di Sabrina Ancarola Faccio cose perché sono inquieta, scrivo perché, dare una forma alla mia inquietudine, a volte è divertente. Sono cantante, presentatrice, scrittrice e autrice di pièce teatrali e cene con delitto. Non so cosa mi riesce peggio, ma mi ostino perché mi piace ballare pur non sapendo affatto ballare.
S’i fosse sora, canterei ‘l mondo;
s’i fosse vaticana a The Voice trionferei;
s’i fosse drag, l’eurofestival vincerei;
s’i fosse Dio Ronnie James, farei metal nel profondo;
s’i fosse Popa Chubby, allor serei blues giocondo,
ché tutti cristiani imbrigarei;
s’i fosse la De Filippi, ben lo farei;
a tutti gli Amici tagliarei lo capo a tondo.
S’i fosse Emma, sfracasserei pure mi’ padre;
s’i fosse Pausini, mi diserederebbe lui;
similemente faria pure mi’ madre.
Si fosse Sabrarola com’i’ sono e fui,
torrei le cantanti brave e leggiadre:
le voci da galline sgozzate le lasserei altrui.
Sono uscita con un ragazzo ultimamente e non è andata bene. Già fissare il luogo dell’incontro non è stata un’impresa facile, mi diceva che quel pub è un posto da radical chic, che mangiare la pizza sarebbe servito solo ad arricchire la lobby dei mozzarellai, che spostarsi in macchina avrebbe contribuito all’inquinamento del pianeta, che di prendere un autobus neanche a parlarne perché sarebbe stato pieno di extracomunitari che vengono in Italia a rubarci il lavoro, che non potevamo vederci neanche al circolo arci perché i comunisti non li sopporta e figuriamoci se gli andava d’ingrossare le tasche di quelli del Pd. Quando poi gli ho chiesto cosa c’entrassero i comunisti con quelli del Pd ha avuto un attimo di panico, ma poi ha evocato Stalin, Pol Pot , ma per fortuna sono riuscita ad interromperlo prima che arrivasse a “e le foibe?!”. Ho provato anche a proporgli un circolo MCL ma niente, ha cominciato ad imprecare contro i preti, i ciellini, il vaticano e le camicie di Formigoni. Fatto sta che alla fine ci siamo trovati in un parco pubblico, quando è arrivato e ha visto che stavo bevendo acqua da una bottiglietta ha cominciato ad elencarmi quanto poco sia sicura dal punto di vista sanitario poiché i controlli non sono odierni, che la plastica delle bottigliette sta uccidendo il pianeta come le spese di trasporto che avvelenano l’ambiente rendendo ancor più ricche le lobby del petrolio. Per non starlo più a sentire ho buttato l’acqua ma poiché avevo sete ho cercato di avvicinarmi ad una fontanella, non lo avessi fatto! Il tipo mi ha detto che da anni ci stanno uccidendo tramite batteri che i militari immettono nelle centrali idriche e che lui l’acqua prima di berla lui la fa bollire per 20 minuti in una pentola a pressione, la filtra e poi la beve da bottiglie e bicchieri preventivamente sterilizzati. La serata si stava facendo veramente angosciante, ho provato a parlare di argomenti vari evitando accuratamente la politica, ma su tutto aveva le sue tesi, mi diceva che ero disinformata, che avrei dovuto svegliarmi, aprire gli occhi e guardare su internet una serie di siti come voxnews, disinformazione, informarexresistere, imolaoggi e losai, li, dichiarava, avrei trovato la verità. Per vedere di scuoterlo un po’ dalle sue paranoie mi sono sbottonata la camicetta, alla visione delle mie tette i suoi discorsi sono cominciati a cambiare. Il sesso era l’unico argomento sul quale non mi rifilava le teorie del complotto. Ci siamo baciati e quando poi le nostre mani hanno cominciato a toccare i nostri punti più intimi abbiamo deciso di comune accordo che sarebbe stato meglio andare a casa … già ma quale casa? Non avrei di certo avuto problemi a farlo venire a casa mia, ma lui non si fidava, era sicuro che in qualche modo la mia abitazione era controllata da quelli del Nuovo Ordine Mondiale e che poi la sua vicinanza alla centrale elettrica della città avrebbe sicuramente interferito, grazie all’inquinamento elettromagnetico, sulla sua prestazione sessuale. Allora ci siamo diretti a casa sua, una casa particolarmente spoglia e triste, ma c’erano le candele e io avevo pensato che fosse romantico, ma poi ho capito che lui l’energia elettrica in casa non l’aveva proprio. Una volta nuda ha voluto esplorare tutto il mio corpo tastando delicatamente con le dita ogni cm della mia pelle, io credevo che questo fosse un particolare gioco erotico, invece mi aveva detto che stava solo cercando di capire se mi avessero infilato qualche microchip sottocutaneo. Ci siamo spogliati, baciati, toccati, ho avvicinato la mia bocca al suo membro per vedere se riuscivo a provocargli un’erezione e perché almeno non avrei dovuto rispondere alle sue domande su quali saponi io usassi, se il mio deodorante era in spray e se contenesse additivi chimici. L’erezione tardava ad arrivare, a quel punto gli chiesi se avesse avuto comunque un preservativo ma anche li aveva ritritato fuori la storia della lobby del petrolio. Mi stavo alzando decisa ad andare via, poi lui ci aveva ripensato, mi aveva detto che visto che ormai io avevo già un preservativo in borsa il danno era fatto e che lo avrebbe indossato. Abbiamo pomiciato ancora un po’, ancora un po’ di toccamenti vari e giochetti con la bocca tanto per tentare d’innalzare il suo vessillo. Ma niente, nessuna tattica sessuale sortiva l’effetto da me desiderato. Mi sono alzata e ho cominciato a rivestirmi e me ne sono andata così, vomitandogli addosso tutte le mie teorie sull’estenuante e gigantesca lobby degl’impotenti.
da un’amica che chiede sostegno per un’iniziativa importante
Questo post è pubblicato in contemporanea da diverse blogger, che in tal modo hanno inteso avviare un passaparola sul tema: se ti va, copiaincollalo anche tu ed aggiungi il tuo nome in fondo. Che cosa propone? di lottare con noi per il diritto a cure di qualità per il tumore al seno.
Il coraggio di avere coraggio. Di metterci faccia, cuore e testa. Perché le battaglie più importanti, quelle per la nostra salute, si combattono e si vincono solo così. Come hanno deciso di fare le donne di Europa Donna Italia e di tutte le associazioni di pazienti il 17 giugno a Milano, durante il convegno organizzato in Regione Lombardia dal titolo “Tumore al seno: dalla prevenzione alla cura di qualità. Il ruolo del volontariato“, indossando una parrucca rosa per promuovere un’azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle autorità sanitarie verso un obiettivo prioritario:
Se riesci a non perdere la testa
quando perdi consensi non dandotene la colpa;
se riesci ad aver fiducia in te stesso quando tutti i pensionati dubitano di te,
ma tenendo conto che è ingiusto anche il loro dubitare;
se riesci ad aspettare senza spazientirti nell’attesa (#vinciamopoi),
o avendo perduto, a non ammettere che in fondo è colpa nostra,
o essendo ridimensionato, a non chiedertene il motivo,
evitando qualsiasi riflessione sul tuo comportamento, figuriamoci ad esser saggio;
se riesci a campare – dicendo che gli altri son tutti coglioni;
se riesci a non abdicare – negando che era questo il tuo dichiarato scopo,
se riesci ad affrontare il successo e la sconfitta
e a trattare questi due fattori non allo stesso modo;
se riesci a sopportare di sentire la atrocità che hai pronunciato
pubblicate dai giornalisti furfanti che ne fanno una trappola per gli ingenui;
o vedere le cose per cui hai urlato una vita, abbattute,
e a condividere una boccia di Malox con il tuo socio;
Se riesci a fare un gruzzolo grazie al nero delle tue serate
e a parlar di disonestà degli evasori fiscali,
a non demordere e ricominciare tutto dal principio
e non fare alcuna autocritica sulla tua perdita;
se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
a servire ai tuoi scopi benché ormai sfiniti da tempo,
e a tener duro quando niente più resta in te
tranne la mia Volontà che dice ai tuoi: “Tenete duro!”
se riesci ad arringare alle folle e a tornare, quando più ti fa comodo, in TV
a parlare d’inquinamento e poi girare col Suv con il tuo fare ordinario,
se gli avversari politici sono sempre e solo nemici che possono ferirti,
se tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo a parte te;
se riesci, grazie al sensazionalismo, a portare tutti sul tuo blog
e a creare un certo valore grazie ai banner pubblicitari
tuo è l’effetto serra, le scie chimiche, il progetto Haarp e ciò che è in esso
e − quel che più conta − tu sarai come Beppe, figlio mio!
Carissimi commentatori, io vi amo. Ho un grosso debito di gratitudine con voi perché spesso mi fate sentire una donna migliore, ovviamente non tutti ma molti di voi si. Mi chiedo quanti siete, come siete, come fate ad essere sempre così partecipi e costruttivi nelle vostre discussioni. Sapete, da quando ho preso il vizio di leggervi (si lo so, ognuno ha le sue perversioni) ho diminuito la mia dose quotidiana di caffeina anche se la pressione arteriosa ancora non ne ha beneficiato. Ogni volta che leggo un qualsiasi articolo del giornale non posso fare a meno di scorrerlo velocemente fino in fondo per arrivare alle vostre opinioni, vi confesso che spesso neanche li leggo gli articoli, passo direttamente ai commenti. Leggo opinioni sulla tragedia dei migranti o sul problema del razzismo dilagante nel nostro paese e trovo sempre qualcuno che taccia di buonismo chi parla di solidarietà. Grazie a voi ho imparato che il buonismo è il male.
Scorro le parole di alcuni che negano che il razzismo esiste ancora oggi, leggo commenti di persone che affermano che siano i migranti il male del nostro paese, non la mafia, gli affari loschi dei politici (ved. Expo), i vari truffatori di turno, no il male è rappresentato da coloro che cercano una vita migliore fuori dal loro paese o dalle persone che scappano dalla miseria o dalle guerre per venire a rompere i coglioni a noi, popolo già provato da una grave crisi economica. Grazie a voi ho imparato che sono i migranti il male e che la crisi esiste per colpa loro.
Quando leggo articoli che parlano di violenza di genere, di diritti delle persone LGBT vedo nominare la fantomatica lobby femminista (è tutta colpa della Boldrini sempre e comunque). Grazie a voi ho imparato che le femministe sono il male.
Ho letto parole di persone terrorizzate dalla sessualità altrui: i gay, le lesbiche, i trans, le trans, le persone bisex minano le vostre famiglie, i vostri valori. Grazie a voi ho ho compreso che la comunità LGBT è il male.
Avete sempre le risposte pronte su tutto, anche se nella mia piccola stupida mente non riesco ancora a capire come mai l’affermarsi dei diritti di alcune persone possa in qualche modo minare i vostri, ma questo è un mio limite. Forse anche io sono il male.
Se poi leggo notizie di guerra ritrovo sempre alcuni leggendari fini analisti della politica internazionale, raramente trovo parole di persone che rifiutano ogni tipo di violenza, anzi, generalmente la violenza verbale è l’anima di molte discussioni online, ma il rifiuto della violenza è roba da buonisti ed essere buonista è forse il peggiore dei mali. Ed è buonista chi cerca di parlare delle cause che portano alle guerre, di monopolio delle armi, di sfruttamento di risorse e del lavoro nei paesi cosiddetti in via di sviluppo. Che poi avete ragione voi, è troppo meglio dare la colpa ai migranti, alle femministe, agli appartenenti alla comunità LGBT, a chi è indigente, alle prostitute uccise perché se qualcuno le ha tolte dal mondo è per colpa loro, se lo sono andata sicuramente a cercare. Grazie a voi ho imparato che anche le prostitute sono il male.
Mi state facendo comprendere che la violenza sulle donne non esiste, è un’invenzione della famosa lobby di cui accennavo prima e anche quella in caso se la sono andata a cercare loro … le morte.
Se si parla di sesso poi riuscite a dare il massimo, avete ragione, la donna non dovrebbe masturbarsi figuriamoci con l’ausilio di giocattoli erotici . Quando il giornale pubblica articoli che parlano esplicitamente di sessualità femminile scrivete fiumi di parole sul fatto che un bel cazzo potrebbe risolvere tutti i nostri problemi, questa formula viene usata spesso su tutti gli argomenti che riguardano le donne a prescindere che si parli di una scienziata o di una soubrette.
Grazie a voi ho capito anche che le donne e i vibratori sono il male e che un bel cazzo risolve tutti i nostri problemi, quasi quasi lo provo per la cervicale.
Non voglio parlare poi delle discussioni politiche sempre costruttive, non ne sono di sicuro all’altezza, avete sicuramente ragione voi a prescindere dal movimento o dal partito che, come un fan sfegatato stile Jenny La Carogna, sostenete.
E’ bello leggervi, è bello pensare grazie a voi che in Italia il dialogo sia possibile solo nelle fantasie malate di quegli idioti dei buonisti come me. Perdonatemi però, so che sono pessima ma devo rivelarvi che spesso leggo anche i commenti di altri quotidiani e non ci crederete, il livello dei lettori del corriere.it ad esempio, è nettamente inferiore al vostro, loro hanno pure le faccine a voi per fortuna le hanno risparmiate. 😉
Non si può ironizzare sulla politica, è profondamente sbagliato, distoglie da critiche strutturali.
Non puoi fare satira di costume, specie quello da bagno, perché si rischia di strumentalizzare il corpo delle donne.
Non puoi attaccare la chiesa, potresti offendere milioni di credenti, non puoi far battute su qualsiasi religione per lo stesso motivo.
Non scherzare sugli animali, loro sono indifesi, è ingiusto.
Non deridere chi sceglie uno stile alimentare che tu personalmente trovi allucinante, ognuno della sua vita può fare quel che vuole, ma tu no, essendo una sparacazzate blogger hai un livello di invisibilità tale che non te lo puoi permettere.
Non scherzare sul sesso, la tua potrebbe essere intesa soltanto come invidia del pene.
Non attaccare i movimenti pro-life, gli dai solo visibilità.
Non attaccare nessuna idea, nessuna persona, nessun movimento o gruppi per la stessa ragione. Tua e di gente come te è la colpa di aver ironizzato su Berlusconi, Renzi e Beppe Grillo portando loro una visibilità che altrimenti non avrebbero avuto (ahahhahahah).
Se scherzi su Grillo sei una troll del Pd e sei favorevole alla ka$ta, se lo fai con gli altri partiti sei la solita destabilizzatrice.
Non scrivere assolutamente niente sulle scie chimiche, il signoraggio e altri fenomeni relativi alle manipolazioni, rischi di fare il “loro” gioco.
Non esprimere le tue critiche, neanche scherzando, altrimenti fai disinformazione.
Non puoi schierarti, non puoi non schierarti, non puoi occuparti di politica, non puoi parlare di stragi di migranti perché in Italia c’è la crisi e dovresti occuparti principalmente dei problemi degli italiani, per la stessa ragione non dovresti scrivere della guerra in Siria o di altre cose che non riguardano il tuo paese.
Non parlare di povertà e mancanza di diritti umani e civili neanche usando un tono leggero, diffonderesti solo pessimismo.
Vai in palestra, mettiti a dieta, dimagrire è l’imperativo, il tuo corpo lancia messaggi fuorvianti e tutto quello che scrivi sulla libertà dimensionale è una stronzata, morirai presto!
Anche quando fai le battute non scordarti che sei una femminista e dimenticati di esserlo, attacca la Boldrini, difendi la Boldrini a seconda delle condizioni meteo, ma comunque parlare della Boldrini è radical-chic e non puoi permetterti di essere radical-chic, persone come te dall’alto del loro metro e 55 cm non possono permettersi di stare sopra le righe, casomai stai sotto.
Non scherzare sugli oroscopi, Saturno ti si potrebbe mettere contro.
Chiudi il blog, cancellati da tutti i social network, non usare neanche più l’email, non andare al lavoro, non uscire più di casa neanche per fare la spesa, potresti fare qualche battuta dal pizzicagnolo e in questo modo esprimere una tua opinione che comunque sarebbe sbagliata.
Vado, non vado? Se vado chi voto? Se vado ma non voto mi faccio certificare che non voto, ma se me ne vado al mare? No via mi sento in colpa, ci sono persone che hanno dato la propria vita affinché potessimo scegliere tra Renzi, Grillo, Berlusconi … ;-( Si c’è la lista Tsipras, ma tanto chi se la fila? Ma no, se tutti ragionassero come me nessuno andrebbe a votare, ma io chi sono? E poi nella Lista ci sono alcuni nomi che non mi convincono. Allora dovrei tenermi tutta la merda che c’è sempre stata per colpa mia che ho sempre votato la Ka$ta anche se non ho mai votato un partito di maggioranza e comunque #TantoVinconoLoro. E se fondassi un mio partito? Questa si che sarebbe una svolta, ma come si fa? Oddio io un blog ce l’ho, anche più di uno a dire il vero. Sono realmente incensurata, non sono collusa, ormai non mi collude più nessuno da quando ho messo su qualche kg di troppo, forse dovrei fare palestra. Ma no il fisico non serve, molti politici hanno qualche kg da perdere, se poi diventassi figa come la Boschi mi direbbero che sto in politica perché l’ho data via, opto per lo stile culona like Merkel style. Mi serve un nome, Lista Ancarola, Movimento delle 5 Sabrine .. ma dovrei trovarne altre 4 … Forza Bel Paese! oddio sa di formaggio, potrei proporlo a Sabrella Sant’Atroce. Al nome posso pensarci più avanti, intanto dovrei impegnarmi nel rilasciare qualche dichiarazione su facebook e su twitter tipo: “Io sono contro, fanno tutti schifo” m’indigno, mi faccio un paio di selfie contro quello e quell’altro, copio-incollo da altri, se sbaglio dico che non è colpa mia e chi fa la spia non è figlio di Maria. Poi recluto adepti, i delusi sono tanti non dovrei faticare, prometto che nel giro di pochi anni sconfiggerò il cancro, la calvizie, l’eiaculazione precoce, butterò fuori tutti questi mafiosi di merda, eliminerò “per sempre” i peli superflui, manderò via Napolitano e pure Clio con i suoi make up (ah è un’altra Clio? .. fa lo stesso, tanto sarà collusa con qualcosa pure lei, forse è nel racket della Kiko). Assicurerò un lavoro per tutti, un tetto e le tette, sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno, ogni Cristo scenderà dalla croce anche gli uccelli faranno ritorno (mi sa che su questo dovrei lavorarci se no la Siae m’incula sui diritti d’autore). Poi quando ci saranno d’affrontare temi caldi come l’immigrazione, la liberalizzazione delle droghe, l’aborto, l’eutanasia, la crisi e i diritti della comunità LGBT dirò che non possiamo mantenere più questi gay musulmani migranti disoccupati incinti fatti e suicidi, che di loro se ne dovrebbe occupare l’Europa e a proposito di Europa dirò che dobbiamo uscire dal continente, ritagliare la catena montuosa delle Alpi e delle Dolomiti e galleggiare un po’ più verso l’Atlantico risalendo sopra il Portogallo per andarci a posizionare sopra la Francia, così manderemo la nostra merda a quegli spocchiosi dei nostri cugini francesi. Basta Euro, torniamo alla Lira, al limite anche alla Cetra. Forse dei fenomeni sociali ci ho sempre capito poco, ma credo di comprendere quello che viene chiamato bipolarismo politico e secondo me la mia idea è fattibile, di stronzate in giro ne vedo delle peggiori.
Prediligo il muschio selvatico ai maschi selvatici, sarà che sono un’inguaribile nostalgica degli anni ’80, ma preferisco sentir parlare di zerofollia che di omofollia.
Di folli osservo quei simpatici ragazzi dalle teste rasate e quei genitori che hanno protestato contro la lettura di un estratto del libro “Sei come sei” di Melania Mazzuccato avvenuta al liceo Giulio Cesare di Roma. A tal proposito i fascistelli ieri hanno sfilato davanti al liceo con uno striscione con scritto: “Maschi selvatici! Non checche isteriche”. Non so perché abbiano voluto sottolineare il loro essere maschi selvatici dato che nel mondo animale i rapporti fra esseri dello stesso sesso sono ordinari. L’esser checca isterica inoltre è un fenomeno trasversale ad ogni orientamento sessuale, è isterico chi ha una reazione spropositata riguardo ad un fatto o ad un pensiero e in quanto a reazione spropositata, quella delle teste rasate va oltre ogni logica. Il loro leader infatti afferma che “l’azione è stata effettuata per esprimere il nostro dissenso nei confronti della decisione di alcuni docenti di sottoporre, agli alunni delle classi del ginnasio, la lettura di tale romanzo di carattere decisamente omosessualista e fin troppo esplicito. È inaccettabile che al giorno d’oggi, con la crisi che impera e con la disoccupazione a livelli record, vengano presentati ai giovani studenti modelli di vita deviati e perversi come se fossero la normalità o rappresentassero una priorità. Spetterà a noi ragazzi rialzare le sorti del nostro paese e non sarà di certo attraverso la propaganda gay che ciò sarà possibile. Il nucleo fondamentale della società è infatti la famiglia, quella tradizionale, formata da padre, madre e figli ed è solo su questo modello che si baserà il futuro della nostra nazione. Ci auguriamo che non si verifichino più episodi di questo tipo e che romanzi del ‘genere’ vengano eliminati definitivamente dalla scuola pubblica.” Povera scuola pubblica se deve essere difesa dai fascisti e da chi ha paura che si parli di sessualità, libertà e diritti. Fra l’altro non conoscevo la parola “omosessualista”, pensavo di essere la solita ignorante per cui mi sono messa a cercarla nei dizionari e ho scoperto che questa parola non esiste, se la sono inventata coloro che hanno paura che la libertà dei non etero in qualche modo minacci la loro. In quanto alla crisi non mi capacito del perché non abbiano inserito anche “e le foibe?!”.
Ritroviamo nei loro discorsi i soliti ritornelli che ho letto anche recentemente nel manifesto di Adinolfi, la famiglia dev’essere quella formata da una mamma e da un padre. Mai che qualcuno di loro dica che la famiglia è un nucleo, di due o più persone, dove ci si preoccupa di crescere (grandi e piccini) con amore e rispetto.
Ho letto il brano incriminato, parla di un pompino, credo che i ragazzi dei licei in materia ne sappiano più di me e che l’occasione di una lettura riguardo al sesso (omo o eterosessuale) possa essere l’occasione per poter parlare dell’argomento in classe affrontando, se ci sono, le varie paturnie e curiosità. In questo caso, visto che di omosessualità si parla, è una buona occasione per discuterne e di sicuro una chiacchierata sull’argomento non va a “traviare” l’orientamento sessuale dei ragazzi. Sempre sull’argomento, se volete farvi due risate, vi consiglio la lettura del post di Eretica: #Roma: giovani omofobi crescono.
Ma parliamo dei genitori scandalizzati, questi che si sono rivolti alle associazioni antiabortiste per tutelare i loro figli, ma scambiare due parole con i ragazzi no? Di cosa hanno paura? Che i figli arrivino a comprendere, anche se mi auguro che l’abbiano già fatto per conto loro, che esistono sentimenti e rapporti sessuali anche fra persone appartenenti allo stesso sesso? Temono che venga smontata la storia delle api e dei fiori e della cicogna?
Fra l’altro se alla loro età i miei genitori fossero intervenuti su un argomento del genere a scuola io mi sarei sotterrata dalla vergogna, ma a quanto pare la mia generazione e quella di chi è poco più grandicello di me non ricordano più la bellezza della scoperta della propria indipendenza che avviene durante i primi anni delle scuole superiori. Leggevo proprio ieri dell’ingerenza di alcuni genitori anche nelle università.
E’ avvilente constatare quanto la paura di quello che alcuni considerano non ordinario vada ad opprimere le libertà altrui, è la stessa paura che ho letto nei commenti sulla presentazione di libri contro gli stereotipi di genere o nelle giustificazioni di chi in fondo crede che le vittime delle violenze se la siano andata a cercare. Gli omosessuali, le lesbiche, le transessuali, i transgender, le femministe, gli extracomunitari, i neri, i musulmani, i cioccioni, gli ebrei, tutto quello che non rientra in uno standard definito dall’italico fasciocattolico spaventa e deve essere oppresso in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi. La crisi è colpa della lobby dei gay e di chi scappa da un paese povero o in guerra. La famiglia cuore è in pericolo, non può uscire di casa che viene minacciata da omosessuali (rigorosamente addobbati con lustrini e boa rosa fuxia) e femministe (brutte e baffomunite). Per fortuna il maschio selvatico salverà l’umanità paraponziponzipà.
Mario Adinolfi vuole la mamma “ma non è abbastanza grande e grosso per essere indipendente?” vi chiederete voi miei piccoli lettori, no “Voglio la mamma” è il titolo del suo ultimo libro che sarà lanciato (purtroppo né su Marte, né direttamente nel bidone dell’immondizia) il 5 Maggio presso la camera dei deputati del nostro laicissimo stato (ahahahahhahahah) a Montecitorio. Nella sua ultima fatica letteraria Adinolfi si staglia contro le nozze gay, il cambiamento di sesso, l’aborto e l’eutanasia. Come se questo non bastasse ha pure fondato i circoli Voglio la mamma pronti a mettere in giro il suo verbo e il suo complemento oggetto (vi consiglio l’ottima riflessione di Eretica a riguardo: #Adinolfi do you know libertà di scelta?). E’ bello quanto un uomo in salute, che si professa eterosessuale, si preoccupi della condizione delle donne, dei gay, dei malati terminali e di chi desidera cambiare sesso, è curioso che decida di lanciare la sua startup proprio il 25 Aprile infangando così anche la giornata della resistenza. A proposito di resistenza e di diritti voglio ricordare una manifestazione, avvenuta qualche anno fa davanti alla prefettura di Firenze, a sostegno del padre di Eluana Englaro: eravamo poche decine di persone, ma fra i partecipanti c’erano alcuni partigiani con il loro stendardo e i loro fazzoletti rossi al collo. Penso ai partigiani, presenti in tante manifestazioni dove viene minacciata la libertà individuale o dove c’è da difendere un territorio, penso alla fatica, alle loro gambe incerte e alla loro fierezza con la quale prenderebbero volentieri a calci in culo Adinolfi.
Dal suo blog, che non linkerei neanche sotto tortura, leggo che questa associazione nasce per “resistere” alla dittatura del politicamente corretto e che è pronta a difendere, grazie ai 20 punti del loro programma, la libertà di nascere, vivere e morire in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi. Questi 20 punti sono più o meno gli stessi che ho già visto nei vari siti e nei vari gruppi degli omofobiciclericali, gruppi che si stanno moltiplicando come i Gremlins quando gli si dà da mangiare e in questo caso non credo sia la mamma di Adinolfi a sfamarlo (fra l’altro dovrebbe essere enormemente ricca per farlo), ma la CEI e similari. Osservo la stessa zolfa di chi ripete, in nome della propria libertà, che una donna, anche se non lo desidera, deve essere costretta a procreare, che è un delitto sposarsi con chi si ama se appartiene al tuo stesso sesso, che è contro-natura vivere l’identità sessuale a cui si sente di appartenere e che è impensabile lo scegliere di voler morire in modo dignitoso. Questi famigerati 20 punti se la prendono inoltre con la diagnosi prenatale e l’omogenitorialità, fra i vari deliri leggo che il matrimonio fra le persone appartenenti allo stesso sesso porta inevitabilmente alla legittimazione della poligamia e della poliandria, un po’ come se io un domani mi sposassi con Maria e mi ritrovassi sposata, chissà per quale mistico motivo, anche con Teresa, Gaetana, Giusy, Concettina e Carmeluccia (ho sempre avuto un debole per le donne del sud ❤ ). Probabilmente sono io che ho un concetto di libertà differente, una libertà che è spesso ostacolata da uomini e dagli appartenenti di qualsiasi sesso delle lobby clericali. Rido per non piangere, Adinolfi e i tanti come lui che si fanno portatori di questo oscurantismo sono pericolosi, offendono i diritti alle libertà individuali, non pongono i cittadini sullo stesso piano di fatto ghettizzandoli. Purtroppo la mamma degli Adinolfi è sempre incinta.
Vivremo insieme l’irripetibile esperienza con passione politica autentica con animo casto (anche perché chi tu voi che mi trombi) e con la sorpresa dell’amicizia. Ci manderemo poi
quando verrà il tempo nuovo
di rivotare finalmente
l’uno contro l’altro.
E ci manderà
anche quello che non
ha vissuto assieme a noi
fra i banchi del parlamento
nella repubblica inquieta
e nel salto della quaglia che ci chiama.
La mia fede
è la tenerezza dei tuoi sguardi.
La mia fede
è nella poltrona che cerco