni giorno che passava l’ansia si cibava di brandelli dei suoi neuroni. Il suo cuore cominciava a subire piccoli scompensi dovuti allo stress che Sandro curava con la digitale, ma ovviamente, non riuscendo a dosarla nella giusta misura, si stava avvelenando. Cominciò così a non ricordare più le sue password per accedere ai suoi social network, non riusciva più a capire Pinterest, non ricordava cosa fosse Istagram, sapeva di essersi dato diversi nick name ma non ricordava quali fossero, si era impantanato non riuscendo più ad entrare nella sua posta elettronica e di conseguenza su Google+ . Pensò di prendersi un periodo di riposo ma non poteva permetterselo proprio in quella fase cruciale per il popolo della rete, le poche volte che era tornato su twitter non era riuscito a formulare niente di particolare, cominciava ad essere disgustato dalle sue stesse frasi e dai suoi post nei blog. In una sola giornata era riuscito a smarrite lo smartphone e il tablet, si era scordato di pagare le bollette per cui gli era stata tagliata la corrente elettrica. Le aziende per cui lavorava non riuscivano più a contattarlo, perse il lavoro, la ragazza con cui usciva, i suoi amici, la sua vita digitale e parte di quella analogica. Solo come Nerd negli anni 80 decise di cambiare rotta, una bella mattina si alzò si fece la barba e andò al mercato centrale a cercare un lavoro, venne assunto, guadagnava poco ma se lo faceva bastare, ogni tanto usciva con i suoi colleghi a farsi una birra, non parlava mai del suo passato. La rete per lui divenne presto un ricordo lontano come i fasti del successo digitale in cui aveva vissuto.
Aveva preso a vedersi con una ragazza con cui aveva intenzione di creare una famiglia, si sentiva per la prima volta in vita sua finalmente libero da ogni tipo d’ansia. Le tensioni, l’essere connessi e attivi 24 ore su 24 facevano parte di un uomo diverso in cui Sandro non si riconosceva più, era diventata bella la sua vita fatta di gite fuori porta la domenica e di cinema il mercoledì sera, era meraviglioso pensare che presto sarebbe diventato padre. Sembrava tutto perfetto, l’orizzonte appariva radioso fino alla sera in cui qualcuno bussò alla sua porta, Sandro aprì e venne immediatamente travolto da telecamere, microfoni e tablet che ripresero il suo sgomento nel sentirsi annunciare come il miglior twittero scomparso dell’anno.
Un brivido trasalì lungo sua schiena, poteva ricominciare tutto da capo … si lo voleva, in fondo senza Digital sarebbe stato un Sandro qualsiasi.
Gustave Coubert – Uomo disperato (Autoritratto) 1844 -
Taci. Su le voglie
del losco non odo
parole che dici
campane; ma odo
parole più nuove
che parlan di struffoli e sfoglie
lontane.
Ascolta. Piove
sulle zeppole sparse.
Piove su le venditrici
maldestre e scarse,
piove sui lupini
copiosi e su i mirti,
piove sui porti
divini,
su le minestre fulgenti
di fiori di zucca raccolti,
sui canestrini folti
e coccole succulenti,
piove sui nostri involtini
toscani,
piove sulle nostre fami
su gli ignudi,
sui nostri alimenti
leggieri,
su i freschi taglieri
ove salumi si posan
e mortadella,
su la fragola bella
che ieri
m’illuse, che oggi delude,
o Coglione
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il riso in bianco
de lo spedale
che il pianto spettrale
non impaura,
nè il bel infermierino.
E Pino
ha un uovo, e Mirto
ha un altro uovo, e il ginepro
altro ancora, salumi
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirito
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come la sfoglia,
ed il salmone
inzuppi come
le chiare ginestre.
Piove sulla mia pelle biancastra
Piove sul nostro paniere
Piove su di te
Meschino che mi conducesti
a fare un picnic
con questo tempo impregnato
o creatura terrestre
che hai nome;
“Coglione”.
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Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia – William Shakespeare
Roba da Tonne in collaborazione con Boyager oggi vi accompagnerà alla scoperta di uno dei misteri più insondabili della natura. Viaggerete con noi attraverso dimensioni sconosciute, la dove le scie chimiche volano alto e in terra si formano cerchi nel grano (poesia di un complotto profano). Vi porteremo in una delle dimensioni più imperscrutabili e affascinanti dell’umanità, come neo Cavalieri Templari ci avventureremo in un cammino ancora più affascinante della scoperta del Sacro Graal: viaggeremo insieme alla ricerca del Punto G.
Mio cuggino Vincenzo una volta andò in posto dell’America Latina e trovò un cucciolo che pensava essere di un cane, tornato in Italia lo portò dal veterinario che gli disse di non togliersi il casco, lui non lo ascoltò e la sua testa si spaccò in due, da li uscì fuori un enorme ratto femmina che gli spiegò che il Punto G non era un semplice bottone (insert coin, push the button). Da quel giorno Vincenzo non fu più lo stesso e se anche voi volete saperne di più della storia della topa ce lo dico ammio cuggino.
Il Punto G non è una rivendita di biscotti del mitico Mago Galbusera ma è una zona che sapientemente stimolata è in grado di provocare orgasmi intensi, nuove sensazioni e giovani emozioni. Per alcuni uomini, come per Indiana Jones, è più facile andare alla ricerca dell’Arca Perduta che approfondire i meccanismi della sessualità femminile. Proprio per questa ragione molti arrivano persino a negare l’esistenza del famigerato Punto G ricamando su di esso leggende metropolitane, ricorrendo soventemente alla famigerata Teoria del Complotto. Eppure non si tratta di andare lontano, né di portarsi dietro attrezzature bizzarre e impegnative, basta provare e una volta cacciato via il dito dall’occhio, smesso di pigiare il capezzolo come se fosse il campanello che il postino suono sempre tre volte, potete lasciarvi andare e farvi guidare dalla vostra partner oppure seguire le boiate seguenti.
Come dal ginecologo (per la serie: lascia che io viva un amore romantico ♫)

Roba da Donne suggerisce questa posizione per la ricerca, ma vista la crisi (su ebay i prezzi per i lettini ginecologici partono da un minimo di 395 euro) vi consiglio di lasciar perdere e provare ad inserire un d nella v (un po’ come la macchina del capo). Se il d nella v si dovesse perdere vi ricordo che ne avete a disposizione altri 9, occhio però a non esagerare, una volta mio cuggino si è perso con tutta la vespa!
Usate un aiutante

Il che non vuol dire chiamare un amico o il vicino di casa, ma dotarsi di un un compagno dal carattere vibrante, sempre pronto a soddisfare ogni necessità, un tipo rigido, virtuosamente eretto, finché pile non vi separino. Amen
Però ripensandoci il vicino …
Coinvolgete anche lui

E scoprirete la differenza!
Ma la cosa che più mi piace di questo articolo è quando si parla del pene e si mostra questa fotografia:

Approfittate delle sue curvature
(ed è un bene, se fosse dritto le donne incinte avrebbero la gobba)Ogni pene è diverso e in effetti anche io ho visto cose che voi umani… Il consiglio è quello di approfittare della sua curvatura per stimolare il Punto G. “Ah ecco perché viene messo li e non sotto un’ascella o dentro l’orecchio” “Come???” “Si ho detto che mi sa che non va bene dentro l’orecchio Priscilla”
Potete sempre usare la farfalla…

Un’evoluzione della posizione del baco
…Oppure la pecorina!
se vi volete allenare Susie è in offerta al 40%

(e pensare che credevo di averle viste tutte)
ORGASMO!
Siamo giunti alla fine di questa magnifica avventura, avete provato ad arrivare al Punto G in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi. Molti di voi avranno compreso che il Punto G esiste e che non ha niente a che fare con i rettiliani anche se ormai come sex toys troviamo di tutto.
Barbara Keesling (autrice di The Good Girl’s Guide to Bad Girl Sex) è la fonte da cui è tratto l’articolo che ha ispirato questo post, fonte così tanto autorevole da descrivere l’orgasmo “come quando si fa la pipì in maniera piacevole”. …. Poverella, deve avere avuto davvero poche soddisfazioni nella vita.
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E se Edgar Lee Masters fosse vissuto ai tempi nostri quali personaggi avrebbe descritto nei suoi epitaffi? A distanza di quasi un secolo dalla sua celebre antologia osserviamo il fiorire di nuovi mestieri legati all’avanzamento della tecnologia e al dilagarsi della fuffa. Immaginiamo adesso di avere una macchina del tempo e di trasbordare il poeta ai giorni nostri, fra l’ottico, il giudice e il droghiere avrebbero trovato un posto a Spoon River la velina, il tronista, la pupa e il secchione? …forse, buona lettura. La Collina
Dove sono Ely, Maddy, Melissa, Giorgia e Terry,
la bionda, l’atletica, la bona, la coscialunga, la tettona?
Tutte, tutte, dormono sulla collina.Una trapassò in un party,
una fu arsa nella bettoliera,
una fu uccisa in rissa in una discoteca,
una morì in prigione,
una cadde da un ponte correndo con i suoi cani
tutte, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.Dove sono Ale, Jordy, Ana Laura, Simo e Roby,
la mora, la formosa, l’esuberante, la rigogliosa, la statuaria?
Tutte, tutte, dormono sulla collina.Una morì di pianto illecito,
una di un clamore contrastato,
una sotto le mani di un chirurgo del mugello,
una da un convoglio deragliato, mentre anellava il suo ideale,
una inseguendo la vita, lontano, in Rai e su Sky,
ma fu riportata nel piccolo spazio TV con Ale, con Jordy, con Ana Lauratutte, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.
Dove sono il secchione Omar e la pupa Rosy,
e il tronista Crostantino e Pina Citrollari,
e la letterina Debby che aveva conosciuto
persone indispensabili ai mobili Aiazzone?
Tutti, tutti dormono sulla collina.Li riportarono, aspiranti divi, dall’etere guerra,
e figlie rifatte dal viso ai piedi incluse le dita,
e i loro fans orfani, dementi
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.Dov’è quella vecchia velina Scafagna
che puntò sulla phiga per tutti i novant’anni,
fronteggiando ogni rischio a petto ignudo,
facendo le ospitate, il chiasso, non pensando a lavorar come i “perdenti”,
né al Den Harrow, né al pudore, né al velo?
Eccolo! Ciancia delle fritture di tanti anni fa,
delle corse di tanti anni fa nello show di Costanzo,
di ciò meglio ascoltar Abbey Lincoln
disse una volta Lisa Simpson a SpringfieldTrainor, il Tronista
Solo lo spettatore può dire, e non sempre,
cosa verrà fuori dall’unione
di squinzie e stolti.
E chi può dire
come a Uomini e Donne reagiranno
fra loro, o quali figli ne risulteranno?
C’erano Maria De Filippi e sua moglie,
cattivi in sé stessi, ma buoni l’uno con l’altro:
lui pidduista, lei postista,
loro piglio, un pubblico devastatore.
Io, Trainor, il tronista, un adulatore di tettone polemiche,
morto mentre facevo un’esterna,
vissi senza occultarmi.Il Giudice (di reality) Florence Embassy
Immagina di essere alta un metro e cinquantotto
e di avere iniziato a lavorare come modella in una lingeria
studiando qualche celebrity a cena a lume di candela
finchè non sei diventata vip convocata.
E poi immagina che, grazie alla tua avvenenza
e alla frequentazione regolare della casta,
tu sia diventata fidanzata di un affarista,
un delinquente fotografato in discoteche,
che rappresentava tutto il biasimevole
davanti alla Corte. E che in tutto questo
ti canzonassero per la tua statura e ridessero dei tuoi vestiti
e dei tuoi stivali lucidi. E poi immagina
di essere diventata Giudice di reality.
E che Amaly Rodrigues e Maruska Fusko,
e Teresannah Celernulla, e tutti le vipponzie
che ti avevano schernito, fossero obbligate a stare in piedi
davanti al monitor e a dire: “Per favore salvami! Fammi almeno arrivare alla finale”
Beh, non pensi che sarebbe naturale
che io rendessi loro la vita difficile -
Seguo spesso “Cortesie per gli ospiti”, Roberto Ruspoli,l’esperto delle buone maniere, c’insegna che ci sono determinate frasi e parole da evitare nel galateo. Ad esempio non si può dire “Piacere” perché non si può sapere se la nuova conoscenza sarà davvero piacevole, non sta bene dire “Buon’appetito” altrimenti sembra che si mangi perché si ha fame (io per esempio mangio per sport, per ammazzare il tempo è perché mi piace introdurre determinate sostanze nel mio organismo che siano piacevoli ..e non pensate male). Visto che nel galateo voglio cercare di fare meno errori possibili mi limiterei a dire una sola parola: “vaffanculo” 😀

