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Ragazza mia

“Ragazza mia vedi sarebbe ora che tu imparassi a lavare e a cucinare altrimenti chi ti sposa?”

“Scusa mamma ma saper ramazzare casa e cucinare sono requisiti fondamentali per sposarsi?”

“Certo, mica vorrai tenere la casa sporca e cibarti di roba scongelata nel microonde!”

“E perché no”

“Perché così rimarrai zitella”

“Ho solo 13 anni mamma che dici?!”

“Dico che sarebbe l’ora che tu imparassi le cose fondamentali della vita per poterti sposare un giorno e occuparti di tuo marito e dei tuoi bambini”

“Ma se non volessi un marito e dei figli? A me piace studiare, vorrei girare il mondo e poi ..”

“Per poi tornare qua a fare la moglie, semplice”

“E il lavoro?”

“Mi chiedo come faresti a tenere casa pulita, cucinare, prenderti cura di te stessa (anche perché poi se ti lasci andare è facile che il marito si trovi un’amante), prenderti cura di lui, dei tuoi figli e lavorare. Saresti brava, ma non credo tu ce la possa fare e francamente penso che non ne valga nemmeno la pena quando c’è qualcun altro che provvede a mantenere la famiglia”

“Scusa ma preferirei mantenermi da sola. Quando sarò più grande mi piacerebbe dividere la casa con un’amica e poi vedremo, ho tutto un mondo da scoprire”

“Con un’amica? Mica sarai lesbica?!”

“Ma mamma che dici? Io vorrei essere indipendente, divertirmi, viaggiare, stare con gli amici”

“Si ma se poi entro i 30 anni non ti sposi cosa dirà la gente?”

“Della gente non è che m’importi molto”

“E infatti si vede .. anche da come ti vesti. Non sei per niente aggraziata, non ti fai mai fare una messa in piega come si deve, volevo regalarti delle scarpe con il tacco, una gonna ma tu niente. Sempre con quei  jeans, gli anfibi e i capelli disordinati … e meno male che mi dici che non sei lesbica”

“Ancora?!”

“Si che poi anche se lo fossi vorrei capire chi delle due farebbe la lavatrice. Io proprio queste cose non le capisco, due donne insieme, due che lavano stirano e poi vogliono essere uguali alle altre coppie eterosessuali”

“Mamma stai dicendo un sacco di fesserie, che c’è di male in due donne che stanno insieme?”

“Ah per me nulla, è solo una questione di equilibrio che andrebbe a farsi friggere. Ragazza mia vedi, l’uomo e la donna sono complementari. Le donne da che mondo è mondo accudiscono la casa, il marito e i figli ed è questo che le rende indispensabili”

“Non capisco, forse non voglio capire”

“Predi me e tuo padre ad esempio, sai che senza di me la mattina non saprebbe neanche come vestirsi? Io gli preparo gli abiti, gli faccio trovare la colazione pronta perché lui neanche saprebbe farsi il caffè. Sai che non è mai andato al supermercato da solo? Non saprebbe cosa comprare. Tuo padre ha bisogno di me per tutto. Io lo guido, io sono il suo angelo custode e per lui sono allo stesso tempo madre, sorella e amante. Per questo non ha mai pensato di lasciarmi e non mi lascerebbe mai, sarebbe perso senza di me”

“E ti sembra una cosa bella mamma?”

“E’ questo che tiene in piedi il nostro matrimonio”

“Ma l’amore?”

“L’amore? E a che serve?!”

Pasqua, pensiamo ai meno fortunati

Oggi in questo giorno di festa, di abbuffate con parenti e amici, dovremmo pensare a chi è meno fortunato di noi. No, non mi riferisco ai cittadini del cosiddetto terzo mondo, né alle persone che in questo periodo stanno soffrendo a causa della crisi,  sto pensando ai fruttariani, agli ehreiani, ai crudisti e in generale a tutti coloro che, per scelta di vita, si privano delle gioie del cibo. Pensate, proprio mentre voi vi avventerete sull’abbacchio, la pasta al forno, la parmigiana, pasterie, torte pasqualine, cotiche e fagioli e quant’altro, migliaia di persone non mangeranno praticamente un cazzo e saranno pure convinte di far del bene alla propria salute e al pianeta. Altri invece, nello stesso istante in cui frantumerete le uova per rimpinzarvi di cioccolato in tutte le sue varianti, continueranno a purgarsi con il sale inglese e altre schifezze per poi cacare i calcoli del fegato che mostreranno con fierezza nel web.  Posso comprendere che per uno stretto periodo, sotto controllo di professionisti (e non è facile trovare dei veri professionisti nell’ambito della medicina alternativa),  si scelga di sottoporsi a determinati stili alimentari, sia per motivi di peso che di depurazione dell’organismo. Quello che mi rimane davvero difficile da comprendere è il fanatismo che spesso accompagna le persone che fanno scelte alimentari estreme, non ha caso ho trovato dei riferimenti riguardo alla dieta ehretiana, la dieta che prevede una vita senza muco di cui avevo parlato in questo post,  in uno dei gruppi meetup di Beppe Grillo.  Si può vivere felici nutrendosi esclusivamente di mele? A me riesce davvero difficile da comprendere. La vado dura andare in pizzeria con gli amici, o sedersi nelle grandi tavolate dei ritrovi familiari, e mangiare solo mele mentre ti passano davanti ogni tipo di delizie. Ma forse sono io che sono debole, lo ammetto, sono davvero pessima,  non potrei mai fare a meno della pasta, della pizza, al limite potrei fare a meno della carne visto anche l’inesorabile calo dei miei rapporti sessuali. Ma almeno i crudisti, ehretiani ecc qualcosa mangiano, c’è invece chi ha scelto di nutrirsi solo di Prana, luce e amore, è questa la scelta degli adepti del respirianesimo.
Dal forum luogocomune.net leggo: “L’industria alimentare è la lobby più potente del pianeta. I suoi inganni sono tanti da non poter essere elencati tutti. I padroni del mondo riempiono da decenni le nostre tavole di veleni di ogni tipo (cibi ogm, formaggi avariati, polli alla diossina, vini al metanolo, uova marce, uva passa..). L’inganno più grande, però, è quello che viene perpetrato da millenni nella storia dell’umanità, e che finora solo pochi asceti hanno deciso di sfidare, insieme a qualche decina di top-model. L’inganno originale consiste nel farci credere che abbiamo bisogno di cibo, allontanandoci così dalle fonti del vero nutrimento, che sono la Luce e l’Amore.” Io speravo che questo fosse un trollone ma temo che non sia così 😦 Ora la lobby dell’industria alimentare, che a quanto pare esiste ancor prima della comparsa dell’uomo sul pianeta, cospira contro di noi costringendoci a mangiare!!11!!!!!  Ripensandoci forse potremmo anche noi vivere tranquillamente di luce, un po’ come le piante, anche se temo che dietro questo ci sia la cospirazione della lobby della sintesi clorofilliana.
Qua invece vi riporto la testimonianza di Pasquy: “I cambiamenti fisici più rilevanti sono stati la crescita costante di energia e luminosità e la scomparsa del bisogno di defecare. A un livello di pulizia totale si smette anche di urinare, Rimettendo i liquidi in circolo e attivando un processo autotrofo, Ma poiché sono ancora presenti delle tossine nel mio organismo dovrò pazientare!”  Mi auguro che Pasquy rimanga sempre in buona salute,  ma sono onestamente preoccupata per lei, specie dopo aver letto che alcuni respirariani svizzeri sono morti di fame  … e non so come mai la cosa non mi sorprenda. 

 

La storia di Lapi Dario

Si chiamava Dario, Lapi Dario,  ed era un tipo piuttosto sintetico anche se preferiva vestirsi con abiti di cotone non trattato. Non amava perdere tempo e nella sua vita era riuscito più o meno a sfangarsela senza dibattersi in tante cazzate. Timido e introverso aveva passato la gioventù nell’azienda del padre Lapi Dante, azienda che alla morte del capofamiglia aveva rilevato con tutte le magagne che questa comportava. Pur essendo poco più che un ragazzo il Lapi non si risparmiò nel lavoro, riuscì a riportare il bilancio della ditta in pareggio  e a mettere un po’ di soldi da parte con cui comprò una casetta dove andò a vivere con la sua fidanzata storica Monia, Parsi Monia, una brava ragazza piuttosto oculata. Vissero un periodo relativamente sereno ebbero un figlia che chiamarono Nella, una bimba che fin da piccola mostrò una passione smisurata per il burraco.  Purtroppo, come per molti italiani all’epoca, la famiglia Lapi dovette soccombere alla grande crisi degli inizi del XXI secolo.  Per un certo periodo riuscì contenere le spese che la sua ditta Lapi Ramide (ditta che per anni era rimasta solida) dovette affrontare fra fornitori e tasse. Ma ad un certo punto i clienti cominciarono a non pagare, persino gli acquirenti  storici come i Conti Fatti non tornarono più ad usufruire dei suoi servizi.  Cominciò così il declino,  Lapi Dario dovette licenziare i suoi dipendenti senza troppe storie,  sciolse la ditta e si mise inutilmente a cercare un lavoro come dipendente ma il suo carattere schivo e  il suo modo di sentenziare sulle cose  del mondo non gli facilitarono certo la situazione.  Parsi Monia cercò di centellinare su tutto ma dovevano pur mangiare, pagare le bollette e le spese scolastiche di Lapi Nella, carte comprese. S’indebitarono con diverse società finanziarie, Lapi Ramide divenne presto solo un ricordo  immerso nel deserto della loro miseria.  L’unica speranza per quella famiglia, come per la stragrande maggioranza delle famiglie della nazione, erano i quiz in TV. Nonostante il suo carattere riservato Lapi Dario si ritrovò così ad Affari Tuoi, il programma dei pacchi. Ebbe la fortuna di essere selezionato ma si trovò presto  in bilico  fra regione e sentimento. Le scatole venivano aperte,  gli erano sfuggiti premi ambiti come un posto fisso da friggitore per una catena di fast food e un reddito di 800 euro al mese per 10 mesi (tasse escluse).  Lapi Dario, nonostante le insistenze del presentatore, si volle tenere il suo pacco convinto che la ci fosse il premio a cui più ambiva. Venne il momento di scoprire il prezioso contenuto della scatola, quella volta la sorte  sembrò proprio girare dalla sua, aprì il pacco e vi trovò una pistola, visti i prezzi di certi aggeggi sul mercato  e la forte ascesa dei suicidi fu davvero una fortuna poterne vincere una.  Sebbene fosse un tipo restio a manifestare il suo entusiasmo Lapi Dario tornò  sorridente a casa, la sua vita e quella della sua famiglia erano ad una svolta. L’intuizione e il  destino lo fecero riflettere sulle nuove possibilità che il mercato apriva proprio grazie alla crisi. Telefonò al suo vecchio amico Pietro Didi Marmo (un tipo duro ma onesto), vendette la pistola e con il ricavato  avviò una nuova impresa la Lapi Didi Marmo che divenne presto un’azienda leader nel settore delle onoranze funebri.