di Sabrina Ancarola Faccio cose perché sono inquieta, scrivo perché, dare una forma alla mia inquietudine, a volte è divertente. Sono cantante, presentatrice, scrittrice e autrice di pièce teatrali e cene con delitto. Non so cosa mi riesce peggio, ma mi ostino perché mi piace ballare pur non sapendo affatto ballare.
“Non darmi per scontata baby
non credere che non senta niente
che la mia scorza sia dura come il tuo cuore
Non darmi per scontata baby
il mio dolore è di un blu così profondo che sembra nero
in cui si mescolano le voci di Bessie, Bille e Janis
Non darmi per scontata baby
non sarò io l’angelo che ti salverà
perché al tuo inferno, baby, preferisco il mio”
La ragazzina riempiva le sue tasche con alcuni ciottoli che trovava lungo la strada e poi guardava dritto, con aria di sfida, mentre camminava con un passo così svelto che sembrava scivolasse a qualche centimetro da terra. Era quasi invisibile mentre rincasava la sera percorrendo quel sentiero poco illuminato. La sua pelle e i suoi capelli si confondevano con l’oscurità, di lei si notavano solo gli occhi che brillavano più della luna e delle stelle. Si chiamava Nia, aveva 12 anni ed era immensamente fiera del suo lavoro come cameriera nella casa dei Farrington. Lei sapeva pulire e sapeva già cucinare come una donna esperta, inoltre sapeva come sistemare i letti, la biancheria e far risplendere l’argenteria. Tutti volevano bene alla piccola Nia, ma a lei del bene dei suoi pari non importava un granché, figuriamoci delle moine che le riservavano i Farrington, specie quelle di Moses quel viscido rossiccio unto e puzzolente di tabacco e di whisky che cercava sempre, con qualche scusa, di allungare le mani.
Nia aveva imparato presto a lasciarsi scivolare di dosso le chiacchiere e le battute cretine dei ragazzi che lavoravano nei campi, lei sapeva come svincolarsi da queste e dai deliri della padrona che ogni volta cercava delle scuse per stare con lei per raccontartarle di come le figlie, ormai grandi, fossero state carine all’età di Nia: belle, bionde e bianche.
Nia si svegliava presto tutte le mattine che era ancora buio, mangiava un po’ di pane e percorreva 2 km a piedi per arrivare a casa dei Farrington dove trascorreva l’intera giornata sgobbando, poi raccoglieva le sue ultime forze e si avviava sulla strada di casa, tutti i giorni come quella sera in cui sentiva dei passi pesanti dietro di lei e un cattivo odore di whisky e di tabacco, esattamente come in quella sera in cui quell’alito caldo si era fatto sempre più vicino, proprio come in quella stessa sera in cui prese dalla tasca un sasso appuntito e centrò in pieno la fronte di quel porco che non tornò più a casa sua e di cui, fino al mattino dopo, non si ebbero notizie.
Nia era quasi invisibile quando si muoveva nell’oscurità mentre tornava a casa dal lavoro, di lei si notavano solo gli occhi che brillavano più della luna e delle stelle e i suoi denti bianchi che, quella sera, scintillavano al buio.
Ho sempre avuto un debole per la moda e negli anni ho più volte manifestato un certo talento nello scovare outfit innovativi e nuove tendenze. Ho visto tutte le puntate di Project Runway, Tim Gunn è il mio angelo custode, sul mio comodino risplende un ologramma di Heidi Klum che ripete ossessivamente: “Nel mondo della moda un giorno sei in e l’altro sei out”. Sono cresciuta sognando le camicie bianche di Ferrè e indossando le spalline di Krizia che donavano a tutte noi quell’allure da giocatori di football tanto in voga negli age 80. L’aquila di Armani mi ha più volte cacato in testa quando uscivo dal parrucchiere e il rosso Valentino mi è sfrecciato davanti agli occhi scalciando me e Marquez, ma solo quando la mia amica Marchesa delle Drastik ha rivelato in rete una delle sue ultime scoperte ho capito che io della moda non aveva ancora capito una cippalippabaubau. La moda è glamour, seduzione, esaltazione dei corpi e tutto questo è sbagliato. La moda in quanto moda è tendenza e la tendenza deve tendere solo verso Dio, tutto il resto sono inutili orpelli, ora lo so, ora comprendo i miei peccati e sono pronta, grazie a Brigitta e tutti gli altri santi donnini del modesto universo femminile cattofashion, a presentare anche sulle mie umili paginette di questo insulso blog la Moda Modesta.
Cappelli Perché le donne si ostinano a portare i capelli al vento? Non riescono ancora a liberarsi da questo peccato di vanità di mostrare il pelo all’uomo maschio che in quanto maschio è sempre attizzato da ‘u pilu? Coprire il capo come è un dovuto atto di umiltà, ricordiamo le parole di San Bernardo (il santo grosso con l’aria bonaria e il barilotto di grappa attaccata al collo): “Quanto è bella la modestia, e quale gemma è tra tutte le virtù”.
Gonne
Prima di tutto i pantaloni non sono contemplati, una donna modesta non indossa niente che in qualche modo possa sottolineare le sue curve, una donna modesta non deve avere curve, deve presentarsi, grassa o magra che sia, possibilmente come un monoblocco. Mortificare il corpo is the way e allora cosa c’è di meglio di una lunga gonna marrone con elastico in vita?
“Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!” – 1 Corinzi 6,19-20 (06 per chi chiama da fuori Roma)
Cito fedelmente dal blog cattolico americano Ignitum Today:
“Non siamo oggetti ma soggetti e con un’anima. Una donna che veste con modestia porta con sé un senso di mistero così come il senso di umiltà, dignità e confidenza perché non ha bisogno di svalutare se stessa fino agli standard del mondo. Piuttosto, lei indurrà il mondo a fermarsi e a guardare a come dovrebbero essere gli standard.”
Comunque a me modestamente ‘sta moda mi pare una grande cacata. Scarpe
“La modestia nel vestire è semplicemente la manifestazione del vostro cuore puro e modesto.” Il tacco è un invenzione del demonio, però quando l’indosso a lungo io prego tanto la Madonna, forse perché ancora faccio fatica a reprimere la mia immodestia, ma sono convinta che con calzaturine di questo tipo riuscirò a sentirmi così umile da voler scomparire sotto terra.
Piove. Ci ricordiamo che è giorno quando il grigio ci ricopre e lo malediciamo. Non contiamo le giornate di sole, ma ci soffermiamo su quelle fredde e umide, a meno che il sole non diventi troppo pesante e allora tutto è pesante, tutto finisce nella discarica dei ricordi, dell’avrei voluto, avrei potuto, ma non ho potuto e il non ho voluto neanche provarci non è contemplato. Non di colpe si vive eppure di queste ne contorniamo la vita, le nostre sono sempre di altri.
Ieri a Roma è stato tutto bellissimo, io sono stata felice di sbandierare i miei figli e mio marito e gridare al mondo intero. “NESSUNO TOCCHI I BAMBINI!” anche se con noi c’era quel prete che i bambini li tocca eccome. E’ fondamentale difendere la famiglia e poi mica potevo perdermi l’occasione di vedere Mario con quella troia di sua moglie e i loro marmocchi, la prossima volta che ci vediamo per scopare glielo dico che lei è ingrassata. A Roma c’erano tante persone, ma anche tanti giornalisti che ci chiedevano cosa facessimo li, ma per fortuna ci avevano dato delle indicazioni chiare su come dovevamo comportarci e io non ho risposto a nessuna domanda, anche quando mi hanno chiesto che ora era sono stata muta e ho guardato avanti. La manifestazione era piena di gente, ci hanno detto di dire che eravamo due milioni, non lo so ma so che eravamo l’Italia migliore, quella delle donne con le gonne rigorosamente sotto il ginocchio, quella che difende i bambini ma solo quelli nostri perché dei figli che sono cresciuti con i genitori ominisessuali a noi non c’importa niente e vorremmo salvarli dalla loro futura omosessualinità strappandoli da chi li ha cresciuti e dice che li cresce con amore. Basta con questa lobby gay che vuole dirci come vivere, non vorrei mai svegliarmi un giorno lesbica e Dio non voglia che possa anche piacermi! Grazie a Dio ci sono persone come Adinolfi (divorziato, risposato con rito civile a Los Angeles e appassionato giocatore d’azzardo) o la Meloni (che ieri ha annunciato di essere incinta pur non essendo sposata) che ci indicano come dev’essere una vera famiglia.
Noi diciamo no all’utero in affitto, alla vendita del corpo delle donne! Che se poi il marito va a puttane poverino ogni tanto si deve pure sfogare, quei corpi sodi e freschi delle adolescenti sono talmente appetibili che è difficile resistere. Non per niente gli italiani si piazzano sempre al vertice del turismo sessuale minorile, che poi dicono che a noi non piace viaggiare e fare nuove esperienze.
dalla pagina facebook di Luca Bottura
E’ stato bello ieri vedere tanta gente, tanti giovani di Casapound e Forza Nuova che difendono gli italici valori e per farlo non lesinano a picchiare i gay o i negri perché va detto: noi che portiamo avanti i valori cristiani siamo contro questa invasione mussulmana! E’ inutile che poi qualcuno cerchi di parlarci degli orfani, delle persone che scappano dalla guerra ecc, noi non ci facciamo “infinocchiare” da questi discorsi, ognuno faccia l’orfano a casa propria e muora nelle sue terre senza infettare le nostre.
Al Circo Massimo ho sentito tanti bei discorsi, compresa la lettera del rabbino capo che poi ha detto di non averla mandata, probabilmente non l’ha spedita perché non voleva spendere per il francobollo, si sa che i rabbini son tutti tirchi. Sono stata proprio contenta di aver partecipato a una così bella manifestazione, ma una cosa dovrò ricordarmi per il futuro che il sesso non è piacere, per cui la prossima volta che mi faccio sbattere da Mario o da mio marito dovrò assolutamente trattenermi dal gridare, non vorrei che si accorgessero che non son una vera cristiana.
Millennio II dopo il “Non sapevo di essere incinta” di Maria da Nazareth: il popolo italiano, particolarmente provato dall’inquinamento delle polveri sottili, una volta concluso il dibattito sui botti e sulle targhe alterne, si era ritrovato disgraziatamente in preda ad un pericoloso momento di smarrimento. A niente erano valse le notizie dall’estero sugli attentati, sull’esecuzione di massa in Arabia Saudita, sulla condizione dei profughi siriani e sui migranti che ancora continuavano a morire nei nostri mari. L’italico popolo, forse a corto di un Salvini un po’ sottotono probabilmente abbacchiato dal cotechino natalizio e quindi meno presente sui social per sparare le sue cazzate razziste, non riusciva a lasciarsi folgorare da niente. Ancora non era morto alcun personaggio famoso, la noia si tagliava a fette come il pandoro e la si condiva con il mascarpone e la nutella (così per tenersi ancora su con le calorie). Fu proprio quando ormai in molti stavano rinunciando alle consuete diatribe 2.0 che apparve, distribuito in milleepiùmigliaiazza di copie su scala nazionale e scala Ricther, il nuovo film di Checco Zalone che riuscì finalmente a spezzare la monotonia in cui milioni di persone vivevano. E fu subito un trionfo di Zalone sì, Zalone no, se famo du’ spaghi? Il popolo scalpitava in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi pur di dire la sua. Zalone allora una volta veniva paragonato a Sordi, un’altra a Totò e poi a Boldi/De Sica, il Gabibbo e la Gegia. Venivano scomodati tutti, da Eco (eco eco eco co oh) a Pasolini, dalla Dandini a Belen perché comunque una bonazza nel mezzo non stonava mai. Chi accusava i radichal chic, chi i parziali sciock, venivano citate retrospettive riguardanti la cinematografia della Germania orientale ante caduta del muro e quella della Corea del nord, finalmente tutti avevano qualcosa da dire. Il popolino era ancora una volta distratto e nessuno, dico nessuno, pensava più ai nostri tre Marò.
Come mi andrà quest’anno non lo so, il 31 dicembre ho mangiato le lenticchie, 12 chicchi d’uva e soprattutto molto formaggio in una bettola ai bordi di periferia dove i tram non vanno avanti più. Io desidero solo che le intrinseche incoscenze di salvatici discorsi maldifici, ricche di buoni propositi e camembert, si realizzino per tutti noi per cui vado tosta a prevedere un qualcosa che potrebbe animare gli spiriti autistici sopiti nelle nostre menti ancora erborinate … e che Santa Rita S’Accascia ci aiuti a tutt’ quant’.
Ariete L’Ariete è il maschio della pecora (l’ho scoperto adesso su wikipedia) per cui non produce latte, quindi neanche il formaggio “e a che serve?” (direte voi miei piccoli lettori) a sollazzare la pecora rispondo io. Per il 2016 prevedo per voi giorni intonsi di piacere, giocate con le perversioni degustando caprini come non ci fosse un domani, per le ristrettezze c’è…
C’è una pagina su facebook chiamata “L’Urlo”, ha come foto profilo l’Urlo di Munch ed ha circa 50mila fans. I gestori di questa pagina negli ultimi tempi hanno cominciato a copiare i miei post (come potete vedere da queste immagini).
Copiare i post nell’epoca della condivisione è un comportamento insano, ma qualcuno probabilmente soffre di una forma patologica di fame di like ed è disposto per questo a fare di tutto pur di riempire le propria pagina d’idiozie, compreso copiare le mie.
Ovviamente questo loro atteggiamento è stato fatto notare e i gestori della pagina hanno pensato bene non solo di bannare la sottoscritta, ma di bannare e prendere in giro tutti coloro che glielo hanno fatto notare.
Per quanto possano ancora copiare me (e ripeto: bisogna essere proprio messi male per copiarmi) e altri, nessuno potrà copiare il mio modo di ridere sulle cose del mondo perché io sono una persona vera che non inizia e né finisce in questo mondo digitale. Probabilmente queste persone hanno davvero una vita miserevole, nonostante le segnalazioni di molte persone continuano a copiare post bannando ogni voce contraria … e pensare che poco meno di un anno fa erano tutti Charlie.
Ps fino a qualche minuto fa sotto il mio post copiato con l’immagine della 128 c’erano questi commenti, ora li hanno fatti sparire
2. Hanno fatto sparire i miei post e i commenti su altri post come questi
Ah la Leopolda! Qua è tutto fighissimo, qua ci si sente davvero giovani e innovatori e anche più belli. Qua nessuno litiga, qua nessuno contraddice l’altro perché noi abbiamo sempre ragione e siamo davvero ganzi con le nostre camicine bianche e i nostri selfie che condividiamo in tutti i modi e in tutti i luoghi virtuali. Qua è tutto un gran movimento, vip, gente sorridente … cosa facciamo qui? Non lo so, ma so che è bello esserci e la Boschi è proprio bella … urca quant’è bella quando sorride e quando, con la sua naturale eleganza, glissa sulle domande che riguardano suo padre e il conflitto d’interessi. Noi siamo l’innovazione, noi cambiamo l’Italia rottamando la vecchia classe politica, togliendo un po’ di dirittucci ai lavoratori e salvando qualche bancuccia un po’ birichina. Noi siamo il vero cambiamento e ci distinguiamo dai fans di quel tipo urlante che dal suo blog mette alla gogna i giornalisti. Noi siamo migliori perché abbiamo le idee giuste, infatti per distinguerci abbiamo lanciato sul sito della nostra convention l’iniziativa: “Scegli il peggior titolo di giornale”, così ci facciamo pure due risate alla faccia di quei barbosi che ci stanno sempre a criticare Saviano compreso, rosiconi!
Ebbene sì, noi italiani ci siamo sempre lamentati dei nostri candidati politici, abbiamo gente di un certo calibro d’imbecillità da Gasparri a Borghezio , dalla Gelmini a Razzi, e pensiamo sia praticamente impossibile trovare dei dementi simili in altri paesi e invece anche stavolta restiamo spiazzati da un super candidato di una super potenza, colui che un giorno non solo potrebbe guidare gli STATI UNITI D’AMERICA ma decidere le sorti dell’intera UMANITÀ (paraponziponzipà): DONALD TRUMP.
Republican presidential candidate Donald Trump gestures and declares “You’re fired!” at a rally in Manchester, New Hampshire, June 17, 2015. REUTERS/Dominick Reuter TPX IMAGES OF THE DAY – RTX1GZCO
Donald John Trump (trad. Donato Gianni Briscola): la prima cosa che molti si chiedono è come faccia uno che ha fastastiliardi di dollari a non potersi permettere un parrucchino migliore, ma ad un più attento esame potremmo dire che quello che ha sulla testa il magnate non è un semplice ammasso di capelli incollati a caso su un pezzo di stoffa siliconata, ma una centralina operativa che lo guida da sempre negli affari e adesso anche nella sua campagna per le presidenziali.
Di lui fino a poco tempo fa sapevo solo che era l’ex marito di Ivana, personaggio televisivo americano anche lei nota per la notevole impalcatura situata sul cranio (sono convinta che i Trump siano stati in qualche modo imparentati con Moira Orfei). Su wikipedia si legge che ha fatto un botto di soldi con l’edilizia e che da quella si è espanso, come il polietilene, in altri campi. Lui stesso afferma: “Ho avuto vita dura. Ho cominciato con un piccolo prestito di mio padre: un milione di dollari.” (poraccio)
Ma più che dalla sua vita, cominciata nel 1946 a New York New York, si rimane colpiti dalle sue mirabolanti dichiarazioni di cui ne riporterò solo alcune perché ne sforna di continuo:
Ambiente: “Il concetto di riscaldamento globale è stato creato dai cinesi per rendere meno competitiva la manifattura degli Stati Uniti”
Politiche d’integrazione: “Quando il Messico manda qui la sua gente, non ci sta mandando il meglio. Non mandano te, o te. Stanno mandando persone piene di problemi, e queste persone portano i loro problemi qui da noi. Portano droghe. Portano crimine. Sono stupratori. E alcuni, credo, sono buone persone.”
“Costruirò un grande muro e nessuno costruisce muri meglio di me, credetemi e lo costruirò a prezzo stracciato. Costruirò questo muro sul confine Sud degli Usa e farò pagare quel muro al Messico. Segnatevi quello che dico”
“E’ giusto vietare l’ingresso dei musulmani nel paese, dobbiamo fare la cosa giusta, il divieto sarebbe solo temporaneo fino a che i leader capiranno cosa sta succedendo”
Comunicazione: “Internet va chiuso, alimenta l’estremismo”
Donne: “Se Hillary Clinton non riesce nemmeno a soddisfare il suo uomo, cosa le fa pensare di poter soddisfare l’America?”
Su Bette Midler: “Io non capisco perché sia così brutta. lo so, ma non lo dico, perché voglio insistere nell’essere politically correct” (bellino lui)
Sulla presentatrice, attrice e attivista per i diritti delle persone LGBT Rosie O’ Donell: “Rosie è rozza, maleducata, odiosa e scema. Ma a parte questo, mi piace”.
Ha dato della “cagna” a Arianna Huffington definendola “poco attraente dentro e fuori” aggiungendo: “capisco perché il suo ex marito l’ ha lasciata per un uomo”
Riferendosi alla giornalista della Fox New Megyn Kelly, che ha fatto da moderatrice ad un suo dibattito televisivo, ha detto “Si vedeva che aveva il sangue agli occhi, le usciva il sangue dal…da tutte le parti”
Ha dato di disgustosa ad un’avvocatessa che aveva chiesto una pausa (durante un’udienza in un processo) per poter allattare suo figlio di 3 mesi.
E’ convinto fra l’altro di essere un vero Don Giovanni, riguardo alle concorrenti del programma The Apprentice disse. “Io sono sicuro che consciamente o inconsciamente, tutte le donne di questa trasmissione si siano innamorate di me.”
Berlusconi zitto e impara!
Disabilità
Qua Trump non dice niente, si è limitato soltanto a fare pubblicamente l’imitazione di un giornalista del New York Times disabile.
Armi
Sulla recente strage nella scuola dell’Oregon: “Se gli insegnanti fossero stati armati, avrebbero potuto proteggere gli studenti rimasti uccisi nella sparatoria al college dell’Oregon. Se ci fosse stato un paio di insegnanti o qualcuno con le pistole in quella stanza, sarebbe stato meglio”
“Credo fortemente che le persone di questo Paese – e il mondo – abbiano bisogno di protezione. Se si guarda a Parigi, non avevano pistole, e sono stati massacrati. Se si considera quello che e’ successo in California, non avevano armi e sono stati uccisi”
“Prendete Chicago con i suoi enormi problemi di violenza e record di sparatorie e uccisioni. E’ la città con le leggi più dure sul controllo delle armi in America. Possiamo fare di meglio”
Razzismo
Per attaccare il suo avversario Carson ha fatto leva su vecchi stereotipi riguardo le persone di colore descrivendolo come un uomo con un temperamento “patologico”, incline alla violenza e simile ad un molestatore di bambini. Cioè “incurabile”.
Riguardo gli scontri di Baltimora (nati dopo l’uccisione di un giovane afro-americano) ha detto: “Il nostro presidente afro-americano non ha avuto un impatto positivo sui delinquenti che stanno distruggendo Baltimora! Non vi preoccupate, lui ha tendenze razziste anche quando si tratta di afro-americani”
Fra le altre sue perle possiamo trovare affermazioni come:
“La pigrizia è un tratto dei neri… i neri che contano i miei soldi. Non lo sopporto!”
“Gli unici che possono contare i miei soldi sono gli uomini piccoli e bassi che indossano ogni giorno la kippah”
Salvini zitto e impara anche te!
Insomma potremmo pure farci delle grasse risate sul suo parrucchino e sulle sue dichiarazioni, ma questo uomo è pericoloso e potrebbe essere letale non solo per gli States ma per tutto il pianeta, speriamo che gli americani non siano così coglioni da votarlo … speriamo.
L’afflizione, diceva mia nonna, è la molla che fa scattare la tua creatività, quella caratteristica che ti spoglia dalle tue inutili impalcature e ti rivela nuda, fragile e finalmente vera.
Rossana, guance rosse e grande sedere guardava le vetrine dei negozi del centro sognando di essere un giorno come uno di quei manichini, così magri, così perfetti. Quella mattina si era convinta che con un po’ di trucco e degli abiti nuovi forse lui l’avrebbe notata. Quel tipo le piaceva da morire, ma per lei era troppo bello, troppo intelligente, troppo simpatico e vincente. Lei non si sentiva mai all’altezza di niente, figuriamoci di un ragazzo così amato da tutti. Si era anche sforzata di reprimere l’emozioni che provava quando lo vedeva riempendosi la testa di tutti i complessi possibili conditi da pessimismo e afflizione, ma nonostante tutto non ce la faceva proprio a non continuare a sognarlo.
Quella stessa sera si sarebbero visti alla festa di Sara e lei sperava con tutto il cuore che sarebbe riuscita finalmente con lui ad articolare parole normali e non il solito suono mezzo strozzato di quando paonazza cercava di rispondere ad un suo saluto. Una volta trovato un vestito che la facesse sentire un po’ meno grassa doveva solo sistemare i capelli, sua zia le avrebbe prestato la piastra, per il trucco ci avrebbe pensavo da sola, ormai dopo pomeriggi interi a vedere tutorial su YouTube si sentiva piuttosto esperta, anche se poi una volta truccata non usciva mai di casa.
Quel giorno l’aria era pulita, il cielo sembrava ancora più azzurro di sempre e si sentiva felice. Sarebbe andata bene, ne era quasi certa. Camminava ascoltando canzonette dal suo telefonino e non la smetteva di fantasticare. Lui l’avrebbe salutata, lei avrebbe risposto al suo saluto, avrebbero bevuto insieme e questo l’avrebbe aiutata a dissolvere un po’ la sua timidezza. Si era preparata tutti gli argomenti che sapeva di suo interesse, che bello se fossero riusciti un po’ ad appartarsi, come sarebbe stato bello ricevere complimenti per i suoi occhi grandi azzurri che lei normalmente nascondeva dietro un paio di strambi occhiali e che bello se Rossana si fosse accorta del tram prima di essere travolta. Se non fosse stata così distratta da tutti i suoi sogni non sarebbe rimasta uccisa in quel tragico incidente poco prima della festa e avrebbe saputo che anche a lui lei piaceva molto.