Questo odore
Così violento
Così forte
Così pungente
Così intenso
Questo fetore
Disperato nel giorno
Cattivo nel tempo
Quanto il tempo è cattivo
Questo olezzo così botticello
Così infelice
Così penoso
Così meschino
Vibrante di escrementi come un poppante non cambiato
Così pieno di se
Come una cloaca satolla nel cuore della notte
Questo effluvio che fa paura
A tutti
E li faceva impallidire e vomitare
Questo tanfo temuto a occhio
Perché noi lo tenevamo d’occhio
Paventato, sofferto, occultato e inutilmente contestato
Perché noi l’abbiamo calpestato e nonostante tutto rinnegato
Deodorato
Questo puzzo tutt’intero
Così vivo ancora
Più imponente al sole
E’ il tuo odore
E’ il mio odore
E’ quel che è stato pestato
Questa scarpa ancora nuova
Non è stata ancor cambiata
Puzza come una capra
Ricorda il letame
Caldo e più vivo d’estate
Sia tu che io non possiamo
Andare e tornare non possiamo
Dimenticare
Per poi riaddormentarci
Svegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Soffocati dall’esalazione
Rinvenire
E poi svegli constatare che questo tanfo non si smuove
Testardo come un mulo
Vivo come le deiezioni
Crudele come una condotta
Immondo come gl’impianti
Squacquerelloso come le feci
Stabile come lo sterco
Puzzolente anche il giorno
Che venne pestato da un bambino
Che ci guardò piangendo
Ci parlò senza dire
E ci ascoltò tremando
E grido
Grido per te
Grido per me
Supplico
Per te per me per tutti quelli che calpestano
Con i sandali nuovi
Oh si io grido
Per te per me per tutti gli altri
Che non conosco
Puzzo di cacca che altro non sei
Devi muoverti
Te ne devi andare
Noi che ormai ci siam smerdati
Maleodoranti
Vogliam dimenticarci
Perché abbiam pestato te sulla terra
Non lasciarci morire assiderati
Lontano sempre più lontano
Come tu voi
Ma non darci più segni di vita
Più tardi, più tardi, di notte
Nella lavanderia del ricordo
Svanisci all’improvviso
E come nuovo
Mutaci il sandalo.
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@Eros
Sento il liquido colare su di me, la pelle diventa dolce e appiccicosa, mi sporco ma non riesco a smettere di gustare questa fetta di cocomero@romantico
Si guardaron come d’incanto lui le sorrise e lei ricambiò,i loro occhi parlavan d’amore, poi lui scese dal bus e l’autista riavviò il motore@noir
Quando lei vide la lama era ormai troppo tardi,lui sferrò un colpo unico poi continuò a tagliare quel cadavere,oggi avrebbero mangiato manzo@fantascienza
Ormai quell’estraneo si stava avvicinando, eravamo in trappola, la creatura si avvicinò all’auto e cominciò a pulire i nostri tergicristalli@giallo
La scena era rivoltante i topi circolavano liberamente,ma con coraggio portò in fondo la sua missione.L’ispettore sanitario chiuse il locale@ontheroad
Quella sera decidemmo di partire senza una meta precisa, eravamo euforici e sorridevamo alla vita, alla libertà, poi le guardie ci ripresero -
“Cara Donna Letizia, chi ti scrive non è la classica ragazzina in cerca di amore ma una zitella di lungo corso ormai giunta alla soglia dei 50 anni anche se portati benissimo. Tutti i miei amici, gatti, dicono che sono una bella donna, spiritosa avvenente ma non sono ancora riuscita a trovare l’amore della mia vita. Eppure mi lavo tutti i giorni, mi depilo con cura le gambe se non porto le calze contenitive, mi faccio i baffetti e le sopracciglia, anche se devo dire che spesso che non riesco a farne una uguale all’altra, anzi nemmeno simile, ma si sa la perfezione non esiste. Cambio spesso deodorante, sono attenta all’ambiente e separo con cura l’immondizia per tipo e per colore. Ascolto Berio quasi tutto il giorno e leggo i libri di Susanna Tammaro e Margaret Mazzantini … cosa c’è in me che non va? Perché non riesco a trovare uno straccio di uomo decente? Eppure sono una donna affermata nel mio campo (sono estetista presso La Fiamma Eterna agenzia di onoranze funebri). Sono così devota al lavoro che spesso continuo a farlo anche la sera a casa mia, così per rilassarmi. So cucinare di tutto e non butto mai via le cose meravigliose che la natura ci riserva, comprese le larve. Lavo con la cenere, stiro e ammiro. Desidero tanto un compagno, questa solitudine mi rende una donna incompleta. Insomma cani e porci trovano l’anima gemella, ti prego dimmi come devo fare, sappi che seguirò fedelmente i tuoi consigli. Intanto per allenarmi alla vita coniugale ho prelevato un tipo dall’agenzia e fino a che i parenti non lo reclamano me lo tengo nel letto la notte e sul divano davanti alla tv per il resto del giorno un po’ come fanno tutti gli uomini del mondo. Attendo con ansia e trepidazione la tua illuminante risposta.
Tua fedele lettrice Agata Inapp ”Cara Agata Inapp,
la tua lettera è un ottimo spunto e ti ringrazio. Molte delle mie lettrici più mature cercano ancora l’anima gemella eppure non osano chiedere consiglio, non pretendono per se stesse il meglio e non si danno da fare. Tu, invece, che cerchi e attendi fiera, che ti depili con puntualità e poca precisione, lavi, stiri e ammiri, sei un faro acceso per tutte loro.
Gli uomini mia cara, vanno presi con cura. Bisogna star attente ai piccoli dettagli, non bisogna mai essere troppo servizievoli o troppo intransigenti, bisogna saper dosare dolcezza e intelligenza, mai mortificarli o palesargli le loro quantomai evidenti incapacità.
La tua idea di allenarti alla vita coniugale mi sembra ottima ed anzi, consiglierei ad ogni donna di far pratica prima del lieto congiungersi. Mie care lettrici, prendete dunque esempio, trovate un cane abbandonato in superstrada, un criceto in calore o con i punti della coop continuate a chiamare ossessivamente l’idraulico convenzionato, mettetevi all’opera. Sono certa del resto che quanto a punti state tutte messe bene e che da brave donne saprete lamentarvi di volta in volta per qualcosa di nuovo, fino ad una perfetta messa a punto della caldaia e alla fatidica risposta “sei una rompicoglioni”, che gli uomini, come scoprirete, tanto amano. Quello sarà il giorno in cui sarete pronte.
Ad una certa età non si può più andare a tentoni, la ricerca dell’anima gemella è una ricerca che si deve quindi riassumere nelle 4P: Perseveranza, Precisione, Perfezionismo e Pruderie. Bisogna essere perseveranti a fronte dei primi no, precise nella scelta, perfezioniste quando lui vi metterà alla prova e castigate nel proporvi ed omaggiarlo.
Punta al baretto sotto casa, cara Agata Inapp. Scarta subito gli avventori di passaggio, ad occhio screma per età e pappagorgia, non ti lasciar tentare dal giovane comunista trasandato, un giorno finirebbe anche lui per urlarti appena sveglio, seduto sul letto “Porco demonio, dove sono i miei calzini??!” senza aver ancora aperto il cassetto. Scegli con cura il tuo uomo, controlla bene che il dettaglio unico e fondamentale manchi, e se tutto è in ordine, puntalo.
La donna deve saper interpretare i gusti di un uomo senza per questo assecondarlo sempre. Studia il tuo uomo, mia cara. Inizia a frequentare anche tu il baretto. Scegli un look appropriato, ordina la sua stessa bevanda, resta in disparte ma attenta al suo sguardo, se ti guarda controlla di aver spazzolato bene i peli del gatto o con un gesto elegante tira su la calza contenitiva. Lascia il baretto nel momento in cui lui sta tenendo banco davanti agli amici, si chiederà perché e saprà che deve far di meglio per attirare la tua attenzione, ricordati di pagare prima d’uscire e resisti alla tentazione di pulire le briciole sul tuo tavolo, noterà la trasgressione. Guarda l’ora, così da rientrare in casa prima che faccia buio e soprattutto prima che lui lasci il baretto, quando immaginerà una vita con te saprà che tu gli farai trovare la cena pronta e il telecomando accanto al divano. Ricordarti di fermarti un attimo prima d’andare e ammiccante togliti il pezzo di prezzemolo tra i denti del rognone trifolato che hai ordinato, capirà che sei una donna attenta ai dettagli.
Vedrai di giorno in giorno i progressi e con fiducia perservera, sii precisa, perfezionista e mostra la tua pruderie, lui apprezzerà e saprà che sei una donna a modo.
Tuttavia sappi anche incassare una sconfitta, potresti scoprire nei mesi estivi che sul villoso petto ostenta una raffinata catena d’oro cui è appeso l’odioso dettaglio o ancor peggio renderti conto che è un uomo difficile e diffidente come molti. In questo caso, mia cara Agata, punta al corollario.
La quinta P.
Vestiti da gran Porca e quando tiene banco, ridi come un’oca giuliva.
Ad alcuni uomini basta poco per sentirsi MaschiCon affetto, Donna Letizia.
La Posta del Pancreas in collaborazione con Alessandra Bacci (Chi cerca, trova)
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La luna rischiara la nostra pelle
or che scintilliamo come le stelle
Questa è la nostra danza
e la viviam con eleganza
La musica ci porta lontano
nel mondo che solo noi amiamo
Sento battere forte il mio cuore
quando ballo con te dolce amore
Mai provata sensazione più potente
di te che mi stringi dolcemente,
aggiungo, mai sentita sensazione più forte
di te che ballando mi pesti i piedi a morte -
Ciao scusami, non so se ci hai fatto caso ma non ti ho mai chiamato in questi giorni proprio come avevi chiesto tu. Non so se lo vuoi sapere ma sono stata bene, cioè mi sei mancato da morire, la notte non prendevo sonno e ti pensavo, ma hai visto che sono stata brava? Non ti ho mandato nemmeno un messaggino. Ho saputo che sei stato impegnato con Patrizia, lei ti muore dietro e so che è stato solo per farle un piacere che ci sei andato a letto. Conosco quanto puoi essere generoso e il fatto che tu abbia voluto questo periodo di silenzio fra noi lo ritengo importante, per quanto mi sia costato so che lo hai deciso per il mio bene, affinché poi tu potessi essere libero di decidere qualsiasi cosa per il nostro bene e scusa se uso la parola nostro, lo so che è infantile ed egoistico. Non vorrei essere invadente ma volevo sapere se le camicie che ho lasciato stirate nel tuo armadio sono bastate. Te ne ho lasciate almeno per tre cambi al giorno amore mio, non potevo permettermi che tu andassi in giro in disordine. Non avendo potuto provvedere a pulirti la casa. perché sono stata fuori, ho fatto tanti straordinari per offriti una domestica e l’ho presa proprio come piace a te, discreta, silenziosa e con le tette così grandi così che tu potessi ricordarti di me e del bene che ti voglio. Ho pensato anche di farti dei regali durante le mie vacanze, ma so quando odi che riempia la casa con le mie cose, per cui ti ho ricaricato la carta di credito, spero di non aver invaso troppo la tua privacy con questa mia puerile iniziativa. Me lo hai detto tante volte che non sopporti che ti dica ti amo e se evito di dirtelo è perché è proprio tanto il bene che ti voglio che non vorrei che tu ti sentissi invaso dal mio troppo amore per cui ti lascio libero. Sappi che vorrei rivederti e so che anche questo è l’ennesimo mio desiderio egoista, lo so è stupido, il sentimento che ci unisce non ha bisogno di conferme come vedersi, fare l’amore, sentirsi per telefono e farsi dichiarazioni mielose. So che mi leggi nel pensiero, so che anche quando vai da altre parti, alle feste e fai sesso con altre donne lo fai per scaricarti perché poverino tu sei stressato e io non vorrei essere un ulteriore motivo di stress. Ma in tutti i modi dovevo dirti che sono tornata, ma che se vorrai continuerò a non farmi sentire, a non chiamarti e per quanto muoia dalla voglia di vederti, per salvaguardare il nostro amore, cercherò di non disturbarti. Dovrei pensare più a te che a me, amare, anche se non sopporti che io usi questa parola, è questo. Però vorrei sapere se un po’ ti sono mancata, giusto solo un po’ e se potevo riprendere la mia macchina … no non guardarmi così, ok hai ragione andrò a piedi al lavoro in fin dei conti lo fai per il mio bene perché camminare mi mantiene tonica e che quando rientro tardi ci sono dei brutti ceffi per la strada. Come? Hai ragione, come sono ridotta farei schifo anche a loro, lo so che lo dici perché mi vuoi tranquillizzare. Sono troppo paranoica, dovrei lasciar fare tutto, vivere giorno per giorno e non farmi più domande e soprattutto non fartene più a te, ma per favore, almeno aprimi la porta, fa freddo e non ho più soldi per dormire fuori casa … mia.
At Last, my Lovely di Jack Vettriano, particolare -
Colleghi ministri, vi ho riuniti qua perché è tempo ormai di affrontare la grave situazione in cui ci troviamo. Comincio col dirvi che non è più tollerabile fruire liberamente della respirazione senza pagare alcuna imposta in merito, odio il comunismo dell’aria! Dovremmo cercare di suddividere tale materia a secondo delle possibilità economiche dei cittadini: più paghi = più respiri. Questa è una delle prime azioni da fare, già ce l’hanno messo in tasca con il referendum sull’acqua pubblica, ma poi perché pubblica? Se la terra è privata perché non dovrebbero esserlo anche il resto? Il referendum è da abolire! Ricordo a voi tutti, onorevoli colleghi, che l’unico sistema al mondo che garantisce una vita degna, per me e per noi, è quello capitalistico. Se non fosse così non avrei fatto la mia sensazionale carriera, non avrei mai potuto sfruttare liberamente gli altri, non avrei potuto truffare francamente chi lealmente si fidava di me apertamente. Abbiamo il dovere, inoltre, di pensare al problema del traffico. Una parte della cittadinanza ha il tremendo vizio di non muoversi con le auto, questi proletari incoscienti si spostano in bici o addirittura a piedi senza sborsare un soldo per i carburanti. La libera circolazione dovrebbe essere regolata da leggi, i cittadini accetterebbero naturalmente un pedaggio a pagamento come scusa per risanare le casse dello stato e creare nuovi posti di lavoro. Questo consentirebbe a me, a noi, ai nostri amici e cognati, di speculare e arricchirci ulteriormente. A noi, che abbiamo la missione di guidare il paese, verranno installati telepass sottopelle in modo che nessuna barriera possa impedirci di muoverci come vogliamo. Insomma queste sono alcune delle idee per il progresso del paese, faremo decreti su decreti per portare avanti i nostri programmi, continueremo a bombardare la tv di notizie sui culi delle dive. Divulgheremo le giuste informazioni per fare fronte ai temi importanti come l’afa d’estate, il freddo d’inverno e le piogge varie ed eventuali. L’italiano medio dovrà continuare a preoccuparsi di come affrontare la prova costume, così non farà molto caso al frigo ormai vuoto. E’ in un momento di crisi come questo che si vede la grandezza della classe politica, diamoci da fare e velocemente che ho due gnocche che mi aspettano a palazzo.
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Le Curvy sono tornate di moda ma attenzione vanno attentamente selezionate e abbinate ad accessori trendy. Melania è stata uccisa dal marito, Sarah dallo zio, dalla zia e dalla cugina, mentre su Yara stanno ancora scandagliando il DNA, ma non vi preoccupate ci terranno informati. La Lega vomita merda sulla costituzione e a farlo sono ministri della Repubblica. Mora chiude l’harem delle zoccolette, ha fatto bancarotta, ora tutte quelle poere fihe si sentiranno sperse senza il pappa per il papi, ma finché c’è Fede c’è esperanza d’escobar. La Rai sceglie di fallire, ma la colpa è dei comunisti e questo bambino che mi sono mangiata ieri sera non riesco ancora a digerirlo … s’invecchia e il guaio è che sono una sconsiderata con kg in eccesso, non mi faccio di botox e sono pure bassa! ♫♪♫ Oh amore mio sapessi com’è strano mentre siam disoccupati quelli pensano di trasferire i ministeri … a Milano. Perché Roma è ladrona e allora hanno il diritto di rubare anche loro perché se la legge è uguale per tutti c’è chi da noi è un po’ più uguale di tutti, cribbio! Meno male che abbiamo le foto della Minetti a Formentera mentre i dubbi ci assalgono riguardo alla Libia, Gheddafi si è un dittatore, ma bisogna pur fermare questa scocciatura dei migranti in mare, che poi approdano sulle spiagge a turbare la prova costume per cui molti si preparano, da mesi, con sacrifici, di cui “loro” non si rendono minimamente conto…E se poi si arenasse un cadavere? No meglio tenerli nel loro paese, a marcire nei centri o a morire per fame e per guerra, anzi meglio non rammentarli proprio, se non li nominiamo loro non esistono. La Grecia è in crisi ma anche noi c’abbiamo i cazzi nostri. P2, P3, P4 chi P ne ha P ne metta! Ora è tempo di leggerezza, di amori estivi fra vipponzi e le classi digerenti, ma se proprio proprio vengomo a galla altre rogne sono sempre pronti a distrarci ritirando fuori la Franzoni e Cogne. -
Avrei voluto amarti
ma non volevo distrarti
dalle tue cose e dal tuo lavoro
chiamandoti continuamente “caro mio, tesoro”
Mi sono messa in disparte
dandomi anima e corpo all’arte
lasciandoti libero di continuare
aspettando il tuo tempo per potermi amare
Poi il tempo è passato
e non mi hai più chiamato
nell’arte io mi sono affermata
ma del tuo amore non mi sono scordata
Ora che sei qui presente
che mi vuoi col corpo e con la mente
ti confesso che ho poi speso il mio ardore
con Vincenzo De Prittis, dell’arte il mio professore -
“Immenso e rosso Sopra il Grand Palais Il sole d’inverno viene E se ne va”
sentire quelle parole dalla tua bocca mi fece andare il cuore in gola, non pensavo che molte persone conoscessero quella poesia di Jacques Prévert, figuriamoci se pensavo di sentirla da te. Ti ritenevo una persona inconsistente, la classica donna che si da’ all’arte per apparire diversa, emancipata. Ti avevo visto da lontano con quel vestito rosso, forse un po’ troppo vistoso, ma che ti stava divinamente sulla tua pelle bianca e i tuoi capelli neri. Non volevo fermarmi a sentire la classica pippa teatrale, non era nei miei programmi, ma fu proprio quel colore che portavi su di te con quella naturalezza ad attrarmi. Non mi piacevi, non amo le donne che si mettono in primo piano, le preferisco in disparte e leggermente dimesse. Per me le donne non dovrebbero mai portare colori troppo accesi, involgariscono. Ho sempre sostenuto che le donne che recitano o che cantano lo facciano quasi sempre per darsi delle arie, perché sono fallite in altri aspetti della loro misera esistenza e allora s’illudono di sentire il richiamo dell’arte vibrare nelle loro corde e spendono tempo in corsi, scuole per poi propinarci le loro lagne. Tu poi avevi anche una voce bruttina, sgraziata e che c’entrava con la poesia Dio solo lo sa. Ma non riuscivo a staccarti gli occhi di dosso. Ti guardavo quando con passo esitante ti dirigesti verso il microfono su quel palco improvvisato in quella piazzetta sotto il sole di Giugno e, nonostante il cicalio della folla cominciasti a leggere:
“Immenso e rosso
Sopra il Grand Palais
Il sole d’inverno viene
E se ne va
Come lui il mio cuore sparirà
E tutto il mio sangue se ne andrà
Se ne andrà in cerca di te
Amore mio
Bellezza mia
E ti ritroverà
Là dove tu sarai”
Recitavi accompagnata da un chitarrista noioso, troppo concentrato su se stesso, ma a te non interessava e non facevi neppure caso al rumore di chi passava accanto parlando ad alta voce come se tu non esistessi, come se il tuo spettacolo non esistesse. Ogni tanto sembrava che muovessi piccoli passi di danza, così, per far oscillare il rosso del tuo vestito. Non eri così superficiale come avevo creduto, ero stregato e rimasi in attesa della fine della tua performance per poterti avvicinare. Ricordo che provavo una certa emozione e mi sentivo spiazzato dalla tua presenza, ma non potevo farmi sentire insicuro, non io. Dovevo trovare il coraggio, ormai sapevo quello che volevo e sorridevo all’idea di quanto fossi stato stupido a immaginarti come una donna sciatta. Mi avvicinai a te e sfoderando il migliore dei sorrisi che potessi mostrare ti dissi soltanto: “Divinaaaa! Dio mio quel vestitoooo, lo voglio lo voglio e lo voglio!” -
Renato Renato Renato
il precariato tu hai colpito
Renato Renato Renato
senza il Berlusca non vivi più.
Renato Renato Renato
a risponder sei stato invitato
Renato Renato Renato
e ci hai coperto d’infamità.
Scommetto che nessuno è vile come te
però chissà perché dimostri rabbia a me
se tu ti dimettessi per decenza sì
io non sarei ridotta così.
Renato Renato Renato
così piccino e maleducato
Renato Renato Renato
in parlamento ti fai tuoi film.
Scommetto che nessuno dorme come te
però chissà perché te la rifai con me
se tu ti dimettessi per decenza sì
io non sarei ridotta così.
Renato Renato Renato
il dipendente tu hai stremato
Renato Renato Renato
vorrei vivessi d’instabilità.
Renato Renato Renato
le tue parole sul precariato
Renato Renato Renato
si ritorceranno tutte su di te
Renato Renato Renato
la gente onesta hai diffamato
Renato Renato Renato
il ben servito arriverà per te.
Renato Renato Renato
il modo stronzo in cui tu hai agito
Renato Renato Renato
la fine è prossima anche per te

