di Sabrina Ancarola Faccio cose perché sono inquieta, scrivo perché, dare una forma alla mia inquietudine, a volte è divertente. Sono cantante, presentatrice, scrittrice e autrice di pièce teatrali e cene con delitto. Non so cosa mi riesce peggio, ma mi ostino perché mi piace ballare pur non sapendo affatto ballare.
Oggi nel giorno del mio …esimo compleanno (si l’ho scritto appositamente così qualcuno di voi potrebbe farmi gli auguri, cosa che gradisco assai 😀 ) mi sono ritrovata in un flame solo perché un’amica ha pubblicato una mia poesia tratta da questo blog. La discussione con l’utente xyzmgk2 su facebook è nata non per il contenuto della poesia (che sicuramente non ha neanche letto), ma per il titolo di questo blog (che sicuramente non avrà mai neanche aperto). Non è la prima volta che solo menzionare le parole “mini racconti cinici di una donna in sindrome premestruale” provoca in alcune persone una certa irritazione. Avevo già scritto in passato com’è nato questo blog e il perché del suo titolo, ho scherzato sulla sindrome premestruale (cosa di cui io saltuariamente soffro) e sulle mestruazioni, ma già in passato mi era stato fatto notare che:
A) Parlare di mestruazioni non sta bene.
B) Parlare di sindrome premestruale avvalorerebbe la tesi che vuole che tutte le donne, prima e durante il ciclo, siano in preda ad uno stato di pazzia.
da questo ne deduco che:
Le mestruazioni sono ancora un tabù, si hanno ma è meglio che non si sappia in giro. Sarebbe buona prassi, quando noi donne dobbiamo recarci alla coop per comprare gli assorbenti, di passarli poi di soppiatto alle casse veloci per il pagamento onde evitare d’incorre in un cassiere “uomo-maschio” che potrebbe rimanere scioccato alla vista del pacchetto dei lines, specie di quelli spaziali progettati dalle scienziate della NASA vestite di bianco.
Non si può soffrire di sindrome premestruale perché questo andrebbe a rafforzare lo stereotipo che vede le donne mestruate come persone in preda ad incontrollata isteria, ma, soprattutto, alcune femministe potrebbero prenderla molto male. Quindi, se come me soffrite di PMS, sarebbe il caso di non raccontarlo in giro, ma di soffrire in silenzio.
Invece voglio ribadire che la sindrome premestruale esiste (e vive in mezzo a noi!), che lo scombussolamento ormonale, oltre ad una fame chimica, mi provoca una certa propensione alla malinconia e alla satira con risvolti gioiosamente cinici e che aver messo tutto il mio sentire in questo blog, aver riso con voi di questo, mi fa tanto bene al cuore, specie in quei giorni.
Si può guarire dalla PMS? Non lo so, ho solo scoperto nel tempo che se riesco a fare attività fisica costante i sintomi relativi al periodo prima del ciclo non li avverto proprio e il ciclo è meno doloroso, ma non per questo smetterò di scrivere cavolate e quando mi arriverà la menopausa potrei pure peggiorare 😀
ringrazio il mio amico del cuore e del pancreas Freddie Villarosa per questa sua fantastica elaborazione
La vidi una mattina come tante nel parco dove di solito andavo a correre. Era bellissima, ne rimasi incantato. Possedeva un aspetto aristocratico, aveva un corpo magnifico e una naturale eleganza. Fin dal primo istante mi resi conto che lei era di un’altra razza, difficilmente potevo sperare di accostarla. Eppure non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso. Volevo avvicinarmi a lei e con una banale scusa riuscii ad passarle accanto e a percepire il suo ammaliante odore. Ero pazzo di desiderio, dovevo averla in tutti i modi, sapevo che anche lei mi desiderava. ma che era trattenuta da una forza superiore che non la lasciava venire a me. Dovevamo escogitare un piano per trovare un momento solo nostro. Fu grazie alla distrazione di chi voleva avversare il nostro amore che lei riuscì a fuggire eludendo ogni ostacolo. In un attimo arrivammo dietro il boschetto e ci trovammo soli. Eravamo…
Questa sera non ho niente in testa che lo scat di Dee Dee, vorrei parlare di amore, vorrei parlare di sesso, di tramonti rossi che già odorano di settembre, di poesia, vorrei scrivere racconti cinici, vorrei liberare la mente, ma le note m’imprigionano cullandomi.
Stachdappiriuwah … babbiurabbiscabutte … schet … teddadubayeh .. aduyeehehehehh dih dihddih … ♫ Dopo lo scat c’è il solo di piano e poi il contrabbasso e si continua a volare, dolcezza, sensualità, ninna nanna dell’isola degli uccelli. Eppure il titolo potrebbe suggerirmi anche un qualcosa di diverso da un porno vintage danese dei primi anni ’70 … o no?
Conceptual photography by Brooke Shaden
La bella stagione era al termine e l’isola si stava svuotando di quei pochi turisti che erano arrivati là attratti dalla bellezza del mare e dalla sua natura ancora poco piegata alle masse. La cameriera tuttofare dell’unico albergo del posto sognava ancora un incontro piacevole da portarsi dietro fino all’inizio dell’estate successiva. Lei non era bella ma nemmeno brutta, si truccava raramente, vestiva some le capitava sotto il suo grembiule ma la sera, quando era di turno al bar, scioglieva i suoi lunghi capelli neri e regalava larghi sorrisi ai pochi avventori che si fermavano da lei per una birra o perché semplicemente in quel luogo non c’era altro da fare. Si chiamava Carla, era nata su quell’isola e su quell’isola stava invecchiando. Lei non desiderava andare altrove, non perché il continente o altri luoghi le facessero paura, ma perché i viaggi li faceva di continuo con la sua mente e altro non le interessava. Di uomini ne aveva conosciuti tanti, i suoi erano tutti grandi amori di quelli che s’immaginava fossero per sempre e con la stessa facilità con cui s’innamorava riusciva a dimenticarsi dei dolori degli addii. Faceva l’amore come se fosse stato l’ultimo giorno della sua vita, questo affascinava e allo stesso tempo metteva un po’ a disagio i suoi amanti. Ogni volta metteva a disposizione il suo cuore e il suo corpo con generosità come aveva fatto con Hans, un viaggiatore tedesco con cui si era intrattenuta il mese prima, e come avrebbe fatto quella sera stessa con Donato, un giovane pugliese squattrinato portato il quel luogo dal suo vagabondare senza meta. Lei conosceva ogni posto segreto dell’isola e lui, un po’ per curiosità e un po’ per noia, aveva cominciato a corteggiarla. Si era preparata con cura a quell’incontro, Carla desiderava perdersi negli occhi neri di Donato, esplorare il suo giovane corpo e la sua anima. Si sarebbero visti vicino al molo dopo l’orario di chiusura del bar, avrebbero fatto l’amore sotto le stelle, lei lo avrebbe fatto sognare nell’illusione che si portasse il suo profumo e il suo ricordo anche al di là del mare. Donato avrebbe passato una serata diversa, sarebbe ripartito e forse non sarebbe mai più tornato, Carla lo avrebbe sognato fino all’estate successiva quando ci sarebbero stati altri uomini da amare.
Robin Williams era probabilmente l’attore americano più amato dagli italiani, sicuramente da quelli della mia generazione. Siamo cresciuti ridendo con Mork il suo bizzarro extraterrestre, la nostra adolescenza è stata segnata da L’attimo fuggente, poi lo abbiamo ritrovato con il naso da clown quando ci ha fatto conoscere la straordinaria vita del dottor «Patch» Adams. La sua verve brillante non gli ha mai impedito di ricoprire ruoli estremamente drammatici o inquietanti e in ogni ruolo la sua interpretazione non lasciava mai indifferenti. Non possiamo che sentirci amareggiati per la sua prematura scomparsa e allo stesso tempo grati per l’emozioni che come pochi ha saputo donare all’incomparabile arte del cinema e del teatro. Il fattore umano era l’ingrediente principale del suo lavoro di attore ed è stata proprio questa sua dote a creare empatia con chi dall’altra parte dello schermo ha riso e ha pianto con lui e continuerà a farlo.Grazie O Capitano! Mio Capitano!
Non innamorarti di una donna che legge, di una donna che sente troppo, di una donna che scrive… Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza. Non innamorarti di una donna che pensa, che sa di sapere e che, inoltre, è capace di volare, di una donna che ha fede in se stessa. Non innamorarti di una donna che ride o piange mentre fa l’amore, che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più, di una donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose), o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro o che non sa vivere senza la musica. Non innamorarti di una donna intensa, ludica, lucida, ribelle, irriverente. Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così. Perché quando ti innamori di una donna del genere, che rimanga con te oppure no, che ti ami o no, da una donna così, non si torna indietro. Mai.
..però ripensandoci anche se non t’innamori possiamo sempre scopare 😉
L’equilibratissimo giornalista Magdi Allam, che nei giorni scorsi aveva lanciato infuocate dichiarazioni in cui affermava che il cristianesimo ormai aveva perso il suo piglio grintoso, spiazzando i suoi Fratelli d’Italia ha rivelato di essersi convertito alla religione Klingon. Tale decisione è stata rivelata dallo stesso Allam al termine di un ciclo di meditazione MaiQa svoltasi presso le caverne in una zona imprecisata su Qo’noS. Il sessantaduenne giornalista, nato in Egitto e naturalizzato italiano, già in passato aveva deciso di cambiare fede aderendo al cattolicesimo ma nel tempo, accortosi del mosciume di questo particolare ramo del cristianesimo, aveva optato per un cristianesimo con le palle autonominandosi così Magdi “Cristiano” Allam. In particolare Allam, da buon migrante, non ha potuto tollerare alcuni aspetti del cattolicesimo:
«Sono contrario al globalismo che porta all’apertura incondizionata delle frontiere nazionali sulla base del principio che l’insieme dell’umanità deve concepirsi come fratelli e sorelle, che il mondo intero deve essere concepito come un’unica terra a disposizione di tutta l’umanità»
«Sono contrario al buonismo che porta la Chiesa a ergersi a massimo protettore degli immigrati, compresi – e soprattutto – i clandestini».
“Sono cristiano, considero valido il battesimo ricevuto da Benedetto XVI ma critico i comportamenti della Chiesa a partire dalla sostanziale legittimazione dell’Islam come religione di pari valore del cristianesimo, dall’adesione all’ideologia dell’immigrazionismo fino alla legittimazione dei clandestini.”
Ancora non sono stati chiariti i motivi di questa sua nova conversione religiosa, ma è facile immaginare che Allam sia rimasto affascinato dai cuori Klingon che battono all’unisono e dalle politiche anti-immigrazione di Kahless. Quel che sappiamo è che il giornalista adesso ha deciso di chiamarsi Magdi “Gowron” Allam in onore del cancelliere dell’impero ucciso in un duello da Worf.
Cari miei piccoli lettori, come molti di voi sanno provo una particolare simpatia per i commentatori dei giornali online e quando l’argomento sono i sex toys non leggo nemmeno gli articoli, passo direttamente ai commenti. Avevo già condiviso su questo blog alcune perle dell’italica ignoranza riguardo l’argomento nel mio post: Uomini che temono i vibratori.
Ho sempre creduto che l’invidia del pene fosse ben altra cosa che il sentirsi a disagio di fronte ad un giocattolino erotico. Molti sostenitori del sesso duro e puro (che poi sul duro non ci scommetterei ‘na mazza) dicono che niente sia paragonabile alla carne, eppure ho amici vegani che sono felicissimi. Fra i detrattori dei sex toys non ci sono sono gli uomini, ho letto diverse invettive di donne che si scagliano contro la masturbazione femminile assistita, donne che come alcuni uomini non perdono mai l’occasione di apostrofare come zoccola la giornalista o blogger di turno che cerca di trattare l’argomento.
Tanto per darvi un’idea copio/incollo alcuni commenti:
ilpimpa78Non penso che devi essere uno scienziato per costruire dei sex toys per donne, forse bisogna ingegnarsi di più per quelli maschili ma le persone che amano queste genere di perversione qualche cosa lo inventano sempre.
Vogliono pornificare Milano con dei sex toys? meglio con persone in carne e ossa, i partecipanti a questo evento uomini e donne si concedano per rapporti occasionali non retribuiti in giro per la città e forse riusciranno veramente di raggiungere lo scopo prefissato.
king4adaymi fa piacere che un simile squallore passi per idea femminista, me ne rallegro
RobertoTamboneGiusto, il femminismo “sublime”meglio un “COSO” di plastica in “PERFETTA” solitudine,che “DONARSI” ad un “UOMO” che patetiche,e quanto state cadendo nel più profondo “BASSO”
VINX89E` ovvio. L’ideologia femminista ha desertificato il genere maschile in Europa. Restano due alternative alle donne: sex toys oppure viaggi in Africa o ai Caraibi alla ricerca di veri uomini.Dai commenti si evince che
la masturbazione praticata coi i sex toys è una perversione (e io che pensavo che le perversioni fossero tutt’altra cosa)
le femministe per essere tali non dovrebbero usarli altrimenti passano per poche di buono
oppure
il femminismo è stato creato ad arte affinché le donnacce possano rallegrarsi con questi giocattolini
le femministe preferiscono i sex toys agli uomini, quindi con gli uomini non fanno mai sesso (forse non ci pigliano neanche un caffè assieme)
L’ultima, quella della desertificazione del genere maschile in Europa, mi era sfuggita, vivo in Italia e continuo a vedere uomini, recentemente sono stata in Portogallo e anche li di uomini c’e n’erano una cifra.
lupesioSicuramente la proposta ha il pregio dell’essere economica in questi tempi di crisi. Si risparmia su anelli, regali di San Valentino, cenette a lume di candela e ingressi in discoteca.
Guest•Con il sogno del principe azzurro si rischia di avere il cuore spezzato, ma ancora non riesco a smettere di sognare.
Pino IrsutiSempre più ridicole, tanto una donna che va in giro a predicare roba del genere può stare tranquilla. Le rimarrà solo Federica come migliore amica.
L’articolo in questione parla delle affermazioni di Betty Dodson, autrice del libro “Sex for one. Le gioie dell’autoerotismo”. L’autrice discute di quanto l’amore romantico possa essere ingannevole e parla di quanto tempo le ci sia voluto per raggiungere una piena consapevolezza del proprio corpo.
Seguono alcune mie riflessioni sui commenti citati:
Scopare da soli è più economico ma … ” queste cose costano ed è proprio qui che cominciate a pagare…col sudore” Debbie Allen in Fame docet
Meglio sognare che masturbarsi, ma anche sognare di masturbarsi potrebbe non essere malaccio.
E nell’ultimo commento troviamo Pino Irsuti, un troll di prim’ordine che consiglia la cara Federica all’ottantacinquenne autrice del saggio sulla masturbazione, GENIO!
Mi sono messa a cercare equivalenti articoli sulla masturbazione maschile, devo dire che non c’è molto forse perché parlare di sex toys per uomini fa meno audience o perché, oltre alla vecchia Federica, molti non ammettono pubblicamente di masturbarsi e/o fare sesso usando anche i sex toys. Da una parte la sega mi pare sia data per scontata, l’uomo ha voglia o ha un’erezione per svariati motivi e meccanicamente sente l’esigenza di masturbarsi. In questo, nel pensiero comune, non c’è niente di scandaloso, la donna che desidera procurarsi un orgasmo però viene additata come una pervertita. Tornando ai giocattoli per gli uomini e alla scoperta del proprio corpo c’è il fattore penetrazione, spesso associata esclusivamente agli omosessuali, eppure i centri del piacere che si trovano in uno dei buchetti che anche i maschietti possiedono non solo non sono fantascienza, ma se stimolati da soli, con i toys o con l’aiuto di una partner, non “condannano” nessuno all’omosessualità. E, sempre parlando di penetrazione, le donne che hanno rapporti con altre donne la praticano … lo so, sto facendo grandi rivelazioni, ma sono sicura che qualcuno ne potrebbe rimanere stupito.
La conoscenza del proprio corpo può far paura, le cause possono essere ricercate nell’educazione, non solo familiare, ma anche sociale che è ancora pregna di tabù religiosi. Questo scoperte possono benissimo essere condivise dal proprio partner che, se è una personcina intelligente, non proverà l’invidia del rabbit, anzi potrebbe chiedervi di condividere con voi anche i suoi giocattolini.
Recentemente ho visto un documentario in cui si parlava della medicalizzazione delle donne che non provano l’orgasmo, da una parte c’erano le case farmaceutiche che premevano per il lancio di una pillola rosa e dall’altra c’erano studiosi e sessuologi contrari a questa medicalizzazione proprio perché l’orgasmo femminile implica una serie di connessioni fra il corpo e la psiche non banalizzabile attraverso un farmaco. In sostanza i contrari a questi eventuali farmaci affermavano l’importanza della consapevolezza del corpo femminile e di quanto alcuni ausili potessero essere utili alla sua realizzazione.
Personalmente sono convinta che il negarsi la masturbazione , con o senza toys, sia una forma di repressione e io le odio le repressioni dell’Illinois 😉
Ci siamo guardati ci siamo annusati, ci siamo spogliati evidentemente arrapati
Steso svestito sul letto mi facevi un certo effetto e poi anch’io nuda per diletto mi sono messa al tuo cospetto
Cominciammo così a far l’amore stavo immersa nel piacere, nel tuo odore ero persa nel tempo senza timore avrei voluto che durasse ore e ore
Mi parevi così focoso, così arguto a te incurante il corpo mio aveo ceduto poiché di sicuro non avrei certo creduto che tu durassi anche meno di un minuto
What do we do with our lives we leave only a mark will our story shine like a life or end in the dark give it all or nothing
Ho letto che alcune squinzie americane hanno formato un movimento chiamato Women Against Feminism e hanno cominciato a postare foto sui social network con scritto il perché non hanno bisogno del femminismo. Mi sono fatta un giro in rete e ho letto alcune scritte, una tizia dice che non ha bisogno del femminismo perché non odia gli uomini, in effetti ha ragione: basta con queste femministe che odiano gli uomini!11!!111!!! Gli uomini poverini che colpa ne hanno se Dio ha creato l’uomo (e non la donna!) a sua immagine e somiglianza? I maschi sono naturalmente esseri superiori e svariate femmine soffrono di questa invidia e pure di quella del pene, per questo non si depilano, comprano vibratori e hanno creato il femminismo! Ho saputo che esistono femministe che hanno relazioni con i maschi, immagino che fuori dal letto nessuna pietà ♫ Parliamo poi delle lesbiche, per me essere lesbica non è una cosa naturale, secondo me quelle trombano fra loro solo per far impazzire l’omo maschio, ma dico io a che livelli siamo? No no, io gli uomini li amo, non posso amarli ed essere femminista altrimenti si spaventerebbero e dopo di chi mi potrei lamentare?
Poi ho visto diversi cartelli in cui si legge: “Non ho bisogno del femminismo perché non sono una vittima“, in effetti nemmeno io lo sono e quelle che lo sono se la sono andata sicuramente a cercare. Si sa che l’uomo è cacciatore, passionale, alcuni forse sono un po’ troppo focosi e non resistono a quel che tira più di un carro di buoi dei paesi tuoi, non è cattiveria la loro è che li disegnano così e quindi, anche se qua da noi abbiamo fatto delle conquiste (che poi vediamo se davvero sono conquiste) come il disconoscimento del delitto passionale e una qualche condanna verso la violenza sessuale, lottare per i diritti delle donne in altri paesi è un inutile spreco di energie, chi fa gli affari suoi campa 100 anni e io voglio vivere a lungo.
Mi sono imbattuta in questo altro slogan: “Sosteniamo la parità di genere e non il dominio delle donne“, a me le donne che dominano fanno paura, pensate alla Merkel o alla Thatcher, le donne al potere hanno spesso causato disgrazie e poi diciamocelo chi di noi vorrebbe essere costretta a portare dei tailleur così orrendi?
Le migliori perle provengono dalla sezione White Women Against Feminism perché bianco è meglio (anche se il nero sfina di più). Ci sono alcune ragazze preoccupate perché temono che le femministe le costringano ad abortire anche se loro vogliono avere figli, oppure che venga impedito loro di cucinare per i propri uomini. Di questo mi ero già lamentata con la presidentA BoldrinA qualche tempo fa, tutte le volte che mi metto ai fornelli tremo all’idea che possa entrare una femminista in casa ad aggredirmi mentre scolo la pasta, ogni volta che apparecchio per un uomo ho paura che la Boldrini irrompa nella mia cucina a sfracassarmi le ovaie perché secondo lei questo non si fa!
Ma torniamo un attimo su alcune famigerate conquiste fatte da queste femministe in Italia: Il diritto al voto: ad ogni elezione io mi devo sbattere per recarmi ad un seggio, tirare fuori la mia carta d’identità (con la foto dove sono venuta malissimo) prendere le schede e mettere le crocette. Se non ci fossero state le suffragette mi sarei risparmiata questa fatica! Parità salariale: perché dovremmo valere quanto un uomo? Non abbiamo la stessa forza fisica, siamo anche per questo naturalmente inferiori. Divorzio: vi pare una bella conquista questa? Il divorzio è stato creato ad arte solo per poter mandare sul lastrico il proprio ex, altre motivazioni non ne vedo. Leggi per gli asili nidi e il diritto alla famiglia: gli asili nidi sono traumatici per i bambini, la donna deve accudirli fino al 49° anno di età e le famiglie non necessitavano di nessuna eguaglianza fra i coniugi, la patria potestà spettava e dovrebbe spettare solo al padre altrimenti si chiamava madria potestà! Leggi in materia di lavoro: le donne dovrebbero solo spicciare le faccende di casa per poter far trovare i pasti pronti, la casa pulita e i vestiti stirati per il marito e i figli, il punto è questo. Interruzione volontaria della gravidanza: sulla Bibbia c’è scritto: “Tu Eva partorirai con dolore!” e questa conquista, come l’eventuale epidurale al momento del parto, va contro la volontà di Dio. Violenza sessuale: in questa legge la violenza non viene più riconosciuta come delitto verso la morale ma verso la persona. Le femministe non hanno una morale, ecco perché hanno voluto fortemente questa legge.
Le conquiste che queste donne hanno fatto le stiamo pagando ancora e tutt’oggi ragionano di tutele, parità, pari opportunità e altre minchiate, che se ne stiano in casa a rammendare i calzini piuttosto! A me il femminismo fa paura, se un giorno dovessimo anche noi avere un Presidente della Repubblica o del Consiglio donna dove andremmo a finire? Io voglio vestirmi e truccarmi, depilarmi le gambe e i baffetti in santa pace non andare a manifestare ad esempio contro quelli che non vogliono l’aborto, con questa umidità stare fuori mi rovinerebbe la piega!