di Sabrina Ancarola Faccio cose perché sono inquieta, scrivo perché, dare una forma alla mia inquietudine, a volte è divertente. Sono cantante, presentatrice, scrittrice e autrice di pièce teatrali e cene con delitto. Non so cosa mi riesce peggio, ma mi ostino perché mi piace ballare pur non sapendo affatto ballare.
8 dicembre Sono incinta, me l’ho annunciato Gabriele, si la Drag detta l’Arcangelo. Avevamo pure preso delle precauzioni, ma lo sapevo che sto metodo Persona era ‘na fregatura. E mo come glielo dico a Beppino mio? Gli mando un messaggio su facebook oppure gli twitto qualcosa? Intanto apro un blog, chissà che trovi qualche sponsor, siamo poveri in canna.
9 dicembre Ho parlato con Beppino, non l’ha presa bene inizialmente la storia dello spirito santo, ma poi gli ho detto del blog e ci sono partite mille idee, potrebbe rivelarsi la startup dell’anno, che dico del millennio! Stiamo pensando di organizzare tante cose, questo bambino potrebbe rivelarsi il miracolo che tanto aspettavamo per svoltare … certo i pensieri sono molti, dobbiamo pensare a tante cose, Gesù come lo chiamiamo? Non sappiamo se maschio o femmina, dobbiamo trovargli un nome fico … Cristo quant’è difficile scegliere.
Ogni giorno le nostre tradizioni vengono attaccate da quelli lì che vorrebbero sostituire il nostro panettone con il kebab e da quegli altri che nelle scuole diffondono il Gender e tolgono i crocifissi. Stanno eliminando i sacri simboli della vita e della morte di Gesù. Noi diciamo no!Guai a togliere nei luoghi pubblici di uno stato laico l’immagine di un uomoesangue ucciso con un rito tribale. Come potremmo crescere i nostri figli senza una così profonda rappresentazione di sofferenza? E il presepe? Nessuno tocchi il presepe porcoddio! Questo dirigente scolastico di Rozzano, che è sicuramente un musulmano gay, ha osato impedire ad unpaio di madri (ah le italiche mammine <3) d’insegnare ai bimbi di ogni credo canti natalizi durante la pausa mensa. Oltraggio! Ma come si permette un Preside d’interferire sull’andamento della sua scuola? Di questi tempi dove andremo a finire non si sa, ma per fortuna ci pensano alcuni politici di un certo calibro, come Salvini, la Gelmini eLa Russa, a preservare le nostre tradizioni nazionali che prevedonodi buttare merda e odio sugli extracomunitari, evadere le tasse, fare i furbetti in tutte le occasioni possibili, andare con prostitute anche minorenni, coltivare populismo come non ci fosse un domani e andare a messa, non dico tutte le domeniche, ma almeno a Natale.
Quindi ancora una volta diciamo BASTA! Nessuno ci tocchi il Pandoro! No ai cambiamenti! No al Panettone senza canditi anche se poi i bambini li sputano e li nascondono in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi. Difendiamo la nostra italianità, cantiamo Tu scendi dalle stelle come la Gelmini mentre cerca un neutrino nel tunnel che dal Gram Sasso rifinisce al Cern. Difendiamo il simbolo della nascita, in un luogo di fortuna, del bimbo di una coppia di profughi come fa Salvini che approfitta di ogni notizia per aizzare gli imbecilli contro deipoveri cristi. Facciamo come La Russa e tutti gli altri fasciocattoliciintegralisti, approfittiamo di ogni occasione per metterci in luce e far dimenticare ai più di campare da una vita alle spalle degli italiani. E mi raccomando: a Natale poi scambiamoci un segno di pace per poi tornare ad odiare e odiarci come prima, perché siamo noi, quelli attenti alla tradizione, ad essere sempre perseguitati. Cristo!
“Sì mia cara, la storia delle storie, l’origine del mondo è proprio quella che ti ho raccontato. Fu Lei a creare tutto in un momento di noia. Nell’immensità vasta degli universi senza inizio e senza fine non c’è molto da fare la sera e neanche il giorno. Era normale passare il tempo prendendo un tè con Allah o giocando a carte con Manitù piuttosto che darsi da fare per organizzare qualche scherzo a Dio “Sua Permalosità Onnipotente”. Ma alla lunga queste cose non divertono più e la Madre si stava anche stancando del celolunghismo tra gli dei, loro, sempre pronti a spararsi le pose sui loro super poteri neanche fossero creature della Marvel.”
“Quindi mi stai dicendo che, in barba a tutta la razionalità possibile, alla scienza dalle ricerche del passato fino al Bosone di Higgs, è stata la Dea Madre a creare tutto questo?” Angelica sorrideva, ormai ci stava prendendo gusto al romanzo di sua nonna, non poteva non credere che quel fiume di parole sulla creazione non fosse altro che una scusa per passare un po’ di tempo insieme. E proprio per l’amore che nutriva verso di lei che ad un certo punto le chiese: “E la storia di Gesù? Anche lui è esistito veramente? Era davvero figlio di Dio?”
“Certo che è esistito Angelica! Perché altrimenti festeggeremmo il suo compleanno agni anno da 2015 anni a questa parte? E’ esistito e in quanto ad egocentrismo se la giocava bene con suo Padre. Vuoi che ti racconti la sua storia?”
“Gesù fu progettato da Dio, era una sua idea. L’Onnipontente, che è sempre stato una testa calda, amava creare confusione in quelle che in futuro sarebbero state chiamate religione Abramitiche. Tanto per infierire sulle creature femminili decise di far nascere suo figlio da una ragazzina Vergine facendolo annunciare da un ibrido alato. Anche la scelta della povertà, del bue e l’asinello, della grotta e del padre surrogato falegname era stata ben pianificata. Fu in seguito che cominciarono i problemi, finché Gesù era un bambino non era poi diverso dagli altri: giocava a pallone, bullizzava gli sfigati ed era bullizzato a sua volta dai ragazzini più grandi. Successe che ad un certo punto, durante l’adolescenza, a Gesù cominciarono a spuntare i primi peli, i primi brufoli e i primi super poteri. Si accorse che riusciva a guarire gli ammalati, ma non voleva fare il medico, all’epoca lo stereotipo delle infermiere sexy non era stato ancora inventato . Fu quando capì che poteva trasformare la natura che cominciò ad essere un ribelle. Scappò di casa lasciando i genitori in lacrime e Iddio incazzato e cominciò a vagare con una ghenga di ragazzacci che chiamava suoi discepoli“
“Fammi capire nonna, ma allora i vangeli raccontano la verità? E i vangeli apocrifi? Ma com’è possibile che … “
“Angelica ascolta, lascia perdere i vangeli, su questa storia di Gesù ognuno ha voluto metterci il cappello scrivendo un sacco di fesserie. Qualcosa di vero in quei testi c’è, come l’amicizia con Maria Maddalena, una ragazza sveglia che amava divertirsi. Veri sono i ragazzi che frequentava ma che ad un certo punto perse di vista. Mal interpretato, volutamente, è stato il miracolo della resurrezione di Lazzaro, un suo amico che aveva solo preso allucinogeni potenti ed era entrato in catalessi. Vero è stato il miracolo della trasformazione dell’acqua in vino, ma fu il miracolo della cioccolata il suo miglior successo.”
“Cioè mi stai dicendo che Gesù e la cioccolata …”
“Angelica, nei vangeli ufficiali non si parla di cioccolata come non si parla di sesso e di altre cose divertenti. Su questo punto Dio ha fatto in modo che uscissero solo i testi edulcorati, quelli pieni di parole pie e glorificazioni varie. Ma in molti scritti apocrifi si parla di amore, libertinaggio e cioccolata. Gesù era un ragazzo che voleva conoscere il mondo e divertirsi, viaggiò a lungo fino a giungere nelle terre dell’ovest oltre l’oceano. Fu lì che conobbe il cacao e donò a questo proprietà miracolose. In quelle terre lontane conobbe anche il peyote e una spiritualità molto lontana da quella delle sue origini. Dopo qualche tempo di sperimentazioni mistiche di mente e di cibo degli Dei, una volta diffuso il verbo cioccolotoso tra gli indigeni, Gesù tornò a est per divulgare i suoi insegnamenti e portò con sé dei semi di cacao. Ma Dio e gli altri non volevano che gli umani trovassero anche in medio-oriente una sostanza che creava una così alta comunione d’intenti. La produzione cioccolatiera di Gesù fu per questo sabotata innumerevoli volte e il ragazzo fu costretto a spostarsi sempre più ad ovest. Ormai solo con Maria Maddalena e senza più semi di cacao attraversò montagne, deserti e ancora montagne fino a che non raggiunse in India una comunità di frikkettoni e si stabilì la. Qualcuno dice che ancora oggi sia possibile vederlo sulle spiagge di Goa a vendere collanine, ma nessuno in realtà sa che fine abbia fatto. Quello che posso dirti per certo che la crocifissione fu l’ennesima trovata di Dio per tirarla ancora lunga con il pentimento e che a Goa ci sono un sacco di persone con tratti medio-orientali.”
“Ok nonna, ma Maria? Tutta questa venerazione per la vergine?”
“Di Maria ti racconterò più tardi, che ne dici se adesso ci facessimo una cioccolata calda?”
6 milioni 788 mila donne hanno subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni. E’ una percentuale che, nel suo complesso, non fa differenza tra donne italiane e straniere e, se la violenza fisica è più frequente fra le straniere (25,7% contro 19,6%), quella sessuale lo è di più tra le italiane.
Mercoledì 25 novembre 2015, in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, l’Associazione Segni Concreti ha ideato una campagna con l’obiettivo di far svegliare la scintilla buona negli uomini e il coraggio nelle donne. Abbiamo individuato alcune realtà a cui potremmo unirci, portando un grande valore aggiunto e condividendo un messaggio semplice e allo stesso modo emotivamente potente che sia la spinta per molte donne per esprimersi, denunciare e riscattarsi da situazioni di violenza. Una piccola poesia, una mano che supporta e dà coraggio e un numero da chiamare, quello del vostro centro.
L’iniziativa è semplice, replicabile, modificabile a seconda del vostro contesto e totalmente gratuita.
In allegato trovate il file della locandina A4 elaborata: si tratta di un file può essere aperto da qualsiasi copisteria/tipografia e sul quale potete aggiungere il vostro logo e il numero di telefono che offrite a sostegno delle donne vittime di violenza. Come esempio, vi inviamo il pdf che useremo ad Arezzo insieme a Pronto Donna.
Rimaniamo a disposizione per ulteriori chiarimenti e supporto tecnico. Potete contattarci via mail rispondendo direttamente a questo messaggio e, dal 25 novembre 2015 in poi potete trovare nel nostro sitola locandina in italiano, arabo, bengalese, albanese, rumeno, spagnolo e inglese e altri materiali collegati alla campagna.
Segni Concreti è un’associazione di promozione sociale con base ad Arezzo. Siamo un hub di creativi che da anni donano il proprio contributo in questo ambito tramite campagne di sensibilizzazione ed informazione, donando il proprio sapere e le proprie abilità attraverso corsi di formazione gratuiti aperti a tutti, collaborando con associazioni, istituzioni e cittadinanza in generale, sempre a titolo gratuito.
Breaking News: Modena. Arrestata Nives Cappelletti per la morte del marito Gustavo Culatello. Dopo anni di indagini il commissario distrettuale Salvatore (detto Sal) Cicciotti è riuscito a scoprire la causa del decesso del coniuge della Cappelletti. Anni di gnocco fritto accompagnato da lardi e salumi vari hanno portato il Culatello ad una lenta agonia. La Cappelletti ha provato a difendersi in tutti i modi, ma gli uomini del RIS di Parma non avevano certo gli occhi foderati di prosciutto e hanno scoperto nella cantina dei Culatello numerose sostanze cancerogene, sostanze misteriosamente scomparse dopo la requisizione. Si attende adesso il processo che ha già destato la curiosità morbosa di molti. L’avvocato della difesa, Arnoldo Bacon, ha dichiarato che lotterà fino in fondo per provare l’innocenza della sua cliente. Intanto indiscrezioni degli ultimi giorni fanno pensare ad una storia fra l’avvocato e la Cappelletti che ogni volta che si trova insieme a lui sembra stare in un brodo di giuggiole.
Sindrome premestruale, tempo di merda, Emmylou Harris in sottofondo: sì, oggi è la giornata giusta per potersi lamentare di tutti i mali del mondo. Basta con il mito della donna forte o dell’uomo che non deve chiedere mai (nu cazz’ a niusciun’). Ho deciso di battermi per la liberazione delle seghe mentali e per la loro esaltazione alla massima potenza. Basta con quella vocetta razionale che, insinuosa come una moschina nell’orecchio durante la notte, ti dice che in fondo siamo fortunati, che dobbiamo vedere il lato positivo delle cose e che poi ci dà il colpo di grazia dicendoci “c’è gente che avrebbe davvero seri motivi per lamentarsi ma li vedi sempre col sorriso”. A noi che ce ne fotte dellaggente? Può darsi pure che questi “sorridenti” abbiano una paresi facciale no? Sono fermamente convinta che trattenere il lamento faccia solo male, è come quando scappa la pipì o la cacca, ti devi liberare per forza, no? Si è mai detto ad una persona maledetta da Montezuma “Trattieniti, c’è chi caca più di te”? E allora via libera alle lacrime, a Janis Joplin in sottofondo, a libri come “Donne che amano troppo”, ai tramonti autunnali, a The river di Springsteen a loop e dopo anche a tutte le altre canzoni più tristi del mondo fino all’apoteosi con le lacrime di Vecchioni in Luci a San Siro.
Attenzione però, nel lanciare questa mia campagna devo assolutamente fare una precisazione: #LiberiDiLamentarsi non ha niente a che vedere con l’italico vittimismo che guarda sempre agli altri (e i Marò?!), #LiberiDiLamentarsi è una presa di coscienza del nostro dolore interiore, dei nostri giramenti, perché esporli pubblicamente ci dà modi di osservarli e lasciarli andare (possibilmente via, lontano da noi). Per cui, prendiamoci il tempo per piangere, per gridare al mondo che ci girano i coglioni perché abbiamo una casa che fa schifo, dei colleghi che potessimo li eviteremmo come la peste, che non abbiamo soldi neanche per andare dall’estetista per debellare quel fastidiosissimo occhio di pernice che ci perseguita e soprattutto, nel mio caso, non abbiamo un cazzo di relazione da anni. Non m’interessa che mi si venga a dire: esci, vedi gente, iscriviti ad un corso di latino-americano (non potrei mai, mi fa troppo cacare), iscriviti a quel sito o altro (al pari con il latino-americano per i miei gusti se non peggio), oppure sentirmi dire frasi come “quando meno te lo aspetti” e poi porte e portoni chiusi e spalancati. Voglio sentirmi libera di esprimere questo mio malessere. E guardate bene che non sono tollerate parole del tipo “dipende da te, sei tu che non ti accontenti e altre fesserie, non sono stupida (almeno non troppo), preferisco lamentarmi della mia solitudine che accontentarmi di un rapporto senza amore. Ho 47 anni, sto vivendo le mie ultime sindromi premestruali per crogiolarmi nelle mie sfighe e le voglio sfruttare al massimo, queste sono le cose di cui oggi 14 Ottobre 2015 mi lamento. E voi di cosa vi lamentate? Coraggio, sfogatevi qua in rete usando l’hastag #LiberiDiLamentarsi, lamentatevi in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi.
Io che l’ho fatto io mi sento già meglio e guardate che per lamentarsi ci vuole coraggio per cui mi sento pure eroica, sfigata sì, ma eroica!
Nel tempo sono riuscita a spiegarmi qual è quella qualità che fa grande un artista, quella caratteristica che rende unici e che va al di là del talento, della tecnica, del fascino: è la verità. Questo elemento è raro, lo ritrovo nei miei miti della musica, della pittura e della letteratura e forse in più di altri lo vedo in Janis Joplin.
Ieri ho visto il docu-film sulla sua vita, è bellissimo, non si può che essere grati ad Amy Berg per l’amore che ha messo nella sua opera, ne consiglio la visione a tutti e la lettura di questo articolo che descrive bene le sensazioni che molti di noi hanno provato vedendo la pellicola: http://www.rollingstone.it/cinema/news-cinema/forever-janis-amy-berg/2015-09-07/
La verità di Janis sta nel suo essere libera da ogni formalità, era semplicemente sé stessa, senza alcun filtro. Può sembrare stupida e banale questa mia affermazione, ma quante persone riescono veramente a vivere una vita veramente libera da condizionamenti? Lei, che era nata in un ambiente borghese, in una cittadina dove la massima aspirazione per le ragazze era mettersi in tiro per il ballo di fine anno, si sentiva inadeguata e soffocata e la nostra fortuna è stata proprio che non si adeguò mai il contesto in cui era nata, altrimenti ci saremmo persi una delle voci più incredibili di tutti i tempi.
Per mettere a nudo la propria anima, raccontare ogni emozione in modo diretto senza costruzioni o altri artifici, ci vuole una gran dose di generosità e molto coraggio, doti che a Janis non mancavano e che si mescolavano con una fragilità spesso comune a chi senza pelle sente “troppo” ogni emozione.
Janis è quell’amica che fin dall’ adolescenza accompagna la nostra rabbia e quel maledetto bisogno di amore che ogni tanto ancora sentiamo. Janis possedeva un’umanità disarmante, la verità di Janis sta nella sua voce dove scorre tutto il dolore di sentirsi diversa, di voler essere amata semplicemente per quel che era, nessuno come lei sapeva gridare al mondo “love”.
Alenja preferiva rimorchiare gli uomini nei social network. Si presentava come autrice di romanzi erotici, descriveva minuziosamente le sue generose forme e poi li incantava raccontando loro storie intricate di posizioni e liquidi vari. Amava eccitare i suoi corteggiatori promettendo indimenticabili esperienze sessuali. Quando poi riusciva a vedersi con uno di questi rimaneva piuttosto fredda, si faceva toccare ma non reagiva, non usava le sue mani e la sua bocca, si sdraiava e si lasciava penetrare senza emettere alcun rumore, solo dei respiri appena un po’ più affannati durante quello che presumibilmente era un suo orgasmo. Era quella per lei la nuova frontiera del sesso, ormai le aveva provate tutte: bondage, masochismo, sadismo, sesso in ogni luogo (cimiteri compresi) e con svariate persone anche in gruppi più o meno cospicui. Si era fatta legare, era stata legata, era stata frustrata, sculacciata, era stata dominata e dominatrice. Aveva fatto strisciare a terra uomini e donne che l’avevano adorata leccandola e penetrandola in ogni punto e con ogni oggetto possibile. Aveva sperimentato di tutto superando il dolore fisico e le barriere mentali e mettendosi alla mercé del pubblico, guardoni inclusi. Si sentiva appagata durante l’amplesso ma mai pienamente per cui, dopo una vita di ricerca, era tornata alla semplicità della posizione canonica da realizzare nel silenzio più totale. Durante quei rapporti lei osservava il partner cercando di mantenere un’espressione nel viso che non facesse trasparire alcuna emozione, non si muoveva, lasciava che l’uomo di turno la penetrasse e dopo, quando lui era venuto, si rivestiva e andava via senza salutare o al massimo accennava ad un formale arrivederci. Poi tornava a casa e si masturbava, toccarsi mentre ripensava a fosse stata stronza era la cosa che la eccitava più di ogni altra.
Il pericolo e la paura sono tangibili, ma per fortuna alcuni intrepidi guerrieri si sono affidati ai più potenti mezzi di comunicazione moderna per metterci in guardia (in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi) sul pericolo Gender nelle scuole. Durante questa battaglia essi non guardano in faccia nessuno e sfruttano ogni mezzo, arrivando perfino ad insultare la memoria di una vittima della transfobia, come hanno fatto i fratelli d’Italia (in certi casi essere figli unici è sicuramente una salvezza), perché “la guerra è guerra!”. C’è gente che dice “No al colesterolo” scassando pacatamente i coglioni con le calorie e i grassi, i nostri prodi invece gridono al mondo “No Gender!” perché la gayzzazione del mondo si sta avvicinando sempre più. Inutile che qualcuno si metta a spiegare loro che la teoria Gender non esiste, che tu l’inviti a leggere direttamente dal sito del Senato le direttive sulla riforma scolastica, che altri insistino nel dire che l’OMS non vuole assolutamente insegnare ai bambini la masturbazione, loro vanno avanti sempre e comunque perché sono in missione per conto di Dio (non come i Blues Brothers purtroppo). Un Dio, il loro, del tutto particolare, sponsorizzato dalla Cei, propagandato dai fascisti amanti della tradizione mussoliniana di fare figli come conigli, media-partner di Adinolfi e della Miriano, amante dei pro-vita & co. che vorrebbero che la donna continuasse a partorire con dolore i quali sono sostenuti dalla Cei che al mercato mio padre comprò alla Fiera dell’Est.
“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità” diceva Joseph Goebbels (e lui di propaganda se ne intendeva), così, come soldati del III Reich, il battaglione dei No Gender tramite volantini, whatsapp, sms, petizioni e quant’altro diffonde quella che alcune persone insensate chiamano la Bufala No Gender. In alcuni siti di insensati troviamo postato il patto educativo di corresponsabilità (quello che i genitori non dovrebbero firmare per amor di Dio!) che come potete giudicare voi stessi è davvero letale per il futuro dei nostri bambini (anche se non vi è menzionata nessuna cosa del gender).
Io stessa leggendo il DDL sono rimasta basita: non ho trovato nessun riferimento “gender”, il che sicuramente non vuol dire che la lobby gaya non stia confabulando con il Bilderberg, gli illuminati, gli spenti, la massoneria-sionistica-americana e gli Annunaki, per la distruzione del pianeta.
Copio incollo il famigerato articolo 16 e ditemi anche voi cosa si può leggere fra le righe: “Il piano triennale dell’offerta forma-tiva assicura l’attuazione dei princìpi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla pa-rità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli stu-denti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall’articolo 5, comma 2, del de-creto-legge 14 agosto 2013, n. 93, conver-tito, con modificazioni, dalla legge 15 otto-bre 2013, n. 119, nel rispetto dei limiti di spesa di cui all’articolo 5-bis, comma 1, primo periodo, del predetto decreto-legge n. 93 del 2013.”
Al momento io fra le righe leggo poco perché sono astigmatica, ma comunque non voglio farmi fottere dal sistema!
Quindi per capire, anche se non ho nessuna intenzione di capire come i No Gender, v’invito a non firmare il patto, non firmare assegni, non firmare la giustificazione dei vostri figli per la scuola, non firmare autografi se siete dei vip, non firmare niente per non correre pericoli. La vostra scelta, mi raccomando, la dovrete spiegare a tutti e resistere (resistere, resistere!) a chi vi dirà che siete fuori come i gerani nel terrazzo della mi’ mamma. Inoltre vi prego di andare nei vostri comuni a firmare (‘nnaggia la coerenza) per abrogare il No Gender (così anche gli impiegati comunali potrebbero farsi due risate alla facciaccia vostra).
Difendiamo la famiglia, altrimenti la gayzzazione mondiale porterà alla distruzione totale della razza umana (il che da un certo punto di vista non sarebbe un male). Un giorno i vostri figli (che avrete generato tramite i rari rapporti sessuali mirati unicamente alla procreazione) vi ringrazieranno per aver riportato il paese indietro di 50 anni.
Andarsene con stile è un qualcosa riservato a pochi e uno di questi è (era) Vittorio Casamonica. Chi non desidera un funerale con il sottofondo de Il padrino e 2001 odissea nello spazio, petali di rose che cadono dall’alto di un elicottero, manifesti che reclamizzano la propria mammasantissima onnipotenza, carrozze trainate da 6 cavalli neri, ricchi premi e cotillon? “Dei funerali di Casamonica ho apprezzato molto la sobrietà.” dice la mia amica Elena, ed è vero: un funerale così misurato non si era visto da tempo. Al bando la tristezza e il grigiore dei funerali comuni, via alla musica e allo sfarzo perché la morte di un mafioso va festeggiata! Chi siamo noi per sputare sentenze? Il prete che ha svolto la funzione è stato così entusiasta di questo show che si dice pronto a rifarlo ma col cazzo celebrerebbe il funerale di chi, come Welby, dopo una vita di sofferenze decide di farla finita, è ora di dire stop alle cerimonie tristi, i pianti composti e gli addii. Il nipote del defunto stanco di queste ingiustificate critiche ha detto: “Giudica Dio, non la politica”. Quindi fra tutti vi dovete stare proprio zitti, antimafia compresa, perché per quanto una persona possa delinquere in terra solo l’Altissimo potrà giudicare se una persona è stata buona o cattiva e solo Enzo Miccio potrà pronunciarsi sul presunto buongusto degli outfit e della location. La gente parla solo perché è invidiosa del successo altrui, altrimenti per quale motivo molti giornali all’estero avrebbero dato risalto a questa bella, misurata cerimonia? Lo hanno fatto perché prima di noi hanno riconosciuto l’importanza di Vittorio Casamonica, un uomo che si era sempre dimostrato ricercato, tant’è che qualche tempo fa nella sua abitazione le forze dell’ordine avevano trovano reperti archeologici di valore, vasi antichissimi (compreso l’antico vaso portato in salvo dal veterinario del Montenegro), oggetti così rari di cui è stato impossibile ricostruire la provenienza, segno questo del suo inestimabile buon gusto. Il suo gran cuore è stato spesso incompreso, qualcuno parlava di racket e usura riferendosi alla generosità con cui aiutava le persone e gli esercizi commerciali in difficoltà, queste voci erano messe in giro solo da gente invidiosa, inquirenti compresi! Assurdo poi che qualcuno accusi il povero Casamonica di essere stato un mafioso per l’amicizia con gli esponenti della banda della Magliana, mio cugino ad esempio ha un amico che è amico di un cugino di un tipo della Bandabardò e nessuno lo ha mai accusato di niente. Insomma a me l’ultimo saluto a Casamonica è piaciuto tantissimo, di funerali come questo ce ne vorrebbero 10, 100, anzi almeno 1000!